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SERIE A – Giornata n°10 | Tanta Atalanta, troppo Scamacca: l’Empoli ci prova ma non c’è partita. C’era però anche un rigore per gli azzurri, che solo Massimi non vede.

EMPOLI (4-3-2-1) – 99 Berisha; 24 Ebuehi, 4 Walukiewicz (al 18′ st 34 Ismajli), 33 Luperto, 13 Cacace; 18 Marin (dal 37′ st 30 Bastoni), 5 Grassi, 29 Maleh (dal 30′ st 21 Fazzini); 28 Cambiaghi (dal 18′ st 11 Gyasi), 20 Cancellieri (dal 30′ st 27 Maldini); 9 Caputo. A disp. 1 Perisan, 25 Caprile; 7 Shpendi, 8 Kovalenko, 14 Guarino, 19 Bereszynski, 22 Ranocchia. All. A. Andreazzoli

ATALANTA (3-4-2-1) – 1 Musso; 42 Scalvini (dal 1′ st 2 Toloi), 19 Djimsiti, 23 Kolasinac; 33 Hateboer, 15 De Roon, 13 Ederson, 22 Ruggeri (dal 41′ st 20 Bakker); 7 Koopmeiners (dal 20′ st 17 De Ketelaere); 11 Lookman (dal 31′ st 9 Muriel), 90 Scamacca (dal 20′ st 8 Pasalic). A disp. 29 Carnesecchi, 31 Rossi; 3 Holm, 21 Zortea, 25 Adopo, 43 Bonfanti, 59 Miranchuk. All. G. Gasperini

ARBITRO: Sig. Luca Massimi di Termoli (De Giudici/Yoshikawa | IV Uff.le Ferrieri Caputi – VAR Serra/Gariglio)

MARCATORI: al 5′ 90 Scamacca (A), al 29′ 7 Koopmeiners (A); al 5′ st 90 Scamacca (A).

NOTE: Angoli Empoli 3 Atalanta 6. Ammoniti: al 33′ 29 Maleh (E), al 35′ 13 Cacace (E); al 24′ st 11 Gyasi (E), al 40′ st 21 Fazzini (E). Espulsi: nessuno. Recupero: 1′ pt – 4′ st. Spettatori: 7.850.

Al triplice fischio finale qualcuno si è chiesto come fosse riuscito l’Empoli a vincere, con pieno merito aggiungo, sul non facile campo della Fiorentina appena una settimana prima.

Sinceramente la prima domanda che mi sono posto, al termine della sfida contro l’Atalanta, è stata quella sul come potevano aver accumulato punti di ritardo gli orobici al cospetto delle squadre battistrada in classifica. La risposta, puntuale, è arrivata poi in Sala Stampa nel dopogara con Giampiero Gasperini tecnico dei lombardi che ha ammesso “amnesie dei suoi ragazzi in alcune precedenti sfide di campionato…costate qualche punto in graduatoria…”.

Onestamente è anche difficile capire dove possa collocarsi quella linea sottile di confine tra i demeriti, o meglio i limiti, dell’Empoli e i grandi meriti degli avversari. Sono più orientato, però, a spostarmi verso quest’ultima, perché l’Atalanta vista al Carlo Castellani Computer Gross Arena in questo ennesimo lunedì calcistico mi è sembrata semplicemente pazzesca, da zona Champions e forse qualcosina di più.

Sulle convinzioni dell’Empoli avrà certamente pesato il gol dopo cinque giri di lancette di Scamacca, rete dello 0-1 che ha subito affievolito l’ambiente empolese. L’Atalanta però poi è stata un rullo compressore da vertigini: un palo e una traversa tanto per cambiare ancora di Scamacca, il raddoppio di Koopmeiners su assist dello stesso numero novanta, e il portiere azzurro Berisha costretto agli straordinari.

L’Empoli nonostante la prestazione degli ospiti, straripante, ha avuto il merito di restare con la testa nella partita, pur aggrappandosi alla stessa con le unghie, a fatica ancorata; e poco dopo la mezzora avrebbe anche potuto avere l’occasione di tornarci a pieno titolo dentro alla partita. Cambiaghi, affondato da dietro, è andato giù in piena area di rigore, un penalty sacrosanto che solo il direttore di gara signor Massimi da Termoli non ha visto, e forse voluto vedere. A proposito di questo, mi chiedo: cosa deve succedere agli attaccanti empolesi per vedersi assegnare una massima punizione? Oltre al “danno” anche la beffa perché Maleh, diffidato, protesta e si becca un giallo pesantissimo che gli farà saltare lo scontro diretto, fondamentale, di lunedì prossimo in casa del Frosinone. Una situazione questa non da poco, che ha provocato anche un certo malessere nel tecnico di Massa, espresso a fine conferenza nel dopogara: “è la prima delusione che mi ha dato Maleh… lo sanno i miei ragazzi che non devono protestare con l’arbitro, non protesto io che ho settanta anni…”.

L’Empoli avrebbe potuto avere la chanches dagli undici metri, forse avrebbe potuto riaprire la partita, forse avrebbe perso ugualmente al cospetto di un’Atalanta così: ma un “chissà” ci sta sempre bene, in questi casi.

L’Atalanta di questa sera è stata talmente vorace che al 5′ della ripresa, già di nuovo al minuto cinque come nel primo tempo e per giunta ancora con Scamacca, ha scavato il solco definitivo siglando il punto del tre a zero.

Così con questo punteggio la partita è sembrata non avesse più un senso, anche se l’Atalanta ha continuato a macinare ed aggredire alto, concedendo all’Empoli le briciole o quasi. Mentre gli ospiti toglievano Koopmeiners, Lookman e Scamacca per De Ketelaere, Muriel e Pasalic, tanto per dare un’idea della profondità della rosa atalantina, alla mezzora Aurelio Andreazzoli provava l’innesto di Daniel Maldini, a proposito finalmente il debutto in maglia azzurra, il quale è riuscito quanto meno a dare un po’ di brio alla manovra offensiva empolese. Così l’Empoli, privo di Baldanzi per infortunio, si è regalato quanto meno venti minuti finali, compresi i quattro di recupero, un po’ diversi rispetto al canovaccio visto fino a quel momento.

Il triplice fischio finale arriva giusto in tempo per evitare ai più il diluvio che si abbatte sullo stadio poco dopo. Se ne va un altro lunedì di calcio, questa volta amaro rispetto a quello della settimana precedente, con la consapevolezza che ne seguiranno molti altri almeno fino alla fine del girone d’andata. E allora, con un pizzico di vena polemica velata di sarcasmo cinico, perdonatemi una battuta: ma l’hanno capito in federazione che ad Empoli non siamo tutti parrucchieri?

Fonte: gabrieleguastella.it

Cambiaghi in azione durante Empoli-Atalanta (Credit Ph EFC 1920)

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