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Giovane trovata morta nei pressi di un capannone utilizzato per un rave party non autorizzato

Il cadavere di una donna è stato trovato questa mattina a Livorno all’interno di un’auto presso il capannone di una ex fabbrica dove lo scorso fine settimana si è svolto un rave party. Il corpo appartiene a una ragazza di trent’anni, nata a Roma ma residente a Nodica di Vecchiano (Pisa).

Sul posto sono stati chiamati i soccorsi che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna. E’ quindi intervenuta la Squadra Mobile ed anche la Polizia Scientifica per i rilievi. Gli investigatori hanno già raccolto le prime testimonianze. La presenza del corpo è stata segnalata alla Polizia da una telefonata anonima fatta da un uomo. E’ da chiarire innanzitutto se la trentenne sia morta sul luogo del ritrovamento e se vi sia stata portata in un secondo momento. Sulla salma sarà effettuata l’autopsia per fare luce sulle cause del decesso e per stabilire con precisione l’ora della morte.

Il rave party, ha spiegato la Questura di Livorno, non era autorizzato e si è tenuto all’interno dei capannoni della ex Trw, fabbrica che produceva sterzi per auto, in via Enriques, nella zona industriale di Stagno (Livorno).

Durante il deflusso di centinaia di persone, la Polizia, che aveva già svolto mirati servizi di prevenzione nella zona con Carabinieri e Guardia di Finanza, ha denunciato cinque persone per invasione di terreni ed edifici e per l’apertura di area di intrattenimento pubblico senza osservare le prescrizioni a tutela dell’incolumità delle persone. Sequestrati anche due furgoni con materiale pesante di vario tipo e apparecchi per il suono.

Manuel Bortuzzo: “Potrei tornare a camminare”

“Un filamento di midollo è intatto, potrei tornare a camminare”. Lo ha detto Manuel Bortuzzo promessa 19enne del nuoto, finito in carrozzina dopo essere stato colpito da un proiettile lo scorso 2 febbraio a Roma.

Ieri Bortuzzo, ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, ha presentato il suo libro dal titolo “Rinascere. L’anno in cui ho ricominciato a vincere”, edito da Rizzoli, domani nelle librerie. Manuel racconta dell’incubo iniziato nove mesi fa, dell’ultimo ballo sulle note della canzone “I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero e parla della possibilità di ritornare a camminare.

La speranza si basa sul fatto che un filamento di midollo è rimasto intatto: “Finora l’ho tenuto per me, ma mi sono dato 10 anni per tornare a camminare. Con tanto impegno, come sto facendo e come ho sempre fatto”, ha detto il nuotatore 19enne.

Rimane impigliata al cancello mentre cerca di scavalcarlo: 18enne muore impiccata

Dopo una serata trascorsa con gli amici in discoteca, torna a casa tardi e, non avendo le chiavi per entrare dal cancello, decide di scavalcarlo per non svegliare la sorella che abita con lei. La giovane è però rimasta impigliata con gli abiti ed è morta impiccata.

La terribile tragedia è accaduta nella notte tra sabato 2 novembre e domenica 3 novembre in una villetta di via Canton Prelle a Loranzè, in provincia di Torino. Vittima la 18enne Erika Russo Testagrossa.

A scoprire il corpo, ormai privo di vita, è stata la sorella il mattino seguente. I familiari hanno lanciato l’allarme: sul posto sono giunti i soccorsi e i Carabinieri di Ivrea che però non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
I Militari hanno anche chiamato il medico legale per non escludere alcuna ipotesi.

Scuolabus si ribalta nel fosso: paura per i bambini a bordo

Tanta paura ma per fortuna nessuna grave conseguenza per i bambini che questa mattina erano a bordo del pulmino che li stava portando a scuola e che ha subito un incidente.

Il mezzo, proveniente da Sant’Agata sul Santerno, si è capottato ed è volato in un fosso dopo essere stato urtato da un’auto, una Bmw che, in base alle prime informazioni, non avrebbe rispettato lo stop. E’ accaduto questa mattina intorno alle 8.30 a San Lorenzo di Lugo, in provincia di Ravenna. Al volante del pulmino che trasportava 7 bambini tra i 6 e i 10 anni si trovava un autista di 62 anni.

Immediati i soccorsi: sul posto sono arrivate 3 ambulanze, l’elicottero e la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Fortunatamente quasi tutti i piccoli, che erano assicurati ai sedili con le cinture di sicurezza, se la sono cavata solo con qualche livido.

Due di loro sono stati trasportati all’ospedale di Lugo per accertamenti mentre uno è al Bufalini di Cesena per un sospetto trauma cranico. Le sue condizioni comunque non preoccupano. Indenni l’autista del pulmino e quello dell’auto.

87enne muore dopo essere stato investito da un’auto pirata

E’ caccia al pirata della strada che ieri pomeriggio ha investito un uomo di 87 anni, provocandone la morte per poi fuggire.

L’uomo, Silvio Gattamelati, è stato trovato da un passante sull’asfalto privo di sensi e insanguinato. A qualche metro di distanza sono stati rinvenuti i suoi mocassini e l’ombrello. E’ accaduto intorno alle 17.30 in via Canalina a Reggio Emilia: in quel momento era già buio e pioveva, condizioni che potrebbero avere compromesso la visibilità.

L’87enne, che riportava evidenti segni di un trauma cranico, è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma è morto poco dopo l’arrivo al Pronto Soccorso.
Ora si cerca il conducente che dopo averlo investito è fuggito senza prestare soccorso: la Procura di Reggio ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale e omissione di soccorso a carico di ignoti. Indagano i Carabinieri che analizzeranno le immagini delle telecamere della zona.

Buona Cuoiopelli, Massese sprecona sconfitta 0-2

.Massese Cuoiopelli 0 – 2
.
Massese: Giacobbe, Bonni, Materazzi ( 60′ Forcella),Barbero, La Rosa, Cela, Marcon, Galloni (68′ Faye), Fusco, Dell’Amico (46′ Conedera), Khtella. A disp. Fiaschi, Giomi, Mussi, Piscopo, Biserni, Manfredi L. All. Matteo Gassani.
Cuoiopelli: Sollazzi, Rossi Leshi, Mancini, Nidiaci, Morelli, Magnani, Caciagli, Garunja (85′ Nieri), Niccolai, Bianchi (58′ Pellegrini). A disp. Puccini, Pinucci, Ferretti, Gargini, Casalini, Nardi, Marzi. All. Giglioli.
Reti: 45′ Bianchi (r), 78′ Pellegrini.
Arbitro: Zippilli di Mantova. Note: spettatori 200 circa, partita sospesa per 30 minuti all’inizio del secondo tempo per il maltempo.
Massa. Due squadre a confronto che dovevano farsi perdonale le sconfitte dell’ultima giornata, poi ci si è messo anche il violento acquazzone cresciuto di intensità verso la fine del primo tempo a complicare le cose ed a mettere in serio dubbio la prosecuzione della gara. Con le squadre negli spogliatoi sembra impossibile continuare, l’arbitro chiede di attendere dieci minuti ( poi diventati quasi trenta) per vedere se le cose miglioravano ed infatti in quel lasso di tempo il terreno è diventato da un lago ad un campo agibile. Durante il secondo sopralluogo l’arbitro non ha gradito la presenza di mister Gassani e lo ha invitato a non rientrare.
La partita. Massese in campo priva dei sei elementi che hanno lasciato la società in settimana ed in panchina il nuovo Faye. Bisogna subito dire che la Massese ha avuto una netta superiorità territoriale però non concretizzata e dove ha sbagliato le conclusioni, la Cuoio è stata molto concreta, coperta, compatta curando le ripartenze senza impegnare però quasi mai Giacobbe. Nel primo tempo al 8′ tiro di Bianchi, vola Giacobbe alla deviazione. Al 22′ prima occasione della Massese con Marcon la cui parabola sfiora l’incrocio. Nel frattempo aumenta di intensità la pioggia, diventa anche più buio e in tanti pensano anche ai riflettori che non ci sono più, se ce ne fosse bisogno….Al 30′ ancora Marcon alla battuta devia un avversario, per qualcuno è stato un braccio, per l’arbitro no. Al 36′ bel cross di Khtella e Fusco di testa segna ma la rete viene annullata per fuori gioco. All’ultimo minuto mischia in area bianconera con Garunja che va a terra. L’arbitro indica il dischetto ed ammonisce Cela. L’ennesimo rigore dubbio contro i bianconeri agli Oliveti. Poi quando si riprende, dopo oltre 45 minuti , fra riposo e attesa, la Massese sembra decisa a recuperare e si riversa nella metà campo avversario, che naturalmente diventa sempre più chiusa, ma non tralascia di reagire in contropiede. Al 50′ punizione di Barbero che sfiora il palo, poi al 61′ gran tiro di Fusco che costringe Sollazzi alla deviazione in volo e cinque minuti dopo segna La Rosa ma c’è la bandierina alzata e gol non convalidato. Su una ripartenza della Cuoio questa volta è La Rosa a salvare in extremis su Garunja e tre minuti dopo su una punizione per gli ospiti un difensore bianconero scivola lasciano via libera ancora a Garunja che porta la Cuoio sul 2-0. Sul finale la beffa non poteva mancare, al 92′ rigore alla Massese che Fusco ( non aveva mai sbagliato un penalty) confermando il momento no di tutto manda alle stelle. “ Cosi non va – ha sentenziato un dirigente a fine gara – anche oggi un direttore di gara non all’altezza, forse ingannato dal campo ma come in altre volte, oggi i rigori non c’erano, sia quello della Cuoiopelli che quello della Massese”.
Aldo Antola

La guida sta timbrando i biglietti per la comitiva ma i controllori non vogliono sentire ragioni: li multano e li fanno scendere dal tram

31 turisti in visita al capoluogo toscano vengono multati e fatti scendere dal tram, nonostante la guida avesse comprato tutti i biglietti e li stesse regolarmente obliterando a bordo del mezzo. A riportare la notizia è l’edizione locale de La Nazione.

I turisti, in maggioranza spagnoli e inglesi, sbarcati giovedì scorso a Livorno e arrivati a Firenze per trascorrere una mezza giornata, hanno ricevuto l’insolito e tutt’altro che gradito benvenuto. A raccontare al quotidiano la vicenda è stata la stessa guida incredula. Il gruppetto dei controllori, saliti a bordo di Sirio poco dopo il capolinea di Scandicci, non avrebbe voluto sentire ragioni e quando la guida ha spiegato loro che stava timbrando i biglietti dei 31 turisti le avrebbero risposto che non era regolare, perché ognuno doveva timbrare il suo.

19 passeggeri della comitiva che avevano già ricevuto il loro biglietto obliterato non hanno avuto problemi, ma per i restanti 31 è cominciato il calvario: sono stati infatti fatti scendere dal mezzo in via Alamanni e portati nella biglietteria Ataf per essere multati. “Hanno perso più di un’ora. – ha riferito la guida a La Nazione – Erano indignati e hanno urlato “A Firenze mai più”. Con loro c’era anche una signora disabile di 85 anni”.

Una vicenda assurda che ha ovviamente fatto scalpore: alla fine Atac ha tolto la multa, scusandosi coi 31 turisti stranieri. Anche il Comune di Firenze per bocca dell’assessore al turismo, Cecilia Del Re, ha voluto porgere le proprie scuse ai malcapitati. (fotografia da pendolaria.it)

Muore sotto i ferri durante un banale intervento di protesi all’anca

Si sottopone a un banale intervento di protesi all’anca ma muore sotto i ferri.
E’ accaduto venerdì scorso, 25 ottobre, a una donna di 69 anni, residente a Cagli, in provincia di Pesaro-Urbino, operata in una clinica della Valconca.

La signora era in buone condizioni di salute, gli esami pre-operatori non avevano evidenziato nulla di particolare, ma poi, durante l’intervento di inserimento della protesi, qualcosa è andato storto e la situazione è precipitata. La 69enne è deceduta sotto i ferri per l’insorgere di gravi complicazioni di fronte alle quali i medici non hanno potuto fare nulla.

La famiglia, che pretende delle risposte, si è rivolta a un legale. Intanto la Procura di Rimini ha disposto il sequestro della salma della donna e delle cartelle cliniche e l’autopsia che potrebbe essere eseguita già nella giornata di oggi.

Bimbo di 7 anni finisce all’ospedale per le botte ricevute: arrestato il compagno della madre

Arrestato dalla Polizia dopo avere picchiato il figlio della compagna. E’ accaduto a Sondrio, in Valtellina.

L’uomo, un 24enne del posto, ha cercato di depistare le indagini, presentando denuncia contro un compagno di scuola del piccolo e contro l’insegnante per omessa vigilanza. Il bambino è stato infatti portato al pronto soccorso per le botte ricevute e i medici, insospettitisi dai lividi, hanno avvertito la Questura.

Le indagini degli inquirenti hanno fatto luce su quanto era realmente accaduto ed hanno individuato nel compagno della madre il responsabile delle ferite riportate dal piccolo.
Ieri il 24enne è stato arrestato dalla Squadra Mobile, in applicazione di un mandato di arresto firmato dal gip Pietro Della Pona, per maltrattamenti e lesioni aggravate.

L’uomo è inoltre indagato per calunnia aggravata nei confronti dell’insegnante e del compagno della piccola vittima, completamente estranei alla vicenda.

Piccola di tre anni azzannata al volto da un cane

Bimba di tre anni viene azzannata al volto da un cane. E’ accaduto alcuni giorni fa all’interno di un bar di via Giardini a Pavullo, sull’Appennino modenese.

La piccola si trovava insieme alla madre, al padre e a uno zio all’interno del locale, e stava mangiando una focaccia, quando è stata aggredita dal cane di una coppia, seduta nel tavolino accanto. Non si sa che cosa abbia provocato la reazione dell’animale, un pastore australiano, che l’ha morsicata al volto: forse un movimento della piccola o la presenza del cibo.

La bambina è stata immediatamente soccorsa e portata al pronto soccorso dell’Ospedale di Pavullo ma le sue condizioni ne hanno richiesto l’immediato trasferimento al Policlinico di Modena dove c’è un reparto specialistico per trattare i bambini.
Qui è stata sottoposta a una delicata operazione chirurgica: sono stati necessari undici punti di sutura al mento e al naso, anche perché l’animale le ha reciso il nervo nasale. La piccola è già stata dimessa. (fotografia di repertorio) 

Giovane trovata morta nei pressi di un capannone utilizzato per un rave party non autorizzato

Il cadavere di una donna è stato trovato questa mattina a Livorno all’interno di un’auto presso il capannone di una ex fabbrica dove lo scorso fine settimana si è svolto un rave party. Il corpo appartiene a una ragazza di trent’anni, nata a Roma ma residente a Nodica di Vecchiano (Pisa).

Sul posto sono stati chiamati i soccorsi che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso della donna. E’ quindi intervenuta la Squadra Mobile ed anche la Polizia Scientifica per i rilievi. Gli investigatori hanno già raccolto le prime testimonianze. La presenza del corpo è stata segnalata alla Polizia da una telefonata anonima fatta da un uomo. E’ da chiarire innanzitutto se la trentenne sia morta sul luogo del ritrovamento e se vi sia stata portata in un secondo momento. Sulla salma sarà effettuata l’autopsia per fare luce sulle cause del decesso e per stabilire con precisione l’ora della morte.

Il rave party, ha spiegato la Questura di Livorno, non era autorizzato e si è tenuto all’interno dei capannoni della ex Trw, fabbrica che produceva sterzi per auto, in via Enriques, nella zona industriale di Stagno (Livorno).

Durante il deflusso di centinaia di persone, la Polizia, che aveva già svolto mirati servizi di prevenzione nella zona con Carabinieri e Guardia di Finanza, ha denunciato cinque persone per invasione di terreni ed edifici e per l’apertura di area di intrattenimento pubblico senza osservare le prescrizioni a tutela dell’incolumità delle persone. Sequestrati anche due furgoni con materiale pesante di vario tipo e apparecchi per il suono.

Manuel Bortuzzo: “Potrei tornare a camminare”

“Un filamento di midollo è intatto, potrei tornare a camminare”. Lo ha detto Manuel Bortuzzo promessa 19enne del nuoto, finito in carrozzina dopo essere stato colpito da un proiettile lo scorso 2 febbraio a Roma.

Ieri Bortuzzo, ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”, ha presentato il suo libro dal titolo “Rinascere. L’anno in cui ho ricominciato a vincere”, edito da Rizzoli, domani nelle librerie. Manuel racconta dell’incubo iniziato nove mesi fa, dell’ultimo ballo sulle note della canzone “I migliori anni della nostra vita” di Renato Zero e parla della possibilità di ritornare a camminare.

La speranza si basa sul fatto che un filamento di midollo è rimasto intatto: “Finora l’ho tenuto per me, ma mi sono dato 10 anni per tornare a camminare. Con tanto impegno, come sto facendo e come ho sempre fatto”, ha detto il nuotatore 19enne.

Rimane impigliata al cancello mentre cerca di scavalcarlo: 18enne muore impiccata

Dopo una serata trascorsa con gli amici in discoteca, torna a casa tardi e, non avendo le chiavi per entrare dal cancello, decide di scavalcarlo per non svegliare la sorella che abita con lei. La giovane è però rimasta impigliata con gli abiti ed è morta impiccata.

La terribile tragedia è accaduta nella notte tra sabato 2 novembre e domenica 3 novembre in una villetta di via Canton Prelle a Loranzè, in provincia di Torino. Vittima la 18enne Erika Russo Testagrossa.

A scoprire il corpo, ormai privo di vita, è stata la sorella il mattino seguente. I familiari hanno lanciato l’allarme: sul posto sono giunti i soccorsi e i Carabinieri di Ivrea che però non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
I Militari hanno anche chiamato il medico legale per non escludere alcuna ipotesi.

Scuolabus si ribalta nel fosso: paura per i bambini a bordo

Tanta paura ma per fortuna nessuna grave conseguenza per i bambini che questa mattina erano a bordo del pulmino che li stava portando a scuola e che ha subito un incidente.

Il mezzo, proveniente da Sant’Agata sul Santerno, si è capottato ed è volato in un fosso dopo essere stato urtato da un’auto, una Bmw che, in base alle prime informazioni, non avrebbe rispettato lo stop. E’ accaduto questa mattina intorno alle 8.30 a San Lorenzo di Lugo, in provincia di Ravenna. Al volante del pulmino che trasportava 7 bambini tra i 6 e i 10 anni si trovava un autista di 62 anni.

Immediati i soccorsi: sul posto sono arrivate 3 ambulanze, l’elicottero e la Polizia Locale dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Fortunatamente quasi tutti i piccoli, che erano assicurati ai sedili con le cinture di sicurezza, se la sono cavata solo con qualche livido.

Due di loro sono stati trasportati all’ospedale di Lugo per accertamenti mentre uno è al Bufalini di Cesena per un sospetto trauma cranico. Le sue condizioni comunque non preoccupano. Indenni l’autista del pulmino e quello dell’auto.

87enne muore dopo essere stato investito da un’auto pirata

E’ caccia al pirata della strada che ieri pomeriggio ha investito un uomo di 87 anni, provocandone la morte per poi fuggire.

L’uomo, Silvio Gattamelati, è stato trovato da un passante sull’asfalto privo di sensi e insanguinato. A qualche metro di distanza sono stati rinvenuti i suoi mocassini e l’ombrello. E’ accaduto intorno alle 17.30 in via Canalina a Reggio Emilia: in quel momento era già buio e pioveva, condizioni che potrebbero avere compromesso la visibilità.

L’87enne, che riportava evidenti segni di un trauma cranico, è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma è morto poco dopo l’arrivo al Pronto Soccorso.
Ora si cerca il conducente che dopo averlo investito è fuggito senza prestare soccorso: la Procura di Reggio ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale e omissione di soccorso a carico di ignoti. Indagano i Carabinieri che analizzeranno le immagini delle telecamere della zona.

Buona Cuoiopelli, Massese sprecona sconfitta 0-2

.Massese Cuoiopelli 0 – 2
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Massese: Giacobbe, Bonni, Materazzi ( 60′ Forcella),Barbero, La Rosa, Cela, Marcon, Galloni (68′ Faye), Fusco, Dell’Amico (46′ Conedera), Khtella. A disp. Fiaschi, Giomi, Mussi, Piscopo, Biserni, Manfredi L. All. Matteo Gassani.
Cuoiopelli: Sollazzi, Rossi Leshi, Mancini, Nidiaci, Morelli, Magnani, Caciagli, Garunja (85′ Nieri), Niccolai, Bianchi (58′ Pellegrini). A disp. Puccini, Pinucci, Ferretti, Gargini, Casalini, Nardi, Marzi. All. Giglioli.
Reti: 45′ Bianchi (r), 78′ Pellegrini.
Arbitro: Zippilli di Mantova. Note: spettatori 200 circa, partita sospesa per 30 minuti all’inizio del secondo tempo per il maltempo.
Massa. Due squadre a confronto che dovevano farsi perdonale le sconfitte dell’ultima giornata, poi ci si è messo anche il violento acquazzone cresciuto di intensità verso la fine del primo tempo a complicare le cose ed a mettere in serio dubbio la prosecuzione della gara. Con le squadre negli spogliatoi sembra impossibile continuare, l’arbitro chiede di attendere dieci minuti ( poi diventati quasi trenta) per vedere se le cose miglioravano ed infatti in quel lasso di tempo il terreno è diventato da un lago ad un campo agibile. Durante il secondo sopralluogo l’arbitro non ha gradito la presenza di mister Gassani e lo ha invitato a non rientrare.
La partita. Massese in campo priva dei sei elementi che hanno lasciato la società in settimana ed in panchina il nuovo Faye. Bisogna subito dire che la Massese ha avuto una netta superiorità territoriale però non concretizzata e dove ha sbagliato le conclusioni, la Cuoio è stata molto concreta, coperta, compatta curando le ripartenze senza impegnare però quasi mai Giacobbe. Nel primo tempo al 8′ tiro di Bianchi, vola Giacobbe alla deviazione. Al 22′ prima occasione della Massese con Marcon la cui parabola sfiora l’incrocio. Nel frattempo aumenta di intensità la pioggia, diventa anche più buio e in tanti pensano anche ai riflettori che non ci sono più, se ce ne fosse bisogno….Al 30′ ancora Marcon alla battuta devia un avversario, per qualcuno è stato un braccio, per l’arbitro no. Al 36′ bel cross di Khtella e Fusco di testa segna ma la rete viene annullata per fuori gioco. All’ultimo minuto mischia in area bianconera con Garunja che va a terra. L’arbitro indica il dischetto ed ammonisce Cela. L’ennesimo rigore dubbio contro i bianconeri agli Oliveti. Poi quando si riprende, dopo oltre 45 minuti , fra riposo e attesa, la Massese sembra decisa a recuperare e si riversa nella metà campo avversario, che naturalmente diventa sempre più chiusa, ma non tralascia di reagire in contropiede. Al 50′ punizione di Barbero che sfiora il palo, poi al 61′ gran tiro di Fusco che costringe Sollazzi alla deviazione in volo e cinque minuti dopo segna La Rosa ma c’è la bandierina alzata e gol non convalidato. Su una ripartenza della Cuoio questa volta è La Rosa a salvare in extremis su Garunja e tre minuti dopo su una punizione per gli ospiti un difensore bianconero scivola lasciano via libera ancora a Garunja che porta la Cuoio sul 2-0. Sul finale la beffa non poteva mancare, al 92′ rigore alla Massese che Fusco ( non aveva mai sbagliato un penalty) confermando il momento no di tutto manda alle stelle. “ Cosi non va – ha sentenziato un dirigente a fine gara – anche oggi un direttore di gara non all’altezza, forse ingannato dal campo ma come in altre volte, oggi i rigori non c’erano, sia quello della Cuoiopelli che quello della Massese”.
Aldo Antola

La guida sta timbrando i biglietti per la comitiva ma i controllori non vogliono sentire ragioni: li multano e li fanno scendere dal tram

31 turisti in visita al capoluogo toscano vengono multati e fatti scendere dal tram, nonostante la guida avesse comprato tutti i biglietti e li stesse regolarmente obliterando a bordo del mezzo. A riportare la notizia è l’edizione locale de La Nazione.

I turisti, in maggioranza spagnoli e inglesi, sbarcati giovedì scorso a Livorno e arrivati a Firenze per trascorrere una mezza giornata, hanno ricevuto l’insolito e tutt’altro che gradito benvenuto. A raccontare al quotidiano la vicenda è stata la stessa guida incredula. Il gruppetto dei controllori, saliti a bordo di Sirio poco dopo il capolinea di Scandicci, non avrebbe voluto sentire ragioni e quando la guida ha spiegato loro che stava timbrando i biglietti dei 31 turisti le avrebbero risposto che non era regolare, perché ognuno doveva timbrare il suo.

19 passeggeri della comitiva che avevano già ricevuto il loro biglietto obliterato non hanno avuto problemi, ma per i restanti 31 è cominciato il calvario: sono stati infatti fatti scendere dal mezzo in via Alamanni e portati nella biglietteria Ataf per essere multati. “Hanno perso più di un’ora. – ha riferito la guida a La Nazione – Erano indignati e hanno urlato “A Firenze mai più”. Con loro c’era anche una signora disabile di 85 anni”.

Una vicenda assurda che ha ovviamente fatto scalpore: alla fine Atac ha tolto la multa, scusandosi coi 31 turisti stranieri. Anche il Comune di Firenze per bocca dell’assessore al turismo, Cecilia Del Re, ha voluto porgere le proprie scuse ai malcapitati. (fotografia da pendolaria.it)

Muore sotto i ferri durante un banale intervento di protesi all’anca

Si sottopone a un banale intervento di protesi all’anca ma muore sotto i ferri.
E’ accaduto venerdì scorso, 25 ottobre, a una donna di 69 anni, residente a Cagli, in provincia di Pesaro-Urbino, operata in una clinica della Valconca.

La signora era in buone condizioni di salute, gli esami pre-operatori non avevano evidenziato nulla di particolare, ma poi, durante l’intervento di inserimento della protesi, qualcosa è andato storto e la situazione è precipitata. La 69enne è deceduta sotto i ferri per l’insorgere di gravi complicazioni di fronte alle quali i medici non hanno potuto fare nulla.

La famiglia, che pretende delle risposte, si è rivolta a un legale. Intanto la Procura di Rimini ha disposto il sequestro della salma della donna e delle cartelle cliniche e l’autopsia che potrebbe essere eseguita già nella giornata di oggi.

Bimbo di 7 anni finisce all’ospedale per le botte ricevute: arrestato il compagno della madre

Arrestato dalla Polizia dopo avere picchiato il figlio della compagna. E’ accaduto a Sondrio, in Valtellina.

L’uomo, un 24enne del posto, ha cercato di depistare le indagini, presentando denuncia contro un compagno di scuola del piccolo e contro l’insegnante per omessa vigilanza. Il bambino è stato infatti portato al pronto soccorso per le botte ricevute e i medici, insospettitisi dai lividi, hanno avvertito la Questura.

Le indagini degli inquirenti hanno fatto luce su quanto era realmente accaduto ed hanno individuato nel compagno della madre il responsabile delle ferite riportate dal piccolo.
Ieri il 24enne è stato arrestato dalla Squadra Mobile, in applicazione di un mandato di arresto firmato dal gip Pietro Della Pona, per maltrattamenti e lesioni aggravate.

L’uomo è inoltre indagato per calunnia aggravata nei confronti dell’insegnante e del compagno della piccola vittima, completamente estranei alla vicenda.

Piccola di tre anni azzannata al volto da un cane

Bimba di tre anni viene azzannata al volto da un cane. E’ accaduto alcuni giorni fa all’interno di un bar di via Giardini a Pavullo, sull’Appennino modenese.

La piccola si trovava insieme alla madre, al padre e a uno zio all’interno del locale, e stava mangiando una focaccia, quando è stata aggredita dal cane di una coppia, seduta nel tavolino accanto. Non si sa che cosa abbia provocato la reazione dell’animale, un pastore australiano, che l’ha morsicata al volto: forse un movimento della piccola o la presenza del cibo.

La bambina è stata immediatamente soccorsa e portata al pronto soccorso dell’Ospedale di Pavullo ma le sue condizioni ne hanno richiesto l’immediato trasferimento al Policlinico di Modena dove c’è un reparto specialistico per trattare i bambini.
Qui è stata sottoposta a una delicata operazione chirurgica: sono stati necessari undici punti di sutura al mento e al naso, anche perché l’animale le ha reciso il nervo nasale. La piccola è già stata dimessa. (fotografia di repertorio) 

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