EMPOLI (3-5-2) – 21 Fulignati; 34 Guarino, 20 Lovato, 5 Obaretin; 24 Ebuehi (dal 28′ st 26 Candela), 6 Degli Innocenti (dal 42′ st 14 Yepes), 32 Haas (dal 15′ st 10 Ilie), 25 Ignacchiti (dal 1′ st 70 Saporiti), 27 Moruzzi; 11 S.Shpendi, 19 Nasti (dal 15′ st 17 Fila). A disp. 1 Perisan, 12 Gasparini; 2 Curto, 4 Romagnoli, 28 Indragoli; 77 Popov, 99 Bianchi. All. Alessio Dionisi
CESENA (3-5-2) – 33 Klinsmann; 15 Ciofi (dal 32′ st 18 Guidi), 19 Zaro, 26 Piacentini; 11 Ciervo (dal 38′ st 16 Amoran), 70 Francesconi, 4 Castagnetti, 25 Bisoli (dal 31′ st 14 Berti), 99 Frabotta; 7 Cerri (dal 16′ st 22 Vrioni), 9 C.Shpendi (dal 31′ st 32 Olivieri). A disp. 1 Siano, 40 Ferretti; 10 Bastoni, 17 Wade, 24 Mangraviti, 27 Corazza, 35 Zamagni. All. Michele Mignani
Arbitro: Sig. Ivano Pezzuto di Lecce (Niedda-Pascarella / IV Uff.le Liotta – VAR Monaldi/Paganessi)
Marcatori: al 29′ 9 C.Shpendi (C); al 26′ st 17 Fila (E).
Note: Angoli Empoli 13 Cesena 1. Ammoniti: al 41′ 7 Cerri (C). Espulsi: nessuno. Recupero: 1′ pt – 5′ st. Spettatori: 6.400.
L’Empoli di Alessio Dionisi non sa più vincere, la squadra azzurra impatta anche con il Cesena, allungando ad otto la serie negativa con quattro pareggi e quattro sconfitte, e la miseria di quattro punti raccolti su 24 a disposizione. Gli azzurri retrocedono in undicesima posizione, scavalcati anche dal Padova, vittorioso a Modena, ma alle sue spalle la zona retrocessione rischia di avanzare pericolosamente: se domani la Carrarese dovesse perdere a Mantova, finirebbe nei guai oltre ai marmiferi stessi anche l’Empoli che vedrebbe ridursi il vantaggio sulla zona retrocessione a sole due lunghezze.
Dopo l’incoraggiante prestazione di Frosinone ci aspettavamo un Empoli battagliero e voglioso di ritrovare la vittoria che manca ormai da quasi due mesi, proprio nella gara d’andata contro il Cesena, e al Castellani addirittura da fine novembre, quando gli azzurri strapazzarono il Bari per 5-0, pugliesi che curiosamente sono i prossimi avversari (turno infrasettimanale di mercoledì, ndr): dicevamo, ci aspettavamo un Empoli arrembante, siamo rimasti per l’ennesima volta delusi. Abbiamo assistito, invece, all’ennesimo primo tempo piatto, senza grinta e mordente, senz’anima, svogliato: un primo tempo in cui l’Empoli ha riversato sul terreno di gioco tutti i propri malesseri; i malesseri di una squadra che fa perfino irritare e al tempo stesso annoiare. Lenta, prevedibile, compassata, pasticciona, disordinata, inconcludente e perfino impaurita. Il Cesena, che al pari degli azzurri sta attraversando un “momento no”, al cospetto è sembrata avere quanto meno un’idea di squadra: e con quell’idea di squadra, approfittando delle amnesie empolesi ha colpito due pali interni, sul secondo di questi è provvidenziale la deviazione di Fulignati, ed è passata in vantaggio al minuto 29 con Cristian Shpendi, gemello dell’azzurro Stiven. Ecco, appunto, Stiven: se gli altri nove ci mettessero la stessa foga, la stessa voglia che ci mette questo ragazzo forse oggi non saremmo qui a dover scrivere pagine nere, anziché azzurre.
Invece dobbiamo sorbirci gli erroracci “grammaticali” in mediana, con errori di lessico nel dare del tu al pallone e di ortografia in quelli di impostazione, e le idee raffazzonate sulle fasce dove ogni qual volta si deve fare a meno di Elia (oggi squalificato, ndr) dobbiamo sorbirci orripilanti giocate, con idee sbagliate e la solita giocata palla dietro e, ancora, palla dietro, e di nuovo, palla dietro per Fulignati che lancia lungo. Il primo tempo si chiude “solo” 0-1, e il menomale è per due motivi: il primo riguarda uno spettacolo indegno per un campionato di Serie B; il secondo perché clamorosamente l’Empoli è sempre in partita. Gli azzurri si aggrappano a quel “clamorosamente c’è ancora partita” e con Saporiti, poi Ilie ma soprattutto Fila, che ha il merito di trovare la rete del pari, riagguantano un match che ad un certo punto della prima frazione di gara sembrava pura utopia.
Dopo la rete del pareggio l’Empoli ha dato il meglio di un pomeriggio qualitativamente scarso, ha rischiato di prendersi un paio di ripartenze degli ospiti, ma ha anche sfiorato di portare a casa l’intera posta in palio. Al triplice fischio finale si sente qualche fischio, coperto solo dal solito baccano musicale, che si mescola a qualche applauso… di incoraggiamento, lo aggiungiamo noi.
Un punto che smuove la classifica, di poco, ma la smuove: adesso siamo a 31, ne mancano più o meno 15-16 per raggiungere la salvezza; undici giornate alla fine di una stagione che sta diventando una specie di agonia, ed in cui l’Empoli adesso deve impegnarsi per non trasformarla in un incubo. Sette di queste undici apparizioni si giocheranno lontano dal nostro stadio, e soltanto quattro tra le mura amiche, dove l’Empoli in sedici gare ufficiali, compresa quella di Coppa Italia, in questa stagione ha vinto soltanto tre volte: se vinci tre volte in 16 partite, vorrà pur dire qualcosa. E la prossima settimana, con due partite ravvicinate tra Bari e Catanzaro, potrebbe già rivelare molto del destino che attende gli azzurri da qui al secondo fine settimana di maggio, quando calerà il sipario su questa stagione cadetta.
Fonte: gabrieleguastella.it













