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Grande Festa di fine estate con Cento Carnevale d’Europa: sul palco Orietta Berti, Noemi, Umberto Tozzi e Paolo Cevoli

Grande Festa di fine estate a Cento, in provincia di Ferrara. Cento Carnevale d’Europa organizza quattro giornate di grande spettacolo, il 18-19 e 25-26 settembre. A partire dalle 17, fino a mezzanotte, la piazza sarà di Orietta Berti, Umberto Tozzi, Noemi e Paolo Cevoli.

Concerti, artisti di strada, performer, ballerine e percussionisti brasiliani che coloreranno Corso Guercino durante gli ultimi weekend di settembre.

Tutti gli appuntamenti:
Sabato 18 settembre: Orietta Berti
Domenica 19 settembre: Umberto Tozzi
Sabato 25 settembre: Noemi
Domenica 26 settembre: la comicità di Paolo Cevoli

E gran finale alla Rocca con lo spettacolo piromusicale by Martarello Group!

Ascolta l’intervista con il direttore artistico della manifestazione RICCARDO MANSERVISI

 

Ingresso libero e ai concerti solo con green pass.
Tutte le info su: www.carnevalecento.com

Pisa, presentato il nuovo sponsor per le squadre femminili, Giuseppe Corrado: “Il calcio femminile ad oggi non ha niente da invidiare a quello maschile”.

Di Lorenzo Aliberti

Nella sala stampa “Passaponti” dell’Arena Garibaldi si è tenuta la presentazione dello sponsor per le squadre femminili del Pisa Sporting Club, ovvero l’azienda “Figurella“. Occasione per il presidente neroazzurro, Giuseppe Corrado, di presentare le tre nuove squadre di calcio femminile: under 17 ed under 15 che faranno il campionato regionale e l‘under 12 il torneo provinciale, per un totale di circa 60 bambine e ragazze. Certamente molto soddisfatto proprio il presidente Corrado: “Come Presidente non che ripetermi. Avere l’accostamento con brand importanti anche a livello nazionale non può che lusingarci. Oltre che nel territorio i valori del club vanno oltre i confini provinciali e regionali. Questo accordo nella fattispecie mi ha reso felice perché avevamo la maniera di accostare il nostro nome ad un brand che fa della propria missione il miglioramento fisico con peculiarità femminili, e questa sponsorizzazione ha un nesso importante. Il calcio femminile, come altri sport, ad oggi non ha niente da invidiare a quello maschile e sta crescendo ulteriormente. Spero – prosegue Corrado – prossimamente di avere anche una squadra femminile nei campionati professionistici. Chiudo con in bocca al lupo alle nostre squadre e anche a Figurella per questo accordo”.

Prendono poi la parola le due amministratrici dell’azienda, Frenti Victoria Vanessa ed Olga Aleinik: “Figurella è una realtà che si occupa di benessere a 360 gradi focalizzandosi sulla donna. Per questo abbiamo pensato fosse giusto accostare il nostro marchio al settore femminile del Pisa. La donna può essere un valore aggiunto in un mondo particolarmente maschile. Siamo felici di questo accordo e di legare il nostro nome al Pisa“.

foto: TUTTOPISA.

Coldplay e BTS insieme per il nuovo singolo “My Universe”

Per la prima volta i Coldplay e i BTS collaborano per un nuovo singolo. Dopo i rumors dell’ultimo periodo, ora arriva l’ufficialità di questa nuova collaborazione tra la band inglese e i re del K-pop: “My Universe” uscirà il 24 settembre.

L’annuncio è arrivato dai canali social dei Coldplay, con il post in cui viene mostrata la cover della nuova canzone. Il nuovo brano anticipa l’arrivo di “Music of the Spheres”, il nono disco della band prodotto da Max Martin, atteso per il 15 ottobre.

L’album è stato annunciato dalla band su instagram con una nota scritta a mano, insieme ad un album trailer, che unisce una sorta di viaggio cosmico animato attraverso i pianeti dell’universo rappresentato sulla copertina dell’album con brevi estratti delle 12 canzoni che lo compongono.

Nel post scritto dalla band c’è anche un ulteriore elemento collegato al mondo sci-fi racchiuso nella frase ‘Everyone is an alien somewhere’ (ognuno è alieno da qualche parte), che fa riferimento anche all’uscita di “Coloratura”, singolo che ha seguito l’uscita di “Higher Power”.

 

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Incidenti sul lavoro: Intervista all’ex Ministro del Lavoro e ora nel C.d.A. dell’INAIL Cesare Damiano: “vogliamo l’Impresa Sociale e una Patente a punti”

E’ allarmante la scia di incidenti sul lavoro che la cronaca ha riportato e riporta in questa lunga estate. Numerose le morti bianche. Solo ieri, lunedì 13 settembre, un operaio appena 27enne ha perso la vita sull’A1. Il giovane nel primo pomeriggio era al lavoro su un grosso mezzo per segnalare un cantiere fra il casello di Parma e il bivio con l’A14 Parma-La Spezia quando è stato travolto da un camion. E’ deceduto sul colpo. La vittima si chiamava Mariano Laino di origini calabresi. Viveva nel piacentino.

Il nostro approfondimento legato proprio agli incidenti sul lavoro prosegue con la testimonianza dell’ex Ministro del Lavoro (nel corso del suo incarico ha firmato il famoso Decreto 81, il Testo Unico sulla Salute e sulla Sicurezza sul Lavoro) e oggi nel C.d.A. dell’INAIL. Una lunga chiacchierata che offre molti spunti di riflessione e in cui l’On Damiano si mostra particolarmente critico col sistema. Il mondo del lavoro è sempre stato per lui una missione, come si evince dall’intervista

Innanzi tutto una fotografia sulla situazione attuale, anche se ovviamente non aggiornata sugli ultimi accadimenti

I dati direttamente dal sito ufficiale INAIL: “Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e luglio sono state 312.762 (+8,3%) rispetto allo stesso periodo del 2020), 677 delle quali con esito mortale (-5,4%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 33.865 (+34,4%). I dati mensili sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus

“Naturalmente potremmo anche aggiungere che siamo in una situazione molto particolare, segnata da lockdown, riprese, chiusure, aperture,.. che incidono ovviamente su questi fattori di rischio. In più dal momento che l’anno scorso la legge ha equiparato il Covid ad infortunio, è evidente che tutto questo ha anche una ripercussione di carattere statistico.. Nel 2020 diciamo che ascrivibili al Covid sono un quarto degli infortuni. Per quanto riguarda la mortalità, un terzo è riconducibile al covid. E’ evidente che si tratta di dati che avrebbero bisogno di molto approfondimento. Però quello che vorrei sottolineare è che purtroppo la ripresa produttiva è segnata da un aumento degli infortuni (+ 8,3%). Questa mi sembra la prima segnalazione da fare. Diminuiscono gli infortuni mortali, ma non dimentichiamo le ultime morti bianche. Si sta viaggiando a tre decessi al giorno ormai da anni, tra quelle che avvengono sul luogo del lavoro e quelle invece in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro-casa. Questo non lo dobbiamo mai dimenticare.”

Da alcune parti si è sollevata la riflessione che si continua a morire o ferire gravemente come accadeva 50 anni fa, quando ancora di formazione non si parlava e quando la comunicazione non era ancora così massiva

“Il Ministro Brunetta (attualmente Per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, n.d.r.) ha detto una cosa giusta “Draghi ci fa crescere come cresceva l’Italia nel boom economico, all’inizio degli anni ‘60”. Questo è vero e aggiungerei ‘non dimentichiamo che noi partiamo da un -10 nel senso che quando si parte dalla cantina, c’è sempre spazio per arrivare all’attico. Quindi fatta questa debita osservazione, è evidente che abbiamo una spinta importante di crescita, ma non poteva essere altrimenti con quella montagna di denari che vengono investiti e col fatto, lo ripeto, che siamo partiti dalla cantina. Quindi un – 10 di prodotto interno lordo. Perciò la risalita è abbastanza evidente. Io aggiungo a questa affermazione di Brunetta ‘speriamo che questa crescita, tipo boom dell’economia, non sia quella di quegli anni, con i morti di quegli anni. Allora chi le ha detto che siamo tornati agli anni ’60 dice una cosa sbagliata, bisogna studiare bene i dati  e sapere di cosa si parla. Io cito un esempio: all’inizio degli anni ’60 avevamo 4 mila morti l’anno, 11 al giorno. Non c’erano quelle leggi, quella contrattazione, quella prevenzione e anche quella visione da parte delle imprese, che c’è oggi. Quindi 4 mila. Adesso siamo a mille. Mille è un quarto di 4 mila. Quindi non è vero che dagli anni ’60 ad oggi non sia stato fatto niente.

C’è stata la 626 (legge 626/94 –  Lo scopo di questa legge – come leggo e riporto testualmente –  fu quello di mettere l’Italia alla pari con gli altri paesi europei in materia di sicurezza sul lavoro. La Legge 626 ha introdotto elementi importanti, tra cui la figura dell’RSPP, la figura dell’RLS, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e il Servizio di Prevenzione e Protezione. Altro cambiamento importante arrivato con la Legge 626 prevede che il datore di lavoro stesso, sia responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro, mentre con la legislazione precedente, era “debitore della sicurezza nei posti di lavoro”. Allo stesso modo, con la Legge 626 diventa obbligatoria anche la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. N.d.r), c’è stato il Decreto 81 (lo stesso a cui lo stesso Damiano ha posto la firma nel 2008, n.d.r), ci sono state le contrattazioni, c’è stata la presa di coscienza negli anni ’70 dell’incidenza dell’attività produttiva sulla salute delle persone, sull’integrità psicofisica dei lavoratori, c’è stata una evoluzione culturale che ha portato ad un abbassamento notevole del numero degli incidenti sul lavoro. Prima del 2008, quando ho varato, da Ministro del Lavoro, in ‘articulo mortis’ visto che il Governo non c’era più, si era semplicemente in una gestione tecnica prima di arrivare alle elezioni ( tra il Governo Prodi e il Governo Berlusconi. Le elezioni si svolsero il 13 e 14 aprile n.d.r) avevamo ancora 1.600 morti all’anno, 4-5 al giorno. E’ evidente che vogliamo tendere allo zero, ma se vogliamo fare un’analisi storica statistica, gli anni ’60, 4mila morti fino al 2008, 1.600 morti dopo il 2008. I dati sono ancora molto alti,  con i circa mille morti all’anno. Una cifra spavenosa

Arriviamo proprio al ‘suo’ Decreto 81, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Ancora oggi è un punto di riferimento

Sicuramente è e rimarrà una bussola, che ha comunque bisogno dei suoi aggiornamenti. Ad esempio manca ancora una parte delle deleghe contenute nel Decreto, una delle quali è la cosiddetta ‘Patente a punti’, che io vedrei molto bene. Si tratterebbe di innestare ulteriormente nel sistema, un principio di ‘premio/punizione’. Chi si comporta bene, chi fa prevenzione, chi la certifica, chi investe in prevenzione, ha il diritto di avere un punteggio per entrare in un appalto, ha il diritto ad avere un canale di prelazione. Chi al contrario si comporta male… ovviamente no. Io sono per incentivare i buoni comportamenti. E la Patente a Punti potrebbe essere una soluzione”

A proposito di aggiornamenti apportati al Decreto, le chiedo conferma su uno di questi. E’ vero che con quello del 20112 si è posta l’attenzione per la prima volta sullo stressa del lavoratore?

“Lo stress lavoro correlato era già contenuto nel Decreto. Ci sono state dopo il 2008 delle correzioni non sempre per rendere più robusto lo stesso. C’è stato anche il tentativo di indebolirlo, di riequilibrarlo, ritenuto troppo a vantaggio dei lavoratori. In ogni caso l’impianto ha tenuto, però noi siamo di fronte a nuove sfide. Per quanto riguarda l’INAIL(io sono nel Consiglio di Amministrazione) credo che il compito sociale dell’Istituto sia quello di utilizzare le risorse che arrivano dalle aziende e che sono importanti e che ci consentono di avere un avanzo di bilancio di un miliardo e mezzo l’anno. Questo ci consente di depositare presso la Tesoreria 34 miliardi accumulati negli anni (che rendono zero all’Istituto) e trasformare una parte di quelle risorse in ulteriore prevenzione. Altrimenti se il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ci vigila insieme al Ministero del Lavoro, ci impedisce di spendere quei soldi per fare prevenzione io mi domando: Se le imprese versano quei soldi all’INAIL e l’obbiettivo dell’Istituto è la prevenzione, se noi quei soldi li risparmiamo, qual è il problema? Diminuire il debito dello Stato perché così funziona o fare prevenzione? Altrimenti se quei soldi servono a diminuire il debito dello Stato diciamo chiaramente alle imprese ‘state pagando una tassa, non state pagando prevenzione’.

Fare prevenzione vuol dire pagare i macchinari all’impresa che decide di investirli così, su macchinari appunto, sofisticati tecnologicamente, che posseggono un cip di sicurezza per evitare che accadano disgrazie come quelle piante alcune settimane fa, di lavoratori e lavoratrici impigliati, incastrati e deceduti per la gravità dell’incidente. Prevenzione è anche inserire cip nei caschi di protezione, nelle scarpe antinfortunistica, nelle imbragature, utilizzarli nei nei cantieri edili, con un computer che capisca se questi presidi di sicurezza individuali vengono utilizzati dal lavoratore. Non si investe in questa direzione, quindi non in piani di prevenzione a vantaggio delle imprese, in parte pagati dall’INAIL e non si investe nel miglioramento delle tariffe di rimborso o risarcimento per i superstiti in caso di morte del lavoratore oppure per una invalidità permanente o temporanea, totale o parziale a favore dei lavoratori o per una malattia professionale”

Onorevole Damiano, parliamo di Formazione, un termine oggi sulla bocca di tutti e che fa sorgere spesso tante domande

La Formazione ormai è un tema oggi diventato un ‘must’, come dice lei, tutti ne parlano. Intanto diciamo che la Formazione può essere di due tipi, quella per i formatori e quella per i discenti, chi frequenta il corso. Si fa molta formazione inutile, scollegata dagli obbiettivi di mettere in contatto l’offerta con la domanda di lavoro, di fare una seria prevenzione sul lavoro. Alle volte è più forte l’interesse per il certificato di carta che non per fare vera formazione. E’ una scommessa molto importante. Il Decreto 81 ha fatto del tema della Formazione, della Prevenzione, un tema molto forte, ma bisogna migliorare questi ambiti. La Formazione sta diventando fondamentale per fare in modo che chi è diventato disoccupato trovi un lavoro e chi un lavoro ce l’ha, riesca a mantenerlo aggiornando il suo profilo professionale a fronte di una evoluzione tecnologica così considerevole. Non è un caso che nel PNRR(Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sono previsti 4/5 biliardi di euro per la Formazione, riconosciuti sotto l’acronimo GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori n.d.r.) proprio per fare dosi massicce di formazione come elemento guida nella transizione ecologica, digitale, infrastrutturale. Perché se tutto cambia è necessario che le persone siano pronte al cambiamento. E’ evidente che senza essere ossessionati dalla novità tecnologica, bisogna comunque stare al passo coi tempi. Quindi la formazione è fondamentale per la Salute/Sicurezza, una Formazione vera che consenta di avere tutti gli elementi di precauzione necessari, perciò investimenti in tecnologia moderna”

Scorrendo il suo status professionale, il suo percorso nel tempo, tutto sembra essere centrato proprio sul tema ‘Lavoro’

E’ vero. Il primo lavoro regolare l’ho avuto a 20 anni in una multinazionale metalmeccanica, ero contabile industriale. 800 gli impiegati e sono stato io a scegliere l’ambito, quello dell’Industria e non quello della Pubblica Amministrazione. Di lì il Sindacato, la FIOM (Federazione Impiegati Operai Metallurgici n.d.r.) in cui ho militato per ben 30 anni e una giusta gavetta, da delegato di base a Segretario Generale Nazionale. Ho stipulato tutti i contratti di lavoro degli anni ’90, insieme ovviamente a quelli che facevano parte delle delegazioni. Poi sono stato eletto Ministro del Lavoro, Presidente della Commissione Lavoro. ( a fine 2001 fu eletto nella Segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra quando Segretario era Piero Fassino n.d.r.), come si vede il termine ‘lavoro’ è ricorrente. Ora son presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare. Insomma è la passione della mia vita, mi sono nutrito di ‘lavoro’. E cerco sempre di avere opinioni in equilibrio fra le ragioni del lavoro e dell’impresa. Però io sono della vecchia scuola che credo sia al contrario, di grande modernità. Confermando senza dubbio che in un rapporto di lavoro c’è sempre una parte debole, il lavoratore, e chi, l’imprenditore, ha il comando d’impresa, perciò  chi comanda e chi deve giustamente obbedire sulla base di diritti e doveri. Io ho scelto di avere una particolare attenzione verso chi lavora, senza disconoscere la volontà competitiva dell’impresa. Io ad esempio sposo molto le tesi dei nuovi Amministratori Delegati degli Stati Uniti, della Business Round Table (“Le corporazioni statunitensi svolgono un ruolo vitale nella società americana come motori di creatività, innovazione e opportunità economiche. Il successo a lungo termine di queste aziende e dell’economia statunitense dipende dall’investimento delle imprese nella sicurezza economica dei propri dipendenti e delle comunità in cui operano” n.d.r. dal sito ufficiale). 200 gli A.D. che hanno detto una cosa rivoluzionaria anche se per ora è solo una questione di parole: “Prima vengono i lavoratori, la loro competenza, l’affidabilità, la loro Protezione. Da ultimo vengono gli azionisti. E’ una tesi rivoluzionaria. Purtroppo alla GKN Campi Bisenzio (la multinazionale britannica che nel luglio scorso ha annunciato 422 licenziamenti via mail e WhatsApp nella sede fiorentina) questa convinzione non ha ancora trovato spazio. Certo tra il Dire e il Fare , come dice il proverbio, c’è di mezzo il mare, ma noi siamo testardi e vogliamo l’Impresa Sociale e un lavoro che sia protetto, fatto di diritti e di doveri. Le nuove scuole stanno trasformando il diritto del lavoro in diritto commerciale e si sa che tra la parola ‘persona’ e la parola ‘merce’ c’è una bella differenza”

Patrizia Santini

Brucia sfalci d’erba ma provoca un incendio: anziano denunciato dai Carabinieri

Voleva ripulire un suo terreno e per questo un pensionato 78enne di San Polo d’Enza, nel Reggiano, ha dato fuoco a sfalci d’erba con l’intenzione di smaltirli. Purtroppo però durante la fase di ripulitura dell’area, come scrivono i Carabinieri in un comunicato stampa, ha perso il controllo delle fiamme, causando il propagarsi di un incendio per un’area di 3 ettari di un terreno incolto misto a sterpaglie e con la presenza di alcuni alberi.

Il rogo ha anche interessato l’area esterna di un’azienda danneggiando parte dell’attrezzatura. Il tempestivo intervento di alcune squadre dei Vigili del Fuoco di Reggio Emilia ha scongiurato l’ulteriore propagarsi dell’incendio con conseguenze ben più serie. Con i mezzi di soccorso è giunta sul posto anche una pattuglia dei Carabinieri di San Polo d’Enza, per svolgere i primi accertamenti.

Nel corso delle attività e dopo le opportune verifiche, è stato identificato un 78enne abitante a San Polo d’Enza che, precisano i Militari nella nota, ha ammesso la sua condotta imprudente. Lo stesso, dopo le formalità di rito, è stato denunciato per il reato di incendio di origine colposa. (fotografia di repertorio)

Topo morto sul vassoio del vitto al Policlinico di Modena. L’Azienda Ospedaliera-Universitaria: “Fatto di gravità assoluta che non si dovrà ripetere mai più”

Un topo morto è stato trovato adagiato sulla plastica protettiva degli alimenti contenuti nel vassoio del pranzo. Il rinvenimento è avvenuto lo scorso 9 settembre durante la distribuzione dei pasti al reparto di Medicina Oncologica del Policlinico di Modena.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena sottolinea – si legge in una nota – come si tratti certamente di un episodio increscioso e del tutto esecrabile, sul quale sono in corso tutte le verifiche possibili per capirne le cause, senza escludere alcuna possibilità. L’Azienda ha subito accertato come non vi sia stata alcuna contaminazione degli alimenti e ha immediatamente attivato tutti i servizi preposti – Direzione sanitaria, Direzione Servizi per l’Ospitalità, Igiene Ospedaliera – per analizzare le cause dell’evento e accertare le responsabilità, prendendo in considerazione qualsiasi ipotesi, compreso il dolo. Inoltre, ha fatto la segnalazione all’Igiene Pubblica dell’Azienda USL di Modena per le azioni di competenza e ulteriori controlli”.

E’ un fatto gravissimo. L’Azienda è impegnata nell’accertamento delle responsabilità e nell’adozione di tutte le azioni conseguenti anche di natura legale, senza escludere alcuna ipotesi rispetto a quanto accaduto – afferma il Direttore Generale Claudio Vagnini –. Questo episodio – di cui ci scusiamo – è inaccettabile e non corrisponde ai criteri di cura, attenzione e sicurezza che l’Azienda da sempre assicura tramite i suoi professionisti e che pretende dai propri fornitori. Da una prima ricostruzione dei fatti non si è trattato di un problema nella preparazione dei pasti bensì di una criticità legata alla verifica del carrello termo-refrigerato prima dell’allestimento dei vassoi e al controllo del vassoio prima della consegna al degente. Ogni procedura è stata sottoposta a ulteriore verifica affinché una cosa simile non debba ripetersi mai più”.

Il Servizio ristorazione ospedaliera – precisa l’azienda nel comunicato stampa – è appaltato a fornitori esterni che gestiscono la produzione dei pasti presso la cucina ospedaliera interna al Policlinico e la loro distribuzione al letto del degente. Tutti i piatti contenuti all’interno del vassoio destinato al degente sono coperti; le posate, il bicchiere e il pane sono imbustati. I vassoi vengono veicolati all’interno di un carrello termo-refrigerato per il mantenimento delle temperature previste dalla normativa per l’igiene degli alimenti. Le stoviglie vengono sanificate in una lavastoviglie ad alta temperatura, mentre i carrelli dopo ogni utilizzo vengono lavati e disinfettati nella zona lavaggio della cucina.
Durante il confezionamento l’operatore addetto alla cucina ha il compito di inserire all’interno del vassoio i piatti prenotati dal degente e al contempo di controllare che il vassoio sia conforme. Prima di lasciare la cucina verso i reparti, il carrello viene sigillato per evitare manomissioni con una fascetta auto-sigillante e la distribuzione del pasto in reparto può avvenire soltanto se la fascetta è integra come è accaduto nel caso specifico.
La cucina ospedaliera è soggetta a pulizia, ordinaria, periodica a carico del fornitore che comprende un piano di disinfestazione nel rispetto del manuale di rischio predisposto dal fornitore. L’Azienda, invece, cura la disinfestazione degli spazi limitrofi alla cucina”.

L’Azienda – conclude il dottor Vagnini – è costantemente impegnata al miglioramento dei servizi per l’utenza e in questa direzione va la prossima attivazione di un nuovo terminale di ristorazione allestito all’interno del campus ospedaliero che sarà operativo già nei prossimi mesi, per consentire i già previsti lavori di ristrutturazione degli spazi attualmente utilizzati dalla cucina”. (fotografia: Policlinico di Modena)

Livorno, arrivano gli attaccanti Torromino e Vantaggiato

Da questo martedì 14 settembre i due esperti attaccanti Giuseppe Torromino e Daniele Vantaggiato inizieranno ad allenarsi con l’Unione Sportiva Livorno 1915. I due giocatori sono ancora in attesa di risolvere formalmente le rispettive posizioni contrattuali con la Ternana, ma hanno chiesto e ottenuto il permesso di unirsi fin da subito alla squadra amaranto.

Serie A: il Bologna batte il Verona nel posticipo

Nel posticipo del lunedì sera di Serie A il Bologna batte 1-0 il Verona con un gol di Svanberg al 78° minuto: il centrocampista trafigge Montipò con una rasoiata che si infila nell’angolo basso alla destra del portiere.

Tre punti di platino per i felsinei di Mihajlovic, che volano a quota 7 punti (quarto posto assieme a Inter e Udinese), mentre i veneti rimangono fermi a 0 punti, ultimi in classifica assieme alla Salernitana.

Tiromancino: a ottobre il nuovo album “Ho cambiato tante case”

Il loro ritorno era nell’aria e oggi è arrivata la conferma: i Tiromancino stanno per pubblicare un nuovo album! L’annuncio arriva direttamente dalle pagine social della band, che ha presentato la cover del nuovo progetto musicale, “Ho cambiato tante case”, atteso per l’8 ottobre prossimo. Il nuovo disco è stato anticipato dal singolo “Domenica”.

Uno dei dischi più maturi dei Tiromancino, da quanto racconta Federico Zampaglione sui social, un album curato nei minimi dettagli per arrivare al cuore in modo semplice e diretto: “Quando mio padre mi regalò la prima chitarra negli anni 80, non avrei mai immaginato che la musica sarebbe stata la mia ragione di vita, la mia eterna compagna di viaggio.
Sono volati gli anni e i dischi, i concerti e le canzoni, ma la passione è sempre la stessa; anzi il mio bisogno di musica e arte è aumentato ed ha assunto sempre nuove forme, cambiando appunto… tante case. Dalla sperimentazione e l’indie dei 90, alla forma canzone contaminata degli anni 0, al Blues vecchio amico di sempre, alle mille collaborazioni multiformi e a tutto ciò che è passato e passa ogni giorno tra le mie note.
Ho sempre cercato di raccontare con onestà e senza filtri ogni esperienza umana bella o brutta a cui la vita mi ha voluto mettere di fronte e questo disco segue in pieno questa linea, narrativamente ed emotivamente.
“Ho cambiato tante case“ arriva a cinque anni dal precedente album di inediti ed è, a mio giudizio, uno dei dischi più maturi e completi dei Tiromancino; curato in ogni minimo dettaglio per arrivare al cuore in modo semplice e diretto, ma anche profondo e sfaccettato. A breve lo lascerò andare e quel senso di distacco che provo ogni volta, sarà colmato dall’idea gioiosa di saperlo nelle vostre mani.
Aspetto l’8 ottobre con grande emozione. Nel frattempo godiamoci DOMENICA.
Vi abbraccio”.

(foto: pagina Facebook dei Tiromancino)

 

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Incidente sul lavoro: operaio muore in autostrada

Tragico incidente sul lavoro a Parma: un operaio che stava lavorando su un autocarro in un cantiere lungo l’autostrada A1 ha perso la vita dopo che il suo mezzo è stato travolto da un camion. È accaduto nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 13 settembre, intorno alle 15.00, all’innesto tra la A1 e la A15 nei pressi di Parma.

Come riportano diversi media, tra cui la Gazzetta di Parma, l’operaio, dipendente di una società che lavora per Autostrade per l’Italia, stava segnalando un cantiere lungo la corsia di emergenza, quando un mezzo diretto verso Milano ha sbandato colpendo con violenza il furgone sul quale si trovava l’operaio e uccidendolo sul colpo.

Il tratto autostradale interessato dal tragico sinistro è rimasto chiuso alcune ore. Al momento tra Parma e il bivio per la A15 Parma-La Spezia verso Milano si registrano ancora lunghe code. (fotografia di repertorio)

Grande Festa di fine estate con Cento Carnevale d’Europa: sul palco Orietta Berti, Noemi, Umberto Tozzi e Paolo Cevoli

Grande Festa di fine estate a Cento, in provincia di Ferrara. Cento Carnevale d’Europa organizza quattro giornate di grande spettacolo, il 18-19 e 25-26 settembre. A partire dalle 17, fino a mezzanotte, la piazza sarà di Orietta Berti, Umberto Tozzi, Noemi e Paolo Cevoli.

Concerti, artisti di strada, performer, ballerine e percussionisti brasiliani che coloreranno Corso Guercino durante gli ultimi weekend di settembre.

Tutti gli appuntamenti:
Sabato 18 settembre: Orietta Berti
Domenica 19 settembre: Umberto Tozzi
Sabato 25 settembre: Noemi
Domenica 26 settembre: la comicità di Paolo Cevoli

E gran finale alla Rocca con lo spettacolo piromusicale by Martarello Group!

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Pisa, presentato il nuovo sponsor per le squadre femminili, Giuseppe Corrado: “Il calcio femminile ad oggi non ha niente da invidiare a quello maschile”.

Di Lorenzo Aliberti

Nella sala stampa “Passaponti” dell’Arena Garibaldi si è tenuta la presentazione dello sponsor per le squadre femminili del Pisa Sporting Club, ovvero l’azienda “Figurella“. Occasione per il presidente neroazzurro, Giuseppe Corrado, di presentare le tre nuove squadre di calcio femminile: under 17 ed under 15 che faranno il campionato regionale e l‘under 12 il torneo provinciale, per un totale di circa 60 bambine e ragazze. Certamente molto soddisfatto proprio il presidente Corrado: “Come Presidente non che ripetermi. Avere l’accostamento con brand importanti anche a livello nazionale non può che lusingarci. Oltre che nel territorio i valori del club vanno oltre i confini provinciali e regionali. Questo accordo nella fattispecie mi ha reso felice perché avevamo la maniera di accostare il nostro nome ad un brand che fa della propria missione il miglioramento fisico con peculiarità femminili, e questa sponsorizzazione ha un nesso importante. Il calcio femminile, come altri sport, ad oggi non ha niente da invidiare a quello maschile e sta crescendo ulteriormente. Spero – prosegue Corrado – prossimamente di avere anche una squadra femminile nei campionati professionistici. Chiudo con in bocca al lupo alle nostre squadre e anche a Figurella per questo accordo”.

Prendono poi la parola le due amministratrici dell’azienda, Frenti Victoria Vanessa ed Olga Aleinik: “Figurella è una realtà che si occupa di benessere a 360 gradi focalizzandosi sulla donna. Per questo abbiamo pensato fosse giusto accostare il nostro marchio al settore femminile del Pisa. La donna può essere un valore aggiunto in un mondo particolarmente maschile. Siamo felici di questo accordo e di legare il nostro nome al Pisa“.

foto: TUTTOPISA.

Coldplay e BTS insieme per il nuovo singolo “My Universe”

Per la prima volta i Coldplay e i BTS collaborano per un nuovo singolo. Dopo i rumors dell’ultimo periodo, ora arriva l’ufficialità di questa nuova collaborazione tra la band inglese e i re del K-pop: “My Universe” uscirà il 24 settembre.

L’annuncio è arrivato dai canali social dei Coldplay, con il post in cui viene mostrata la cover della nuova canzone. Il nuovo brano anticipa l’arrivo di “Music of the Spheres”, il nono disco della band prodotto da Max Martin, atteso per il 15 ottobre.

L’album è stato annunciato dalla band su instagram con una nota scritta a mano, insieme ad un album trailer, che unisce una sorta di viaggio cosmico animato attraverso i pianeti dell’universo rappresentato sulla copertina dell’album con brevi estratti delle 12 canzoni che lo compongono.

Nel post scritto dalla band c’è anche un ulteriore elemento collegato al mondo sci-fi racchiuso nella frase ‘Everyone is an alien somewhere’ (ognuno è alieno da qualche parte), che fa riferimento anche all’uscita di “Coloratura”, singolo che ha seguito l’uscita di “Higher Power”.

 

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Incidenti sul lavoro: Intervista all’ex Ministro del Lavoro e ora nel C.d.A. dell’INAIL Cesare Damiano: “vogliamo l’Impresa Sociale e una Patente a punti”

E’ allarmante la scia di incidenti sul lavoro che la cronaca ha riportato e riporta in questa lunga estate. Numerose le morti bianche. Solo ieri, lunedì 13 settembre, un operaio appena 27enne ha perso la vita sull’A1. Il giovane nel primo pomeriggio era al lavoro su un grosso mezzo per segnalare un cantiere fra il casello di Parma e il bivio con l’A14 Parma-La Spezia quando è stato travolto da un camion. E’ deceduto sul colpo. La vittima si chiamava Mariano Laino di origini calabresi. Viveva nel piacentino.

Il nostro approfondimento legato proprio agli incidenti sul lavoro prosegue con la testimonianza dell’ex Ministro del Lavoro (nel corso del suo incarico ha firmato il famoso Decreto 81, il Testo Unico sulla Salute e sulla Sicurezza sul Lavoro) e oggi nel C.d.A. dell’INAIL. Una lunga chiacchierata che offre molti spunti di riflessione e in cui l’On Damiano si mostra particolarmente critico col sistema. Il mondo del lavoro è sempre stato per lui una missione, come si evince dall’intervista

Innanzi tutto una fotografia sulla situazione attuale, anche se ovviamente non aggiornata sugli ultimi accadimenti

I dati direttamente dal sito ufficiale INAIL: “Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Istituto tra gennaio e luglio sono state 312.762 (+8,3%) rispetto allo stesso periodo del 2020), 677 delle quali con esito mortale (-5,4%). In aumento le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 33.865 (+34,4%). I dati mensili sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus

“Naturalmente potremmo anche aggiungere che siamo in una situazione molto particolare, segnata da lockdown, riprese, chiusure, aperture,.. che incidono ovviamente su questi fattori di rischio. In più dal momento che l’anno scorso la legge ha equiparato il Covid ad infortunio, è evidente che tutto questo ha anche una ripercussione di carattere statistico.. Nel 2020 diciamo che ascrivibili al Covid sono un quarto degli infortuni. Per quanto riguarda la mortalità, un terzo è riconducibile al covid. E’ evidente che si tratta di dati che avrebbero bisogno di molto approfondimento. Però quello che vorrei sottolineare è che purtroppo la ripresa produttiva è segnata da un aumento degli infortuni (+ 8,3%). Questa mi sembra la prima segnalazione da fare. Diminuiscono gli infortuni mortali, ma non dimentichiamo le ultime morti bianche. Si sta viaggiando a tre decessi al giorno ormai da anni, tra quelle che avvengono sul luogo del lavoro e quelle invece in itinere, cioè nel percorso casa-lavoro-casa. Questo non lo dobbiamo mai dimenticare.”

Da alcune parti si è sollevata la riflessione che si continua a morire o ferire gravemente come accadeva 50 anni fa, quando ancora di formazione non si parlava e quando la comunicazione non era ancora così massiva

“Il Ministro Brunetta (attualmente Per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, n.d.r.) ha detto una cosa giusta “Draghi ci fa crescere come cresceva l’Italia nel boom economico, all’inizio degli anni ‘60”. Questo è vero e aggiungerei ‘non dimentichiamo che noi partiamo da un -10 nel senso che quando si parte dalla cantina, c’è sempre spazio per arrivare all’attico. Quindi fatta questa debita osservazione, è evidente che abbiamo una spinta importante di crescita, ma non poteva essere altrimenti con quella montagna di denari che vengono investiti e col fatto, lo ripeto, che siamo partiti dalla cantina. Quindi un – 10 di prodotto interno lordo. Perciò la risalita è abbastanza evidente. Io aggiungo a questa affermazione di Brunetta ‘speriamo che questa crescita, tipo boom dell’economia, non sia quella di quegli anni, con i morti di quegli anni. Allora chi le ha detto che siamo tornati agli anni ’60 dice una cosa sbagliata, bisogna studiare bene i dati  e sapere di cosa si parla. Io cito un esempio: all’inizio degli anni ’60 avevamo 4 mila morti l’anno, 11 al giorno. Non c’erano quelle leggi, quella contrattazione, quella prevenzione e anche quella visione da parte delle imprese, che c’è oggi. Quindi 4 mila. Adesso siamo a mille. Mille è un quarto di 4 mila. Quindi non è vero che dagli anni ’60 ad oggi non sia stato fatto niente.

C’è stata la 626 (legge 626/94 –  Lo scopo di questa legge – come leggo e riporto testualmente –  fu quello di mettere l’Italia alla pari con gli altri paesi europei in materia di sicurezza sul lavoro. La Legge 626 ha introdotto elementi importanti, tra cui la figura dell’RSPP, la figura dell’RLS, il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza e il Servizio di Prevenzione e Protezione. Altro cambiamento importante arrivato con la Legge 626 prevede che il datore di lavoro stesso, sia responsabile della sicurezza sul luogo di lavoro, mentre con la legislazione precedente, era “debitore della sicurezza nei posti di lavoro”. Allo stesso modo, con la Legge 626 diventa obbligatoria anche la redazione del Documento di Valutazione dei Rischi. N.d.r), c’è stato il Decreto 81 (lo stesso a cui lo stesso Damiano ha posto la firma nel 2008, n.d.r), ci sono state le contrattazioni, c’è stata la presa di coscienza negli anni ’70 dell’incidenza dell’attività produttiva sulla salute delle persone, sull’integrità psicofisica dei lavoratori, c’è stata una evoluzione culturale che ha portato ad un abbassamento notevole del numero degli incidenti sul lavoro. Prima del 2008, quando ho varato, da Ministro del Lavoro, in ‘articulo mortis’ visto che il Governo non c’era più, si era semplicemente in una gestione tecnica prima di arrivare alle elezioni ( tra il Governo Prodi e il Governo Berlusconi. Le elezioni si svolsero il 13 e 14 aprile n.d.r) avevamo ancora 1.600 morti all’anno, 4-5 al giorno. E’ evidente che vogliamo tendere allo zero, ma se vogliamo fare un’analisi storica statistica, gli anni ’60, 4mila morti fino al 2008, 1.600 morti dopo il 2008. I dati sono ancora molto alti,  con i circa mille morti all’anno. Una cifra spavenosa

Arriviamo proprio al ‘suo’ Decreto 81, il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro. Ancora oggi è un punto di riferimento

Sicuramente è e rimarrà una bussola, che ha comunque bisogno dei suoi aggiornamenti. Ad esempio manca ancora una parte delle deleghe contenute nel Decreto, una delle quali è la cosiddetta ‘Patente a punti’, che io vedrei molto bene. Si tratterebbe di innestare ulteriormente nel sistema, un principio di ‘premio/punizione’. Chi si comporta bene, chi fa prevenzione, chi la certifica, chi investe in prevenzione, ha il diritto di avere un punteggio per entrare in un appalto, ha il diritto ad avere un canale di prelazione. Chi al contrario si comporta male… ovviamente no. Io sono per incentivare i buoni comportamenti. E la Patente a Punti potrebbe essere una soluzione”

A proposito di aggiornamenti apportati al Decreto, le chiedo conferma su uno di questi. E’ vero che con quello del 20112 si è posta l’attenzione per la prima volta sullo stressa del lavoratore?

“Lo stress lavoro correlato era già contenuto nel Decreto. Ci sono state dopo il 2008 delle correzioni non sempre per rendere più robusto lo stesso. C’è stato anche il tentativo di indebolirlo, di riequilibrarlo, ritenuto troppo a vantaggio dei lavoratori. In ogni caso l’impianto ha tenuto, però noi siamo di fronte a nuove sfide. Per quanto riguarda l’INAIL(io sono nel Consiglio di Amministrazione) credo che il compito sociale dell’Istituto sia quello di utilizzare le risorse che arrivano dalle aziende e che sono importanti e che ci consentono di avere un avanzo di bilancio di un miliardo e mezzo l’anno. Questo ci consente di depositare presso la Tesoreria 34 miliardi accumulati negli anni (che rendono zero all’Istituto) e trasformare una parte di quelle risorse in ulteriore prevenzione. Altrimenti se il Ministero dell’Economia e delle Finanze che ci vigila insieme al Ministero del Lavoro, ci impedisce di spendere quei soldi per fare prevenzione io mi domando: Se le imprese versano quei soldi all’INAIL e l’obbiettivo dell’Istituto è la prevenzione, se noi quei soldi li risparmiamo, qual è il problema? Diminuire il debito dello Stato perché così funziona o fare prevenzione? Altrimenti se quei soldi servono a diminuire il debito dello Stato diciamo chiaramente alle imprese ‘state pagando una tassa, non state pagando prevenzione’.

Fare prevenzione vuol dire pagare i macchinari all’impresa che decide di investirli così, su macchinari appunto, sofisticati tecnologicamente, che posseggono un cip di sicurezza per evitare che accadano disgrazie come quelle piante alcune settimane fa, di lavoratori e lavoratrici impigliati, incastrati e deceduti per la gravità dell’incidente. Prevenzione è anche inserire cip nei caschi di protezione, nelle scarpe antinfortunistica, nelle imbragature, utilizzarli nei nei cantieri edili, con un computer che capisca se questi presidi di sicurezza individuali vengono utilizzati dal lavoratore. Non si investe in questa direzione, quindi non in piani di prevenzione a vantaggio delle imprese, in parte pagati dall’INAIL e non si investe nel miglioramento delle tariffe di rimborso o risarcimento per i superstiti in caso di morte del lavoratore oppure per una invalidità permanente o temporanea, totale o parziale a favore dei lavoratori o per una malattia professionale”

Onorevole Damiano, parliamo di Formazione, un termine oggi sulla bocca di tutti e che fa sorgere spesso tante domande

La Formazione ormai è un tema oggi diventato un ‘must’, come dice lei, tutti ne parlano. Intanto diciamo che la Formazione può essere di due tipi, quella per i formatori e quella per i discenti, chi frequenta il corso. Si fa molta formazione inutile, scollegata dagli obbiettivi di mettere in contatto l’offerta con la domanda di lavoro, di fare una seria prevenzione sul lavoro. Alle volte è più forte l’interesse per il certificato di carta che non per fare vera formazione. E’ una scommessa molto importante. Il Decreto 81 ha fatto del tema della Formazione, della Prevenzione, un tema molto forte, ma bisogna migliorare questi ambiti. La Formazione sta diventando fondamentale per fare in modo che chi è diventato disoccupato trovi un lavoro e chi un lavoro ce l’ha, riesca a mantenerlo aggiornando il suo profilo professionale a fronte di una evoluzione tecnologica così considerevole. Non è un caso che nel PNRR(Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) sono previsti 4/5 biliardi di euro per la Formazione, riconosciuti sotto l’acronimo GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori n.d.r.) proprio per fare dosi massicce di formazione come elemento guida nella transizione ecologica, digitale, infrastrutturale. Perché se tutto cambia è necessario che le persone siano pronte al cambiamento. E’ evidente che senza essere ossessionati dalla novità tecnologica, bisogna comunque stare al passo coi tempi. Quindi la formazione è fondamentale per la Salute/Sicurezza, una Formazione vera che consenta di avere tutti gli elementi di precauzione necessari, perciò investimenti in tecnologia moderna”

Scorrendo il suo status professionale, il suo percorso nel tempo, tutto sembra essere centrato proprio sul tema ‘Lavoro’

E’ vero. Il primo lavoro regolare l’ho avuto a 20 anni in una multinazionale metalmeccanica, ero contabile industriale. 800 gli impiegati e sono stato io a scegliere l’ambito, quello dell’Industria e non quello della Pubblica Amministrazione. Di lì il Sindacato, la FIOM (Federazione Impiegati Operai Metallurgici n.d.r.) in cui ho militato per ben 30 anni e una giusta gavetta, da delegato di base a Segretario Generale Nazionale. Ho stipulato tutti i contratti di lavoro degli anni ’90, insieme ovviamente a quelli che facevano parte delle delegazioni. Poi sono stato eletto Ministro del Lavoro, Presidente della Commissione Lavoro. ( a fine 2001 fu eletto nella Segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra quando Segretario era Piero Fassino n.d.r.), come si vede il termine ‘lavoro’ è ricorrente. Ora son presidente dell’Associazione Lavoro&Welfare. Insomma è la passione della mia vita, mi sono nutrito di ‘lavoro’. E cerco sempre di avere opinioni in equilibrio fra le ragioni del lavoro e dell’impresa. Però io sono della vecchia scuola che credo sia al contrario, di grande modernità. Confermando senza dubbio che in un rapporto di lavoro c’è sempre una parte debole, il lavoratore, e chi, l’imprenditore, ha il comando d’impresa, perciò  chi comanda e chi deve giustamente obbedire sulla base di diritti e doveri. Io ho scelto di avere una particolare attenzione verso chi lavora, senza disconoscere la volontà competitiva dell’impresa. Io ad esempio sposo molto le tesi dei nuovi Amministratori Delegati degli Stati Uniti, della Business Round Table (“Le corporazioni statunitensi svolgono un ruolo vitale nella società americana come motori di creatività, innovazione e opportunità economiche. Il successo a lungo termine di queste aziende e dell’economia statunitense dipende dall’investimento delle imprese nella sicurezza economica dei propri dipendenti e delle comunità in cui operano” n.d.r. dal sito ufficiale). 200 gli A.D. che hanno detto una cosa rivoluzionaria anche se per ora è solo una questione di parole: “Prima vengono i lavoratori, la loro competenza, l’affidabilità, la loro Protezione. Da ultimo vengono gli azionisti. E’ una tesi rivoluzionaria. Purtroppo alla GKN Campi Bisenzio (la multinazionale britannica che nel luglio scorso ha annunciato 422 licenziamenti via mail e WhatsApp nella sede fiorentina) questa convinzione non ha ancora trovato spazio. Certo tra il Dire e il Fare , come dice il proverbio, c’è di mezzo il mare, ma noi siamo testardi e vogliamo l’Impresa Sociale e un lavoro che sia protetto, fatto di diritti e di doveri. Le nuove scuole stanno trasformando il diritto del lavoro in diritto commerciale e si sa che tra la parola ‘persona’ e la parola ‘merce’ c’è una bella differenza”

Patrizia Santini

Brucia sfalci d’erba ma provoca un incendio: anziano denunciato dai Carabinieri

Voleva ripulire un suo terreno e per questo un pensionato 78enne di San Polo d’Enza, nel Reggiano, ha dato fuoco a sfalci d’erba con l’intenzione di smaltirli. Purtroppo però durante la fase di ripulitura dell’area, come scrivono i Carabinieri in un comunicato stampa, ha perso il controllo delle fiamme, causando il propagarsi di un incendio per un’area di 3 ettari di un terreno incolto misto a sterpaglie e con la presenza di alcuni alberi.

Il rogo ha anche interessato l’area esterna di un’azienda danneggiando parte dell’attrezzatura. Il tempestivo intervento di alcune squadre dei Vigili del Fuoco di Reggio Emilia ha scongiurato l’ulteriore propagarsi dell’incendio con conseguenze ben più serie. Con i mezzi di soccorso è giunta sul posto anche una pattuglia dei Carabinieri di San Polo d’Enza, per svolgere i primi accertamenti.

Nel corso delle attività e dopo le opportune verifiche, è stato identificato un 78enne abitante a San Polo d’Enza che, precisano i Militari nella nota, ha ammesso la sua condotta imprudente. Lo stesso, dopo le formalità di rito, è stato denunciato per il reato di incendio di origine colposa. (fotografia di repertorio)

Topo morto sul vassoio del vitto al Policlinico di Modena. L’Azienda Ospedaliera-Universitaria: “Fatto di gravità assoluta che non si dovrà ripetere mai più”

Un topo morto è stato trovato adagiato sulla plastica protettiva degli alimenti contenuti nel vassoio del pranzo. Il rinvenimento è avvenuto lo scorso 9 settembre durante la distribuzione dei pasti al reparto di Medicina Oncologica del Policlinico di Modena.

L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena sottolinea – si legge in una nota – come si tratti certamente di un episodio increscioso e del tutto esecrabile, sul quale sono in corso tutte le verifiche possibili per capirne le cause, senza escludere alcuna possibilità. L’Azienda ha subito accertato come non vi sia stata alcuna contaminazione degli alimenti e ha immediatamente attivato tutti i servizi preposti – Direzione sanitaria, Direzione Servizi per l’Ospitalità, Igiene Ospedaliera – per analizzare le cause dell’evento e accertare le responsabilità, prendendo in considerazione qualsiasi ipotesi, compreso il dolo. Inoltre, ha fatto la segnalazione all’Igiene Pubblica dell’Azienda USL di Modena per le azioni di competenza e ulteriori controlli”.

E’ un fatto gravissimo. L’Azienda è impegnata nell’accertamento delle responsabilità e nell’adozione di tutte le azioni conseguenti anche di natura legale, senza escludere alcuna ipotesi rispetto a quanto accaduto – afferma il Direttore Generale Claudio Vagnini –. Questo episodio – di cui ci scusiamo – è inaccettabile e non corrisponde ai criteri di cura, attenzione e sicurezza che l’Azienda da sempre assicura tramite i suoi professionisti e che pretende dai propri fornitori. Da una prima ricostruzione dei fatti non si è trattato di un problema nella preparazione dei pasti bensì di una criticità legata alla verifica del carrello termo-refrigerato prima dell’allestimento dei vassoi e al controllo del vassoio prima della consegna al degente. Ogni procedura è stata sottoposta a ulteriore verifica affinché una cosa simile non debba ripetersi mai più”.

Il Servizio ristorazione ospedaliera – precisa l’azienda nel comunicato stampa – è appaltato a fornitori esterni che gestiscono la produzione dei pasti presso la cucina ospedaliera interna al Policlinico e la loro distribuzione al letto del degente. Tutti i piatti contenuti all’interno del vassoio destinato al degente sono coperti; le posate, il bicchiere e il pane sono imbustati. I vassoi vengono veicolati all’interno di un carrello termo-refrigerato per il mantenimento delle temperature previste dalla normativa per l’igiene degli alimenti. Le stoviglie vengono sanificate in una lavastoviglie ad alta temperatura, mentre i carrelli dopo ogni utilizzo vengono lavati e disinfettati nella zona lavaggio della cucina.
Durante il confezionamento l’operatore addetto alla cucina ha il compito di inserire all’interno del vassoio i piatti prenotati dal degente e al contempo di controllare che il vassoio sia conforme. Prima di lasciare la cucina verso i reparti, il carrello viene sigillato per evitare manomissioni con una fascetta auto-sigillante e la distribuzione del pasto in reparto può avvenire soltanto se la fascetta è integra come è accaduto nel caso specifico.
La cucina ospedaliera è soggetta a pulizia, ordinaria, periodica a carico del fornitore che comprende un piano di disinfestazione nel rispetto del manuale di rischio predisposto dal fornitore. L’Azienda, invece, cura la disinfestazione degli spazi limitrofi alla cucina”.

L’Azienda – conclude il dottor Vagnini – è costantemente impegnata al miglioramento dei servizi per l’utenza e in questa direzione va la prossima attivazione di un nuovo terminale di ristorazione allestito all’interno del campus ospedaliero che sarà operativo già nei prossimi mesi, per consentire i già previsti lavori di ristrutturazione degli spazi attualmente utilizzati dalla cucina”. (fotografia: Policlinico di Modena)

Livorno, arrivano gli attaccanti Torromino e Vantaggiato

Da questo martedì 14 settembre i due esperti attaccanti Giuseppe Torromino e Daniele Vantaggiato inizieranno ad allenarsi con l’Unione Sportiva Livorno 1915. I due giocatori sono ancora in attesa di risolvere formalmente le rispettive posizioni contrattuali con la Ternana, ma hanno chiesto e ottenuto il permesso di unirsi fin da subito alla squadra amaranto.

Serie A: il Bologna batte il Verona nel posticipo

Nel posticipo del lunedì sera di Serie A il Bologna batte 1-0 il Verona con un gol di Svanberg al 78° minuto: il centrocampista trafigge Montipò con una rasoiata che si infila nell’angolo basso alla destra del portiere.

Tre punti di platino per i felsinei di Mihajlovic, che volano a quota 7 punti (quarto posto assieme a Inter e Udinese), mentre i veneti rimangono fermi a 0 punti, ultimi in classifica assieme alla Salernitana.

Tiromancino: a ottobre il nuovo album “Ho cambiato tante case”

Il loro ritorno era nell’aria e oggi è arrivata la conferma: i Tiromancino stanno per pubblicare un nuovo album! L’annuncio arriva direttamente dalle pagine social della band, che ha presentato la cover del nuovo progetto musicale, “Ho cambiato tante case”, atteso per l’8 ottobre prossimo. Il nuovo disco è stato anticipato dal singolo “Domenica”.

Uno dei dischi più maturi dei Tiromancino, da quanto racconta Federico Zampaglione sui social, un album curato nei minimi dettagli per arrivare al cuore in modo semplice e diretto: “Quando mio padre mi regalò la prima chitarra negli anni 80, non avrei mai immaginato che la musica sarebbe stata la mia ragione di vita, la mia eterna compagna di viaggio.
Sono volati gli anni e i dischi, i concerti e le canzoni, ma la passione è sempre la stessa; anzi il mio bisogno di musica e arte è aumentato ed ha assunto sempre nuove forme, cambiando appunto… tante case. Dalla sperimentazione e l’indie dei 90, alla forma canzone contaminata degli anni 0, al Blues vecchio amico di sempre, alle mille collaborazioni multiformi e a tutto ciò che è passato e passa ogni giorno tra le mie note.
Ho sempre cercato di raccontare con onestà e senza filtri ogni esperienza umana bella o brutta a cui la vita mi ha voluto mettere di fronte e questo disco segue in pieno questa linea, narrativamente ed emotivamente.
“Ho cambiato tante case“ arriva a cinque anni dal precedente album di inediti ed è, a mio giudizio, uno dei dischi più maturi e completi dei Tiromancino; curato in ogni minimo dettaglio per arrivare al cuore in modo semplice e diretto, ma anche profondo e sfaccettato. A breve lo lascerò andare e quel senso di distacco che provo ogni volta, sarà colmato dall’idea gioiosa di saperlo nelle vostre mani.
Aspetto l’8 ottobre con grande emozione. Nel frattempo godiamoci DOMENICA.
Vi abbraccio”.

(foto: pagina Facebook dei Tiromancino)

 

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Incidente sul lavoro: operaio muore in autostrada

Tragico incidente sul lavoro a Parma: un operaio che stava lavorando su un autocarro in un cantiere lungo l’autostrada A1 ha perso la vita dopo che il suo mezzo è stato travolto da un camion. È accaduto nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 13 settembre, intorno alle 15.00, all’innesto tra la A1 e la A15 nei pressi di Parma.

Come riportano diversi media, tra cui la Gazzetta di Parma, l’operaio, dipendente di una società che lavora per Autostrade per l’Italia, stava segnalando un cantiere lungo la corsia di emergenza, quando un mezzo diretto verso Milano ha sbandato colpendo con violenza il furgone sul quale si trovava l’operaio e uccidendolo sul colpo.

Il tratto autostradale interessato dal tragico sinistro è rimasto chiuso alcune ore. Al momento tra Parma e il bivio per la A15 Parma-La Spezia verso Milano si registrano ancora lunghe code. (fotografia di repertorio)

Non ce l’ha fatta il 34enne ferito a seguito di un...

Il 34enne Massimiliano Simonetti non ce l'ha fatta: le conseguenze dello schianto accaduto nel pomeriggio di sabato scorso, 2 maggio, intorno alle 17.30, a...