Home Blog Pagina 2040

Ed Sheeran non ha il cellulare!

La curiosità, davvero sorprendente, arriva dal conduttore radiofonico Roman Kemp che, durante la trasmissione televisiva britannica ‘I’m A Celebrity… Get Me Out of Here!’, ha rivelato che il suo amico Ed Sheeran non possiede un cellulare: “Ed non ha il telefono, gli devi mandare una email”.

Una sorpresa si, dati i tempi, ma fino ad un certo punto.

Già due anni fa Ed Sheeran affermò come la sua decisione di sbarazzarsi del telefono avesse contribuito a ridurgli lo stress: ”Ho comprato un iPad e lavoro solo via e-mail, ed è molto meno stressante. Non mi sveglio la mattina e devo subito rispondere a 50 messaggi di persone che mi chiedono cose”.

Ed Sheeran è Sheeran è uno dei musicisti più famosi e ricchi del mondo anzi, secondo la classifica stilata un mese fa da “Heat Magazine”, è l’inglese più ricco sotto i trent’anni. Ricco e famoso ma con problemi di ansia sociale: “Ti si insinua dentro. Ci sto lavorando da otto anni e ho chiuso fuori la realtà”.

Il campione del mondo di memoria è un ventenne italiano

Ha conquistato il campionato mondiale di memoria, che si è svolto a Zhuhai, in Cina, dimostrandosi il migliore tra 170 “atleti della mente”, provenienti da tutto il mondo. Con 8.170 punti ha superato anche i temibili Purevjav Erdenesaikhan e Lkhagvadotj Batbayar, provenienti dalla Mongolia.

L’uomo dalla memoria di ferro è un ragazzo di 20 anni, Andrea Muzii, studente di medicina di Roma.
E’ solo un anno che ha iniziato a gareggiare, mettendo insieme un record dopo l’altro: Andrea ha vinto anche il campionato europeo di memoria 2019 in Svezia, collezionando ben 6 titoli mondiali. Tra i record mondiali battuti da Andrea durante il campionato in Cina, c’è il massimo numero di carte da gioco memorizzate in mezz’ora: 1829 carte, più di 35 mazzi mischiati e ricostruiti senza errori.

“Non è un dono naturale – ha detto il giovane campione – occorre solo conoscere le tecniche di memoria, come l’antichissimo metodo del palazzo della memoria”.
Il prossimo appuntamento sarà a Dubai nel 2020, ossia per le Memoriadi, le Olimpiadi dei campioni della memoria.
“Basta allenarsi”, assicura Andrea.

Pessimi rapporti di vicinato: 40enne impedisce all’ambulanza di raggiungere la casa della vicina

Prima impedisce alla vicina di casa di uscire, mettendosi davanti al cancello e utilizzando un soffiatore per far arrivare a lei e alla nipotina fogliame e pietrisco, poi addirittura ostruisce la strada all’ambulanza. La vicenda relativa a rapporti particolarmente burrascosi tra vicini di casa ci porta a Campagnola, nel reggiano.

Motivo del contendere un pezzettino di strada di proprietà della donna, una 40enne di Cadelbosco Sopra, che i vicini sono costretti a percorrere per potersi recare nella loro abitazione (la cosiddetta servitù di passaggio).
L’acredine della 40enne si era già manifestata attraverso i più svariati dispetti, fino all’episodio dell’altro giorno, quando ha proibito alla vicina di uscire di casa.

Questa è stata colta da malore ma all’arrivo dell’ambulanza, per ben mezzora la 40enne ha impedito ai soccorsi di recarsi nell’abitazione della vicina. E’ stato necessario addirittura l’intervento dei Carabinieri che hanno riportato alla calma la donna, consentendo ai sanitari di fare il loro lavoro. La 40enne è stata denunciata alla Procura per violenza privata e interruzione di un pubblico servizio.

33enne muore dopo un’esplosione verificatasi nel suo garage

Tragedia ieri sera a Follonica (Grosseto): un ragazzo di 33 anni è morto dopo l’esplosione del suo garage.

La vittima si chiamava Leonardo Nannetti, abitava a Follonica e lavorava a Piombino (Livorno).
Il 33enne non ce l’ha fatta: rianimato sul posto, è deceduto durante il trasporto in ambulanza alla piazzola di atterraggio, dove ad attenderlo c’era l’elisoccorso che avrebbe dovuto portarlo all’ospedale di Pisa, al Centro Grandi Ustioni.

E’ accaduto ieri poco dopo le 19.00. Nessuna speranza per il ragazzo investito dallo scoppio probabilmente dovuto all’esplosione del serbatoio del carburante della sua motocicletta. Secondo le prime ricostruzioni, Leonardo Nannetti stava lavorando con la fiamma ossidrica nel suo garage in via Torricelli quando, per motivi da accertare, si è innescata l’esplosione.
Sul posto sono arrivati anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della compagnia di Follonica.

Uccise la fidanzata e poi vagò tutta la notte con il suo cadavere in auto: condannato a trent’anni, si è suicidato

Francesco Mazzega, condannato a 30 anni per la morte della sua fidanzata, Nadia Orlando, si è suicidato.

L’uomo, 38 anni, si è impiccato nel giardino della sua abitazione, a Muzzana del Turgnano (Udine), dove era ai domiciliari. E’ accaduto nella tarda serata di sabato, come riporta Il Messaggero Veneto. Prima ha cenato coi genitori, poi ha compiuto il gesto estremo. Sono stati i suoi parenti a trovarlo: immediato l’intervento dei soccorsi e dei sanitari del 118 che hanno cercato di rianimarlo per 40 minuti, senza però riuscirci.

Francesco Mazzega, lo ricordiamo, la sera del 31 luglio del 2017 aveva ucciso la fidanzata per poi vagare tutta notte in auto col cadavere e infine consegnarsi alla polizia.
Venerdì in appello era stata confermata la condanna a 30 anni per l’omicidio di Nadia Orlando, di Vidulis di Dignano (Udine), e, dopo la sentenza, l’uomo era tornato a casa dei genitori, con il braccialetto elettronico. Nei prossimi giorni i giudici avrebbero dovuto decidere in merito alla richiesta di fargli scontare la pena in carcere.

La ragazza aveva 21 anni quando fu uccisa a pochi passi da casa: a scatenare la furia omicida dell’uomo la volontà di Nadia di chiudere la relazione.

Sinisa Mihajlovic cita Vasco e parla della sua malattia

“Eh già, io sono ancora qua”. Sinisa Mihajlovic ha citato Vasco Rossi per riassumere la gioia di essere tornato alla vita dopo “quattro mesi e mezzo tosti, rinchiuso da solo in una stanza di ospedale, con aria e acqua filtrata, dove il desiderio più grande era una boccata d’aria, ma non lo potevo fare”.

Gli esiti del trapianto di midollo osseo a cui l’allenatore del Bologna si è sottoposto il mese scorso non sono ancora noti, anche se i primi trenta giorni sono stati liberi da complicazioni. “Dovranno passare cinque anni per decretare la definitiva guarigione”, ha spiegato la dottoressa Francesca Bonifazi, dell’Istituto di Ematologia “Seragnoli” del Policlinico Sant’Orsola, “ma già a due anni dalla diagnosi potremo avere indicazioni ragionevoli”. Per capire se il trapianto ha avuto gli effetti sperati, invece, bisognerà attendere ancora un paio di mesi.
Mihajlovic, maglione rosso e coppola, sotto la quale ha cercato di nascondere gli occhi spesso lucidi e un volto segnato dai chili persi dall’inizio della terapia, ha voluto ringraziare tutti, a partire dal personale medico e paramedico del Seragnoli, passando per i tifosi del Bologna e di tutta Italia, “che mi hanno trattato come un fratello, come un figlio”, e per la società rossoblù, “che non ha mai messo in dubbio nulla, dal primo momento in cui ha saputo della malattia”.

Il pensiero più tenero lo ha rivolto alla famiglia: alla moglie Arianna, che “è stata sempre con me, dimostrandomi ancora una volta quanto sono fortunato e di essere l’unica persona che conosco che abbia più palle di me”; ai figli, che “sono la mia vita e che hanno accettato di fare tutto il possibile per aiutarmi con il trapianto e non solo”; al fratello e alla madre, che Mihajlovic potrà riabbracciare durante le festività natalizie.

In un’ora e mezza di conferenza stampa, il tecnico serbo si è aperto al mondo raccontando tutto della malattia: i momenti di noia passati nella stanza d’ospedale, la progressiva perdita di appetito, le “19 pastiglie” che ora deve prendere tutti i giorni per scongiurare l’insorgenza di complicanze e per poter tornare ad avere la libertà di dormire a casa; le emozioni e le debolezze, la paura e le lacrime versate: “In questi quattro mesi ho pianto e non ho più lacrime. Mi sono rotto le palle di piangere”. Un pensiero poi, Mihajlovic lo ha rivolto alle persone che, come lui, stanno affrontando una battaglia durissima contro la leucemia o qualsiasi altra malattia grave: “Non mi sono mai sentito eroe, ma uomo, sì forte, con tutte le fragilità che ognuno di noi ha. Non vergognatevi se non riuscite ad affrontare la malattia come ho fatto io: è normale avere paura, piangere, ma non bisogna mai perdere la voglia di combattere, di vivere. E’ una malattia bastarda: per affrontarla bisogna trovare la forza dentro di noi e nelle persone a nostro fianco, combattendola un giorno alla volta”.

Il progressivo ritorno alla normalità di Mihajlovic è passato anche da questa conferenza stampa. E’ stato lo stesso Sinisa a chiedere di parlare anche di calcio e per la sua squadra, che gli ha fatto la sorpresa di entrare nella sala stampa del Dall’Ara a inizio conferenza (“Fanno di tutto per non allenarsi”, ha commentato scherzosamente Mihajlovic), ha usato tanto bastone e poca carota: “Sapevo che con la malattia avrei condizionato la squadra, ma non volevo fosse una scusa. Voglio bene alla squadra e al mio staff, ma da loro mi aspettavo di più. Ho fatto sacrifici tutti i giorni per stare loro vicini, anche quando avevo 40 di febbre, e mi aspettavo di vedere lo stesso anche da parte loro in campo. Purtroppo non è stato sempre così. Da adesso – ha aggiunto Mihajlovic – dobbiamo dare tutti il 200% e riprendere a macinare punti: chi non lo farà, dovrà fare i conti con me”.

Eh già, Sinisa è ancora qua e lo sarà ancora: “Lo devo a chi mi è vicino, lo devo a me stesso, perché mi fa sentire vivo”.

Sparatoria a Londra: un morto e alcuni feriti

Allarme nel centro di Londra. Oggi pomeriggio intorno alle 14.00, ora locale, sul London Bridge, uno dei principali ponti londinesi, un uomo armato di coltello ha aggredito diversi passanti: ci sarebbe un morto, mentre i feriti sarebbero quattro. Ferito anche l’aggressore dopo una sparatoria con la Polizia.

Scotland Yard, che in primo momento parlava di “incidente” ora ipotizza la matrice terroristica e, sul suo account Twitter, ha fatto sapere, di aver “fermato” un uomo armato con coltelli.
Diverse persone si sono barricate all’interno dei negozi.
La polizia ha isolato l’area bloccando l’accesso al ponte dove si trova un camion di traverso al centro della carreggiata.
Un giornalista della Bbc ha riferito di aver visto un gruppo di uomini coinvolto in uno scontro a fuoco sul ponte.

La dinamica dei fatti e il luogo riportano alla mente quanto accaduto nel giugno 2017 quando, sempre sul London Bridge, undici persone, tra cui tre attentatori, morirono a seguito di un attentato terroristico.

Aggiornamento delle ore 17.37

Aggiornamenti da Londra: è stato un attentato terroristico quello di oggi sul London Bridge.
Lo ha confermato Scotland Yard poco fa in un breve incontro con la stampa. Poco dopo le 14 ora locale (15 in Italia), sul London Bridge, un uomo con un giubbotto esplosivo addosso ha iniziato ad accoltellare alcuni passanti. Sarebbero 5 le persone rimaste ferite.
L’uomo è stato ucciso dalla polizia, i testimoni hanno sentito alcuni spari. L’area è stata al momento isolata per ragioni di sicurezza.
Sarà aumentata la presenza di agenti di polizia in tutta Londra nelle prossime ore, la polizia chiede collaborazione da parte di tutti e di restare vigili e attenti; tanti anche i turisti italiani in zona, la città è già addobbata in vista del Natale.

“Nutella Biscuits” mania: spuntano i “bagarini”

L’azienda di certo non aveva previsto una richiesta così elevata ma a tre settimane dal loro debutto, i “Nutella Biscuits” stanno andando letteralmente a ruba. E’ infatti addirittura difficile trovarli sugli scaffali dei supermercati: alcuni negozi hanno posto un limite di confezioni che si possono acquistare a persona.

Ma c’è chi ha colto la palla al balzo e si è inventato un nuovo mestiere, rivendendo sul web i ricercati biscotti a prezzi maggiorati. E a Napoli, come riporta Il Mattino, sarebbero spuntati addirittura veri e propri bagarini: si apposterebbero all’esterno dei supermercati in attesa del carico in arrivo dei biscotti alla Nutella per poi precipitarsi ad acquistarli tutti e rivenderli al doppio o addirittura il triplo del loro prezzo. A Mergellina, per esempio, una confezione è arrivata a costare otto euro.

Dal ghiaccio della Siberia riemerge un cucciolo intatto di 18.000 anni fa

Potrebbe essere un cucciolo di cane o di lupo ma ciò che più sorprende è che si è conservato perfettamente integro, nonostante abbia 18.000 anni.

L’animale, ribattezzato Dogor, è riemerso dal permafrost della Siberia (Russia) ed ora si trova ora al Centro di Paleogenetica di Stoccolma, dove viene studiato dai ricercatori russi e svedesi. Grazie alle analisi al carbonio 14 si è riusciti a risalire al periodo storico in cui è morto e al sesso, si tratta di un maschio, ma non alla specie a cui apparteneva.
Il cucciolo, trovato vicino la città siberiana di Yakutsk, presenta pelliccia, naso e dentatura praticamente intatti.

David Stanton, uno dei ricercatori del centro di paleontologia, ha sottolineato che il fatto che non si riesca a stabilire se sia un cucciolo di lupo o di cane può significare che ci si trova davanti a un esemplare appartenente a una popolazione di antenati comuni a entrambi.
Dogor, che vuol dire amico in lingua yakut, potrebbe dunque essere il cane più vecchio mai ritrovato.
Ed ora si attendono i risultati del prossimo test sul genoma. (fotografia dal profilo Twitter del Centro di Paleontologia di Stoccolma)

Allenatore aggredisce arbitro donna: squalificato per tre anni

Grave episodio proprio nel fine settimana in cui si celebrava la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Su un campo da calcio, dove si stava disputando una partita di calcio a 5, un allenatore di una squadra giovanile ha aggredito un arbitro donna, prendendola per il collo. E’ accaduto a Senigallia, nell’Anconetano.

L’uomo, tecnico della Virtus Team Fabriano, è stato squalificato per 3 anni dal giudice sportivo, con una multa da mille euro e la sconfitta per la squadra a tavolino. La Questura di Ancona sta inoltre valutando il Daspo.

Partito da proteste particolarmente accese è poi passato alle ingiurie per arrivare ad una vera e propria aggressione fisica: la ragazza è stata presa per il collo ed è finita al pronto soccorso, rimediando una prognosi di sette giorni.
L’allenatore si è dimesso e si è scusato pubblicamente.

Ed Sheeran non ha il cellulare!

La curiosità, davvero sorprendente, arriva dal conduttore radiofonico Roman Kemp che, durante la trasmissione televisiva britannica ‘I’m A Celebrity… Get Me Out of Here!’, ha rivelato che il suo amico Ed Sheeran non possiede un cellulare: “Ed non ha il telefono, gli devi mandare una email”.

Una sorpresa si, dati i tempi, ma fino ad un certo punto.

Già due anni fa Ed Sheeran affermò come la sua decisione di sbarazzarsi del telefono avesse contribuito a ridurgli lo stress: ”Ho comprato un iPad e lavoro solo via e-mail, ed è molto meno stressante. Non mi sveglio la mattina e devo subito rispondere a 50 messaggi di persone che mi chiedono cose”.

Ed Sheeran è Sheeran è uno dei musicisti più famosi e ricchi del mondo anzi, secondo la classifica stilata un mese fa da “Heat Magazine”, è l’inglese più ricco sotto i trent’anni. Ricco e famoso ma con problemi di ansia sociale: “Ti si insinua dentro. Ci sto lavorando da otto anni e ho chiuso fuori la realtà”.

Il campione del mondo di memoria è un ventenne italiano

Ha conquistato il campionato mondiale di memoria, che si è svolto a Zhuhai, in Cina, dimostrandosi il migliore tra 170 “atleti della mente”, provenienti da tutto il mondo. Con 8.170 punti ha superato anche i temibili Purevjav Erdenesaikhan e Lkhagvadotj Batbayar, provenienti dalla Mongolia.

L’uomo dalla memoria di ferro è un ragazzo di 20 anni, Andrea Muzii, studente di medicina di Roma.
E’ solo un anno che ha iniziato a gareggiare, mettendo insieme un record dopo l’altro: Andrea ha vinto anche il campionato europeo di memoria 2019 in Svezia, collezionando ben 6 titoli mondiali. Tra i record mondiali battuti da Andrea durante il campionato in Cina, c’è il massimo numero di carte da gioco memorizzate in mezz’ora: 1829 carte, più di 35 mazzi mischiati e ricostruiti senza errori.

“Non è un dono naturale – ha detto il giovane campione – occorre solo conoscere le tecniche di memoria, come l’antichissimo metodo del palazzo della memoria”.
Il prossimo appuntamento sarà a Dubai nel 2020, ossia per le Memoriadi, le Olimpiadi dei campioni della memoria.
“Basta allenarsi”, assicura Andrea.

Pessimi rapporti di vicinato: 40enne impedisce all’ambulanza di raggiungere la casa della vicina

Prima impedisce alla vicina di casa di uscire, mettendosi davanti al cancello e utilizzando un soffiatore per far arrivare a lei e alla nipotina fogliame e pietrisco, poi addirittura ostruisce la strada all’ambulanza. La vicenda relativa a rapporti particolarmente burrascosi tra vicini di casa ci porta a Campagnola, nel reggiano.

Motivo del contendere un pezzettino di strada di proprietà della donna, una 40enne di Cadelbosco Sopra, che i vicini sono costretti a percorrere per potersi recare nella loro abitazione (la cosiddetta servitù di passaggio).
L’acredine della 40enne si era già manifestata attraverso i più svariati dispetti, fino all’episodio dell’altro giorno, quando ha proibito alla vicina di uscire di casa.

Questa è stata colta da malore ma all’arrivo dell’ambulanza, per ben mezzora la 40enne ha impedito ai soccorsi di recarsi nell’abitazione della vicina. E’ stato necessario addirittura l’intervento dei Carabinieri che hanno riportato alla calma la donna, consentendo ai sanitari di fare il loro lavoro. La 40enne è stata denunciata alla Procura per violenza privata e interruzione di un pubblico servizio.

33enne muore dopo un’esplosione verificatasi nel suo garage

Tragedia ieri sera a Follonica (Grosseto): un ragazzo di 33 anni è morto dopo l’esplosione del suo garage.

La vittima si chiamava Leonardo Nannetti, abitava a Follonica e lavorava a Piombino (Livorno).
Il 33enne non ce l’ha fatta: rianimato sul posto, è deceduto durante il trasporto in ambulanza alla piazzola di atterraggio, dove ad attenderlo c’era l’elisoccorso che avrebbe dovuto portarlo all’ospedale di Pisa, al Centro Grandi Ustioni.

E’ accaduto ieri poco dopo le 19.00. Nessuna speranza per il ragazzo investito dallo scoppio probabilmente dovuto all’esplosione del serbatoio del carburante della sua motocicletta. Secondo le prime ricostruzioni, Leonardo Nannetti stava lavorando con la fiamma ossidrica nel suo garage in via Torricelli quando, per motivi da accertare, si è innescata l’esplosione.
Sul posto sono arrivati anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della compagnia di Follonica.

Uccise la fidanzata e poi vagò tutta la notte con il suo cadavere in auto: condannato a trent’anni, si è suicidato

Francesco Mazzega, condannato a 30 anni per la morte della sua fidanzata, Nadia Orlando, si è suicidato.

L’uomo, 38 anni, si è impiccato nel giardino della sua abitazione, a Muzzana del Turgnano (Udine), dove era ai domiciliari. E’ accaduto nella tarda serata di sabato, come riporta Il Messaggero Veneto. Prima ha cenato coi genitori, poi ha compiuto il gesto estremo. Sono stati i suoi parenti a trovarlo: immediato l’intervento dei soccorsi e dei sanitari del 118 che hanno cercato di rianimarlo per 40 minuti, senza però riuscirci.

Francesco Mazzega, lo ricordiamo, la sera del 31 luglio del 2017 aveva ucciso la fidanzata per poi vagare tutta notte in auto col cadavere e infine consegnarsi alla polizia.
Venerdì in appello era stata confermata la condanna a 30 anni per l’omicidio di Nadia Orlando, di Vidulis di Dignano (Udine), e, dopo la sentenza, l’uomo era tornato a casa dei genitori, con il braccialetto elettronico. Nei prossimi giorni i giudici avrebbero dovuto decidere in merito alla richiesta di fargli scontare la pena in carcere.

La ragazza aveva 21 anni quando fu uccisa a pochi passi da casa: a scatenare la furia omicida dell’uomo la volontà di Nadia di chiudere la relazione.

Sinisa Mihajlovic cita Vasco e parla della sua malattia

“Eh già, io sono ancora qua”. Sinisa Mihajlovic ha citato Vasco Rossi per riassumere la gioia di essere tornato alla vita dopo “quattro mesi e mezzo tosti, rinchiuso da solo in una stanza di ospedale, con aria e acqua filtrata, dove il desiderio più grande era una boccata d’aria, ma non lo potevo fare”.

Gli esiti del trapianto di midollo osseo a cui l’allenatore del Bologna si è sottoposto il mese scorso non sono ancora noti, anche se i primi trenta giorni sono stati liberi da complicazioni. “Dovranno passare cinque anni per decretare la definitiva guarigione”, ha spiegato la dottoressa Francesca Bonifazi, dell’Istituto di Ematologia “Seragnoli” del Policlinico Sant’Orsola, “ma già a due anni dalla diagnosi potremo avere indicazioni ragionevoli”. Per capire se il trapianto ha avuto gli effetti sperati, invece, bisognerà attendere ancora un paio di mesi.
Mihajlovic, maglione rosso e coppola, sotto la quale ha cercato di nascondere gli occhi spesso lucidi e un volto segnato dai chili persi dall’inizio della terapia, ha voluto ringraziare tutti, a partire dal personale medico e paramedico del Seragnoli, passando per i tifosi del Bologna e di tutta Italia, “che mi hanno trattato come un fratello, come un figlio”, e per la società rossoblù, “che non ha mai messo in dubbio nulla, dal primo momento in cui ha saputo della malattia”.

Il pensiero più tenero lo ha rivolto alla famiglia: alla moglie Arianna, che “è stata sempre con me, dimostrandomi ancora una volta quanto sono fortunato e di essere l’unica persona che conosco che abbia più palle di me”; ai figli, che “sono la mia vita e che hanno accettato di fare tutto il possibile per aiutarmi con il trapianto e non solo”; al fratello e alla madre, che Mihajlovic potrà riabbracciare durante le festività natalizie.

In un’ora e mezza di conferenza stampa, il tecnico serbo si è aperto al mondo raccontando tutto della malattia: i momenti di noia passati nella stanza d’ospedale, la progressiva perdita di appetito, le “19 pastiglie” che ora deve prendere tutti i giorni per scongiurare l’insorgenza di complicanze e per poter tornare ad avere la libertà di dormire a casa; le emozioni e le debolezze, la paura e le lacrime versate: “In questi quattro mesi ho pianto e non ho più lacrime. Mi sono rotto le palle di piangere”. Un pensiero poi, Mihajlovic lo ha rivolto alle persone che, come lui, stanno affrontando una battaglia durissima contro la leucemia o qualsiasi altra malattia grave: “Non mi sono mai sentito eroe, ma uomo, sì forte, con tutte le fragilità che ognuno di noi ha. Non vergognatevi se non riuscite ad affrontare la malattia come ho fatto io: è normale avere paura, piangere, ma non bisogna mai perdere la voglia di combattere, di vivere. E’ una malattia bastarda: per affrontarla bisogna trovare la forza dentro di noi e nelle persone a nostro fianco, combattendola un giorno alla volta”.

Il progressivo ritorno alla normalità di Mihajlovic è passato anche da questa conferenza stampa. E’ stato lo stesso Sinisa a chiedere di parlare anche di calcio e per la sua squadra, che gli ha fatto la sorpresa di entrare nella sala stampa del Dall’Ara a inizio conferenza (“Fanno di tutto per non allenarsi”, ha commentato scherzosamente Mihajlovic), ha usato tanto bastone e poca carota: “Sapevo che con la malattia avrei condizionato la squadra, ma non volevo fosse una scusa. Voglio bene alla squadra e al mio staff, ma da loro mi aspettavo di più. Ho fatto sacrifici tutti i giorni per stare loro vicini, anche quando avevo 40 di febbre, e mi aspettavo di vedere lo stesso anche da parte loro in campo. Purtroppo non è stato sempre così. Da adesso – ha aggiunto Mihajlovic – dobbiamo dare tutti il 200% e riprendere a macinare punti: chi non lo farà, dovrà fare i conti con me”.

Eh già, Sinisa è ancora qua e lo sarà ancora: “Lo devo a chi mi è vicino, lo devo a me stesso, perché mi fa sentire vivo”.

Sparatoria a Londra: un morto e alcuni feriti

Allarme nel centro di Londra. Oggi pomeriggio intorno alle 14.00, ora locale, sul London Bridge, uno dei principali ponti londinesi, un uomo armato di coltello ha aggredito diversi passanti: ci sarebbe un morto, mentre i feriti sarebbero quattro. Ferito anche l’aggressore dopo una sparatoria con la Polizia.

Scotland Yard, che in primo momento parlava di “incidente” ora ipotizza la matrice terroristica e, sul suo account Twitter, ha fatto sapere, di aver “fermato” un uomo armato con coltelli.
Diverse persone si sono barricate all’interno dei negozi.
La polizia ha isolato l’area bloccando l’accesso al ponte dove si trova un camion di traverso al centro della carreggiata.
Un giornalista della Bbc ha riferito di aver visto un gruppo di uomini coinvolto in uno scontro a fuoco sul ponte.

La dinamica dei fatti e il luogo riportano alla mente quanto accaduto nel giugno 2017 quando, sempre sul London Bridge, undici persone, tra cui tre attentatori, morirono a seguito di un attentato terroristico.

Aggiornamento delle ore 17.37

Aggiornamenti da Londra: è stato un attentato terroristico quello di oggi sul London Bridge.
Lo ha confermato Scotland Yard poco fa in un breve incontro con la stampa. Poco dopo le 14 ora locale (15 in Italia), sul London Bridge, un uomo con un giubbotto esplosivo addosso ha iniziato ad accoltellare alcuni passanti. Sarebbero 5 le persone rimaste ferite.
L’uomo è stato ucciso dalla polizia, i testimoni hanno sentito alcuni spari. L’area è stata al momento isolata per ragioni di sicurezza.
Sarà aumentata la presenza di agenti di polizia in tutta Londra nelle prossime ore, la polizia chiede collaborazione da parte di tutti e di restare vigili e attenti; tanti anche i turisti italiani in zona, la città è già addobbata in vista del Natale.

“Nutella Biscuits” mania: spuntano i “bagarini”

L’azienda di certo non aveva previsto una richiesta così elevata ma a tre settimane dal loro debutto, i “Nutella Biscuits” stanno andando letteralmente a ruba. E’ infatti addirittura difficile trovarli sugli scaffali dei supermercati: alcuni negozi hanno posto un limite di confezioni che si possono acquistare a persona.

Ma c’è chi ha colto la palla al balzo e si è inventato un nuovo mestiere, rivendendo sul web i ricercati biscotti a prezzi maggiorati. E a Napoli, come riporta Il Mattino, sarebbero spuntati addirittura veri e propri bagarini: si apposterebbero all’esterno dei supermercati in attesa del carico in arrivo dei biscotti alla Nutella per poi precipitarsi ad acquistarli tutti e rivenderli al doppio o addirittura il triplo del loro prezzo. A Mergellina, per esempio, una confezione è arrivata a costare otto euro.

Dal ghiaccio della Siberia riemerge un cucciolo intatto di 18.000 anni fa

Potrebbe essere un cucciolo di cane o di lupo ma ciò che più sorprende è che si è conservato perfettamente integro, nonostante abbia 18.000 anni.

L’animale, ribattezzato Dogor, è riemerso dal permafrost della Siberia (Russia) ed ora si trova ora al Centro di Paleogenetica di Stoccolma, dove viene studiato dai ricercatori russi e svedesi. Grazie alle analisi al carbonio 14 si è riusciti a risalire al periodo storico in cui è morto e al sesso, si tratta di un maschio, ma non alla specie a cui apparteneva.
Il cucciolo, trovato vicino la città siberiana di Yakutsk, presenta pelliccia, naso e dentatura praticamente intatti.

David Stanton, uno dei ricercatori del centro di paleontologia, ha sottolineato che il fatto che non si riesca a stabilire se sia un cucciolo di lupo o di cane può significare che ci si trova davanti a un esemplare appartenente a una popolazione di antenati comuni a entrambi.
Dogor, che vuol dire amico in lingua yakut, potrebbe dunque essere il cane più vecchio mai ritrovato.
Ed ora si attendono i risultati del prossimo test sul genoma. (fotografia dal profilo Twitter del Centro di Paleontologia di Stoccolma)

Allenatore aggredisce arbitro donna: squalificato per tre anni

Grave episodio proprio nel fine settimana in cui si celebrava la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Su un campo da calcio, dove si stava disputando una partita di calcio a 5, un allenatore di una squadra giovanile ha aggredito un arbitro donna, prendendola per il collo. E’ accaduto a Senigallia, nell’Anconetano.

L’uomo, tecnico della Virtus Team Fabriano, è stato squalificato per 3 anni dal giudice sportivo, con una multa da mille euro e la sconfitta per la squadra a tavolino. La Questura di Ancona sta inoltre valutando il Daspo.

Partito da proteste particolarmente accese è poi passato alle ingiurie per arrivare ad una vera e propria aggressione fisica: la ragazza è stata presa per il collo ed è finita al pronto soccorso, rimediando una prognosi di sette giorni.
L’allenatore si è dimesso e si è scusato pubblicamente.

Cagnolino di 5 mesi rimane incastrato nella recinzione: liberato e salvato...

Cucciolo di cane di appena 5 mesi, spinto probabilmente dalla curiosità, è rimasto incastrato con la testa tra le sbarre della recinzione di un'abitazione,...