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SERIE B – 20a Giornata | Il Sudtirol vince con un solo tiro nella porta avversaria, il colpo di testa di Pecorino. Ma l’Empoli visto oggi fa tre passi indietro.

EMPOLI (3-4-2-1) – 21 Fulignati; 20 Lovato, 34 Guarino, 5 Obaretin; 7 Elia (dal 27′ st 24 Ebuehi), 18 Ghion (dal 27′ st 6 Degli Innocenti), 32 Haas (dal 14′ st 25 Ignacchiti), 27 Moruzzi; 10 Ilie (dal 35′ st 77 Popov), 15 Ceesay (dal 14′ st 11 Shpendi); 19 Nasti. A disp. 1 Perisan, 12 Gasparini; 2 Curto, 29 Tosto, 79 Carboni; 14 Yepes; 99 Bianchi. All. Alessio Dionisi

SUDTIROL (3-5-2) – 31 Adamonis; 94 El Kaouakibi, 28 Kofler, 34 Veseli; 79 Molina, 21 Tait (dal 18′ st 26 Frigerio), 18 Tronchin, 17 Casiraghi (dal 18′ st 89 Crnigoj), 7 Zedadka (dal 29′ st 24 S. Davi); 33 Merkaj (dal 23′ st 99 Verdi), 9 Pecorino (dal 19′ st 90 Odogwu). A disp. 1 Poluzzi; 3 Bordon, 46 Brik, 23 F. Davi, 8 Mallamo, 4 Mancini, 19 Pietrangeli. All. Fabrizio Castori

Arbitro: Sig. Kevin Bonacina di Bergamo (Scatragli-Fontani | IV Uff.le Nigro – VAR Monaldi/Paganessi)

Marcatori: al 24′ 9 Pecorino (S).

Note: Angoli Empoli 8 Sudtirol 4. Ammoniti: al 19′ 7 Zedadka (S), al 45′ 33 Merkaj (S); al 1′ st 21 Tait (S), al 36′ st 99 Verdi (S), al 41′ st 18 Tronchin (S). Espulsi: nessuno. Recupero: 1′ pt – 5′ st. Spettatori: 5.760.

 

Che la partita potesse rappresentare la classica buccia di banana sulla quale poter scivolare, e farsi male, lo avevamo capito anche alla vigilia: lo avevamo intuito soprattutto con l’ausilio delle parole del prepartita di mister Alessio Dionisi, che non si fidava delle qualità del Sudtirol di Fabrizio Castori, che in trasferta, prima di Empoli, aveva vinto due volte soltanto, ma che in dieci partite aveva perso altrettante sole due volte.

Squadra arcigna quella altoatesina, fisica, prestante, e che poteva mettere in seria difficoltà proprio dal punto di vista fisico questo Empoli che, superiore dal punto di vista qualitativo e tecnico, non ha ancora una sua identità precisa. Il progetto tecnico che stiamo vivendo in questa stagione è un qualcosa di ibrido, un mezzo fallimento della direzione sportiva dell’ultimo anno e mezzo vissuto, che infatti fa già parte del passato: non è un caso il recente ribaltone nel ruolo di Direttore Sportivo. Non ci eravamo fatti ingannare dalla bella prova di Cesena, e anche dal risultato, figlio della prestazione generosa e di cuore, ma anche di alcuni episodi (vedi il salvataggio di Nasti sulla riga di porta, ndr) che erano andati per il verso giusto.

Questo pomeriggio, sferzato da una fastidiosa brezza di grecale, gli episodi sono andati in direzione opposta: al primo affondo degli ospiti (24′), sugli sviluppi del terzo angolo battuto, la difesa azzurra non è stata ermetica, anzi, e Pecorino ha infilato l’incolpevole Fulignati segnando la rete che ha condannato l’Empoli alla seconda sconfitta casalinga nelle ultime tre gare giocate in casa.

E’ bastato un solo tiro verso lo specchio della porta ai portacolori di Bolzano per conquistare l’intera posta in palio. L’Empoli, privato dal primo minuto di Degli Innocenti e Shpendi per problemini riscontrati in settimana, orfani di Pellegri (probabilmente per sempre, ndr), e con le defezioni di Indragoli, Saporiti e Konate, si è affidato a Nasti per l’attacco con il supporto di Ceesay e Ilie (impalpabili entrambi, ndr), e con la coppia Haas e Ghion in regia. Sul perché il tecnico abbia optato per la titolarità dello svizzero proprio in questa partita così maledettamente complicata, e non sul rientro dopo la squalifica dello spagnolo Yepes, poi rimasto tutta la partita in panchina, resta un mistero. Fatto sta che il primo tempo termina con gli ospiti già in vantaggio e con qualche fischio piovuto dagli spalti al rientro dentro gli spogliatoi.

Leggermente meglio il secondo tempo degli azzurri, almeno un po’ più pimpanti, soprattutto dopo l’inserimento di Shpendi. Empoli con i giri motore un po’ più sostenuti, ma anche un Sudtirol che con il lento passare del tempo calava di intensità, arretrando di parecchi metri il proprio baricentro. Ne vengono fuori però solo due occasioni un po’ più interessanti: un tiro di Nasti, una deviazione di testa di Guarino respinta con metodi “pallavolistici” dall’estremo difensore ospite e null’altro di eclatante, tanto che il pubblico empolese si è scaldato timidamente solo quando è stato chiamato in campo il “baby” del 2007, ma con un fisico imponente, al nome di Popov.

Inutile illuderci, sognare non costa niente certo, ma forse per quest’anno è giusto restare il più obiettivi e realistici possibili: l’Empoli non ha ancora una chiara identità, come già scritto, e specialmente in un campionato di Serie B sempre difficile e complesso fare bene senza un’identità precisa è molto difficile. D’altronde anche nell’inno azzurro, scritto e cantato da Andrea Maestrelli, c’è un chiaro passaggio in cui si allude a questo fattore, senza il quale far bene per l’Empoli resta una chimera. Giusto poi sottolineare anche che non andare in Serie A, ma anche non approdare ai Play Off, non sarebbe un fallimento sportivo, alla luce soprattutto dei tanti avvicendamenti degli ultimi mesi e delle tante problematiche in cui è impegnato il club, quelle economiche (il non mercato della scorsa stagione ne è un esempio, ndr) e quelle organico-dirigenziali.

Fallimento sportivo sarebbe non tornare subito con la Primavera nella Serie A di categoria, ecco quello sarebbe un fallimento per un club che giustamente sbandiera di far parte di un cerchio ristretto a circa dieci top club giovanili d’Italia e nei cinquanta d’Europa: rappresenterebbe uno smacco per il club, un peccato mortale sportivamente parlando da evitare. Ecco perché questo sabato viene catalogato tra le giornate sportive amare: lo 0-1 della prima squadra con il Sudtirol fa male, ma può rientrare nella logica delle cose che possono accadere; come nel recente passato è successo con l’Albinoleffe (1-3 nel 2010), con il Cittadella, il Portogruaro o la Virtus Entella (ricordate l’1-5?). Il 2-2 casalingo della Primavera con il modesto Ascoli, tra l’altro con doppia rimonta, invece fa più male, perché non avere la massima rappresentazione del settore giovanile azzurro in prima fascia può mettere a repentaglio la stessa sopravvivenza del club, che da sempre ritiene, giustamente, il proprio vivaio unica vera linfa per restare competitivo a certi livelli.

Fonte: gabrieleguastella.it

Ilie al tiro contro il Sudtirol: prova opaca del rumeno. Il numero dieci azzurro, in prestito dal Nizza, stenta a decollare e per ora resta una delusioni più grandi della stagione (Credit Ph EFC 1920)

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