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Pearl Jam, il 5 luglio concerto a Imola!

I Pearl Jam saranno in concerto domenica 5 luglio 2020 all’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola (BO), unica data italiana.

Il concerto della band di Eddie Vedder sarà preceduto da quello dei Pixies, special guest della serata.

Il tour europeo dei Pearl Jam si terrà la prossima estate. Comincerà il 23 giugno a Francoforte e si concluderà il 22 luglio ad Amsterdam. Questa nuova serie di tredici concerti includerà alcuni dei più noti festival musicali come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park.

Fino al 5 dicembre la prevendita sarà riservata ai membri del “Pearl Jam Ten Club”, da sabato 7 i biglietti saranno disponibili su Ticketmaster, Ticketone e nei punti vendita autorizzati.

Nel 2020 il gruppo di Seattle festeggerà trent’anni di concerti. Con i dieci album in studio pubblicati i Pearl Jam hanno venduto 85 milioni di dischi e nel 2017 sono stati inseriti nella “Rock and Roll Hall of Fame”.

Delitto di Novi Ligure: Erika De Nardo si è sposata

Erika De Nardo si è sposata. A rivelarlo è stato don Angelo Mazzi nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale Oggi.

La giovane 18 anni fa, lo ricordiamo, insieme all’allora fidanzato Omar Favaro, uccise la mamma, Susi Cassini, e il fratellino Gianluca di 11 anni, nella loro abitazione di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. Il terribile duplice omicidio venne compiuto il 21 febbraio 2001: Erika aveva 16 anni, Omar un anno in più. Fu la giovane a dare l’allarme e alle Forze dell’Ordine raccontò che i familiari erano stati massacrati da rapinatori stranieri. A rivelare l’agghiacciante verità furono poi le immagini di una telecamera collocata nella caserma dei carabinieri in cui si vedeva Erika mimare le coltellate che uccisero la mamma e il fratellino con una ferocia inaudita: i fendenti furono 96. I ragazzi vennero così fermati e portati in carcere.

Nel dicembre 2001, il tribunale dei minori di Torino ha condannato Erika a 16 anni e Omar a 14 anni. Condanna poi confermata in Cassazione. Il periodo di detenzione per i due si è ridotto per effetto dell’indulto e degli sconti di pena per buona condotta: Omar è tornato libero da marzo 2010, Erika dal dicembre 2011. Durante l’ultimo periodo di carcere la ragazza entrò a far parte della comunità Exodus di don Mazzi, occupandosi di volontariato. In carcere Erika si era prima diplomata e poi laureata in filosofia con 110 e lode. Il padre Francesco non ha mai abbandonato la figlia.

“Erika – ha detto don Mazzi nell’intervista – ha una nuova vita, si è sposata. Ha maturato la giusta consapevolezza sulla tragedia, quella che permette di continuare a vivere. Il padre è stato molto importante in questo percorso”. Anche Omar oggi è sposato e ha un figlio.

Emma, venerdì uscirà il nuovo singolo “Stupida allegria”

Venerdì 6 dicembre arriverà in radio “STUPIDA ALLEGRIA”, il nuovo singolo di EMMA estratto dall’ultimo disco di inediti “FORTUNA”. Un testo nostalgico, caratterizzato anche da alcune sfumature rap, frutto della collaborazione con Franco 126 e Dario Faini: «Un paio di Gin Tonic e una valanga di pensieri e di parole che io e Franco 126 ci siamo rovesciati addosso, una sera a Milano per caso. Questo pezzo nasce proprio così. Franchino insieme a Dardust hanno tirato fuori il mio lato ruvido e malinconico. Quando siamo circondati da troppo tempo dalla bellezza iniziamo a darla per scontata. Errore gravissimo».

Emma è autrice di tre delle quattordici canzoni presenti nell’album (“Fortuna”, “Alibi” e “Dimmelo Veramente”) che vanta la produzione di Dardust insieme a Luca Mattioni, Elisa e Frenetik & Orang3.

Emma presenterà live “FORTUNA” al suo pubblico il 25 maggio all’Arena di Verona (biglietti esauriti), una grande occasione per festeggiare insieme al pubblico il suo compleanno e i 10 anni di carriera, poi toccherà al “FORTUNA LIVE PALASPORT 2020”, 9 concerti nei principali palasport d’Italia:

3 ottobre – JESOLO – Pala Invent (data zero)

5 ottobre – MILANO – Mediolanum Forum Di Assago

10 ottobre – ROMA –  Palazzo Dello Sport

13 ottobre – FIRENZE – Nelson Mandela Forum

16 ottobre – NAPOLI – Pala Partenope

17 ottobre – BARI – Pala Florio

20 ottobre – CATANIA – Pala Catania

23 ottobre – BOLOGNA – Unipol Arena

24 OTTOBRE – TORINO – Pala Alpitour

Ed Sheeran non ha il cellulare!

La curiosità, davvero sorprendente, arriva dal conduttore radiofonico Roman Kemp che, durante la trasmissione televisiva britannica ‘I’m A Celebrity… Get Me Out of Here!’, ha rivelato che il suo amico Ed Sheeran non possiede un cellulare: “Ed non ha il telefono, gli devi mandare una email”.

Una sorpresa si, dati i tempi, ma fino ad un certo punto.

Già due anni fa Ed Sheeran affermò come la sua decisione di sbarazzarsi del telefono avesse contribuito a ridurgli lo stress: ”Ho comprato un iPad e lavoro solo via e-mail, ed è molto meno stressante. Non mi sveglio la mattina e devo subito rispondere a 50 messaggi di persone che mi chiedono cose”.

Ed Sheeran è Sheeran è uno dei musicisti più famosi e ricchi del mondo anzi, secondo la classifica stilata un mese fa da “Heat Magazine”, è l’inglese più ricco sotto i trent’anni. Ricco e famoso ma con problemi di ansia sociale: “Ti si insinua dentro. Ci sto lavorando da otto anni e ho chiuso fuori la realtà”.

Il campione del mondo di memoria è un ventenne italiano

Ha conquistato il campionato mondiale di memoria, che si è svolto a Zhuhai, in Cina, dimostrandosi il migliore tra 170 “atleti della mente”, provenienti da tutto il mondo. Con 8.170 punti ha superato anche i temibili Purevjav Erdenesaikhan e Lkhagvadotj Batbayar, provenienti dalla Mongolia.

L’uomo dalla memoria di ferro è un ragazzo di 20 anni, Andrea Muzii, studente di medicina di Roma.
E’ solo un anno che ha iniziato a gareggiare, mettendo insieme un record dopo l’altro: Andrea ha vinto anche il campionato europeo di memoria 2019 in Svezia, collezionando ben 6 titoli mondiali. Tra i record mondiali battuti da Andrea durante il campionato in Cina, c’è il massimo numero di carte da gioco memorizzate in mezz’ora: 1829 carte, più di 35 mazzi mischiati e ricostruiti senza errori.

“Non è un dono naturale – ha detto il giovane campione – occorre solo conoscere le tecniche di memoria, come l’antichissimo metodo del palazzo della memoria”.
Il prossimo appuntamento sarà a Dubai nel 2020, ossia per le Memoriadi, le Olimpiadi dei campioni della memoria.
“Basta allenarsi”, assicura Andrea.

Pessimi rapporti di vicinato: 40enne impedisce all’ambulanza di raggiungere la casa della vicina

Prima impedisce alla vicina di casa di uscire, mettendosi davanti al cancello e utilizzando un soffiatore per far arrivare a lei e alla nipotina fogliame e pietrisco, poi addirittura ostruisce la strada all’ambulanza. La vicenda relativa a rapporti particolarmente burrascosi tra vicini di casa ci porta a Campagnola, nel reggiano.

Motivo del contendere un pezzettino di strada di proprietà della donna, una 40enne di Cadelbosco Sopra, che i vicini sono costretti a percorrere per potersi recare nella loro abitazione (la cosiddetta servitù di passaggio).
L’acredine della 40enne si era già manifestata attraverso i più svariati dispetti, fino all’episodio dell’altro giorno, quando ha proibito alla vicina di uscire di casa.

Questa è stata colta da malore ma all’arrivo dell’ambulanza, per ben mezzora la 40enne ha impedito ai soccorsi di recarsi nell’abitazione della vicina. E’ stato necessario addirittura l’intervento dei Carabinieri che hanno riportato alla calma la donna, consentendo ai sanitari di fare il loro lavoro. La 40enne è stata denunciata alla Procura per violenza privata e interruzione di un pubblico servizio.

33enne muore dopo un’esplosione verificatasi nel suo garage

Tragedia ieri sera a Follonica (Grosseto): un ragazzo di 33 anni è morto dopo l’esplosione del suo garage.

La vittima si chiamava Leonardo Nannetti, abitava a Follonica e lavorava a Piombino (Livorno).
Il 33enne non ce l’ha fatta: rianimato sul posto, è deceduto durante il trasporto in ambulanza alla piazzola di atterraggio, dove ad attenderlo c’era l’elisoccorso che avrebbe dovuto portarlo all’ospedale di Pisa, al Centro Grandi Ustioni.

E’ accaduto ieri poco dopo le 19.00. Nessuna speranza per il ragazzo investito dallo scoppio probabilmente dovuto all’esplosione del serbatoio del carburante della sua motocicletta. Secondo le prime ricostruzioni, Leonardo Nannetti stava lavorando con la fiamma ossidrica nel suo garage in via Torricelli quando, per motivi da accertare, si è innescata l’esplosione.
Sul posto sono arrivati anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della compagnia di Follonica.

Uccise la fidanzata e poi vagò tutta la notte con il suo cadavere in auto: condannato a trent’anni, si è suicidato

Francesco Mazzega, condannato a 30 anni per la morte della sua fidanzata, Nadia Orlando, si è suicidato.

L’uomo, 38 anni, si è impiccato nel giardino della sua abitazione, a Muzzana del Turgnano (Udine), dove era ai domiciliari. E’ accaduto nella tarda serata di sabato, come riporta Il Messaggero Veneto. Prima ha cenato coi genitori, poi ha compiuto il gesto estremo. Sono stati i suoi parenti a trovarlo: immediato l’intervento dei soccorsi e dei sanitari del 118 che hanno cercato di rianimarlo per 40 minuti, senza però riuscirci.

Francesco Mazzega, lo ricordiamo, la sera del 31 luglio del 2017 aveva ucciso la fidanzata per poi vagare tutta notte in auto col cadavere e infine consegnarsi alla polizia.
Venerdì in appello era stata confermata la condanna a 30 anni per l’omicidio di Nadia Orlando, di Vidulis di Dignano (Udine), e, dopo la sentenza, l’uomo era tornato a casa dei genitori, con il braccialetto elettronico. Nei prossimi giorni i giudici avrebbero dovuto decidere in merito alla richiesta di fargli scontare la pena in carcere.

La ragazza aveva 21 anni quando fu uccisa a pochi passi da casa: a scatenare la furia omicida dell’uomo la volontà di Nadia di chiudere la relazione.

Sinisa Mihajlovic cita Vasco e parla della sua malattia

“Eh già, io sono ancora qua”. Sinisa Mihajlovic ha citato Vasco Rossi per riassumere la gioia di essere tornato alla vita dopo “quattro mesi e mezzo tosti, rinchiuso da solo in una stanza di ospedale, con aria e acqua filtrata, dove il desiderio più grande era una boccata d’aria, ma non lo potevo fare”.

Gli esiti del trapianto di midollo osseo a cui l’allenatore del Bologna si è sottoposto il mese scorso non sono ancora noti, anche se i primi trenta giorni sono stati liberi da complicazioni. “Dovranno passare cinque anni per decretare la definitiva guarigione”, ha spiegato la dottoressa Francesca Bonifazi, dell’Istituto di Ematologia “Seragnoli” del Policlinico Sant’Orsola, “ma già a due anni dalla diagnosi potremo avere indicazioni ragionevoli”. Per capire se il trapianto ha avuto gli effetti sperati, invece, bisognerà attendere ancora un paio di mesi.
Mihajlovic, maglione rosso e coppola, sotto la quale ha cercato di nascondere gli occhi spesso lucidi e un volto segnato dai chili persi dall’inizio della terapia, ha voluto ringraziare tutti, a partire dal personale medico e paramedico del Seragnoli, passando per i tifosi del Bologna e di tutta Italia, “che mi hanno trattato come un fratello, come un figlio”, e per la società rossoblù, “che non ha mai messo in dubbio nulla, dal primo momento in cui ha saputo della malattia”.

Il pensiero più tenero lo ha rivolto alla famiglia: alla moglie Arianna, che “è stata sempre con me, dimostrandomi ancora una volta quanto sono fortunato e di essere l’unica persona che conosco che abbia più palle di me”; ai figli, che “sono la mia vita e che hanno accettato di fare tutto il possibile per aiutarmi con il trapianto e non solo”; al fratello e alla madre, che Mihajlovic potrà riabbracciare durante le festività natalizie.

In un’ora e mezza di conferenza stampa, il tecnico serbo si è aperto al mondo raccontando tutto della malattia: i momenti di noia passati nella stanza d’ospedale, la progressiva perdita di appetito, le “19 pastiglie” che ora deve prendere tutti i giorni per scongiurare l’insorgenza di complicanze e per poter tornare ad avere la libertà di dormire a casa; le emozioni e le debolezze, la paura e le lacrime versate: “In questi quattro mesi ho pianto e non ho più lacrime. Mi sono rotto le palle di piangere”. Un pensiero poi, Mihajlovic lo ha rivolto alle persone che, come lui, stanno affrontando una battaglia durissima contro la leucemia o qualsiasi altra malattia grave: “Non mi sono mai sentito eroe, ma uomo, sì forte, con tutte le fragilità che ognuno di noi ha. Non vergognatevi se non riuscite ad affrontare la malattia come ho fatto io: è normale avere paura, piangere, ma non bisogna mai perdere la voglia di combattere, di vivere. E’ una malattia bastarda: per affrontarla bisogna trovare la forza dentro di noi e nelle persone a nostro fianco, combattendola un giorno alla volta”.

Il progressivo ritorno alla normalità di Mihajlovic è passato anche da questa conferenza stampa. E’ stato lo stesso Sinisa a chiedere di parlare anche di calcio e per la sua squadra, che gli ha fatto la sorpresa di entrare nella sala stampa del Dall’Ara a inizio conferenza (“Fanno di tutto per non allenarsi”, ha commentato scherzosamente Mihajlovic), ha usato tanto bastone e poca carota: “Sapevo che con la malattia avrei condizionato la squadra, ma non volevo fosse una scusa. Voglio bene alla squadra e al mio staff, ma da loro mi aspettavo di più. Ho fatto sacrifici tutti i giorni per stare loro vicini, anche quando avevo 40 di febbre, e mi aspettavo di vedere lo stesso anche da parte loro in campo. Purtroppo non è stato sempre così. Da adesso – ha aggiunto Mihajlovic – dobbiamo dare tutti il 200% e riprendere a macinare punti: chi non lo farà, dovrà fare i conti con me”.

Eh già, Sinisa è ancora qua e lo sarà ancora: “Lo devo a chi mi è vicino, lo devo a me stesso, perché mi fa sentire vivo”.

Sparatoria a Londra: un morto e alcuni feriti

Allarme nel centro di Londra. Oggi pomeriggio intorno alle 14.00, ora locale, sul London Bridge, uno dei principali ponti londinesi, un uomo armato di coltello ha aggredito diversi passanti: ci sarebbe un morto, mentre i feriti sarebbero quattro. Ferito anche l’aggressore dopo una sparatoria con la Polizia.

Scotland Yard, che in primo momento parlava di “incidente” ora ipotizza la matrice terroristica e, sul suo account Twitter, ha fatto sapere, di aver “fermato” un uomo armato con coltelli.
Diverse persone si sono barricate all’interno dei negozi.
La polizia ha isolato l’area bloccando l’accesso al ponte dove si trova un camion di traverso al centro della carreggiata.
Un giornalista della Bbc ha riferito di aver visto un gruppo di uomini coinvolto in uno scontro a fuoco sul ponte.

La dinamica dei fatti e il luogo riportano alla mente quanto accaduto nel giugno 2017 quando, sempre sul London Bridge, undici persone, tra cui tre attentatori, morirono a seguito di un attentato terroristico.

Aggiornamento delle ore 17.37

Aggiornamenti da Londra: è stato un attentato terroristico quello di oggi sul London Bridge.
Lo ha confermato Scotland Yard poco fa in un breve incontro con la stampa. Poco dopo le 14 ora locale (15 in Italia), sul London Bridge, un uomo con un giubbotto esplosivo addosso ha iniziato ad accoltellare alcuni passanti. Sarebbero 5 le persone rimaste ferite.
L’uomo è stato ucciso dalla polizia, i testimoni hanno sentito alcuni spari. L’area è stata al momento isolata per ragioni di sicurezza.
Sarà aumentata la presenza di agenti di polizia in tutta Londra nelle prossime ore, la polizia chiede collaborazione da parte di tutti e di restare vigili e attenti; tanti anche i turisti italiani in zona, la città è già addobbata in vista del Natale.

Pearl Jam, il 5 luglio concerto a Imola!

I Pearl Jam saranno in concerto domenica 5 luglio 2020 all’Autodromo internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola (BO), unica data italiana.

Il concerto della band di Eddie Vedder sarà preceduto da quello dei Pixies, special guest della serata.

Il tour europeo dei Pearl Jam si terrà la prossima estate. Comincerà il 23 giugno a Francoforte e si concluderà il 22 luglio ad Amsterdam. Questa nuova serie di tredici concerti includerà alcuni dei più noti festival musicali come il Lollapalooza a Stoccolma e Parigi, il Rock Werchter e BST Hyde Park.

Fino al 5 dicembre la prevendita sarà riservata ai membri del “Pearl Jam Ten Club”, da sabato 7 i biglietti saranno disponibili su Ticketmaster, Ticketone e nei punti vendita autorizzati.

Nel 2020 il gruppo di Seattle festeggerà trent’anni di concerti. Con i dieci album in studio pubblicati i Pearl Jam hanno venduto 85 milioni di dischi e nel 2017 sono stati inseriti nella “Rock and Roll Hall of Fame”.

Delitto di Novi Ligure: Erika De Nardo si è sposata

Erika De Nardo si è sposata. A rivelarlo è stato don Angelo Mazzi nel corso di un’intervista rilasciata al settimanale Oggi.

La giovane 18 anni fa, lo ricordiamo, insieme all’allora fidanzato Omar Favaro, uccise la mamma, Susi Cassini, e il fratellino Gianluca di 11 anni, nella loro abitazione di Novi Ligure, in provincia di Alessandria. Il terribile duplice omicidio venne compiuto il 21 febbraio 2001: Erika aveva 16 anni, Omar un anno in più. Fu la giovane a dare l’allarme e alle Forze dell’Ordine raccontò che i familiari erano stati massacrati da rapinatori stranieri. A rivelare l’agghiacciante verità furono poi le immagini di una telecamera collocata nella caserma dei carabinieri in cui si vedeva Erika mimare le coltellate che uccisero la mamma e il fratellino con una ferocia inaudita: i fendenti furono 96. I ragazzi vennero così fermati e portati in carcere.

Nel dicembre 2001, il tribunale dei minori di Torino ha condannato Erika a 16 anni e Omar a 14 anni. Condanna poi confermata in Cassazione. Il periodo di detenzione per i due si è ridotto per effetto dell’indulto e degli sconti di pena per buona condotta: Omar è tornato libero da marzo 2010, Erika dal dicembre 2011. Durante l’ultimo periodo di carcere la ragazza entrò a far parte della comunità Exodus di don Mazzi, occupandosi di volontariato. In carcere Erika si era prima diplomata e poi laureata in filosofia con 110 e lode. Il padre Francesco non ha mai abbandonato la figlia.

“Erika – ha detto don Mazzi nell’intervista – ha una nuova vita, si è sposata. Ha maturato la giusta consapevolezza sulla tragedia, quella che permette di continuare a vivere. Il padre è stato molto importante in questo percorso”. Anche Omar oggi è sposato e ha un figlio.

Emma, venerdì uscirà il nuovo singolo “Stupida allegria”

Venerdì 6 dicembre arriverà in radio “STUPIDA ALLEGRIA”, il nuovo singolo di EMMA estratto dall’ultimo disco di inediti “FORTUNA”. Un testo nostalgico, caratterizzato anche da alcune sfumature rap, frutto della collaborazione con Franco 126 e Dario Faini: «Un paio di Gin Tonic e una valanga di pensieri e di parole che io e Franco 126 ci siamo rovesciati addosso, una sera a Milano per caso. Questo pezzo nasce proprio così. Franchino insieme a Dardust hanno tirato fuori il mio lato ruvido e malinconico. Quando siamo circondati da troppo tempo dalla bellezza iniziamo a darla per scontata. Errore gravissimo».

Emma è autrice di tre delle quattordici canzoni presenti nell’album (“Fortuna”, “Alibi” e “Dimmelo Veramente”) che vanta la produzione di Dardust insieme a Luca Mattioni, Elisa e Frenetik & Orang3.

Emma presenterà live “FORTUNA” al suo pubblico il 25 maggio all’Arena di Verona (biglietti esauriti), una grande occasione per festeggiare insieme al pubblico il suo compleanno e i 10 anni di carriera, poi toccherà al “FORTUNA LIVE PALASPORT 2020”, 9 concerti nei principali palasport d’Italia:

3 ottobre – JESOLO – Pala Invent (data zero)

5 ottobre – MILANO – Mediolanum Forum Di Assago

10 ottobre – ROMA –  Palazzo Dello Sport

13 ottobre – FIRENZE – Nelson Mandela Forum

16 ottobre – NAPOLI – Pala Partenope

17 ottobre – BARI – Pala Florio

20 ottobre – CATANIA – Pala Catania

23 ottobre – BOLOGNA – Unipol Arena

24 OTTOBRE – TORINO – Pala Alpitour

Ed Sheeran non ha il cellulare!

La curiosità, davvero sorprendente, arriva dal conduttore radiofonico Roman Kemp che, durante la trasmissione televisiva britannica ‘I’m A Celebrity… Get Me Out of Here!’, ha rivelato che il suo amico Ed Sheeran non possiede un cellulare: “Ed non ha il telefono, gli devi mandare una email”.

Una sorpresa si, dati i tempi, ma fino ad un certo punto.

Già due anni fa Ed Sheeran affermò come la sua decisione di sbarazzarsi del telefono avesse contribuito a ridurgli lo stress: ”Ho comprato un iPad e lavoro solo via e-mail, ed è molto meno stressante. Non mi sveglio la mattina e devo subito rispondere a 50 messaggi di persone che mi chiedono cose”.

Ed Sheeran è Sheeran è uno dei musicisti più famosi e ricchi del mondo anzi, secondo la classifica stilata un mese fa da “Heat Magazine”, è l’inglese più ricco sotto i trent’anni. Ricco e famoso ma con problemi di ansia sociale: “Ti si insinua dentro. Ci sto lavorando da otto anni e ho chiuso fuori la realtà”.

Il campione del mondo di memoria è un ventenne italiano

Ha conquistato il campionato mondiale di memoria, che si è svolto a Zhuhai, in Cina, dimostrandosi il migliore tra 170 “atleti della mente”, provenienti da tutto il mondo. Con 8.170 punti ha superato anche i temibili Purevjav Erdenesaikhan e Lkhagvadotj Batbayar, provenienti dalla Mongolia.

L’uomo dalla memoria di ferro è un ragazzo di 20 anni, Andrea Muzii, studente di medicina di Roma.
E’ solo un anno che ha iniziato a gareggiare, mettendo insieme un record dopo l’altro: Andrea ha vinto anche il campionato europeo di memoria 2019 in Svezia, collezionando ben 6 titoli mondiali. Tra i record mondiali battuti da Andrea durante il campionato in Cina, c’è il massimo numero di carte da gioco memorizzate in mezz’ora: 1829 carte, più di 35 mazzi mischiati e ricostruiti senza errori.

“Non è un dono naturale – ha detto il giovane campione – occorre solo conoscere le tecniche di memoria, come l’antichissimo metodo del palazzo della memoria”.
Il prossimo appuntamento sarà a Dubai nel 2020, ossia per le Memoriadi, le Olimpiadi dei campioni della memoria.
“Basta allenarsi”, assicura Andrea.

Pessimi rapporti di vicinato: 40enne impedisce all’ambulanza di raggiungere la casa della vicina

Prima impedisce alla vicina di casa di uscire, mettendosi davanti al cancello e utilizzando un soffiatore per far arrivare a lei e alla nipotina fogliame e pietrisco, poi addirittura ostruisce la strada all’ambulanza. La vicenda relativa a rapporti particolarmente burrascosi tra vicini di casa ci porta a Campagnola, nel reggiano.

Motivo del contendere un pezzettino di strada di proprietà della donna, una 40enne di Cadelbosco Sopra, che i vicini sono costretti a percorrere per potersi recare nella loro abitazione (la cosiddetta servitù di passaggio).
L’acredine della 40enne si era già manifestata attraverso i più svariati dispetti, fino all’episodio dell’altro giorno, quando ha proibito alla vicina di uscire di casa.

Questa è stata colta da malore ma all’arrivo dell’ambulanza, per ben mezzora la 40enne ha impedito ai soccorsi di recarsi nell’abitazione della vicina. E’ stato necessario addirittura l’intervento dei Carabinieri che hanno riportato alla calma la donna, consentendo ai sanitari di fare il loro lavoro. La 40enne è stata denunciata alla Procura per violenza privata e interruzione di un pubblico servizio.

33enne muore dopo un’esplosione verificatasi nel suo garage

Tragedia ieri sera a Follonica (Grosseto): un ragazzo di 33 anni è morto dopo l’esplosione del suo garage.

La vittima si chiamava Leonardo Nannetti, abitava a Follonica e lavorava a Piombino (Livorno).
Il 33enne non ce l’ha fatta: rianimato sul posto, è deceduto durante il trasporto in ambulanza alla piazzola di atterraggio, dove ad attenderlo c’era l’elisoccorso che avrebbe dovuto portarlo all’ospedale di Pisa, al Centro Grandi Ustioni.

E’ accaduto ieri poco dopo le 19.00. Nessuna speranza per il ragazzo investito dallo scoppio probabilmente dovuto all’esplosione del serbatoio del carburante della sua motocicletta. Secondo le prime ricostruzioni, Leonardo Nannetti stava lavorando con la fiamma ossidrica nel suo garage in via Torricelli quando, per motivi da accertare, si è innescata l’esplosione.
Sul posto sono arrivati anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri della compagnia di Follonica.

Uccise la fidanzata e poi vagò tutta la notte con il suo cadavere in auto: condannato a trent’anni, si è suicidato

Francesco Mazzega, condannato a 30 anni per la morte della sua fidanzata, Nadia Orlando, si è suicidato.

L’uomo, 38 anni, si è impiccato nel giardino della sua abitazione, a Muzzana del Turgnano (Udine), dove era ai domiciliari. E’ accaduto nella tarda serata di sabato, come riporta Il Messaggero Veneto. Prima ha cenato coi genitori, poi ha compiuto il gesto estremo. Sono stati i suoi parenti a trovarlo: immediato l’intervento dei soccorsi e dei sanitari del 118 che hanno cercato di rianimarlo per 40 minuti, senza però riuscirci.

Francesco Mazzega, lo ricordiamo, la sera del 31 luglio del 2017 aveva ucciso la fidanzata per poi vagare tutta notte in auto col cadavere e infine consegnarsi alla polizia.
Venerdì in appello era stata confermata la condanna a 30 anni per l’omicidio di Nadia Orlando, di Vidulis di Dignano (Udine), e, dopo la sentenza, l’uomo era tornato a casa dei genitori, con il braccialetto elettronico. Nei prossimi giorni i giudici avrebbero dovuto decidere in merito alla richiesta di fargli scontare la pena in carcere.

La ragazza aveva 21 anni quando fu uccisa a pochi passi da casa: a scatenare la furia omicida dell’uomo la volontà di Nadia di chiudere la relazione.

Sinisa Mihajlovic cita Vasco e parla della sua malattia

“Eh già, io sono ancora qua”. Sinisa Mihajlovic ha citato Vasco Rossi per riassumere la gioia di essere tornato alla vita dopo “quattro mesi e mezzo tosti, rinchiuso da solo in una stanza di ospedale, con aria e acqua filtrata, dove il desiderio più grande era una boccata d’aria, ma non lo potevo fare”.

Gli esiti del trapianto di midollo osseo a cui l’allenatore del Bologna si è sottoposto il mese scorso non sono ancora noti, anche se i primi trenta giorni sono stati liberi da complicazioni. “Dovranno passare cinque anni per decretare la definitiva guarigione”, ha spiegato la dottoressa Francesca Bonifazi, dell’Istituto di Ematologia “Seragnoli” del Policlinico Sant’Orsola, “ma già a due anni dalla diagnosi potremo avere indicazioni ragionevoli”. Per capire se il trapianto ha avuto gli effetti sperati, invece, bisognerà attendere ancora un paio di mesi.
Mihajlovic, maglione rosso e coppola, sotto la quale ha cercato di nascondere gli occhi spesso lucidi e un volto segnato dai chili persi dall’inizio della terapia, ha voluto ringraziare tutti, a partire dal personale medico e paramedico del Seragnoli, passando per i tifosi del Bologna e di tutta Italia, “che mi hanno trattato come un fratello, come un figlio”, e per la società rossoblù, “che non ha mai messo in dubbio nulla, dal primo momento in cui ha saputo della malattia”.

Il pensiero più tenero lo ha rivolto alla famiglia: alla moglie Arianna, che “è stata sempre con me, dimostrandomi ancora una volta quanto sono fortunato e di essere l’unica persona che conosco che abbia più palle di me”; ai figli, che “sono la mia vita e che hanno accettato di fare tutto il possibile per aiutarmi con il trapianto e non solo”; al fratello e alla madre, che Mihajlovic potrà riabbracciare durante le festività natalizie.

In un’ora e mezza di conferenza stampa, il tecnico serbo si è aperto al mondo raccontando tutto della malattia: i momenti di noia passati nella stanza d’ospedale, la progressiva perdita di appetito, le “19 pastiglie” che ora deve prendere tutti i giorni per scongiurare l’insorgenza di complicanze e per poter tornare ad avere la libertà di dormire a casa; le emozioni e le debolezze, la paura e le lacrime versate: “In questi quattro mesi ho pianto e non ho più lacrime. Mi sono rotto le palle di piangere”. Un pensiero poi, Mihajlovic lo ha rivolto alle persone che, come lui, stanno affrontando una battaglia durissima contro la leucemia o qualsiasi altra malattia grave: “Non mi sono mai sentito eroe, ma uomo, sì forte, con tutte le fragilità che ognuno di noi ha. Non vergognatevi se non riuscite ad affrontare la malattia come ho fatto io: è normale avere paura, piangere, ma non bisogna mai perdere la voglia di combattere, di vivere. E’ una malattia bastarda: per affrontarla bisogna trovare la forza dentro di noi e nelle persone a nostro fianco, combattendola un giorno alla volta”.

Il progressivo ritorno alla normalità di Mihajlovic è passato anche da questa conferenza stampa. E’ stato lo stesso Sinisa a chiedere di parlare anche di calcio e per la sua squadra, che gli ha fatto la sorpresa di entrare nella sala stampa del Dall’Ara a inizio conferenza (“Fanno di tutto per non allenarsi”, ha commentato scherzosamente Mihajlovic), ha usato tanto bastone e poca carota: “Sapevo che con la malattia avrei condizionato la squadra, ma non volevo fosse una scusa. Voglio bene alla squadra e al mio staff, ma da loro mi aspettavo di più. Ho fatto sacrifici tutti i giorni per stare loro vicini, anche quando avevo 40 di febbre, e mi aspettavo di vedere lo stesso anche da parte loro in campo. Purtroppo non è stato sempre così. Da adesso – ha aggiunto Mihajlovic – dobbiamo dare tutti il 200% e riprendere a macinare punti: chi non lo farà, dovrà fare i conti con me”.

Eh già, Sinisa è ancora qua e lo sarà ancora: “Lo devo a chi mi è vicino, lo devo a me stesso, perché mi fa sentire vivo”.

Sparatoria a Londra: un morto e alcuni feriti

Allarme nel centro di Londra. Oggi pomeriggio intorno alle 14.00, ora locale, sul London Bridge, uno dei principali ponti londinesi, un uomo armato di coltello ha aggredito diversi passanti: ci sarebbe un morto, mentre i feriti sarebbero quattro. Ferito anche l’aggressore dopo una sparatoria con la Polizia.

Scotland Yard, che in primo momento parlava di “incidente” ora ipotizza la matrice terroristica e, sul suo account Twitter, ha fatto sapere, di aver “fermato” un uomo armato con coltelli.
Diverse persone si sono barricate all’interno dei negozi.
La polizia ha isolato l’area bloccando l’accesso al ponte dove si trova un camion di traverso al centro della carreggiata.
Un giornalista della Bbc ha riferito di aver visto un gruppo di uomini coinvolto in uno scontro a fuoco sul ponte.

La dinamica dei fatti e il luogo riportano alla mente quanto accaduto nel giugno 2017 quando, sempre sul London Bridge, undici persone, tra cui tre attentatori, morirono a seguito di un attentato terroristico.

Aggiornamento delle ore 17.37

Aggiornamenti da Londra: è stato un attentato terroristico quello di oggi sul London Bridge.
Lo ha confermato Scotland Yard poco fa in un breve incontro con la stampa. Poco dopo le 14 ora locale (15 in Italia), sul London Bridge, un uomo con un giubbotto esplosivo addosso ha iniziato ad accoltellare alcuni passanti. Sarebbero 5 le persone rimaste ferite.
L’uomo è stato ucciso dalla polizia, i testimoni hanno sentito alcuni spari. L’area è stata al momento isolata per ragioni di sicurezza.
Sarà aumentata la presenza di agenti di polizia in tutta Londra nelle prossime ore, la polizia chiede collaborazione da parte di tutti e di restare vigili e attenti; tanti anche i turisti italiani in zona, la città è già addobbata in vista del Natale.

Scuolabus fuori strada: autista incastrato nell’abitacolo

Nella mattinata di oggi, mercoledì 13 maggio, intorno alle 8.00, i Vigili del Fuoco sono intervenuti in via Barco, all’incrocio con la SS13 Pontebbana,...