EMPOLI (3-4-2-1) – 21 Fulignati; 20 Lovato, 34 Guarino, 5 Obaretin; 7 Elia (dal 26′ st 79 Carboni), 14 Yepes (dal 38′ st 18 Ghion), 6 Degli Innocenti, 27 Moruzzi; 11 Shpendi (dal 17′ st 15 Ceesay), 70 Saporiti (dal 17′ st 10 Ilie); 19 Nasti (dal 17′ st 9 Pellegri). A disp. 1 Perisan; 28 Indragoli, 29 Tosto; 32 Haas; 77 Popov, 90 Konate, 99 Bianchi. All. Alessio Dionisi
BARI (3-4-2-1) – 31 Cerofolini; 25 Pucino (dal 31′ st 9 Gytkyaer), 23 Vicari, 43 Nikolaou; 24 Dickmann, 4 Castrovilli (dal 16′ st 16 Antonucci), 8 Pagano (dal 16′ st 17 Rao), 93 Dorval; 27 Braunoder, 29 Verreth (dal 31′ st 32 Colangiuli); 11 Moncini (dal 45′ st 21 Partipilo). A disp. 1 Pissardo; 10 Bellomo, 3 Burgio, 99 Cerri, 15 Kassama, 13 Meroni, 20 Pereiro. All. Vincenzo Vivarini
Arbitro: Sig. Fabio Maresca di Napoli (Capaldo-Grasso | IV Uff.le Cappai – VAR Baroni/Ferrieri Caputi)
Marcatori: al 47′ 34 Guarino (E); al 7′ st 11 Shpendi (E), al 21′ st 14 Yepes (E), al 44′ st 9 Pellegri (E), al 46′ st 15 Ceesay (E).
Note: Angoli Empoli 4 Bari 5. Ammoniti: al 24′ 24 Dickmann (B), al 39′ 23 Vicari (B); al 19′ st 15 Ceesay (E). Espulsi: nessuno. Recupero: 2′ pt – 2′ st. Spettatori: 8mila.
Di Gabriele Guastella
Cielo sgombro da nuvole, sole che scalda l’aria frizzante, terreno di gioco in ottime condizioni, discreto pubblico presente sugli spalti, morale su di giri per la bella vittoria sul campo dell’Avellino che da continuità a quella sofferta ma fondamentale prima della sosta contro il Catanzaro. A pochi minuti dal fischio d’inizio si respira un bel clima al Carlo Castellani Computer Gross Arena dove gli azzurri, che per l’occasione indossano una divisa particolare celebrando così una ricorrenza dello sponsor tecnico Kappa, ospitano il Bari dell’ex tecnico Vincenzo Vivarini. E qui doveroso aprire una parentesi: ex che solo due mesi fa ha affrontato gli azzurri da tecnico del Pescara, clamoroso successo degli abruzzesi per 4-0, esonerato da dieci giorni dal “Delfino”, ingaggiato dal Bari da appena tre; è l’incredibile storia di un calcio moderno impazzito, aneddoto che non avremmo mai potuto raccontare in un calcio “normale”.
Nel mentre che il club di Monteboro rende noto le note ufficiali del match, e a meno di cinque chilometri di distanza disegnati da una pista ciclabile nel segno della continuità tra due stadi di calcio, si consuma la prima fetta di un pomeriggio calcistico che si colorerà in maniera netta a tinte completamente azzurre; al Centro Sportivo di Petroio, infatti, l’Empoli Primavera Under 19 batte il Cosenza 2-0 (Chiucchiuini-Bagordo) e vola in vetta alla classifica a +3 sul Pisa, frenato in casa del Palermo. E’ l’ulteriore spinta emotiva positiva che investe l’ambiente.
Dionisi, che all’ultimo momento deve fare a meno di Curto per un problema alla schiena, allungando la lista degli indisponibili già abbastanza infarcita dai nomi di Belardinelli, Ignacchiti ed Ebuehi, conferma la coppia di mediani Yepes-Degli Innocenti, con Moruzzi ed Elia esterni, Saporiti e Shpendi alle spalle di Nasti, tra l’altro un ex. Il Bari di Vivarini fa copia-incolla e si schiera con un modulo speculare agli azzurri: come terminale offensivo scelto Moncini, con l’ex Monza Gytkyaer che parte dalla panchina.
I primi minuti sembrano voler disegnare un Bari propositivo ed un Empoli attendista, con i pugliesi che conquistano tre calci d’angolo nel giro di pochi minuti e calciano per primi verso la porta avversaria, facendosi preferire per almeno venticinque minuti, in un match che comunque non decolla. Si vive di un equilibrio pressoché stagnante, cioè privo di particolari emozioni: le uniche cose che annotiamo sul taccuino sono, infatti, i due gialli comminati ai calciatori del Bari Dickmann e Vicari e nulla più, per una partita che l’esperto Maresca dirige con particolare tranquillità, come quando si tiene il volante dell’auto con la sola mano destra, mandando la sinistra a giocare con l’aria fuori dal finestrino.
Poi improvvisamente l’Empoli si accende, e quando decide di farlo il Bari va decisamente in crisi. Così nel giro di tre minuti gli azzurri collezionano altrettante palle gol e sull’ultima è letale, decisamente letale. Shpendi e Yepes scaldano i guantoni di Cerofolini, costretto sul tiro dello spagnolo ad un intervento non semplice con pallone in angolo. Il corner non genera pericoli, ma sul proseguo dell’azione nasce il gol che spezza l’equilibrio anche nel risultato. Gli azzurri conquistano punizione all’altezza del lato corto destro dell’area di rigore dei pugliesi: Degli Innocenti disegna una parabola su cui interviene Guarino che, saltando davvero in alto, con un colpo di testa sorprende Cerofolini; l’estremo difensore del Bari sfiora appena ma smanaccia dentro alla propria porta. Guarino, nativo di Molfetta e quindi in provincia di Bari, esulta ma in maniera piuttosto moderata, in segno di rispetto per il club biancorosso, dove ha trascorso parte del suo passato tra le giovanili prima di approdare all’Empoli quattordicenne nel 2018. Pallone nel cerchio di centrocampo, e doppio fischio quasi immediato di Maresca che spedisce tutti dentro agli spogliatoi.
Le squadre escono dal tunnel senza variazioni, ma si intuisce subito che il gol arrivato sul fotofinish della prima frazione si è configurato come un pugno nello stomaco al Bari e una scarica di adrenalina per l’Empoli. Gli azzurri ripartono bene e impiegano sette minuti per andare a colpire nuovamente. Azione di ripartenza avviata da Shpendi, poco oltre la propria area di rigore, manovra orchestrata in diagonale da destra verso sinistra, tocchi rapidi e idee precise, Yepes, Saporiti, poi Moruzzi che si allarga e all’altezza del vertice sinistro disegna un cross preciso per l’inserimento dello stesso Shpendi abile a sbucare da dietro, e nel cuore dell’area di rigore da pochi passi fare il 2-0 con un tocco preciso di collo destro.
Castellani che va in delirio per il gol, ma soprattutto per la costruzione dell’azione che lo confeziona. Sotto di due reti Vivarini decide di sostituire i suoi due mediani: Antonucci e Rao prendono il posto di Castrovilli e Pagano, la risposta di Dionisi è immediata. Un minuto dopo, infatti, il tecnico azzurro opta addirittura per un triplo cambio: Pellegri, Ceesay e Ilie al posto di Nasti, Shpendi e Saporiti. Quattro minuti dopo l’Empoli cala il tris: assist di Pellegri e botta al volo di Yepes da oltre venti metri con pallone che come un siluro si insacca alla destra di Cerofolini. A questo punto, con il risultato ormai acquisito, Dionisi getta nella mischia Carboni per sostituire Elia, a rischio squalifica essendo in diffida e carta importante da giocarsi nella sfida del prossimo week-end con il Palermo. Vivarini, invece, tenta le carte Gytkyaer e Colangiuli al posto di Pucino e Verreth, provando a sbilanciarsi un po’ in chiave offensiva. Per qualche minuto i pugliesi alzano il baricentro ma ovviamente mostrano il fianco a feroci ripartenze: Pellegri costringe Cerofolini ad una parata con i piedi su un tiro incrociato in diagonale, poi nel finale l’Empoli impartisce una sonora lezione agli ospiti.
Nel giro di due minuti, infatti, tra il 44′ ed il 46′, primo dei soli due minuti di recupero impartiti per clemenza dal direttore di gara, Pellegri e poi Ceesay regolano il risultato sul pesante 5-0. Entrambi i gol denotano le qualità dei calciatori: quella indubbia di Pellegri, attaccante decisamente fuori categoria, un lusso per la serie cadetta, che fa secco Cerofolini con un tiro fulminante sotto l’incrocio dei pali. E poi quella di Ceesay, con l’assist proprio di Pellegri, che piazza il pallone all’angolino lontano con un tiro ad effetto rasoterra, confermando che lo splendido gol che aveva messo a segno al Braglia di Modena non era solo frutto del caso.
Gli azzurri salgono a quota venti in classifica, si insediano in piena zona Play Off, in attesa di capire di quanto siano riusciti a ridurre il gap con le prime della classe e di quanto siano riusciti ad allungare ancora sulla zona pericolante. La Serie B la conosciamo bene, vive di rapide fluttuazioni, di una classifica corta e partite mai scontate: ora è il momento di non esaltarsi troppo, semmai di prendere coscienza delle proprie potenzialità, e di un potenziale ancora inesploso e tutto da esplorare, come ci ha ricordato nel dopogara lo stesso tecnico dei toscani Alessio Dionisi.












