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Sedute di chemioterapia con il proprio cane accanto: al via il progetto sperimentale a Treviso

I pazienti che desiderano essere accompagnati dai propri animali durante il percorso di cura, ora possono farlo. E’ la nuova possibilità introdotta dall’azienda sanitaria Ulss 2 di Treviso attraverso un piano che rende strutturato un percorso avviato da anni.

Come si legge in un comunicato stampa, a illustrare le caratteristiche del Piano dedicato sono stati, ieri, mercoledì 29 aprile, il direttore generale Giancarlo Bizzari, il direttore sanitario Maria Caterina De Marco e il responsabile del Servizio di Igiene Urbana Veterinaria del Dipartimento di Prevenzione Massimo Maiorano. Il Piano sarà rivolto a tutti i pazienti che desiderano essere accompagnati dai propri animali durante il percorso di cura. Con un’importante novità: la possibilità di chiedere la presenza del proprio animale d’affezione anche durante le sedute di chemioterapia, oltre che nel corso della degenza. A questo proposito l’Ulss 2 lancerà un appello ai privati affinché supportino economicamente quest’iniziativa che richiede un locale e un infermiere dedicati durante la “pet infusion”.

L’umanizzazione delle cure non è uno slogan, ma una direzione concreta su cui stiamo lavorando ogni giorno – sottolinea il direttore generale Giancarlo Bizzari –. Le famiglie sono radicalmente cambiate: sono sempre meno numerose, gli anziani sono più soli e gli animali da affezione sono parte, a tutti gli effetti, di un nucleo familiare sempre più ristretto. Dobbiamo tenerne conto, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, quando le persone affrontano la malattia. Considerare questi nuovi membri della famiglia significa prendersi cura davvero della persona nella sua interezza. Il progetto che stiamo mettendo a punto darà sistematicità e omogeneità, oltre a un coordinamento unico, alle varie iniziative di Pet therapy e Pet visiting che già vedono nei vari reparti la presenza degli animali d’affezione. L’obiettivo è di estendere la possibilità di questa presenza anche alle sedute di chemioterapia, per i pazienti che lo desiderano: si tratta di un progetto sperimentale per finanziare il quale lanceremo un bando per la raccolta fondi: ci auguriamo che associazioni e privati rispondano positivamente all’appello, volto a permetterci un ulteriore importante passo sulla strada dell’umanizzazione delle cure”. (fotografia di repertorio)

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