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Focolaio di Covid-19 all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino

Focolaio di Covid-19 all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino dove, nei giorni scorsi, sono stati registrati diversi casi di positività tra pazienti e operatori sanitari. Come riporta l’Ansa, sono 24 i pazienti del reparto di Medicina del sesto piano del nosocomio che risultano contagiati e che sono stati subito trasferiti al Covid Hospital Martini.

Sia i casi verificatisi tra i pazienti che tra il personale sanitario sarebbero prevalentemente asintomatici o comunque con sintomi lievi, come precisato dall’Ausl di Torino, in base a quanto riferito dall’Ansa.
Casi di positività si sono registrati anche nei reparti di Cardiologia e Ortopedia, ma dalle indagini svolte dall’Ausl non sarebbe emersa una connessione. Immediata l’attivazione del protocollo di sanificazione dell’ospedale, con misure più stringenti per il reparto di Medicina.
Qui si prevede di ricoverare non più di due pazienti per stanza per almeno 15 giorni.

Risultano sospesi i nuovi ricoveri solo nel reparto di Ortopedia, mentre gli altri reparti continuano ad accogliere pazienti. I nuovi ricoveri in Ortopedia riprenderanno non appena si saranno concluse le operazioni di sanificazione.
Secondo la stampa locale, il focolaio sarebbe partito da un tampone inizialmente negativo, nonostante la presenza di alcuni sintomi.

AngInRadio Faenza indie: intervista a Sunbernardo

AngInRadio Faenza-indie è un progetto sviluppato da giovani del territorio faentino e limitrofe per aiutare e supportare nuovi talenti musicali e artisti emergenti.

Nuovo appuntamento con AngInRadio Faenza-Indie, ospite quest’oggi Sunbernardo, nome d’arte di Lorenzo Travaglini, artista faentino.
Lorenzo è un cantante e compositore, studia Musica da Film al conservatorio G.B Martini di Bologna. Nel 2019 inizia a scrivere testi e musiche insieme a Francesco Belletti (chitarra), Marco Salvatori (basso) e Andrea Trona (elettronica) che vanno a costruire il progetto Sunbernardo, dalla via di casa sua a Faenza, “dove tutto è iniziato”.

Sanremo 2021: il Codacons è pronto a chiedere il blocco della kermesse

Continua la “telenovela” Sanremo, che negli ultimi giorni ha avuto alcuni colpi di scena. Dopo l’approvazione dell’ultimo Dpcm (che ha termine il 5 marzo) sembrava che il festival della canzone italiana potesse slittare a primavera inoltrata, ma dalla Rai è arrivata la conferma sulle date: il festival si terrà dal 2 al 6 marzo come previsto.

Dalla Rai è arrivata anche la proposta di portare in sala un pubblico di circa 150 persone a serata, formato da medici e infermieri già vaccinati, ma questa mattina è arrivato lo stop dal prefetto di Imperia Alberto Intini. Queste le sue parole all’Ansa: “Una cosa è certa, scontata per loro e per noi: non sarà un evento pubblico, e questo è evidente. L’attuale Dpcm, in vigore fino al 5 marzo, non consente spettacoli aperti al pubblico nei teatri. Al massimo resterebbe fuori soltanto la serata finale del 6”.

Ora anche il Codacons è pronto a chiedere il blocco del Festival e ad impugnare al Tar qualsiasi atto che autorizzi la manifestazione canora nella cittadina ligure in assenza di condizioni adeguate. Da poco è stato pubblicato un comunicato stampa sul sito dell’associazione, in cui si legge: “E’ evidente che, considerata la grave situazione di emergenza del paese, non potrà svolgersi alcun Festival se non saranno garantite in modo adeguato la sicurezza e la salute pubblica. I cittadini italiani sono da mesi costretti a limiti e rinunce, e non è possibile consentire eccezioni in favore della Rai che rischiano di avere ripercussioni sul fronte dei contagi”, come afferma il presidente Carlo Rienzi.
“La gara potrà quindi svolgersi solo a condizione che la Rai applichi misure stringenti per tutelare la sicurezza non solo di un eventuale pubblico in sala e di migliaia di lavoratori coinvolti nell’evento, ma anche di tutti i cittadini residenti a Sanremo, la cui salute sarebbe messa in serio pericolo da assembramenti e folle lungo le strade” , ha aggiunto Rienzi.

Veneto: il Tar respinge la richiesta di sospensiva della Dad

Il Tar del Veneto ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da 17 genitori contro l’ordinanza del Presidente della Regione, Luca Zaia, che aveva bloccato la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole secondarie superiori fino al 31 gennaio. Lo riporta l’Ansa. In Veneto dunque i ragazzi delle superiori non torneranno in classe prima di febbraio.

Il giudice della prima sezione del Tribunale amministrativo, Maddalena Filippi, ha fissato un’udienza in camera di consiglio per il giudizio cautelare al 27 gennaio prossimo.
Si tratta di una bella notizia”, ha detto Zaia oggi in conferenza stampa: “Non abbiamo però nulla da festeggiare – ha aggiunto – vorremo festeggiare l’apertura della scuola, con la scomparsa del Covid”.

Nel corso dell’incontro il Presidente ha anche fatto il punto sui dati dei contagi che in Veneto continuano a diminuire (oggi sono 1003 mentre ieri erano 1359), così come i ricoveri. Crescono invece purtroppo i decessi (oggi 108, ieri 69). (fotografia di repertorio)

Star inglesi contro la Brexit: la lettera di Ed Sheeran, Elton John, Sting e altri

Le star inglesi sono in rivolta contro la Brexit e questa volta hanno mandato una lettera al Times per protestare contro il governo. La lettera porta la firma di 110 artisti che si sono sentiti abbandonati dallo stato dopo il distacco dall’Unione Europea, tra i firmatari troviamo nomi come Sting, Elton John, Ed Sheeran, Liam Gallagher, Radiohead, Bob Geldof, Brian May dei Queen, Robert Plant dei Led Zeppelin, Peter Gabriel e Kim Wilde. Ma anche cantautori come Judith Weir, il direttore Simon Rattle e la violoncellista Nicola Benedetti.

Per le star dello spettacolo, i nuovi accordi rendono “l’Europa una no-go zone per i musicisti”: ora servono visti individuali per lasciare il Regno Unito, con conseguenti costi aggiuntivi per permessi particolari per attrezzature e strumenti musicali, oltre ad altre questioni burocratiche che rendono insostenibili alcuni tour. Mentre continuano le discussioni tra Regno Unito e Unione Europea, a farne le spese saranno soprattutto gli artisti emergenti “che già fanno fatica a tenere la testa fuori dall’acqua”. La pandemia ha devastato l’industria musicale e dello spettacolo e ora si sono aggiunte le difficoltà della Brexit, che allontanano ancora di più le prospettive per il ritorno ai tour e ai festival.

Secondo quanto riporta The Independent, è stata Londra a rifiutare una proposta standard dell’Unione Europea che concede un’esenzione dal visto di tre mesi ad artisti e creatori, cosa che Downing Street ha negato. Tanto che Caroline Dinenage, la segretaria di Stato britannica alla Cultura, ha assicurato che i trattati sono rimasti aperti per ulteriori discussioni in merito, soprattutto “se l’Ue è pronta a prendere in considerazione le proposte molto ragionevoli del Regno Unito”.

Intanto l’Unione dei musicisti ha chiesto la creazione di un “passaporto per musicisti” della durata di due anni e dai bassi costi, che comprenda gli stati dell’Unione Europea, esteso anche ai membri dello staff, tecnici e tutto il personale legato ai tour.

Festeggiano il compleanno del gatto: 15 persone positive al Covid-19

Festa di compleanno del gatto provoca 15 contagiati. La vicenda, che ha dell’incredibile, arriva dal Cile, precisamente da Santo Domingo, che si trova nella regione di Valparaíso: come riporta La Stampa, dieci persone si sono radunate, in barba alle norme anti-Covid, per festeggiare l’ignaro felino e nell’occasione si sarebbero infettate. Gli altri cinque sono stati contagiati successivamente per i contatti avuti con gli altri dieci.

Quando ho scoperto che si erano infettati durante il compleanno di un gatto mi sono detto “è uno scherzo”. Ho pensato che lo dicessero per nascondere qualcos’altro, ma in realtà era così”, ha raccontato a una nota radio cilena il capo del Centro sanitario di Valparaíso, Francisco Álvarez.

La notizia ha ovviamente fatto il giro del web generando tanta ilarità ma anche indignazione per essersi esposti così imprudentemente al contagio da Covid-19. (fotografia di repertorio di Christina Hernandez su Unsplash.com)

Ha la gamba ingessata e il suo cane Bill zoppica per “solidarietà”

Lui, il proprietario, dopo un infortunio alla caviglia si è dovuto ingessare la gamba destra e così non poteva che muoversi zoppicando e appoggiandosi a delle stampelle. Poi a un certo punto ha notato che anche il suo cane, un lurcher di 8 anni, ha iniziato a camminare sollevando una zampetta. I due protagonisti della vicenda, raccontata da amoreaquattrozampe.it, vivono a Londra e sono Russel Jones e il suo quattro zampe di nome Bill.

Russel preoccupato per la salute del suo amato cane non ha badato a spese per capire cosa stesse succedendo e così lo ha portato dal veterinario per sottoporlo a visite ed esami.
Gli esiti sono però stati sorprendenti: Bill non aveva nulla che non andasse da un punto di vista fisico. Aveva iniziato a zoppicare solo per empatia nei confronti del suo amico umano.

Dopo aver speso 300 sterline la famiglia ha così scoperto che il suo cane camminava in quel modo solo per solidarietà. (fotografia: frame dal video su Facebook)

Pearl Jam: la tribute band cambia nome dopo la diffida

Pochi giorni fa era uscita la notizia che la tribute band dei Pearl Jam, i Pearl Jamm, aveva ricevuto una lettera dall’avvocato della band americana di Eddie Vedder, dove gli veniva intimato di cambiare nome perché troppo simile a quello originale.

A quanto pare la minaccia ha avuto effetto, tanto che la tribute band ha annunciato il cambiamento di nome con un post sui social: “Sembra che questa settimana abbiamo dato fuoco a Internet ed è ora di spegnere le fiamme. Un nome non ci definisce. Facciamo quello che facciamo per amore e rispetto per i Pearl Jam. Siamo sempre stati chiari sul fatto che ‘cederemo’ (usano il termine ‘Yield’ che è anche il nome dell’album pubblicato nel 1998 dai Pearl Jam, ndr) alle richieste dei Pearl Jam, è altrettanto chiaro che la nostra delusione era sempre e solo stata per il tempismo e il modo in cui queste richieste sono state avanzate. Siamo orgogliosi di annunciare il nostro nuovo nome: ‘LEGAL JAM’ che abbiamo pensato fosse adatto e con il quale continueremo a suonare la musica dei Pearl Jam nel modo più sincero e autentico. Non vediamo l’ora di riconnetterci con i nostri fan che ci sono stati davvero di supporto così come diamo il benvenuto ai nuovi fan che si sono uniti a noi nell’ultima settimana”, scrivono i componenti della band Santi, Richard, Matt, Tim e Andy.

 

 

La vicenda era stata portata alla luce da BBC News durante un’intervista alla band. I legali dei Pearl Jam avevano accusato la tribute band di “danneggiare il marchio dei Pearl Jam e generare confusione tra i fan”. Prima di cambiare nome, la tribute band si era detta delusa dall’azione dei legali, trovandola esagerata e non da Pearl Jam, pur continuando ad amare la musica del gruppo di Seattle.

Partecipa a una challenge estrema su un social: bambina di dieci anni grave in ospedale

bambino-ospedale

Avrebbe partecipato a una challenge su uno dei social più in voga tra i giovanissimi, TikTok, ma il gioco si è trasformato in un dramma e lei è finita ricoverata in rianimazione. Come riportano l’Ansa e La Repubblica è accaduto a una bambina di appena dieci anni di Palermo.

La bambina, che si sarebbe legata una cintura di un accappatoio alla gola, è stata accompagnata ieri dai genitori all’ospedale “Di Cristina” di Palermo dove è arrivata in arresto cardiocircolatorio dovuto a un’asfissia prolungata. Come riferito da La Repubblica, la piccola sarebbe stata trovata dai genitori in bagno priva di sensi. Il suo cuore si sarebbe fermato per alcuni lunghi minuti, prima di ricominciare a battere grazie alle manovre rianimatorie eseguite dal personale sanitario. Le sue condizioni sarebbero critiche.

Secondo una prima ricostruzione, la bambina avrebbe preso parte alla cosiddetta “Black out challenge”, vale a dire la prova del soffocamento. Non appena i genitori si sono accorti dell’accaduto sono intervenuti e sono corsi in ospedale. (fotografia di repertorio)

Strage di fauna selvatica tra veronese e mantovano: animali uccisi da mais avvelenato

Nutrie, lepri, anatre, aironi e tanti altri animali selvatici morti avvelenati nelle campagne tra veronese e mantovano. Una vera e propria strage che sarebbe stata provocata da quintali di mais avvelenato sparso su tre ettari di terreno. Sul posto si sono recate le Forze dell’Ordine per bonificare la zona.

La vicenda è raccontata dai media quotidiani e denunciata da diverse associazioni animaliste tra cui l’Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che ha comunicato, in una nota, di avere dato mandato ai suoi legali per sporgere denuncia per avvelenamento e per uccisione di animali, dopo quanto accaduto a Gazzo Veronese e nell’adiacente Oasi del Busatello, gestita da Wwf: “Disastro ambientale nelle campagne del veronese. Centinaia di animali – si legge nel comunicato stampa – sono morti in un terreno di circa tre ettari a Gazzo Veronese, in provincia di Verona. Un agricoltore ha sparso mais avvelenato con l’obiettivo di liberarsi dalle nutrie nella sua proprietà. Oltre alle nutrie, sono stati avvelenati fagiani, lepri, anatre, oche e altri animali presenti sui campi e nell’adiacente Oasi del Busatello. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che ha già dato mandato ai suoi legali di sporgere denuncia per avvelenamento, disastro ambientale e per uccisione di animali ai sensi dell’ 544 bis del codice penale“.

Il comunicato stampa si conclude con le dichiarazioni del Presidente di Oipa:  “Auspichiamo che il procedimento sia veloce e la pena esemplare, affinché tali azioni non si ripetano mai più”, dichiara il presidente dell’Oipa Italia, Massimo Comparotto. “Quel che è accaduto è gravissimo e questa tragedia che ha colpito la fauna selvatica merita la giusta pena, sia dal punto di vista penale che civile. Le nostre guardie zoofile sono sul posto e stiamo aspettando i dati del disastro. Siamo in presenza di un danno ambientale e di una strage della fauna che ci lascia attoniti”. (fotografia di copertina dalla pagina Facebook di Lav)

Focolaio di Covid-19 all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino

Focolaio di Covid-19 all’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino dove, nei giorni scorsi, sono stati registrati diversi casi di positività tra pazienti e operatori sanitari. Come riporta l’Ansa, sono 24 i pazienti del reparto di Medicina del sesto piano del nosocomio che risultano contagiati e che sono stati subito trasferiti al Covid Hospital Martini.

Sia i casi verificatisi tra i pazienti che tra il personale sanitario sarebbero prevalentemente asintomatici o comunque con sintomi lievi, come precisato dall’Ausl di Torino, in base a quanto riferito dall’Ansa.
Casi di positività si sono registrati anche nei reparti di Cardiologia e Ortopedia, ma dalle indagini svolte dall’Ausl non sarebbe emersa una connessione. Immediata l’attivazione del protocollo di sanificazione dell’ospedale, con misure più stringenti per il reparto di Medicina.
Qui si prevede di ricoverare non più di due pazienti per stanza per almeno 15 giorni.

Risultano sospesi i nuovi ricoveri solo nel reparto di Ortopedia, mentre gli altri reparti continuano ad accogliere pazienti. I nuovi ricoveri in Ortopedia riprenderanno non appena si saranno concluse le operazioni di sanificazione.
Secondo la stampa locale, il focolaio sarebbe partito da un tampone inizialmente negativo, nonostante la presenza di alcuni sintomi.

AngInRadio Faenza indie: intervista a Sunbernardo

AngInRadio Faenza-indie è un progetto sviluppato da giovani del territorio faentino e limitrofe per aiutare e supportare nuovi talenti musicali e artisti emergenti.

Nuovo appuntamento con AngInRadio Faenza-Indie, ospite quest’oggi Sunbernardo, nome d’arte di Lorenzo Travaglini, artista faentino.
Lorenzo è un cantante e compositore, studia Musica da Film al conservatorio G.B Martini di Bologna. Nel 2019 inizia a scrivere testi e musiche insieme a Francesco Belletti (chitarra), Marco Salvatori (basso) e Andrea Trona (elettronica) che vanno a costruire il progetto Sunbernardo, dalla via di casa sua a Faenza, “dove tutto è iniziato”.

Sanremo 2021: il Codacons è pronto a chiedere il blocco della kermesse

Continua la “telenovela” Sanremo, che negli ultimi giorni ha avuto alcuni colpi di scena. Dopo l’approvazione dell’ultimo Dpcm (che ha termine il 5 marzo) sembrava che il festival della canzone italiana potesse slittare a primavera inoltrata, ma dalla Rai è arrivata la conferma sulle date: il festival si terrà dal 2 al 6 marzo come previsto.

Dalla Rai è arrivata anche la proposta di portare in sala un pubblico di circa 150 persone a serata, formato da medici e infermieri già vaccinati, ma questa mattina è arrivato lo stop dal prefetto di Imperia Alberto Intini. Queste le sue parole all’Ansa: “Una cosa è certa, scontata per loro e per noi: non sarà un evento pubblico, e questo è evidente. L’attuale Dpcm, in vigore fino al 5 marzo, non consente spettacoli aperti al pubblico nei teatri. Al massimo resterebbe fuori soltanto la serata finale del 6”.

Ora anche il Codacons è pronto a chiedere il blocco del Festival e ad impugnare al Tar qualsiasi atto che autorizzi la manifestazione canora nella cittadina ligure in assenza di condizioni adeguate. Da poco è stato pubblicato un comunicato stampa sul sito dell’associazione, in cui si legge: “E’ evidente che, considerata la grave situazione di emergenza del paese, non potrà svolgersi alcun Festival se non saranno garantite in modo adeguato la sicurezza e la salute pubblica. I cittadini italiani sono da mesi costretti a limiti e rinunce, e non è possibile consentire eccezioni in favore della Rai che rischiano di avere ripercussioni sul fronte dei contagi”, come afferma il presidente Carlo Rienzi.
“La gara potrà quindi svolgersi solo a condizione che la Rai applichi misure stringenti per tutelare la sicurezza non solo di un eventuale pubblico in sala e di migliaia di lavoratori coinvolti nell’evento, ma anche di tutti i cittadini residenti a Sanremo, la cui salute sarebbe messa in serio pericolo da assembramenti e folle lungo le strade” , ha aggiunto Rienzi.

Veneto: il Tar respinge la richiesta di sospensiva della Dad

Il Tar del Veneto ha respinto l’istanza di sospensiva presentata da 17 genitori contro l’ordinanza del Presidente della Regione, Luca Zaia, che aveva bloccato la ripresa delle lezioni in presenza per le scuole secondarie superiori fino al 31 gennaio. Lo riporta l’Ansa. In Veneto dunque i ragazzi delle superiori non torneranno in classe prima di febbraio.

Il giudice della prima sezione del Tribunale amministrativo, Maddalena Filippi, ha fissato un’udienza in camera di consiglio per il giudizio cautelare al 27 gennaio prossimo.
Si tratta di una bella notizia”, ha detto Zaia oggi in conferenza stampa: “Non abbiamo però nulla da festeggiare – ha aggiunto – vorremo festeggiare l’apertura della scuola, con la scomparsa del Covid”.

Nel corso dell’incontro il Presidente ha anche fatto il punto sui dati dei contagi che in Veneto continuano a diminuire (oggi sono 1003 mentre ieri erano 1359), così come i ricoveri. Crescono invece purtroppo i decessi (oggi 108, ieri 69). (fotografia di repertorio)

Star inglesi contro la Brexit: la lettera di Ed Sheeran, Elton John, Sting e altri

Le star inglesi sono in rivolta contro la Brexit e questa volta hanno mandato una lettera al Times per protestare contro il governo. La lettera porta la firma di 110 artisti che si sono sentiti abbandonati dallo stato dopo il distacco dall’Unione Europea, tra i firmatari troviamo nomi come Sting, Elton John, Ed Sheeran, Liam Gallagher, Radiohead, Bob Geldof, Brian May dei Queen, Robert Plant dei Led Zeppelin, Peter Gabriel e Kim Wilde. Ma anche cantautori come Judith Weir, il direttore Simon Rattle e la violoncellista Nicola Benedetti.

Per le star dello spettacolo, i nuovi accordi rendono “l’Europa una no-go zone per i musicisti”: ora servono visti individuali per lasciare il Regno Unito, con conseguenti costi aggiuntivi per permessi particolari per attrezzature e strumenti musicali, oltre ad altre questioni burocratiche che rendono insostenibili alcuni tour. Mentre continuano le discussioni tra Regno Unito e Unione Europea, a farne le spese saranno soprattutto gli artisti emergenti “che già fanno fatica a tenere la testa fuori dall’acqua”. La pandemia ha devastato l’industria musicale e dello spettacolo e ora si sono aggiunte le difficoltà della Brexit, che allontanano ancora di più le prospettive per il ritorno ai tour e ai festival.

Secondo quanto riporta The Independent, è stata Londra a rifiutare una proposta standard dell’Unione Europea che concede un’esenzione dal visto di tre mesi ad artisti e creatori, cosa che Downing Street ha negato. Tanto che Caroline Dinenage, la segretaria di Stato britannica alla Cultura, ha assicurato che i trattati sono rimasti aperti per ulteriori discussioni in merito, soprattutto “se l’Ue è pronta a prendere in considerazione le proposte molto ragionevoli del Regno Unito”.

Intanto l’Unione dei musicisti ha chiesto la creazione di un “passaporto per musicisti” della durata di due anni e dai bassi costi, che comprenda gli stati dell’Unione Europea, esteso anche ai membri dello staff, tecnici e tutto il personale legato ai tour.

Festeggiano il compleanno del gatto: 15 persone positive al Covid-19

Festa di compleanno del gatto provoca 15 contagiati. La vicenda, che ha dell’incredibile, arriva dal Cile, precisamente da Santo Domingo, che si trova nella regione di Valparaíso: come riporta La Stampa, dieci persone si sono radunate, in barba alle norme anti-Covid, per festeggiare l’ignaro felino e nell’occasione si sarebbero infettate. Gli altri cinque sono stati contagiati successivamente per i contatti avuti con gli altri dieci.

Quando ho scoperto che si erano infettati durante il compleanno di un gatto mi sono detto “è uno scherzo”. Ho pensato che lo dicessero per nascondere qualcos’altro, ma in realtà era così”, ha raccontato a una nota radio cilena il capo del Centro sanitario di Valparaíso, Francisco Álvarez.

La notizia ha ovviamente fatto il giro del web generando tanta ilarità ma anche indignazione per essersi esposti così imprudentemente al contagio da Covid-19. (fotografia di repertorio di Christina Hernandez su Unsplash.com)

Ha la gamba ingessata e il suo cane Bill zoppica per “solidarietà”

Lui, il proprietario, dopo un infortunio alla caviglia si è dovuto ingessare la gamba destra e così non poteva che muoversi zoppicando e appoggiandosi a delle stampelle. Poi a un certo punto ha notato che anche il suo cane, un lurcher di 8 anni, ha iniziato a camminare sollevando una zampetta. I due protagonisti della vicenda, raccontata da amoreaquattrozampe.it, vivono a Londra e sono Russel Jones e il suo quattro zampe di nome Bill.

Russel preoccupato per la salute del suo amato cane non ha badato a spese per capire cosa stesse succedendo e così lo ha portato dal veterinario per sottoporlo a visite ed esami.
Gli esiti sono però stati sorprendenti: Bill non aveva nulla che non andasse da un punto di vista fisico. Aveva iniziato a zoppicare solo per empatia nei confronti del suo amico umano.

Dopo aver speso 300 sterline la famiglia ha così scoperto che il suo cane camminava in quel modo solo per solidarietà. (fotografia: frame dal video su Facebook)

Pearl Jam: la tribute band cambia nome dopo la diffida

Pochi giorni fa era uscita la notizia che la tribute band dei Pearl Jam, i Pearl Jamm, aveva ricevuto una lettera dall’avvocato della band americana di Eddie Vedder, dove gli veniva intimato di cambiare nome perché troppo simile a quello originale.

A quanto pare la minaccia ha avuto effetto, tanto che la tribute band ha annunciato il cambiamento di nome con un post sui social: “Sembra che questa settimana abbiamo dato fuoco a Internet ed è ora di spegnere le fiamme. Un nome non ci definisce. Facciamo quello che facciamo per amore e rispetto per i Pearl Jam. Siamo sempre stati chiari sul fatto che ‘cederemo’ (usano il termine ‘Yield’ che è anche il nome dell’album pubblicato nel 1998 dai Pearl Jam, ndr) alle richieste dei Pearl Jam, è altrettanto chiaro che la nostra delusione era sempre e solo stata per il tempismo e il modo in cui queste richieste sono state avanzate. Siamo orgogliosi di annunciare il nostro nuovo nome: ‘LEGAL JAM’ che abbiamo pensato fosse adatto e con il quale continueremo a suonare la musica dei Pearl Jam nel modo più sincero e autentico. Non vediamo l’ora di riconnetterci con i nostri fan che ci sono stati davvero di supporto così come diamo il benvenuto ai nuovi fan che si sono uniti a noi nell’ultima settimana”, scrivono i componenti della band Santi, Richard, Matt, Tim e Andy.

 

 

La vicenda era stata portata alla luce da BBC News durante un’intervista alla band. I legali dei Pearl Jam avevano accusato la tribute band di “danneggiare il marchio dei Pearl Jam e generare confusione tra i fan”. Prima di cambiare nome, la tribute band si era detta delusa dall’azione dei legali, trovandola esagerata e non da Pearl Jam, pur continuando ad amare la musica del gruppo di Seattle.

Partecipa a una challenge estrema su un social: bambina di dieci anni grave in ospedale

bambino-ospedale

Avrebbe partecipato a una challenge su uno dei social più in voga tra i giovanissimi, TikTok, ma il gioco si è trasformato in un dramma e lei è finita ricoverata in rianimazione. Come riportano l’Ansa e La Repubblica è accaduto a una bambina di appena dieci anni di Palermo.

La bambina, che si sarebbe legata una cintura di un accappatoio alla gola, è stata accompagnata ieri dai genitori all’ospedale “Di Cristina” di Palermo dove è arrivata in arresto cardiocircolatorio dovuto a un’asfissia prolungata. Come riferito da La Repubblica, la piccola sarebbe stata trovata dai genitori in bagno priva di sensi. Il suo cuore si sarebbe fermato per alcuni lunghi minuti, prima di ricominciare a battere grazie alle manovre rianimatorie eseguite dal personale sanitario. Le sue condizioni sarebbero critiche.

Secondo una prima ricostruzione, la bambina avrebbe preso parte alla cosiddetta “Black out challenge”, vale a dire la prova del soffocamento. Non appena i genitori si sono accorti dell’accaduto sono intervenuti e sono corsi in ospedale. (fotografia di repertorio)

Strage di fauna selvatica tra veronese e mantovano: animali uccisi da mais avvelenato

Nutrie, lepri, anatre, aironi e tanti altri animali selvatici morti avvelenati nelle campagne tra veronese e mantovano. Una vera e propria strage che sarebbe stata provocata da quintali di mais avvelenato sparso su tre ettari di terreno. Sul posto si sono recate le Forze dell’Ordine per bonificare la zona.

La vicenda è raccontata dai media quotidiani e denunciata da diverse associazioni animaliste tra cui l’Oipa, Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che ha comunicato, in una nota, di avere dato mandato ai suoi legali per sporgere denuncia per avvelenamento e per uccisione di animali, dopo quanto accaduto a Gazzo Veronese e nell’adiacente Oasi del Busatello, gestita da Wwf: “Disastro ambientale nelle campagne del veronese. Centinaia di animali – si legge nel comunicato stampa – sono morti in un terreno di circa tre ettari a Gazzo Veronese, in provincia di Verona. Un agricoltore ha sparso mais avvelenato con l’obiettivo di liberarsi dalle nutrie nella sua proprietà. Oltre alle nutrie, sono stati avvelenati fagiani, lepri, anatre, oche e altri animali presenti sui campi e nell’adiacente Oasi del Busatello. Lo rende noto l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa), che ha già dato mandato ai suoi legali di sporgere denuncia per avvelenamento, disastro ambientale e per uccisione di animali ai sensi dell’ 544 bis del codice penale“.

Il comunicato stampa si conclude con le dichiarazioni del Presidente di Oipa:  “Auspichiamo che il procedimento sia veloce e la pena esemplare, affinché tali azioni non si ripetano mai più”, dichiara il presidente dell’Oipa Italia, Massimo Comparotto. “Quel che è accaduto è gravissimo e questa tragedia che ha colpito la fauna selvatica merita la giusta pena, sia dal punto di vista penale che civile. Le nostre guardie zoofile sono sul posto e stiamo aspettando i dati del disastro. Siamo in presenza di un danno ambientale e di una strage della fauna che ci lascia attoniti”. (fotografia di copertina dalla pagina Facebook di Lav)

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