Dopo quattro risultati utili consecutivi cade la Fiorentina.
Al Franchi decidono le reti nel primo tempo di Kilicsoy e a inizio ripresa di Palestra. Brescianini accorcia le distanze a un quarto d’ora dal termine, nel finale però la squadra di Vanoli non dà mai realmente l’occasione di poter pervenire al pareggio.
Successo d’oro, il secondo consecutivo, per il Cagliari, Viola sempre più in difficoltà.
CARRARESE(3-1-4-2) – 1 Bleve; 37 Calabrese, 6 Oliana (dal 24′ st 26 Ruggeri), 4 Illanes Minucci; 18 Schiavi; 72 Zanon, 17 Zuelli, 70 Hasa (dal 35′ st 8 Melegoni), 7 Belloni (dal 19′ st 11 Cicconi); 21 Rubino (al 19′ st 28 Di Stefano), 9 Abiuso (dal 35′ st 32 Finotto). A disp. 99 Fiorillo, 22 Mazzini; 25 Lordkipanidze, 77 Parlanti, 44 Sekulov, 92 Torregrossa, 20 Troise. All. Antonio Calabro
EMPOLI(3-4-1-2) – 21 Fulignati; 20 Lovato, 34 Guarino, 5 Obaretin; 7 Elia (dal 1′ st 15 Ceesay), 14 Yepes, 18 Ghion (dal 26′ st 6 Degli Innocenti), 27 Moruzzi (dal 26′ st 24 Ebuehi); 10 Ilie (dal 1′ st 25 Ignacchiti); 19 Nasti (dal 33′ st 77 Popov), 11 Shpendi. A disp. 1 Perisan, 12 Gasparini; 29 Tosto, 79 Carboni; 32 Haas; 70 Saporiti, 99 Bianchi. All. Alessio Dionisi
Arbitro: Sig. Mario Perri di Roma (Mondin-Colaianni / IV Uff.le Turrini – VAR Baroni/Di Vuolo)
Marcatori: 28′ 4 Illanes Minucci (C); al 17′ st 72 Zanon (C), al 31′ st 9 Abiuso (C).
Note: Angoli Carrarese 2 Empoli 5. Ammoniti: al 36′ 19 Nasti (E); al 22′ st 6 Oliana (C). Espulsi: -. Recupero: 1′ pt – 3′ st. Spettatori: 5mila.
In una notte uggiosa di gennaio, fredda e piovosa, l’Empoli perde tutto: partita, derby e pure la faccia. Il ritorno, dopo trent’anni, nello stadio dei Marmi di Carrara è da incubo. Nell’inverno del 1996, durante il campionato di Serie C1 (Girone A) 1995/96, gli azzurri tornarono da Carrara con un’inaspettata sconfitta per 2-0. Era l’Empoli di Luciano Spalletti e Piero Pelagotti, che poi trionfò sia in campionato, con la promozione in Serie B ai Play Off, sia in Coppa Italia con la conquista del trofeo. In quell’Empoli di trenta stagioni fa il numero sei, e pilastro difensivo e dello spogliatoio, era un certo Stefano Bianconi; ovvero colui che da alcune stagioni è collaboratore tecnico nello staff della prima squadra, e che stasera in quello stesso stadio deve aver vissuto una serata da incubo; probabilmente anche lui si sarà chiesto, incrociando i volti dei ragazzi di Dionisi dentro a quegli spogliatoi dove si spogliò da calciatore trenta campionati fa, quali possono essere i malesseri profondi di un gruppo che sembra vivere sulle montagne russe. Una squadra che passa dal nulla assoluto di Chiavari dello scorso primo novembre a tre vittorie consecutive senza subire gol, a due sconfitte di seguito, a due vittorie esterne e sette punti in tre partite, frenando la corsa della capolista, e poi ad altre due sconfitte consecutive con quattro gol subiti e zero fatti, con prestazioni a dir poco sconcertanti sotto il profilo temperamentale.
Fatto sta che l’Empoli esce da Carrara con un pesantissimo ko tecnico: tre terrificanti pugni nello stomaco che fanno male a tutto l’ambiente, non tanto per la sconfitta in sé, ma per com’è arrivata. Ormai è arcinoto che questa squadra, composta da calciatori tecnicamente e qualitativamente tutto sommato di buon spessore, non sia nell’essenza di squadra ben amalgamata. Insomma un evidente errore di costruzione della rosa che sta alla base, e allora forse va detto che la scorsa estate si è lavorato male. Mancano forse addirittura due elementi capaci di far alzare il livello caratteriale, senza dubbio è assente quel calciatore di qualità che possa essere in grado di spaccare la partita. In un calcio dove i dieci sembrano spariti, il rumeno Ilie sta dimostrando di avere il dieci sulle spalle solo per caso: evanescente, fantasma che girovaga per un intero primo tempo, tolto nel torpore dell’intervallo insieme ad Elia, stasera tanto fumo e poco arrosto, entrambi troppo discontinui in questa prima parentesi empolese.
Ilie ha avuto la palla più clamorosa della prima frazione; con l’Empoli già sotto di un gol per effetto dell’ennesima rete subita da calcio d’angolo (la sesta per la precisione, ndr) ad opera di Illanes (28′), a proposito chi doveva marcarlo?, il numero dieci azzurro si è ritrovato ad un metro poco più dalla porta avversaria e invece di calciare con rabbia ha spinto la palla con una determinata delicatezza, offrendo proprio ad Illanes la possibilità di sventare la minaccia con un intervento tanto disperato quanto efficacie.
Il secondo tempo, senza Ilie ed Elia, strano gioco fonetico nei nomi, e con Ignacchiti e Ceesay nel motore azzurro, ha offerto una roboante ripartenza dei marmiferi che per poco non vanno subito a festeggiare con Abiuso. L’Empoli si vede solo per una decina di minuti: è Shpendi il più reattivo, l’albanese fresco ex di turno si danna l’anima e fa quel che può in un desertico orizzonte offensivo, dove Nasti tolto nel finale in luogo di Popov si è fatto notare soprattutto per un rude intervento che è costato il giallo al minuto trentasei della prima frazione, aldilà dell’assist degno di nota nell’occasionissima di Ilie prima menzionata.
L’Empoli, però, è durato poco meno di un quarto d’ora: confusionario a centrocampo, con Yepes e Ghion troppo simili, troppo “piccoli”, troppo poco insieme per questa Serie B fisica, prestante e muscolosa. Così la Carrarese mettendo in campo l’esatto opposto della squadra di Dionisi infila al 17′ della ripresa la rete del 2-0, quella di Zanon, che punisce una difesa dell’Empoli apparsa talmente fragile, da farci pensare che non può esser vero che ancora non ci siano nomi importanti nel taccuino del neo direttore sportivo Stefanelli per puntellarla a dovere.
Il gol di Abiuso al 31′ che scherza Guarino con un sombrero, ed una facilità disarmante, è infine uno schiaffo che fa decisamente male. Sipario che si chiude, riflettori che si spengono, la pioggerella fitta e nebulosa che cade dal cielo, la sensazione di smarrimento in un’altra serata, ed in un’altra notte da dimenticare. Avevamo dimenticato Carrara e quella sconfitta improvvisa nel pomeriggio del 4 febbraio 1996, per una doppietta inaspettata di un fresco ex di allora all’anagrafe Massimiliano Benfari; l’avevamo dimenticata perché era finita nell’oblio, sommersa dalle soddisfazioni del trentennio seguente, tra salite e discese, in viaggi tra platee importanti, ed ospiti illustri al Castellani. La ricordiamo di nuovo, stasera, trent’anni dopo: la vediamo riemergere dagli abissi, improvvisamente in questa notte, per una sconfitta che si è materializzata in tutta la sua crudeltà, come a ricordarci una lezione importante. Il calcio, come lo sport, come la vita, se ne frega di quello che hai fatto e di quello che sei stato: quello che conta davvero è quello che sei adesso. E adesso siamo troppo poco per poter difendere quello che siamo stati negli ultimi trent’anni: serve qualcosa in più, e quel qualcosa in più deve arrivare da tutti, non solo da coloro che scendono in campo.
Fonte: gabrieleguastella.it
Stiven Shpendi in azione: l’attaccante albanese è forse stato l’unico azzurro sopra la sufficienza nella disastrosa trasferta in casa della Carrarese
L’Inter ha vinto nell’anticipo di Serie A contro il Pisa, con un risultato finale di 6-2.
Il Pisa aveva illuso i 6000 tifosi accordi a San Siro portandosi sul 2-0 grazie a due gol di Stefano Moreo, ma l’Inter ha reagito bene e ha ribaltato il risultato in soli otto minuti con i gol di Piotr Zielinski al 39′, Lautaro Martínez al 41′ e Pio Esposito al 45’+2.
Nella seconda metà della partita, l’Inter ha continuato a dominare e ha segnato altri tre gol, con Federico Dimarco all’82’, con Bonny all’86’ e Mkhytarian al 92′.
L’Inter ha mostrato una grande capacità di reazione e ha dimostrato di essere una squadra troppo forte per un Pisa che ha giocato bene nella prima mezz’ora prima che uscissero i veri valori.
Ora la truppa di Gilardino dovrà mettersi alle spalle questa partita e concentrarsi sulla prossima partita in casa col Sassuolo di sabato 31 gennaio.
Al Teatro Duse di Bologna torna sul palco Tommy Emmanuel. Il leggendario chitarrista australiano si esibirà giovedì 29 gennaio in un nuovo concerto che unisce tecnica impeccabile e pura emozione.
Lo ha intervistato Alessio Aymone:
La giustizia in parole semplici: un libro per comprendere la riforma della Giustizia sulla quale saremo chiamati ad esprimerci nelle prossime settimane.
Edito da Aliberti è uscito “Riforma della giustizia e dintorni” scritto da Cesare Parodi procuratore di Alessandria e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e Carlo Maria Pellicano magistrato presso la Procura Generale della Corte d’Appello di Torino.
Per parlare del libro e della Riforma voluta dal Ministro Nordio, Pierluigi Senatore ha intervistato il Presidente Cesare Parodi:
Un tragico incidente sul lavoro è accaduto nella mattinata di oggi, venerdì 23 gennaio, intorno alle 9.00, nel quartiere Shangai di Livorno.
Come riportato dalla stampa locale, un operaio di 51 anni, residente a Ponsacco, in provincia di Pisa, ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato dalla benna di una gru mentre era impegnato a scaricare delle tegole da un camion. A dare l’allarme un collega: sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118 che purtroppo non ha potuto far altro che constatarne il decesso, troppo gravi i traumi da schiacciamento riportati.
Sul luogo dell’infortunio mortale sono giunti anche gli ispettori del Dipartimento di Igiene e Sicurezza sul Lavoro dell’Asl Nord Ovest e gli Agenti della Polizia di Stato che dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. (fotografia di repertorio)
La Scuderia Ferrari HP ha presentato oggi la SF-26, la nuova monoposto con cui la squadra affronterà il Campionato del Mondo di Formula 1, il cui inizio è previsto l’8 marzo in Australia. La vettura, la settantaduesima realizzata dalla Casa di Maranello per la massima categoria automobilistica, apre un nuovo ciclo regolamentare che segna l’inizio di una fase completamente inedita per la F1, che sarà caratterizzata da vetture più leggere, da un profondo ripensamento dei concetti aerodinamici e da una nuova generazione di power unit. La presentazione si è svolta oggi presso la pista di Fiorano.
Un nuovo ciclo. La SF-26 nasce in un contesto di regolamenti completamente rinnovati, che hanno portato a una revisione approfondita dell’architettura della vettura. Il telaio abbandona l’effetto suolo a favore di un approccio aerodinamico differente, con linee più pulite e una filosofia complessiva orientata alla riduzione del peso e a una maggiore efficienza complessiva, in linea con gli obiettivi fissati dalla Formula 1 per il ciclo tecnico che comincia questa stagione. Anche la power unit rappresenta una svolta: il regolamento 2026 introduce una nuova generazione di propulsori ibridi, con l’eliminazione della MGU-H e una MGU-K potenziata fino a 350 kW, a rafforzare il ruolo della componente elettrica. Questo cambiamento ha richiesto un approccio progettuale completamente nuovo e un’ancora più stretta integrazione tra telaio e power unit.
Linee, colori e identità. Complici i nuovi regolamenti, la SF-26 presenta una linea più pulita e razionalizzata, con proporzioni che trasmettono visivamente un senso di maggiore leggerezza e agilità. La vettura riflette l’obiettivo di semplicità funzionale che ha guidato il lavoro dei progettisti fin dalle prime fasi, con l’obiettivo di ottenere una piattaforma robusta ma anche pronta ad essere sviluppata nel corso della stagione, man mano che saranno disponibili i dati dalla pista. La livrea stagionale collega passato, presente e futuro della Scuderia e ne guida l’ingresso nel nuovo ciclo tecnico, rappresentando il principale elemento visivo di continuità ma nel contempo anche ricco di trasformazioni rispetto a ciò che ha contraddistinto il recente passato della Scuderia Ferrari HP. Tra i tratti più distintivi c’è il ritorno alla vernice lucida, dopo sette stagioni di finitura opaca. Il Rosso Scuderia scelto per il 2026 è più acceso e intenso, con un carattere forte e immediato, accattivante, che si ispira nel disegno alla livrea speciale introdotta a Monza nella stagione 2025. Il colore si colloca inoltre in continuità con il rosso utilizzato nel decennio a cavallo con il cambio di millennio riaffermando i valori fondanti di passione, coraggio e identità. Accanto al rosso, il bianco — presenza storicamente limitata ma distintiva nelle livree Ferrari — assume un ruolo nuovo. Posizionato nell’area dell’abitacolo e sull’engine cover, contribuisce a produrre un contrasto visivo netto ed equilibrato, rafforzando la riconoscibilità complessiva della vettura. Nel loro insieme, rosso e bianco definiscono un equilibrio che va oltre l’aspetto cromatico: un dialogo tra radici consolidate e visione orientata al futuro, in cui l’identità storica della Scuderia Ferrari HP continua a evolversi per affrontare nuove sfide tecniche e sportive.
Tute e abbigliamento. Anche le tute e l’abbigliamento 2026 riflettono l’identità visiva di questo nuovo capitolo. Il rosso resta, naturalmente, il colore protagonista, simbolo inconfondibile della Scuderia, mentre il bianco si conferma come elemento distintivo, volutamente collegato al passato della squadra: è presente nella parte superiore della tuta, all’altezza delle spalle, e avvolge l’intero collo. Un equilibrio cromatico che rafforza il legame tra tradizione e rinnovamento e che accompagnerà i piloti Ferrari in tutto il mondo nel corso del campionato.
Verso la stagione 2026. Con l’inizio dei test, che si aprono con uno shakedown collettivo a Barcellona la settimana prossima – cui seguiranno due sessioni in Bahrain –, la Scuderia Ferrari HP entra in una fase in cui il focus si sposta dalla progettazione alla comprensione della vettura in pista. In un contesto tecnico completamente nuovo per tutti, l’approccio rimarrà quello che da sempre caratterizza la squadra: lavoro metodico, attenzione al dettaglio e analisi dei dati con l’obiettivo di avere una progressione controllata e solida. (parte del comunicato stampa della Scuderia Ferrari)
Va in palestra con la madre per la lezione del corso di pilates e accusa un malore che purtroppo si rivela fatale. E’ accaduto nel pomeriggio di martedì scorso, 20 gennaio, a Dosson, frazione di Casier, in provincia di Treviso.
La 21enne, che si chiamava Vania Vettorazzo, è stata immediatamente soccorsa: come riportato dalla stampa locale, l’istruttrice ha contattato il 118 e, insieme al personale della struttura, le ha praticato le procedure, seguendo le istruzioni del personale sanitario, in attesa dell’ambulanza.
Secondo quanto riferito dalla direzione della palestra, riportano i cronisti locali, la 21enne sarebbe rimasta cosciente sino all’arrivo dei sanitari: trasportata d’urgenza in ospedale, le condizioni di Vania si sarebbero improvvisamente aggravate. I medici hanno cercato a lungo di rianimarla, ma ogni tentativo si è purtroppo rivelato vano, per la giovane non c’è stato nulla da fare.
Sul corpo di Vania verrà effettuata l’autopsia per capire che cosa abbia provocato l’improvviso decesso: non si esclude possa essersi trattato di embolia polmonare dal momento che la 21enne, al momento del malore, avrebbe lamentato forti difficoltà respiratorie. (fotografia dal profilo Facebook di Vania Vettorazzo)
La US Massese 1919 ha ufficializzato l’affidamento della guida tecnica della prima squadra a Paolo Pantera. Il nuovo allenatore arriva dopo che nei giorni scorsi si era dimesso mister Marselli.
Dopo quattro risultati utili consecutivi cade la Fiorentina.
Al Franchi decidono le reti nel primo tempo di Kilicsoy e a inizio ripresa di Palestra. Brescianini accorcia le distanze a un quarto d’ora dal termine, nel finale però la squadra di Vanoli non dà mai realmente l’occasione di poter pervenire al pareggio.
Successo d’oro, il secondo consecutivo, per il Cagliari, Viola sempre più in difficoltà.
CARRARESE(3-1-4-2) – 1 Bleve; 37 Calabrese, 6 Oliana (dal 24′ st 26 Ruggeri), 4 Illanes Minucci; 18 Schiavi; 72 Zanon, 17 Zuelli, 70 Hasa (dal 35′ st 8 Melegoni), 7 Belloni (dal 19′ st 11 Cicconi); 21 Rubino (al 19′ st 28 Di Stefano), 9 Abiuso (dal 35′ st 32 Finotto). A disp. 99 Fiorillo, 22 Mazzini; 25 Lordkipanidze, 77 Parlanti, 44 Sekulov, 92 Torregrossa, 20 Troise. All. Antonio Calabro
EMPOLI(3-4-1-2) – 21 Fulignati; 20 Lovato, 34 Guarino, 5 Obaretin; 7 Elia (dal 1′ st 15 Ceesay), 14 Yepes, 18 Ghion (dal 26′ st 6 Degli Innocenti), 27 Moruzzi (dal 26′ st 24 Ebuehi); 10 Ilie (dal 1′ st 25 Ignacchiti); 19 Nasti (dal 33′ st 77 Popov), 11 Shpendi. A disp. 1 Perisan, 12 Gasparini; 29 Tosto, 79 Carboni; 32 Haas; 70 Saporiti, 99 Bianchi. All. Alessio Dionisi
Arbitro: Sig. Mario Perri di Roma (Mondin-Colaianni / IV Uff.le Turrini – VAR Baroni/Di Vuolo)
Marcatori: 28′ 4 Illanes Minucci (C); al 17′ st 72 Zanon (C), al 31′ st 9 Abiuso (C).
Note: Angoli Carrarese 2 Empoli 5. Ammoniti: al 36′ 19 Nasti (E); al 22′ st 6 Oliana (C). Espulsi: -. Recupero: 1′ pt – 3′ st. Spettatori: 5mila.
In una notte uggiosa di gennaio, fredda e piovosa, l’Empoli perde tutto: partita, derby e pure la faccia. Il ritorno, dopo trent’anni, nello stadio dei Marmi di Carrara è da incubo. Nell’inverno del 1996, durante il campionato di Serie C1 (Girone A) 1995/96, gli azzurri tornarono da Carrara con un’inaspettata sconfitta per 2-0. Era l’Empoli di Luciano Spalletti e Piero Pelagotti, che poi trionfò sia in campionato, con la promozione in Serie B ai Play Off, sia in Coppa Italia con la conquista del trofeo. In quell’Empoli di trenta stagioni fa il numero sei, e pilastro difensivo e dello spogliatoio, era un certo Stefano Bianconi; ovvero colui che da alcune stagioni è collaboratore tecnico nello staff della prima squadra, e che stasera in quello stesso stadio deve aver vissuto una serata da incubo; probabilmente anche lui si sarà chiesto, incrociando i volti dei ragazzi di Dionisi dentro a quegli spogliatoi dove si spogliò da calciatore trenta campionati fa, quali possono essere i malesseri profondi di un gruppo che sembra vivere sulle montagne russe. Una squadra che passa dal nulla assoluto di Chiavari dello scorso primo novembre a tre vittorie consecutive senza subire gol, a due sconfitte di seguito, a due vittorie esterne e sette punti in tre partite, frenando la corsa della capolista, e poi ad altre due sconfitte consecutive con quattro gol subiti e zero fatti, con prestazioni a dir poco sconcertanti sotto il profilo temperamentale.
Fatto sta che l’Empoli esce da Carrara con un pesantissimo ko tecnico: tre terrificanti pugni nello stomaco che fanno male a tutto l’ambiente, non tanto per la sconfitta in sé, ma per com’è arrivata. Ormai è arcinoto che questa squadra, composta da calciatori tecnicamente e qualitativamente tutto sommato di buon spessore, non sia nell’essenza di squadra ben amalgamata. Insomma un evidente errore di costruzione della rosa che sta alla base, e allora forse va detto che la scorsa estate si è lavorato male. Mancano forse addirittura due elementi capaci di far alzare il livello caratteriale, senza dubbio è assente quel calciatore di qualità che possa essere in grado di spaccare la partita. In un calcio dove i dieci sembrano spariti, il rumeno Ilie sta dimostrando di avere il dieci sulle spalle solo per caso: evanescente, fantasma che girovaga per un intero primo tempo, tolto nel torpore dell’intervallo insieme ad Elia, stasera tanto fumo e poco arrosto, entrambi troppo discontinui in questa prima parentesi empolese.
Ilie ha avuto la palla più clamorosa della prima frazione; con l’Empoli già sotto di un gol per effetto dell’ennesima rete subita da calcio d’angolo (la sesta per la precisione, ndr) ad opera di Illanes (28′), a proposito chi doveva marcarlo?, il numero dieci azzurro si è ritrovato ad un metro poco più dalla porta avversaria e invece di calciare con rabbia ha spinto la palla con una determinata delicatezza, offrendo proprio ad Illanes la possibilità di sventare la minaccia con un intervento tanto disperato quanto efficacie.
Il secondo tempo, senza Ilie ed Elia, strano gioco fonetico nei nomi, e con Ignacchiti e Ceesay nel motore azzurro, ha offerto una roboante ripartenza dei marmiferi che per poco non vanno subito a festeggiare con Abiuso. L’Empoli si vede solo per una decina di minuti: è Shpendi il più reattivo, l’albanese fresco ex di turno si danna l’anima e fa quel che può in un desertico orizzonte offensivo, dove Nasti tolto nel finale in luogo di Popov si è fatto notare soprattutto per un rude intervento che è costato il giallo al minuto trentasei della prima frazione, aldilà dell’assist degno di nota nell’occasionissima di Ilie prima menzionata.
L’Empoli, però, è durato poco meno di un quarto d’ora: confusionario a centrocampo, con Yepes e Ghion troppo simili, troppo “piccoli”, troppo poco insieme per questa Serie B fisica, prestante e muscolosa. Così la Carrarese mettendo in campo l’esatto opposto della squadra di Dionisi infila al 17′ della ripresa la rete del 2-0, quella di Zanon, che punisce una difesa dell’Empoli apparsa talmente fragile, da farci pensare che non può esser vero che ancora non ci siano nomi importanti nel taccuino del neo direttore sportivo Stefanelli per puntellarla a dovere.
Il gol di Abiuso al 31′ che scherza Guarino con un sombrero, ed una facilità disarmante, è infine uno schiaffo che fa decisamente male. Sipario che si chiude, riflettori che si spengono, la pioggerella fitta e nebulosa che cade dal cielo, la sensazione di smarrimento in un’altra serata, ed in un’altra notte da dimenticare. Avevamo dimenticato Carrara e quella sconfitta improvvisa nel pomeriggio del 4 febbraio 1996, per una doppietta inaspettata di un fresco ex di allora all’anagrafe Massimiliano Benfari; l’avevamo dimenticata perché era finita nell’oblio, sommersa dalle soddisfazioni del trentennio seguente, tra salite e discese, in viaggi tra platee importanti, ed ospiti illustri al Castellani. La ricordiamo di nuovo, stasera, trent’anni dopo: la vediamo riemergere dagli abissi, improvvisamente in questa notte, per una sconfitta che si è materializzata in tutta la sua crudeltà, come a ricordarci una lezione importante. Il calcio, come lo sport, come la vita, se ne frega di quello che hai fatto e di quello che sei stato: quello che conta davvero è quello che sei adesso. E adesso siamo troppo poco per poter difendere quello che siamo stati negli ultimi trent’anni: serve qualcosa in più, e quel qualcosa in più deve arrivare da tutti, non solo da coloro che scendono in campo.
Fonte: gabrieleguastella.it
Stiven Shpendi in azione: l’attaccante albanese è forse stato l’unico azzurro sopra la sufficienza nella disastrosa trasferta in casa della Carrarese
L’Inter ha vinto nell’anticipo di Serie A contro il Pisa, con un risultato finale di 6-2.
Il Pisa aveva illuso i 6000 tifosi accordi a San Siro portandosi sul 2-0 grazie a due gol di Stefano Moreo, ma l’Inter ha reagito bene e ha ribaltato il risultato in soli otto minuti con i gol di Piotr Zielinski al 39′, Lautaro Martínez al 41′ e Pio Esposito al 45’+2.
Nella seconda metà della partita, l’Inter ha continuato a dominare e ha segnato altri tre gol, con Federico Dimarco all’82’, con Bonny all’86’ e Mkhytarian al 92′.
L’Inter ha mostrato una grande capacità di reazione e ha dimostrato di essere una squadra troppo forte per un Pisa che ha giocato bene nella prima mezz’ora prima che uscissero i veri valori.
Ora la truppa di Gilardino dovrà mettersi alle spalle questa partita e concentrarsi sulla prossima partita in casa col Sassuolo di sabato 31 gennaio.
Al Teatro Duse di Bologna torna sul palco Tommy Emmanuel. Il leggendario chitarrista australiano si esibirà giovedì 29 gennaio in un nuovo concerto che unisce tecnica impeccabile e pura emozione.
Lo ha intervistato Alessio Aymone:
La giustizia in parole semplici: un libro per comprendere la riforma della Giustizia sulla quale saremo chiamati ad esprimerci nelle prossime settimane.
Edito da Aliberti è uscito “Riforma della giustizia e dintorni” scritto da Cesare Parodi procuratore di Alessandria e Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e Carlo Maria Pellicano magistrato presso la Procura Generale della Corte d’Appello di Torino.
Per parlare del libro e della Riforma voluta dal Ministro Nordio, Pierluigi Senatore ha intervistato il Presidente Cesare Parodi:
Un tragico incidente sul lavoro è accaduto nella mattinata di oggi, venerdì 23 gennaio, intorno alle 9.00, nel quartiere Shangai di Livorno.
Come riportato dalla stampa locale, un operaio di 51 anni, residente a Ponsacco, in provincia di Pisa, ha perso la vita dopo essere rimasto schiacciato dalla benna di una gru mentre era impegnato a scaricare delle tegole da un camion. A dare l’allarme un collega: sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118 che purtroppo non ha potuto far altro che constatarne il decesso, troppo gravi i traumi da schiacciamento riportati.
Sul luogo dell’infortunio mortale sono giunti anche gli ispettori del Dipartimento di Igiene e Sicurezza sul Lavoro dell’Asl Nord Ovest e gli Agenti della Polizia di Stato che dovranno ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. (fotografia di repertorio)
La Scuderia Ferrari HP ha presentato oggi la SF-26, la nuova monoposto con cui la squadra affronterà il Campionato del Mondo di Formula 1, il cui inizio è previsto l’8 marzo in Australia. La vettura, la settantaduesima realizzata dalla Casa di Maranello per la massima categoria automobilistica, apre un nuovo ciclo regolamentare che segna l’inizio di una fase completamente inedita per la F1, che sarà caratterizzata da vetture più leggere, da un profondo ripensamento dei concetti aerodinamici e da una nuova generazione di power unit. La presentazione si è svolta oggi presso la pista di Fiorano.
Un nuovo ciclo. La SF-26 nasce in un contesto di regolamenti completamente rinnovati, che hanno portato a una revisione approfondita dell’architettura della vettura. Il telaio abbandona l’effetto suolo a favore di un approccio aerodinamico differente, con linee più pulite e una filosofia complessiva orientata alla riduzione del peso e a una maggiore efficienza complessiva, in linea con gli obiettivi fissati dalla Formula 1 per il ciclo tecnico che comincia questa stagione. Anche la power unit rappresenta una svolta: il regolamento 2026 introduce una nuova generazione di propulsori ibridi, con l’eliminazione della MGU-H e una MGU-K potenziata fino a 350 kW, a rafforzare il ruolo della componente elettrica. Questo cambiamento ha richiesto un approccio progettuale completamente nuovo e un’ancora più stretta integrazione tra telaio e power unit.
Linee, colori e identità. Complici i nuovi regolamenti, la SF-26 presenta una linea più pulita e razionalizzata, con proporzioni che trasmettono visivamente un senso di maggiore leggerezza e agilità. La vettura riflette l’obiettivo di semplicità funzionale che ha guidato il lavoro dei progettisti fin dalle prime fasi, con l’obiettivo di ottenere una piattaforma robusta ma anche pronta ad essere sviluppata nel corso della stagione, man mano che saranno disponibili i dati dalla pista. La livrea stagionale collega passato, presente e futuro della Scuderia e ne guida l’ingresso nel nuovo ciclo tecnico, rappresentando il principale elemento visivo di continuità ma nel contempo anche ricco di trasformazioni rispetto a ciò che ha contraddistinto il recente passato della Scuderia Ferrari HP. Tra i tratti più distintivi c’è il ritorno alla vernice lucida, dopo sette stagioni di finitura opaca. Il Rosso Scuderia scelto per il 2026 è più acceso e intenso, con un carattere forte e immediato, accattivante, che si ispira nel disegno alla livrea speciale introdotta a Monza nella stagione 2025. Il colore si colloca inoltre in continuità con il rosso utilizzato nel decennio a cavallo con il cambio di millennio riaffermando i valori fondanti di passione, coraggio e identità. Accanto al rosso, il bianco — presenza storicamente limitata ma distintiva nelle livree Ferrari — assume un ruolo nuovo. Posizionato nell’area dell’abitacolo e sull’engine cover, contribuisce a produrre un contrasto visivo netto ed equilibrato, rafforzando la riconoscibilità complessiva della vettura. Nel loro insieme, rosso e bianco definiscono un equilibrio che va oltre l’aspetto cromatico: un dialogo tra radici consolidate e visione orientata al futuro, in cui l’identità storica della Scuderia Ferrari HP continua a evolversi per affrontare nuove sfide tecniche e sportive.
Tute e abbigliamento. Anche le tute e l’abbigliamento 2026 riflettono l’identità visiva di questo nuovo capitolo. Il rosso resta, naturalmente, il colore protagonista, simbolo inconfondibile della Scuderia, mentre il bianco si conferma come elemento distintivo, volutamente collegato al passato della squadra: è presente nella parte superiore della tuta, all’altezza delle spalle, e avvolge l’intero collo. Un equilibrio cromatico che rafforza il legame tra tradizione e rinnovamento e che accompagnerà i piloti Ferrari in tutto il mondo nel corso del campionato.
Verso la stagione 2026. Con l’inizio dei test, che si aprono con uno shakedown collettivo a Barcellona la settimana prossima – cui seguiranno due sessioni in Bahrain –, la Scuderia Ferrari HP entra in una fase in cui il focus si sposta dalla progettazione alla comprensione della vettura in pista. In un contesto tecnico completamente nuovo per tutti, l’approccio rimarrà quello che da sempre caratterizza la squadra: lavoro metodico, attenzione al dettaglio e analisi dei dati con l’obiettivo di avere una progressione controllata e solida. (parte del comunicato stampa della Scuderia Ferrari)
Va in palestra con la madre per la lezione del corso di pilates e accusa un malore che purtroppo si rivela fatale. E’ accaduto nel pomeriggio di martedì scorso, 20 gennaio, a Dosson, frazione di Casier, in provincia di Treviso.
La 21enne, che si chiamava Vania Vettorazzo, è stata immediatamente soccorsa: come riportato dalla stampa locale, l’istruttrice ha contattato il 118 e, insieme al personale della struttura, le ha praticato le procedure, seguendo le istruzioni del personale sanitario, in attesa dell’ambulanza.
Secondo quanto riferito dalla direzione della palestra, riportano i cronisti locali, la 21enne sarebbe rimasta cosciente sino all’arrivo dei sanitari: trasportata d’urgenza in ospedale, le condizioni di Vania si sarebbero improvvisamente aggravate. I medici hanno cercato a lungo di rianimarla, ma ogni tentativo si è purtroppo rivelato vano, per la giovane non c’è stato nulla da fare.
Sul corpo di Vania verrà effettuata l’autopsia per capire che cosa abbia provocato l’improvviso decesso: non si esclude possa essersi trattato di embolia polmonare dal momento che la 21enne, al momento del malore, avrebbe lamentato forti difficoltà respiratorie. (fotografia dal profilo Facebook di Vania Vettorazzo)
La US Massese 1919 ha ufficializzato l’affidamento della guida tecnica della prima squadra a Paolo Pantera. Il nuovo allenatore arriva dopo che nei giorni scorsi si era dimesso mister Marselli.
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