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Fuori i genitori dagli spalti: i giovani dicono no al razzismo e alle manifestazioni d’odio

Si moltiplicano in Emilia le iniziative per dire NO al razzismo sui campi di calcio giovanile, purtroppo sempre più frequenti e preoccupanti.

Nel Modenese c’era stato il caso del Gaggio, con l’allenatore che aveva deciso di richiamare i suoi Giovanissimi dopo gli insulti a un giocatore nero. Sempre nel Modenese gli Allievi del San Paolo hanno deciso di dare una risposta alle offese razziste rivolte a un arbitro dalla tribuna dove erano presenti i genitori: la società, dopo essersi confrontata coi calciatori, ha deciso la “giornata di squalifica” al pubblico, vale a dire una gara a porte chiuse per impartire una lezione.

Iniziativa anche a Bologna, dove tutti i tesserati della Murri Calcio, dai piccoli alla Terza Categoria, hanno giocato con un segno nero sulle guance, dopo che un ragazzino di 8 anni era stato preso di mira da un avversario: un modo per dire che non c’è spazio per manifestazioni razziste e d’odio, al contrario il calcio deve essere occasione di socialità ed integrazione.

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