Uomo di 45 anni muore a seguito di un incidente stradale: l’uomo viaggiava in sella alla sua bicicletta quando si è scontrato con un motocarro. Come riporta la stampa locale, il tragico incidente è accaduto nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 16 marzo, poco dopo le 13.30, lungo la via Bellosguardo di Camaiore, in provincia di Lucca.
La vittima si chiamava Alessandro Guaspari ed abitava a Borgo a Mozzano: stava procedendo in sella alla sua bicicletta da corsa verso il mare quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte degli Agenti della Polizia Municipale, è stato travolto da un motocarro che proveniva dalla direzione opposta.
Sul posto è arrivato il personale sanitario del 118 con l’automedica, l’ambulanza e l’elicottero Pegaso: l’uomo, che cadendo ha rimediato un grave trauma cranico, è stato trasportato in gravi condizioni a Cisanello, ma è deceduto poco l’arrivo in ospedale. Sotto choc l’autista del motocarro. (fotografia di repertorio)
Sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia Pierluigi Senatore ne ha parlato con TONI CAPUOZZO, storico inviato di guerra e profondo conoscitore delle crisi che in questi anni hanno avuto come protagonista l’Europa in una sorta di viaggio da Sarajevo a Kiev.
Nel conflitto russo-ucraino non ci sono buoni e cattivi poiché, come spiega il giornalista Toni Capuozzo, con puntuale lucidità,“nelle guerre nessuno, tranne i civili, è completamente innocente; lo vediamo davanti allo spettacolo insopportabile delle stragi. Pensiamo alla bomba sganciata dall’esercito ucraino su Donetsk, città simbolo del separatismo filorusso e alla strage per mano russa del teatro a Mariupol: in entrambi i casi un Paese accusa l’altro. L’unica cosa certa di questo conflitto, che è anche una guerra di propaganda, è che i civili muoiono a grappoli e per difendere tali innocenti è necessario fermare lo scontro il prima possibile”.
Qualcuno ha paragonato questa buia pagina di storia alla Resistenza italiana, una lettura che Capuozzo respinge con forza:“credo che tale riferimento sia completamente fuori luogo. Ricordiamo che in Ucraina vi sono reparti nazi-fascisti inglobati nell’esercito ufficiale, militari col ritratto di Hitler e svastiche al seguito e gruppuscoli fascisti anche tra i gruppi di volontari che appoggiano l’indipendenza delle repubblichette secessioniste. Questo conflitto nulla ha a che fare con le ideologie del Novecento bensì da un lato affonda le sue radici nella volontà dell’Ucraina di vivere all’occidentale e di entrare a far parte della Nato e dall’altro nei sogni di potenza di Putin di avere un’area di influenza che vada oltre il suo già sterminato paese e col suo timore di avere i missili della Nato sotto casa”.
Sull’invio di armi anche da parte dell’Italia all’Ucraina il giudizio del giornalista è durissimo:“il diritto di difendersi degli ucraini è legittimo e sacrosanto ma non credo che le nostre armi possano essere decisive per cambiare il corso del conflitto. Sarebbe stato meglio, pur esprimendo solidarietà, inviare aiuti inermi e non offensivi, dalle medicine al cibo, all’ospitalità dei profughi… ricavandoci così un ruolo di mediatori. Come puoi pensare di spingere le due parti a sedersi intorno a un tavolo se tu ti sei già fatto parte belligerante e fai tifo per una delle due? Sarebbe stato più proficuo non indossare la tuta mimetica ma la camicia bianca di chi insiste affinché si negozi e si fermino queste inutili e terribili stragi. Il ruolo tradizionale del nostro Paese non è quello di una potenza militare forte, l’Italia ha sempre avuto un ruolo nel cercare di far parlare tra loro gli avversari. Siamo stati contemporaneamente amici di israeliani e palestinesi, siamo stati fedeli alleati degli Stati Uniti ma mantenendo una posizione interlocutoria con l’Unione Sovietica… Ai muscoli è preferibile usare l’intelligenza e la forza della persuasione”.
I giudizi su Putin si sprecano, “è un pazzo”, è “un criminale”, è “un animale” ma, prosegue Capuozzo, anziché ricorrere a etichette, “sarebbe meglio capire come ragiona per poter poter intavolare una corretta trattativa. Inoltre se ad esprimere giudizi pesanti sono Biden o il nostro Ministro degli Esteri il rischio è quello di giocarsi la possibilità di tessere un dialogo. Dovrebbero misurare di più le parole”.
Il disegno di Putin è evidente, aggiunge il giornalista, “non vuole essere circondato dalla Nato. D’altronde una volta finita l’Unione sovietica, la Nato fin dove si vuole allargare? Credo che questo bisogno di avere sempre un nemico sia una specie di nostra malattia. Putin cerca di dire no a questo ordine mondiale nel quale gli Stati Uniti continuano, anche attraverso la Nato, a essere padroni di mezzo mondo. Dopo la cocente sconfitta in Afghanistan, Putin li ha visti deboli e ha capito che prima che l’Ucraina aderisse alla Nato, questo era il momento perfetto per una guerra lampo capace di abbatterne il governo, sostituirlo con qualcuno di sua fiducia, avere un altro stato cuscinetto, oltre alla Bielorussia, vicino ai suoi confini e allargando di fatto la sua sfera di influenza. Gli Stati Uniti dal canto loro mandano avanti gli ucraini, dicendo silenziosamente loro di combattere fino all’ultimo uomo, inviando soldi e armi ma senza istituite una No Fly Zone che di fatto scatenerebbe una guerra con la Russia. Hanno già adottato questa tecnica coi curdi, con le donne afghane… Ovviamente chi ne sta pagando il prezzo sono i civili”.
Trent’anni dopo l’assedio di Sarajevo, l’Europa non ha capito nulla:“ancora una volta assistiamo a stragi quotidiane a cui viene dato un nome, la strage del pane, quella del teatro… per distinguerle all’interno di un enorme sanguinoso puzzle, esattamente come quanto accaduto nella capitale della Bosnia”, sottolinea Toni Capuozzo.
Ma quando finirà tutto questo orrore?“Mi pare manchi un’autorità morale, politica o economica in grado di obbligare le due parti a parlare. Le Nazioni Unite sono assenti. L’unica figura che potrebbe spingere Russia e Ucraina a dialogare potrebbe essere la Cina, ma è riluttante a gettarsi nell’impresa della mediazione senza avere la certezza che andrà a finire bene. La situazione a cui assistiamo è simile a quella verificatasi in Libano, nei Balcani, in Libia… l’Ucraina è un paese spezzato, segato dalle stragi quotidiane, davanti all’impotenza del mondo. Dietro angolo vi sono vari rischi: che l’aggressore Putin decida di ricorrere ad armi più potenti per spianare le città e chiudere il conflitto il più in fretta in possibile e quello di complicazioni di carattere internazionale qualora si verificasse un incidente sui confini Nato il che farebbe avverare i nostri incubi peggiori”.
Gli amaranto partono subito forte e dopo neanche sessanta secondi mettono i brividi agli ospiti, con Lampignano costretto ad alzare sopra la traversa un insidioso destro dal limite di Luci. Il Livorno continua a mantenere in mano il pallino del gioco ed è ancora pericoloso al 23′, quando Vantaggiato spreca malamente sul perfetto traversone dalla destra di Bellazzini. Il Toro di Brindisi è impreciso anche al 38′, quando spara alto da buona posizione.
Nella ripresa il copione non cambia e sono sempre gli amaranto a fare la partita. Gli uomini di Angelini si provano subito con Bellazzini, la cui conclusione a botta sicura viene ribattuta dalla difesa ospite. Il pressing del Livorno aumenta ulteriormente con il passare dei minuti e viene premiato al 67′, quando Torromino batte Lampignano con un perfetto destro dal limite dell’area. Gli amaranto, ancora con il numero 7 e poi con Vantaggiato, sfiorano anche la rete del raddoppio. Nel finale la Cuoiopelli si getta all’assalto alla ricerca del gol del pari, ma il Livorno chiude la contesa al 93′ con un rapido contropiede chiuso alla perfezione da Vantaggiato.
Questo mercoledì 16 marzo, oltre al match del Pisa (di cui parliamo nella sezione apposita del sito), si sono giocate altre due partite di Serie B, ecco i risultati:
Pochi minuti e l’Ascoli troverebbe già il vantaggio ma l’azione è viziata da un fuorigioco attivo di Caligara.
Il Pisa dopo dieci minuti di appannamento ingrana andando vicino al goal con il palo clamoroso su calcio di punizione di Mastinu, a Leali battuto.
L’Ascoli si rivede al 28’pt con la conclusione dal limite di di Buchel che termina a lato.
La squadra di D’Angelo ha un’altra buona chance con una bell’azione di Lucca che serve Puscas, ma l’attaccante rumeno colpisce fuori.
Nel giro di pochi minuti il Pisa si fa male da solo: al 41’pt impostazione sbagliata tra Leverbe e Nagy e strada spianata per Dionisi che quasi dal limite con il sinistro batte un non perfetto Nicolas.
Passano quattro minuti e il Pisa si fa trovare scoperto in contropiede, ne approfitta Saric che il imbuca per Dionisi, freddo nel battere Nicolas in uscita.
Il Pisa sembra iniziare bene ma dopo qualche tentativo comincia ad abbassare i ritmi anche se sfiora il vantaggio con una zampata di Lucca in area di rigore deviata in angolo da Leali.
Dopo tre minuti di recupero finisce la sfida del “Del Duca”, i neroazzurri cadono nelle Marche e scendono al terzo posto in classifica.
Noemi e Save The Children uniscono le forze per sostenere i bambini colpiti dalle guerre, che ad oggi sono circa 450 milioni. E’ stato lanciato #ColtiviamoLaPace per invitare tutti a coltivare la pace senza arrendersi. Il simbolo è formato da dei fiori, per portare avanti l’impegno di “coltivare la pace e proteggere il diritto a vivere, crescere e studiare di tutti quei bambini che la guerra invece travolge”.
A fare da colonna sonore di questa mobilitazione è la canzone “Acciaio”, che Noemi canta per tutti i bambini in guerra, che stanno crescendo come fiori d’acciaio in angoli bui tra la macerie. Per questa canzone è stato anche realizzato un video con la regia di Attilio Cusani disponibile su tutti i canali social dell’organizzazione e della cantante. Si tratta di un invito “ad usare ogni mezzo per rendere visibili i fiori nelle nostre case, nei nostri uffici e nelle nostre scuole, come segno di impegno e a realizzare proprie immagini con i fiori veri, o a disegnarli e costruirli come simbolo di pace”.
Noemi ha raccontato: “Quando ho cantato per la prima volta Acciaio non pensavo al buio orrendo che sta inghiottendo milioni di bambini innocenti nelle città sotto assedio, nei campi profughi, lungo i viaggi disperati per cercare salvezza, in Ucraina oggi e nelle altre guerre da anni come in Siria e in Yemen. Insieme a Save the Children ritrovo in pieno il senso di queste parole, per dare voce ai piccoli fiori d’acciaio che possiamo proteggere davvero solo coltivando la pace con tutte le nostre forze”.
“Con Noemi vogliamo lanciare un messaggio chiaro e inequivocabile che crede nella possibilità di salvare i bambini e difendere il loro futuro, ad ogni costo, coltivando la pace come unica possibilità di ricostruire il futuro dalle macerie”, ha aggiunto Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia.
Un potente terremoto di magnitudo 7.3 della scala Richter è stato registrato nel pomeriggio di oggi, mercoledì 16 marzo, alle 15.36 ora italiana, quando in Giappone erano le 23.36.
Il sisma si è verificato nella regione del Tohoku, a nord est del Giappone, con epicentro a largo della prefettura di Fukushima, a 60 chilometri di profondità, come riporta la Japan meteorological agency (Jma) che ha anche lanciato l’allerta tsunami.
L’intensità della scossa è stata classificata in sei su scala nipponica, dove la misurazione massima è composta da sette livelli. Dalle prime informazioni circa due milioni di famiglie sarebbero rimaste senza corrente elettrica.
La zona è la stessa colpita dal sisma del 2011 che raggiunse una magnitudo di 9.1, con conseguente tsunami che colpì la centrale, provocando un disastro nucleare. (fotografia di GoogleMaps dal sito INGV)
MECNA & CoCo pubblicano il videoclip della loro nuova canzone “Tilt”, realizzata con Sangiovanni. Il brano, che potete ascoltare su Radio Bruno da venerdì scorso, ora è accompagnato da un divertentissimo video realizzato da Amedeo Zancanella. I tre artisti colpiti dalla freccia di Cupido vanno in “tilt” per amore tra scenari surreali, ragazze e set che sembrano fuoriusciti da Alice nel Paese delle Meraviglie. Un mix tra fumetto e videogiochi anni 90 spiccatamente ironico.
Dopo il successo di “Bromance”, il loro attesissimo album collaborativo, “La più bella” e con alle porte un tour che ha già registrato diversi sold-out, Mecna & CoCo tornano con nuova musica. Se in “Bromance” i due artisti avevano deciso di dar spazio esclusivamente alle loro voci, “Tilt” si arricchisce con quella di Sangiovanni.
“Tilt” è una dichiarazione d’amore sincera. È il racconto di chi, impacciato, cerca di spiegare le proprie emozioni, ma alla fine non riesce a far altro che, per l’appunto, andare in “tilt”.
Mecna & CoCo saranno protagonisti di “Bromance Tour”.
Ecco il calendario aggiornato:
29/05 Napoli – Palapartenope
10/06 Padova – Parco Della Musica
11/06 Bologna – Arena Puccini
12/06 Milano – Carroponte
16/06 Roma – Rock In Roma
16/07 Bitonto (Ba) – Luce Festival
Uomo di 45 anni muore a seguito di un incidente stradale: l’uomo viaggiava in sella alla sua bicicletta quando si è scontrato con un motocarro. Come riporta la stampa locale, il tragico incidente è accaduto nel primo pomeriggio di ieri, mercoledì 16 marzo, poco dopo le 13.30, lungo la via Bellosguardo di Camaiore, in provincia di Lucca.
La vittima si chiamava Alessandro Guaspari ed abitava a Borgo a Mozzano: stava procedendo in sella alla sua bicicletta da corsa verso il mare quando, per cause ancora in corso di accertamento da parte degli Agenti della Polizia Municipale, è stato travolto da un motocarro che proveniva dalla direzione opposta.
Sul posto è arrivato il personale sanitario del 118 con l’automedica, l’ambulanza e l’elicottero Pegaso: l’uomo, che cadendo ha rimediato un grave trauma cranico, è stato trasportato in gravi condizioni a Cisanello, ma è deceduto poco l’arrivo in ospedale. Sotto choc l’autista del motocarro. (fotografia di repertorio)
Sull’invasione dell’Ucraina da parte della Russia Pierluigi Senatore ne ha parlato con TONI CAPUOZZO, storico inviato di guerra e profondo conoscitore delle crisi che in questi anni hanno avuto come protagonista l’Europa in una sorta di viaggio da Sarajevo a Kiev.
Nel conflitto russo-ucraino non ci sono buoni e cattivi poiché, come spiega il giornalista Toni Capuozzo, con puntuale lucidità,“nelle guerre nessuno, tranne i civili, è completamente innocente; lo vediamo davanti allo spettacolo insopportabile delle stragi. Pensiamo alla bomba sganciata dall’esercito ucraino su Donetsk, città simbolo del separatismo filorusso e alla strage per mano russa del teatro a Mariupol: in entrambi i casi un Paese accusa l’altro. L’unica cosa certa di questo conflitto, che è anche una guerra di propaganda, è che i civili muoiono a grappoli e per difendere tali innocenti è necessario fermare lo scontro il prima possibile”.
Qualcuno ha paragonato questa buia pagina di storia alla Resistenza italiana, una lettura che Capuozzo respinge con forza:“credo che tale riferimento sia completamente fuori luogo. Ricordiamo che in Ucraina vi sono reparti nazi-fascisti inglobati nell’esercito ufficiale, militari col ritratto di Hitler e svastiche al seguito e gruppuscoli fascisti anche tra i gruppi di volontari che appoggiano l’indipendenza delle repubblichette secessioniste. Questo conflitto nulla ha a che fare con le ideologie del Novecento bensì da un lato affonda le sue radici nella volontà dell’Ucraina di vivere all’occidentale e di entrare a far parte della Nato e dall’altro nei sogni di potenza di Putin di avere un’area di influenza che vada oltre il suo già sterminato paese e col suo timore di avere i missili della Nato sotto casa”.
Sull’invio di armi anche da parte dell’Italia all’Ucraina il giudizio del giornalista è durissimo:“il diritto di difendersi degli ucraini è legittimo e sacrosanto ma non credo che le nostre armi possano essere decisive per cambiare il corso del conflitto. Sarebbe stato meglio, pur esprimendo solidarietà, inviare aiuti inermi e non offensivi, dalle medicine al cibo, all’ospitalità dei profughi… ricavandoci così un ruolo di mediatori. Come puoi pensare di spingere le due parti a sedersi intorno a un tavolo se tu ti sei già fatto parte belligerante e fai tifo per una delle due? Sarebbe stato più proficuo non indossare la tuta mimetica ma la camicia bianca di chi insiste affinché si negozi e si fermino queste inutili e terribili stragi. Il ruolo tradizionale del nostro Paese non è quello di una potenza militare forte, l’Italia ha sempre avuto un ruolo nel cercare di far parlare tra loro gli avversari. Siamo stati contemporaneamente amici di israeliani e palestinesi, siamo stati fedeli alleati degli Stati Uniti ma mantenendo una posizione interlocutoria con l’Unione Sovietica… Ai muscoli è preferibile usare l’intelligenza e la forza della persuasione”.
I giudizi su Putin si sprecano, “è un pazzo”, è “un criminale”, è “un animale” ma, prosegue Capuozzo, anziché ricorrere a etichette, “sarebbe meglio capire come ragiona per poter poter intavolare una corretta trattativa. Inoltre se ad esprimere giudizi pesanti sono Biden o il nostro Ministro degli Esteri il rischio è quello di giocarsi la possibilità di tessere un dialogo. Dovrebbero misurare di più le parole”.
Il disegno di Putin è evidente, aggiunge il giornalista, “non vuole essere circondato dalla Nato. D’altronde una volta finita l’Unione sovietica, la Nato fin dove si vuole allargare? Credo che questo bisogno di avere sempre un nemico sia una specie di nostra malattia. Putin cerca di dire no a questo ordine mondiale nel quale gli Stati Uniti continuano, anche attraverso la Nato, a essere padroni di mezzo mondo. Dopo la cocente sconfitta in Afghanistan, Putin li ha visti deboli e ha capito che prima che l’Ucraina aderisse alla Nato, questo era il momento perfetto per una guerra lampo capace di abbatterne il governo, sostituirlo con qualcuno di sua fiducia, avere un altro stato cuscinetto, oltre alla Bielorussia, vicino ai suoi confini e allargando di fatto la sua sfera di influenza. Gli Stati Uniti dal canto loro mandano avanti gli ucraini, dicendo silenziosamente loro di combattere fino all’ultimo uomo, inviando soldi e armi ma senza istituite una No Fly Zone che di fatto scatenerebbe una guerra con la Russia. Hanno già adottato questa tecnica coi curdi, con le donne afghane… Ovviamente chi ne sta pagando il prezzo sono i civili”.
Trent’anni dopo l’assedio di Sarajevo, l’Europa non ha capito nulla:“ancora una volta assistiamo a stragi quotidiane a cui viene dato un nome, la strage del pane, quella del teatro… per distinguerle all’interno di un enorme sanguinoso puzzle, esattamente come quanto accaduto nella capitale della Bosnia”, sottolinea Toni Capuozzo.
Ma quando finirà tutto questo orrore?“Mi pare manchi un’autorità morale, politica o economica in grado di obbligare le due parti a parlare. Le Nazioni Unite sono assenti. L’unica figura che potrebbe spingere Russia e Ucraina a dialogare potrebbe essere la Cina, ma è riluttante a gettarsi nell’impresa della mediazione senza avere la certezza che andrà a finire bene. La situazione a cui assistiamo è simile a quella verificatasi in Libano, nei Balcani, in Libia… l’Ucraina è un paese spezzato, segato dalle stragi quotidiane, davanti all’impotenza del mondo. Dietro angolo vi sono vari rischi: che l’aggressore Putin decida di ricorrere ad armi più potenti per spianare le città e chiudere il conflitto il più in fretta in possibile e quello di complicazioni di carattere internazionale qualora si verificasse un incidente sui confini Nato il che farebbe avverare i nostri incubi peggiori”.
Gli amaranto partono subito forte e dopo neanche sessanta secondi mettono i brividi agli ospiti, con Lampignano costretto ad alzare sopra la traversa un insidioso destro dal limite di Luci. Il Livorno continua a mantenere in mano il pallino del gioco ed è ancora pericoloso al 23′, quando Vantaggiato spreca malamente sul perfetto traversone dalla destra di Bellazzini. Il Toro di Brindisi è impreciso anche al 38′, quando spara alto da buona posizione.
Nella ripresa il copione non cambia e sono sempre gli amaranto a fare la partita. Gli uomini di Angelini si provano subito con Bellazzini, la cui conclusione a botta sicura viene ribattuta dalla difesa ospite. Il pressing del Livorno aumenta ulteriormente con il passare dei minuti e viene premiato al 67′, quando Torromino batte Lampignano con un perfetto destro dal limite dell’area. Gli amaranto, ancora con il numero 7 e poi con Vantaggiato, sfiorano anche la rete del raddoppio. Nel finale la Cuoiopelli si getta all’assalto alla ricerca del gol del pari, ma il Livorno chiude la contesa al 93′ con un rapido contropiede chiuso alla perfezione da Vantaggiato.
Questo mercoledì 16 marzo, oltre al match del Pisa (di cui parliamo nella sezione apposita del sito), si sono giocate altre due partite di Serie B, ecco i risultati:
Pochi minuti e l’Ascoli troverebbe già il vantaggio ma l’azione è viziata da un fuorigioco attivo di Caligara.
Il Pisa dopo dieci minuti di appannamento ingrana andando vicino al goal con il palo clamoroso su calcio di punizione di Mastinu, a Leali battuto.
L’Ascoli si rivede al 28’pt con la conclusione dal limite di di Buchel che termina a lato.
La squadra di D’Angelo ha un’altra buona chance con una bell’azione di Lucca che serve Puscas, ma l’attaccante rumeno colpisce fuori.
Nel giro di pochi minuti il Pisa si fa male da solo: al 41’pt impostazione sbagliata tra Leverbe e Nagy e strada spianata per Dionisi che quasi dal limite con il sinistro batte un non perfetto Nicolas.
Passano quattro minuti e il Pisa si fa trovare scoperto in contropiede, ne approfitta Saric che il imbuca per Dionisi, freddo nel battere Nicolas in uscita.
Il Pisa sembra iniziare bene ma dopo qualche tentativo comincia ad abbassare i ritmi anche se sfiora il vantaggio con una zampata di Lucca in area di rigore deviata in angolo da Leali.
Dopo tre minuti di recupero finisce la sfida del “Del Duca”, i neroazzurri cadono nelle Marche e scendono al terzo posto in classifica.
Noemi e Save The Children uniscono le forze per sostenere i bambini colpiti dalle guerre, che ad oggi sono circa 450 milioni. E’ stato lanciato #ColtiviamoLaPace per invitare tutti a coltivare la pace senza arrendersi. Il simbolo è formato da dei fiori, per portare avanti l’impegno di “coltivare la pace e proteggere il diritto a vivere, crescere e studiare di tutti quei bambini che la guerra invece travolge”.
A fare da colonna sonore di questa mobilitazione è la canzone “Acciaio”, che Noemi canta per tutti i bambini in guerra, che stanno crescendo come fiori d’acciaio in angoli bui tra la macerie. Per questa canzone è stato anche realizzato un video con la regia di Attilio Cusani disponibile su tutti i canali social dell’organizzazione e della cantante. Si tratta di un invito “ad usare ogni mezzo per rendere visibili i fiori nelle nostre case, nei nostri uffici e nelle nostre scuole, come segno di impegno e a realizzare proprie immagini con i fiori veri, o a disegnarli e costruirli come simbolo di pace”.
Noemi ha raccontato: “Quando ho cantato per la prima volta Acciaio non pensavo al buio orrendo che sta inghiottendo milioni di bambini innocenti nelle città sotto assedio, nei campi profughi, lungo i viaggi disperati per cercare salvezza, in Ucraina oggi e nelle altre guerre da anni come in Siria e in Yemen. Insieme a Save the Children ritrovo in pieno il senso di queste parole, per dare voce ai piccoli fiori d’acciaio che possiamo proteggere davvero solo coltivando la pace con tutte le nostre forze”.
“Con Noemi vogliamo lanciare un messaggio chiaro e inequivocabile che crede nella possibilità di salvare i bambini e difendere il loro futuro, ad ogni costo, coltivando la pace come unica possibilità di ricostruire il futuro dalle macerie”, ha aggiunto Daniela Fatarella, Direttrice Generale di Save the Children Italia.
Un potente terremoto di magnitudo 7.3 della scala Richter è stato registrato nel pomeriggio di oggi, mercoledì 16 marzo, alle 15.36 ora italiana, quando in Giappone erano le 23.36.
Il sisma si è verificato nella regione del Tohoku, a nord est del Giappone, con epicentro a largo della prefettura di Fukushima, a 60 chilometri di profondità, come riporta la Japan meteorological agency (Jma) che ha anche lanciato l’allerta tsunami.
L’intensità della scossa è stata classificata in sei su scala nipponica, dove la misurazione massima è composta da sette livelli. Dalle prime informazioni circa due milioni di famiglie sarebbero rimaste senza corrente elettrica.
La zona è la stessa colpita dal sisma del 2011 che raggiunse una magnitudo di 9.1, con conseguente tsunami che colpì la centrale, provocando un disastro nucleare. (fotografia di GoogleMaps dal sito INGV)
MECNA & CoCo pubblicano il videoclip della loro nuova canzone “Tilt”, realizzata con Sangiovanni. Il brano, che potete ascoltare su Radio Bruno da venerdì scorso, ora è accompagnato da un divertentissimo video realizzato da Amedeo Zancanella. I tre artisti colpiti dalla freccia di Cupido vanno in “tilt” per amore tra scenari surreali, ragazze e set che sembrano fuoriusciti da Alice nel Paese delle Meraviglie. Un mix tra fumetto e videogiochi anni 90 spiccatamente ironico.
Dopo il successo di “Bromance”, il loro attesissimo album collaborativo, “La più bella” e con alle porte un tour che ha già registrato diversi sold-out, Mecna & CoCo tornano con nuova musica. Se in “Bromance” i due artisti avevano deciso di dar spazio esclusivamente alle loro voci, “Tilt” si arricchisce con quella di Sangiovanni.
“Tilt” è una dichiarazione d’amore sincera. È il racconto di chi, impacciato, cerca di spiegare le proprie emozioni, ma alla fine non riesce a far altro che, per l’appunto, andare in “tilt”.
Mecna & CoCo saranno protagonisti di “Bromance Tour”.
Ecco il calendario aggiornato:
29/05 Napoli – Palapartenope
10/06 Padova – Parco Della Musica
11/06 Bologna – Arena Puccini
12/06 Milano – Carroponte
16/06 Roma – Rock In Roma
16/07 Bitonto (Ba) – Luce Festival