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La nuova proprietà rompe il silenzio: “Ripartiamo subito, nessun passo indietro”

All’indomani del deludente epilogo della stagione di Serie C 2025/26 culminato con la retrocessione, la nuova proprietà BR Football Italia rompe il silenzio e rilancia il proprio impegno verso il futuro della US Città di Pontedera. In una nota ufficiale, la proprietà ha espresso vicinanza ai tifosi, alla città e agli sponsor, riconoscendo la forte amarezza per il risultato sportivo.

La società ha ricordato come, al momento del passaggio di proprietà avvenuto il 19 febbraio, la situazione fosse già compromessa: squadra ultima in classifica e impossibilità di intervenire sul mercato, con il terzo allenatore stagionale già in carica. “Una fase di transizione in cui abbiamo scelto di sostenere l’area sportiva esistente, garantendo tutte le condizioni per una possibile reazione che, purtroppo, non si è concretizzata”, si legge nel comunicato.

Nonostante il momento difficile, lo sguardo è già rivolto avanti. BR Football Italia annuncia infatti l’avvio immediato del progetto per la stagione 2026/27, che sarà impostato su “una nuova filosofia di lavoro”, basata su criteri più chiari e una visione strategica rinnovata. In corso anche una revisione delle procedure interne, con l’obiettivo di costruire una struttura più solida e competitiva.
Nel breve termine, la squadra è chiamata a onorare le ultime due gare della stagione con “assoluto rispetto per la maglia, la storia e la tradizione del club”. Spazio ai giovani e ai giocatori ritenuti centrali per il futuro: un segnale concreto della linea che guiderà la ricostruzione.

Proprio il settore giovanile sarà uno dei pilastri del nuovo corso. La società punta infatti su “sangue, energia e talento” dei giovani del territorio e della Primavera, senza escludere l’inserimento di profili internazionali. Un percorso che coinvolgerà anche le famiglie, da sempre parte integrante del progetto sportivo.

Infine, un messaggio chiaro: “Nessun passo indietro”. BR Football Italia conferma il proprio impegno verso il club granata indipendentemente dalla categoria, assicurando che nei prossimi giorni verranno presentati nel dettaglio i piani per affrontare ogni possibile scenario della stagione 2026/27.

Achille Lauro annuncia il nuovo album “Comuni Immortali”

A un anno dall’uscita dell’album “Comuni Mortali”, pubblicato il 18 aprile 2025 dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con “Incoscienti giovani”, Achille Lauro annuncia l’uscita del suo nuovo progetto musicale. “Comuni Immortali”, questo il titolo del nuovo disco, uscirà il 17 aprile 2026, e si tratta di una riedizione dell’album uscito l’anno scorso.

“Una nuova edizione speciale del mio album per celebrare insieme l’anniversario del disco più importante della nostra storia, prima dei nostri primi stadi insieme.
Dedicato a Noi, alle nostre storie, e a quella musica che ci tiene uniti, rendendoci, in qualche modo, senza tempo”, ha spiegato Achille Lauro sui social.

“Comuni Immortali” è anche il titolo del tour negli che avrà inizio il 7 giugno a Rimini e proseguirà a Roma e Milano. Nel 2027 l’artista romano darà il via al suo primo tour negli stadi con le date a Udine, Bologna, Bari, Milano, Torino, Padova, Roma e Messina.

 

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Britney Spears torna in rehab per abuso di alcol e farmaci

Britney Spears ha scelto di entrare volontariamente in un centro di riabilitazione. Come si legge su People, grazie a un portavoce della star, si parla di un percorso per affrontare problemi legati all’abuso di alcol e farmaci. La decisione arriva dopo esser stata arrestata più di un mese fa con l’accusa di guida in stato di ebbrezza e poi rilasciata il giorno successivo.

Secondo i media d’oltre oceano, la cantante 44enne avrebbe il pieno sostegno dei figli Sean Preston e Jayden James. Alcune fonti raccontano che la scelta di chiedere aiuto sia maturata dopo aver riconosciuto una situazione diventata difficile, anche a causa dell’uso eccessivo di Adderall, un farmaco stimolante del sistema nervoso che può avere effetti importanti sulla salute. Non è ancora chiaro quanto durerà il programma di riabilitazione.

Nel frattempo, sul piano legale, il caso è stato affidato all’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Ventura, che dovrà valutare eventuali accuse prima dell’udienza fissata per il 4 maggio. In precedenza, un portavoce aveva definito il comportamento della popstar “grave”, parlando però anche di un possibile punto di partenza per un cambiamento.

Rocco Hunt presenta il nuovo album “Ragazzo di giù (Deluxe)”

Rocco Hunt ha organizzato qualcosa di davvero speciale: una colazione tra amici per il suo “breakfast club” per presentare al pubblico il “nuovo capitolo” della sua carriera musicale. Il rapper ha accolto gli ospiti con una colazione a base di caffè, cappuccini, brioche e succhi, in un clima rilassato prima di esibirsi in “Ti volevo dedicare” e “A un passo dalla luna”. Subito dopo ha dichiarato: “Oggi finalmente Rocchino non avrà più segreti con voi”.

Rocco Hunt ha poi spiegato che il percorso iniziato con il Festival di Sanremo 2025 non era ancora concluso, per questo motivo, il 17 aprile uscirà “Ragazzo di giù (Deluxe)”, una nuova versione dell’album con brani inediti e nuove collaborazioni. Il disco sarà anticipato dal singolo “La più bella del mondo”.

Durante l’evento ha proposto anche alcuni ascolti in anteprima e non sono mancati i ringraziamenti ai collaboratori e ai fan: “Grazie per credere in me dopo 15 anni”.

 

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Francesco Cicchella presenta “Tante belle cose”

Uno spettacolo di comicità, musica e narrazione. Si intitola “Tante belle cose” ed è quello che Francesco Cicchella porterà sul palco del Teatro Celebrazioni di Bologna mercoledì 15 aprile alle ore 21.
Alessio Aymone lo ha intervistato:

Cesare Cremonini: “Non ho mai creduto nell’equazione sofferenza = artista. È un alibi per fancazzisti”

Cesare Cremonini si ritaglia un momento per raccontarsi sui social, mentre è al lavoro in studio di registrazione, per parlare di uno dei grandi luoghi comuni sul rapporto tra sofferenza e creatività.

“Mentre la storia ci insegna che lo stretto di Hormuz non è un capitolo del Signore degli anelli, vorrei dirvi qualcosa sul dolore. Non ho mai creduto nell’equazione sofferenza = artista. È una lettura banale e un alibi per troppi fancazzisti. Se fosse una regola avremmo tanti creativi in giro e pochi taxi per portarli in stazione. Vi porto invece la testimonianza del mio modo di reagire agli squarci dell’anima non rimarginabili, che la vita ci regala come possibilità e non come punizione. Parlo del (molto) coraggio che ci vuole per non scappare e farvi fluire il proprio soffio, continuando sempre a cercare di intonare le proprie frequenze”, ha iniziato così la sua osservazione.

Per spiegare meglio il suo pensiero utilizza anche una citazione di Vitaliano Brancati: “Torno al mio amato sassofono, a cui sto dedicando sacrifici e una grossa parte della vita, per citare uno scrittore che ha detto qualcosa di molto semplice su questo tema. ‘Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa’. (Vitaliano Brancati)”.

“Registro una canzone nuova al giorno. Sono nel periodo più creativo e luminoso della mia vita. Al dolore posso dire solo grazie e il motivo per cui ne parlo spesso è questo.
E dico grazie anche a tutti voi. A presto”, ha concluso.

 

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Tragico incidente a Modena: ancora grave il 47enne ferito

Restano gravi le condizioni dell’uomo di 47 anni di origini ghanesi residente a Modena ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale di Baggiovara di Modena dopo il terribile incidente stradale accaduto nella prima mattinata di ieri, domenica 12 aprile, all’alba, poco prima delle 6.00, sulla via Emilia Ovest, alle porte di Modena.

Il sinistro, uno scontro frontale avvenuto per cause in corso di accertamento, ha visto il coinvolgimento di un’auto e di un autocarro adibito al trasporto del latte. A seguito del violento impatto tre uomini che viaggiavano a bordo della vettura insieme al 47enne hanno perso la vita sul colpo. Si tratta del 58enne Alhassan Issah, residente a Modena padre di sei figli, del 61enne Baba Shirazu di Rubiera (Reggio Emilia) padre di 5 figli, del 27enne Abdul Abubakari, domiciliato a Mantova ma che era intenzionato a trasferirsi a Modena per cercare lavoro. Per loro purtroppo i soccorsi sono stati vani.
I quattro tornavano da un viaggio a Roma dove avevano incontrato alcuni amici della comunità ghanese. Ferito anche l’autista del camion, un 62enne origine moldava, residente a Reggio Emilia.

Sul posto della tragedia, oltre al 118 e ai Vigili del Fuoco, sono intervenuti anche gli Agenti della Polizia Locale che dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

SERIE B – 34a Giornata | Empoli, si spalanca lo scenario più brutto. Squadra sconfitta a Padova e ora davvero sull’orlo del baratro. Al rientro in tarda serata duramente contestata da oltre trecento tifosi.

PADOVA (3-5-2) – 22 Sorrentino; 32 Sgarbi (dal 1′ st 72 Faedo), 5 Perrotta, 58 Pastina; 17 Capelli (dal 27′ st 18 Ghiglione), 8 Fusi (dal 27′ st 23 Di Maggio), 6 Crisetig, 7 Varas, 30 Favale; 20 Bortolussi, 77 Di Mariano (dal 19′ st 24 Caprari). A disp. 1 Mouquet, 14 Fortin; 4 Belli, 13 Boi, 86 Giunti, 90mLo Biundo, 11 Seghetti, 55 Villa. All. Roberto Breda

EMPOLI (4-4-2) – 21 Fulignati; 24 Ebuehi (dal 27′ st 7 Elia), 34 Guarino, 20 Lovato, 27 Moruzzi (dal 42′ st 19 Nasti); 26 Candela, 18 Ghion, 14 Yepes (dal 36′ st 32 Haas), 8 Magnino (dal 36′ st 5 Obaretin); 11 Shpendi, 77 Popov (dal 27′ st 17 Fila). A disp. 1 Perisan; 2 Curto, 4 Romagnoli; 6 Degli Innocenti, 15 Ceesay, 70 Saporiti; 99 Bianchi. All. Fabio Caserta

Arbitro: Sig. Daniele Perenzoni di Rovereto (Galimberti-Colaianni / IV Uff.le Cerea – VAR Serra/Pairetto)

Marcatore: al 39′ st 20 Bortolussi (P).

Note: Angoli Padova 4 Empoli 4. Ammoniti: al 36′ 34 Guarino (E); al 18′ st 72 Faedo (P), al 28′ st all. R. Breda (P), al 40′ st 20 Bortolussi (P). Espulsi: nessuno. Recupero: 1′ pt – 4′ st. Spettatori: 10.500.

 

Di Gabriele Guastella

Mentre scrivo questo pezzo, in chiusura di una domenica calcistica che vive sul filo del rasoio tra il “letteralmente da buttare via” ed il “da tenere a memoria per il futuro”, che poi dipenderà dall’esito finale della stagione, vengo assalito da alcuni dubbi, e conseguentemente anche da alcune domande, che prendono d’assalto i miei pensieri; in realtà è bene precisare che tra le righe più volte da molti mesi avevo lanciato grida d’allarme in merito ad alcune “carenze” caratteriali non solo della squadra ma di tutto l’ambiente.

In fin dei conti questa squadra può essere lo specchio infelice di alcune scelte del club compiute negli ultimi anni: svuotato di uomini “chiave” dal suo interno, che ha perso il contatto aumentando la distanza con la città, e che ha perso alcuni “valori” che le avevano permesso nel ventennio precedente di fare la differenza con altre piazze sulla carta più blasonate. Una squadra senza anima, né carne né pesce, encefalogramma pressoché piatto. Ed è forse quella di quest’anno la stagione della resa dei conti definitiva con la frase tanto decantata “siamo l’Empoli 2.0”: un fallimento, e chi se ne frega dei quattro anni di A, della salvezza all’ultimo respiro con la Roma, dei due campionati vinti in B. Grazie, eccome se grazie, certo, ma se il prezzo da pagare poi è salatissimo preferisco pane e salame, fare le feste nei circoli e restare l’Empoli 1.0, profilo basso, lavoro certosino, ed orgoglio assicurato, come il ventennio precedente, appunto. La speranza, questa concedetemela, la speranza intendo di venirmi concessa, è che la resa dei conti definitiva non comporti la retrocessione in Serie C, che ad Empoli non si vede da trent’anni; orgoglioso l’ho detto ad un collega che oggi a Padova al termine della partita me lo ha espressamente chiesto: “da quanto l’Empoli non gioca un campionato di Serie C?”, toccando tutto quello che c’era da toccare, e con schiena dritta e fissandolo negli occhi gli ho risposto “con quest’anno fanno trenta precisi”; su questo argomento l’ho già più volte detto e scritto, sprofondare in Serie C per l’Empoli potrebbe significare molto di più di una semplice retrocessione sportiva.

Eppure, nonostante queste premesse, nonostante l’ambiente lo inizi a percepire, ci sono gli attori principali di questo “teatrino” che forse non son consci fino in fondo del dramma sportivo che si sta consumando in riva all’Arno. Settimana dopo settimana, partita dopo partita, la squadra allenata prima da Pagliuca, poi da Dionisi, ora da Caserta sta sprofondando sempre più giù in classifica, sempre più pericolosamente a ridosso del baratro.

L’ultima nefasta puntata di questo dramma calcistico si è consumato a Padova, in un Euganeo vestito a festa per l’inaugurazione di una curva oscena (più somigliante ad un capannone con annesso ingresso ad un centro commerciale discount che ad un pezzo di uno stadio, ndr), contro una squadra piena zeppa di assenze pesanti, e che arrivava da cinque sconfitte consecutive.
Eppure l’Empoli è riuscito a dare il peggio di sé: un paio di occasioni nel primo tempo, una traversa scheggiata nella ripresa da Popov, e poi una miriade di errori incalcolabili in ogni zona di campo, Fulignati che para tutto quel che può fino a quando deve arrendersi ad una difesa empolese inguardabile in occasione della rete decisiva dei veneti, quella che arriva a sei minuti dalla fine di uno spareggio salvezza a cinque giornate dalla fine. In una partita del genere, a sei minuti dalla fine, i palloni volano in tribuna, così come in campo pur di portare un punto a casa che potrebbe valere molto di più in punto, devono volare i cartellini gialli, e le caviglie degli avversari. E’ brutto da scrivere, è scorretto, è antisportivo? No signori, si chiama spirito di sopravvivenza, perché quando devi lottare per una salvezza in Serie B da strappare in ogni modo, con le unghie o con i denti, e lo fai indossando la maglia di un club che negli ultimi trent’anni ha fatto solo Serie A o Serie B, ha vinto tre campionati cadetti, disputando una Coppa Uefa ed una semifinale di Coppa Italia, tu per quella maglia devi giocare come se al mondo avessi solo quella possibilità.

Mi chiedo se quando al loro ritorno si sono ritrovati trecento tifosi ad attenderli allo stadio, non proprio felicissimi, si siano resi conto o no del disastro che stanno combinando, se si sia accesa in loro la lampadina dello spirito d’orgoglio, o se vogliamo anche di quello della dignità. Sì dignità, avete letto bene, perché non è questione di un risultato sportivo, nello sport e nel calcio in genere che è esempio di vita, si vince e si perde, ma lo si fa cercando di dare il massimo, non limitarsi al proprio “compitino” e provando a gettare il cuore oltre l’ostacolo: con voglia, con grinta, con determinazione, con rabbia, con fame e ambizione. Le scuse sono finite, insieme alla pazienza… e domenica contro l’Entella Chiavari forse da Empoli passa l’ultimo treno buono per dare due schiaffi al destino e provare ad evitare il disastro.

Ditonellapiaga è venuta a trovarci a Radio Bruno

Ditonellapiaga è stata nostra ospite durante l’Happy Hour con Giordano Vaccari. Ci ha parlato del suo nuovo album Miss Italia e del tour.

Guarda le foto della diretta:

Arezzo Livorno 2-0 Squadra Spuntata

Il Livorno affronta nella penultima trasferta di campionato l’Arezzo con la speranza di recuperare un posto nei play off, mentre i padroni di casa devono vincere. Inizio passivo del Livorno, subito al 1° Tavernelli impegna Seghetti che devia in angolo, poi al 4° Ionita con un tiro violento da centro area porta in vantaggio i locali dopo un batti e ribatti. Al 19° tiro di Bonassi che impegna Venturi a terra, al 26° revisione FVS chiesta dall’Arezzo per una trattenuta di Noce su Cianci in area, ma nulla di fatto. Al 34° Di Carmine non controlla solo davanti a Venturi, al 38° pericoloso ancora Ionita ma Seghetti devia in angolo. 5 minuti di recupero durante i quali ci sono solo scontri in campo. Al 52° escono Tosto, Luperini e Bonassi per Falasco, Peralta e Biondi, ma al 63° palo dell’Arezzo con Mawuli. Al 61° esce Dionisi per Malagrida, ma il Livorno non punge, invece è l’Arezza a sfiorare il raddoppio al 70° con Varela, bravo Seghetti a chiudergli la porta in faccia.

All’80° entra Hamlili per Odjer, ma all’83° raddoppia l’Arezzo con Varela che sfrutta una scivolata proprio di Hamlili ed un pasticcio difensivo in area del Livorno. Altri 5 minuti di recupero e poi termina la gara col Livorno che ora potrà sedersi e stare a guardare per capire se avrà ancora un senso questo campionato.

Arezzo (4-3-3): Venturi; De Col, Coppolaro, Chiosa (C), Righetti; Ionita, Mawuli (VC) (33′ st Viviani), Iaccarino (42′ st Guccione); Arena (17′ st Varela), Cianci (33′ st Ravasio), Tavernelli. A disp.: Trombini; Galli, Casarosa, Renzi, Gilli, Gigli, Di Chiara. All.: C. Bucchi.

Livorno (4-3-1-2): Seghetti; Gentile, Noce, Camporese, Tosto (7′ st Peralta); Luperini (7′ st Biondi), Odjer (34′ st Hamlili), Bonassi (7′ st Falasco); Marchesi; Dionisi (C) (16′ st Malagrida), Di Carmine (VC). A disp.: Tani, Ciobanu; Ghezzi, Vayrynen, Haveri, Marinari, Baldi. All.: R. Venturato.

Rete: 4′ pt Ionita; 38′ st Varela.

Arbitro: Cristiano Ursini della sezione di Pescara, coadiuvato da Marco Pilleri della sezione di Cagliari (assistente 1) e da Edoardo Maria Brunetti della sezione di Milano (assistente 2).

Note: spettatori 6.101; ammoniti Camporese, Marchesi e Falasco; angoli 7 a 0 (7 a 0); fuorigioco 1 a 1 (0 a 0); rec. 5′ pt; 5′ st.

La nuova proprietà rompe il silenzio: “Ripartiamo subito, nessun passo indietro”

All’indomani del deludente epilogo della stagione di Serie C 2025/26 culminato con la retrocessione, la nuova proprietà BR Football Italia rompe il silenzio e rilancia il proprio impegno verso il futuro della US Città di Pontedera. In una nota ufficiale, la proprietà ha espresso vicinanza ai tifosi, alla città e agli sponsor, riconoscendo la forte amarezza per il risultato sportivo.

La società ha ricordato come, al momento del passaggio di proprietà avvenuto il 19 febbraio, la situazione fosse già compromessa: squadra ultima in classifica e impossibilità di intervenire sul mercato, con il terzo allenatore stagionale già in carica. “Una fase di transizione in cui abbiamo scelto di sostenere l’area sportiva esistente, garantendo tutte le condizioni per una possibile reazione che, purtroppo, non si è concretizzata”, si legge nel comunicato.

Nonostante il momento difficile, lo sguardo è già rivolto avanti. BR Football Italia annuncia infatti l’avvio immediato del progetto per la stagione 2026/27, che sarà impostato su “una nuova filosofia di lavoro”, basata su criteri più chiari e una visione strategica rinnovata. In corso anche una revisione delle procedure interne, con l’obiettivo di costruire una struttura più solida e competitiva.
Nel breve termine, la squadra è chiamata a onorare le ultime due gare della stagione con “assoluto rispetto per la maglia, la storia e la tradizione del club”. Spazio ai giovani e ai giocatori ritenuti centrali per il futuro: un segnale concreto della linea che guiderà la ricostruzione.

Proprio il settore giovanile sarà uno dei pilastri del nuovo corso. La società punta infatti su “sangue, energia e talento” dei giovani del territorio e della Primavera, senza escludere l’inserimento di profili internazionali. Un percorso che coinvolgerà anche le famiglie, da sempre parte integrante del progetto sportivo.

Infine, un messaggio chiaro: “Nessun passo indietro”. BR Football Italia conferma il proprio impegno verso il club granata indipendentemente dalla categoria, assicurando che nei prossimi giorni verranno presentati nel dettaglio i piani per affrontare ogni possibile scenario della stagione 2026/27.

Achille Lauro annuncia il nuovo album “Comuni Immortali”

A un anno dall’uscita dell’album “Comuni Mortali”, pubblicato il 18 aprile 2025 dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con “Incoscienti giovani”, Achille Lauro annuncia l’uscita del suo nuovo progetto musicale. “Comuni Immortali”, questo il titolo del nuovo disco, uscirà il 17 aprile 2026, e si tratta di una riedizione dell’album uscito l’anno scorso.

“Una nuova edizione speciale del mio album per celebrare insieme l’anniversario del disco più importante della nostra storia, prima dei nostri primi stadi insieme.
Dedicato a Noi, alle nostre storie, e a quella musica che ci tiene uniti, rendendoci, in qualche modo, senza tempo”, ha spiegato Achille Lauro sui social.

“Comuni Immortali” è anche il titolo del tour negli che avrà inizio il 7 giugno a Rimini e proseguirà a Roma e Milano. Nel 2027 l’artista romano darà il via al suo primo tour negli stadi con le date a Udine, Bologna, Bari, Milano, Torino, Padova, Roma e Messina.

 

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Britney Spears torna in rehab per abuso di alcol e farmaci

Britney Spears ha scelto di entrare volontariamente in un centro di riabilitazione. Come si legge su People, grazie a un portavoce della star, si parla di un percorso per affrontare problemi legati all’abuso di alcol e farmaci. La decisione arriva dopo esser stata arrestata più di un mese fa con l’accusa di guida in stato di ebbrezza e poi rilasciata il giorno successivo.

Secondo i media d’oltre oceano, la cantante 44enne avrebbe il pieno sostegno dei figli Sean Preston e Jayden James. Alcune fonti raccontano che la scelta di chiedere aiuto sia maturata dopo aver riconosciuto una situazione diventata difficile, anche a causa dell’uso eccessivo di Adderall, un farmaco stimolante del sistema nervoso che può avere effetti importanti sulla salute. Non è ancora chiaro quanto durerà il programma di riabilitazione.

Nel frattempo, sul piano legale, il caso è stato affidato all’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Ventura, che dovrà valutare eventuali accuse prima dell’udienza fissata per il 4 maggio. In precedenza, un portavoce aveva definito il comportamento della popstar “grave”, parlando però anche di un possibile punto di partenza per un cambiamento.

Rocco Hunt presenta il nuovo album “Ragazzo di giù (Deluxe)”

Rocco Hunt ha organizzato qualcosa di davvero speciale: una colazione tra amici per il suo “breakfast club” per presentare al pubblico il “nuovo capitolo” della sua carriera musicale. Il rapper ha accolto gli ospiti con una colazione a base di caffè, cappuccini, brioche e succhi, in un clima rilassato prima di esibirsi in “Ti volevo dedicare” e “A un passo dalla luna”. Subito dopo ha dichiarato: “Oggi finalmente Rocchino non avrà più segreti con voi”.

Rocco Hunt ha poi spiegato che il percorso iniziato con il Festival di Sanremo 2025 non era ancora concluso, per questo motivo, il 17 aprile uscirà “Ragazzo di giù (Deluxe)”, una nuova versione dell’album con brani inediti e nuove collaborazioni. Il disco sarà anticipato dal singolo “La più bella del mondo”.

Durante l’evento ha proposto anche alcuni ascolti in anteprima e non sono mancati i ringraziamenti ai collaboratori e ai fan: “Grazie per credere in me dopo 15 anni”.

 

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Francesco Cicchella presenta “Tante belle cose”

Uno spettacolo di comicità, musica e narrazione. Si intitola “Tante belle cose” ed è quello che Francesco Cicchella porterà sul palco del Teatro Celebrazioni di Bologna mercoledì 15 aprile alle ore 21.
Alessio Aymone lo ha intervistato:

Cesare Cremonini: “Non ho mai creduto nell’equazione sofferenza = artista. È un alibi per fancazzisti”

Cesare Cremonini si ritaglia un momento per raccontarsi sui social, mentre è al lavoro in studio di registrazione, per parlare di uno dei grandi luoghi comuni sul rapporto tra sofferenza e creatività.

“Mentre la storia ci insegna che lo stretto di Hormuz non è un capitolo del Signore degli anelli, vorrei dirvi qualcosa sul dolore. Non ho mai creduto nell’equazione sofferenza = artista. È una lettura banale e un alibi per troppi fancazzisti. Se fosse una regola avremmo tanti creativi in giro e pochi taxi per portarli in stazione. Vi porto invece la testimonianza del mio modo di reagire agli squarci dell’anima non rimarginabili, che la vita ci regala come possibilità e non come punizione. Parlo del (molto) coraggio che ci vuole per non scappare e farvi fluire il proprio soffio, continuando sempre a cercare di intonare le proprie frequenze”, ha iniziato così la sua osservazione.

Per spiegare meglio il suo pensiero utilizza anche una citazione di Vitaliano Brancati: “Torno al mio amato sassofono, a cui sto dedicando sacrifici e una grossa parte della vita, per citare uno scrittore che ha detto qualcosa di molto semplice su questo tema. ‘Ci sono sofferenze che scavano nella persona come i buchi di un flauto, e la voce dello spirito ne esce melodiosa’. (Vitaliano Brancati)”.

“Registro una canzone nuova al giorno. Sono nel periodo più creativo e luminoso della mia vita. Al dolore posso dire solo grazie e il motivo per cui ne parlo spesso è questo.
E dico grazie anche a tutti voi. A presto”, ha concluso.

 

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Tragico incidente a Modena: ancora grave il 47enne ferito

Restano gravi le condizioni dell’uomo di 47 anni di origini ghanesi residente a Modena ricoverato in terapia intensiva all’Ospedale di Baggiovara di Modena dopo il terribile incidente stradale accaduto nella prima mattinata di ieri, domenica 12 aprile, all’alba, poco prima delle 6.00, sulla via Emilia Ovest, alle porte di Modena.

Il sinistro, uno scontro frontale avvenuto per cause in corso di accertamento, ha visto il coinvolgimento di un’auto e di un autocarro adibito al trasporto del latte. A seguito del violento impatto tre uomini che viaggiavano a bordo della vettura insieme al 47enne hanno perso la vita sul colpo. Si tratta del 58enne Alhassan Issah, residente a Modena padre di sei figli, del 61enne Baba Shirazu di Rubiera (Reggio Emilia) padre di 5 figli, del 27enne Abdul Abubakari, domiciliato a Mantova ma che era intenzionato a trasferirsi a Modena per cercare lavoro. Per loro purtroppo i soccorsi sono stati vani.
I quattro tornavano da un viaggio a Roma dove avevano incontrato alcuni amici della comunità ghanese. Ferito anche l’autista del camion, un 62enne origine moldava, residente a Reggio Emilia.

Sul posto della tragedia, oltre al 118 e ai Vigili del Fuoco, sono intervenuti anche gli Agenti della Polizia Locale che dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.

SERIE B – 34a Giornata | Empoli, si spalanca lo scenario più brutto. Squadra sconfitta a Padova e ora davvero sull’orlo del baratro. Al rientro in tarda serata duramente contestata da oltre trecento tifosi.

PADOVA (3-5-2) – 22 Sorrentino; 32 Sgarbi (dal 1′ st 72 Faedo), 5 Perrotta, 58 Pastina; 17 Capelli (dal 27′ st 18 Ghiglione), 8 Fusi (dal 27′ st 23 Di Maggio), 6 Crisetig, 7 Varas, 30 Favale; 20 Bortolussi, 77 Di Mariano (dal 19′ st 24 Caprari). A disp. 1 Mouquet, 14 Fortin; 4 Belli, 13 Boi, 86 Giunti, 90mLo Biundo, 11 Seghetti, 55 Villa. All. Roberto Breda

EMPOLI (4-4-2) – 21 Fulignati; 24 Ebuehi (dal 27′ st 7 Elia), 34 Guarino, 20 Lovato, 27 Moruzzi (dal 42′ st 19 Nasti); 26 Candela, 18 Ghion, 14 Yepes (dal 36′ st 32 Haas), 8 Magnino (dal 36′ st 5 Obaretin); 11 Shpendi, 77 Popov (dal 27′ st 17 Fila). A disp. 1 Perisan; 2 Curto, 4 Romagnoli; 6 Degli Innocenti, 15 Ceesay, 70 Saporiti; 99 Bianchi. All. Fabio Caserta

Arbitro: Sig. Daniele Perenzoni di Rovereto (Galimberti-Colaianni / IV Uff.le Cerea – VAR Serra/Pairetto)

Marcatore: al 39′ st 20 Bortolussi (P).

Note: Angoli Padova 4 Empoli 4. Ammoniti: al 36′ 34 Guarino (E); al 18′ st 72 Faedo (P), al 28′ st all. R. Breda (P), al 40′ st 20 Bortolussi (P). Espulsi: nessuno. Recupero: 1′ pt – 4′ st. Spettatori: 10.500.

 

Di Gabriele Guastella

Mentre scrivo questo pezzo, in chiusura di una domenica calcistica che vive sul filo del rasoio tra il “letteralmente da buttare via” ed il “da tenere a memoria per il futuro”, che poi dipenderà dall’esito finale della stagione, vengo assalito da alcuni dubbi, e conseguentemente anche da alcune domande, che prendono d’assalto i miei pensieri; in realtà è bene precisare che tra le righe più volte da molti mesi avevo lanciato grida d’allarme in merito ad alcune “carenze” caratteriali non solo della squadra ma di tutto l’ambiente.

In fin dei conti questa squadra può essere lo specchio infelice di alcune scelte del club compiute negli ultimi anni: svuotato di uomini “chiave” dal suo interno, che ha perso il contatto aumentando la distanza con la città, e che ha perso alcuni “valori” che le avevano permesso nel ventennio precedente di fare la differenza con altre piazze sulla carta più blasonate. Una squadra senza anima, né carne né pesce, encefalogramma pressoché piatto. Ed è forse quella di quest’anno la stagione della resa dei conti definitiva con la frase tanto decantata “siamo l’Empoli 2.0”: un fallimento, e chi se ne frega dei quattro anni di A, della salvezza all’ultimo respiro con la Roma, dei due campionati vinti in B. Grazie, eccome se grazie, certo, ma se il prezzo da pagare poi è salatissimo preferisco pane e salame, fare le feste nei circoli e restare l’Empoli 1.0, profilo basso, lavoro certosino, ed orgoglio assicurato, come il ventennio precedente, appunto. La speranza, questa concedetemela, la speranza intendo di venirmi concessa, è che la resa dei conti definitiva non comporti la retrocessione in Serie C, che ad Empoli non si vede da trent’anni; orgoglioso l’ho detto ad un collega che oggi a Padova al termine della partita me lo ha espressamente chiesto: “da quanto l’Empoli non gioca un campionato di Serie C?”, toccando tutto quello che c’era da toccare, e con schiena dritta e fissandolo negli occhi gli ho risposto “con quest’anno fanno trenta precisi”; su questo argomento l’ho già più volte detto e scritto, sprofondare in Serie C per l’Empoli potrebbe significare molto di più di una semplice retrocessione sportiva.

Eppure, nonostante queste premesse, nonostante l’ambiente lo inizi a percepire, ci sono gli attori principali di questo “teatrino” che forse non son consci fino in fondo del dramma sportivo che si sta consumando in riva all’Arno. Settimana dopo settimana, partita dopo partita, la squadra allenata prima da Pagliuca, poi da Dionisi, ora da Caserta sta sprofondando sempre più giù in classifica, sempre più pericolosamente a ridosso del baratro.

L’ultima nefasta puntata di questo dramma calcistico si è consumato a Padova, in un Euganeo vestito a festa per l’inaugurazione di una curva oscena (più somigliante ad un capannone con annesso ingresso ad un centro commerciale discount che ad un pezzo di uno stadio, ndr), contro una squadra piena zeppa di assenze pesanti, e che arrivava da cinque sconfitte consecutive.
Eppure l’Empoli è riuscito a dare il peggio di sé: un paio di occasioni nel primo tempo, una traversa scheggiata nella ripresa da Popov, e poi una miriade di errori incalcolabili in ogni zona di campo, Fulignati che para tutto quel che può fino a quando deve arrendersi ad una difesa empolese inguardabile in occasione della rete decisiva dei veneti, quella che arriva a sei minuti dalla fine di uno spareggio salvezza a cinque giornate dalla fine. In una partita del genere, a sei minuti dalla fine, i palloni volano in tribuna, così come in campo pur di portare un punto a casa che potrebbe valere molto di più in punto, devono volare i cartellini gialli, e le caviglie degli avversari. E’ brutto da scrivere, è scorretto, è antisportivo? No signori, si chiama spirito di sopravvivenza, perché quando devi lottare per una salvezza in Serie B da strappare in ogni modo, con le unghie o con i denti, e lo fai indossando la maglia di un club che negli ultimi trent’anni ha fatto solo Serie A o Serie B, ha vinto tre campionati cadetti, disputando una Coppa Uefa ed una semifinale di Coppa Italia, tu per quella maglia devi giocare come se al mondo avessi solo quella possibilità.

Mi chiedo se quando al loro ritorno si sono ritrovati trecento tifosi ad attenderli allo stadio, non proprio felicissimi, si siano resi conto o no del disastro che stanno combinando, se si sia accesa in loro la lampadina dello spirito d’orgoglio, o se vogliamo anche di quello della dignità. Sì dignità, avete letto bene, perché non è questione di un risultato sportivo, nello sport e nel calcio in genere che è esempio di vita, si vince e si perde, ma lo si fa cercando di dare il massimo, non limitarsi al proprio “compitino” e provando a gettare il cuore oltre l’ostacolo: con voglia, con grinta, con determinazione, con rabbia, con fame e ambizione. Le scuse sono finite, insieme alla pazienza… e domenica contro l’Entella Chiavari forse da Empoli passa l’ultimo treno buono per dare due schiaffi al destino e provare ad evitare il disastro.

Ditonellapiaga è venuta a trovarci a Radio Bruno

Ditonellapiaga è stata nostra ospite durante l’Happy Hour con Giordano Vaccari. Ci ha parlato del suo nuovo album Miss Italia e del tour.

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Arezzo Livorno 2-0 Squadra Spuntata

Il Livorno affronta nella penultima trasferta di campionato l’Arezzo con la speranza di recuperare un posto nei play off, mentre i padroni di casa devono vincere. Inizio passivo del Livorno, subito al 1° Tavernelli impegna Seghetti che devia in angolo, poi al 4° Ionita con un tiro violento da centro area porta in vantaggio i locali dopo un batti e ribatti. Al 19° tiro di Bonassi che impegna Venturi a terra, al 26° revisione FVS chiesta dall’Arezzo per una trattenuta di Noce su Cianci in area, ma nulla di fatto. Al 34° Di Carmine non controlla solo davanti a Venturi, al 38° pericoloso ancora Ionita ma Seghetti devia in angolo. 5 minuti di recupero durante i quali ci sono solo scontri in campo. Al 52° escono Tosto, Luperini e Bonassi per Falasco, Peralta e Biondi, ma al 63° palo dell’Arezzo con Mawuli. Al 61° esce Dionisi per Malagrida, ma il Livorno non punge, invece è l’Arezza a sfiorare il raddoppio al 70° con Varela, bravo Seghetti a chiudergli la porta in faccia.

All’80° entra Hamlili per Odjer, ma all’83° raddoppia l’Arezzo con Varela che sfrutta una scivolata proprio di Hamlili ed un pasticcio difensivo in area del Livorno. Altri 5 minuti di recupero e poi termina la gara col Livorno che ora potrà sedersi e stare a guardare per capire se avrà ancora un senso questo campionato.

Arezzo (4-3-3): Venturi; De Col, Coppolaro, Chiosa (C), Righetti; Ionita, Mawuli (VC) (33′ st Viviani), Iaccarino (42′ st Guccione); Arena (17′ st Varela), Cianci (33′ st Ravasio), Tavernelli. A disp.: Trombini; Galli, Casarosa, Renzi, Gilli, Gigli, Di Chiara. All.: C. Bucchi.

Livorno (4-3-1-2): Seghetti; Gentile, Noce, Camporese, Tosto (7′ st Peralta); Luperini (7′ st Biondi), Odjer (34′ st Hamlili), Bonassi (7′ st Falasco); Marchesi; Dionisi (C) (16′ st Malagrida), Di Carmine (VC). A disp.: Tani, Ciobanu; Ghezzi, Vayrynen, Haveri, Marinari, Baldi. All.: R. Venturato.

Rete: 4′ pt Ionita; 38′ st Varela.

Arbitro: Cristiano Ursini della sezione di Pescara, coadiuvato da Marco Pilleri della sezione di Cagliari (assistente 1) e da Edoardo Maria Brunetti della sezione di Milano (assistente 2).

Note: spettatori 6.101; ammoniti Camporese, Marchesi e Falasco; angoli 7 a 0 (7 a 0); fuorigioco 1 a 1 (0 a 0); rec. 5′ pt; 5′ st.