PALERMO (3-4-2-1) – 66 Joronen; 29 Peda, 13 Bani, 32 Ceccaroni (dal 1′ st 96 Magnani); 27 Pierozzi, 8 Segre (dal 36′ st 6 Gomes), 10 Ranocchia (dal 46′ st 28 Blin), 3 Augello; 11 Gyasi (dal 11′ st 7 Johnsen), 21 Le Douaron (dal 36′ st 14 Vasic); 20 Pohjanpalo. A disp. 1 Gomis, 77 Di Bartolo; 19 Bereszynski, 31 Corona. All. Filippo Inzaghi
EMPOLI (3-5-2) – 21 Fulignati; 20 Lovato, 34 Guarino, 5 Obaretin; 26 Candela (dal 25′ st 24 Ebuhei), 8 Magnino, 18 Ghion, 6 Degli Innocenti (dal 42′ st 25 Ignacchiti), 7 Elia (dal 25′ st 15 Ceesay); 11 Shpendi (dal 42′ st 77 Popov), 19 Nasti (dal 11′ st 17 Fila). A disp. 1 Perisan; 2 Curto, 4 Romagnoli, 28 Indragoli; 14 Yepes, 32 Haas; 70 Saporiti. All. Alessio Dionisi
Arbitro: Sig. Paride Tremolada di Monza (Mastrodonato-El Filali / IV Uff.le Pizzi – VAR Maggioni/Prontera)
Marcatori: 5′ 34 Guarino (E), 24′ aut. 21 Fulignati (P); 12′ st 20 Pohjanpalo (P), al 27′ st 24 Ebuehi (E), al 39′ st rig. 20 Pohjanpalo (P).
Note: Angoli Palermo 3 Empoli 5. Ammoniti: al 33′ 13 Bani (P), al 38′ 20 Lovato (E), al 45′ 32 Ceccaroni (P); al 21′ st 5 Obaretin (E), al 51′ st 21 Fulignati (E), al 52′ st 8 Magnino (E). Espulsi: nessuno. Recupero: 1′ pt – 8′ st. Spettatori: 23mila.
Piove a dirotto su Palermo e sullo stadio Renzo Barbera, dove gli azzurri vanno a caccia di un risultato buono per tornare ad avere una continuità di rendimento in positivo dopo il pareggio casalingo a reti bianche contro il Modena di una settimana fa e le precedenti due sconfitte con Sudtirol e Carrarese. La squadra avversaria però è la corazzata rosanero, costruita al tecnico Filippo Inzaghi per vincere il campionato. I rosanero sono in zona Play Off, appena qualche gradino sotto la zona promozione diretta dove il Venezia, vincendo sul campo del Frosinone, ha ufficialmente “urlato” al campionato di aver iniziato l’allungo definitivo per mettere le mani sulla coppa “Ali della Vittoria”, destinata a chi vince la serie cadetta. Se il Venezia pare destinato alla cavalcata in solitario i siciliani puntano a duellare con Monza e Frosinone per l’altro posto buono per il paradiso senza appello: ed una vittoria contro l’Empoli porterebbe il Palermo ad appena due lunghezze dalla squadra di mister Massimiliano Alvini.
Per entrambe le squadre sono tre le defezioni alla vigilia: Modesto, Palumbo e Veroli tra i siciliani, Bianchi, Moruzzi e Pellegri tra le fila dei toscani, a cui si aggiunge anche quella di Ilie.
Inzaghi disegna il Palermo senza particolari novità, Dionisi invece lancia dal primo minuto due dei quattro nuovi arrivati: Candela a destra e Magnino in mediana nel 3-5-2 pensato dal tecnico amiatino.
Ti aspetti il Palermo macinasassi tambureggiante a schiacciare un Empoli in crisi d’identità, ed invece l’anomalia inizia a manifestarsi al minuto 5 quando, sugli sviluppi di calcio d’angolo, Guarino è il più lesto di tutti a depositare il pallone in fondo al sacco. Il Barbera si ammutolisce, l’Empoli si esalta e sfiora, soprattutto con Nasti, in un paio di circostanze la rete del clamoroso 0-2. Al 20′ Nasti, che si stava involando in solitaria verso la porta dei siciliani, viene fermato per un fuorigioco molto dubbio; una chiamata che fa arrabbiare perché la norma sarebbe lasciar giocare ed eventualmente intervenire dopo, anche perché la regia televisiva lo mostra una volta soltanto, ed anziché spegnerli i dubbi vengono alimentati.
Le partite si indirizzano in tanti modi, quelli più “nascosti” in epoca VAR sono proprio questi: sarà anche uno strano caso del destino ma centottanta secondi dopo il Palermo pareggia. Una prolungata azione offensiva dei padroni di casa, con un lungo giro palla, viene chiusa da un tiro di Gyasi che sbatte sul palo e rientrando in campo colpisce la schiena di Fulignati proteso in tuffo, solo così la palla entra nella porta dell’Empoli per una delle più beffarde tipologie di autoreti.
L’Empoli, però, c’è e reagisce e il Palermo deve accontentarsi di andare all’intervallo sul risultato di parità.
Il Palermo che esce dagli spogliatoi vede una novità: c’è Magnani, applauditissimo dal proprio pubblico, al posto di Ceccaroni. I rosanero impattano meglio con la partita e sfiorano il vantaggio con il pallone che prima Fulignati e poi Elia spazzano dalla linea di porta. Inzaghi chiama un altro cambio: dentro Johnsen la posto dell’ex Gyasi, mentre Dionisi inserisce Fila al posto di Nasti. E’ il minuto undici e appena sessanta secondi dopo Johnsen tocca il primo pallone dentro all’azione che porta al vantaggio del Palermo: Guarino e Lovato si perdono Pohjanpalo che si avventa come un falco su un pallone vacante in area di rigore e lo spinge in rete. L’Empoli non ci sta e Degli Innocenti indirizza il pallone all’altezza dell’incrocio dei pali dove Joronen vola a deviare in angolo con un grande intervento.
Ancora cambi nell’Empoli, con Dionisi che al 25′ spedisce in campo Ceesay ed Ebuehi al posto di Elia e Candela, e due minuti dopo Ebuehi riagguanta il Palermo con una botta sotto la traversa da dentro l’area di rigore. Ebuehi “rischia” qualche minuto più tardi quando su un tiro da fuori tocca con il braccio, che è comunque lungo il corpo: l’arbitro viene addirittura chiamato dal VAR al monitor, e per fortuna degli azzurri, decide di confermare il “non” rigore. Rigore che comunque l’Empoli riesce a commettere per davvero al minuto 39′ quando Ceesay (che involuzione di questo ragazzo!, ndr) colpisce il piede di Bani nel tentativo di spazzare la palla: dal dischetto Pohjanpalo spiazza Fulignati per il gol che regalerà tre punti al Palermo, come all’andata al Castellani.
Prima del fischio finale, che arriva dopo oltre nove minuti di recupero, c’è tempo anche per un’altra clamorosa occasione per l’Empoli, ma il tiro di Ignacchiti calciato dal limite dell’area di rigore, viene trattenuto con la mano di richiamo in un intervento pazzesco di Joronen: la classica parata “salva risultato”.
Considerazioni finali: se l’Empoli visto al Barbera saprà ripetersi su questi livelli nelle prossime partite gli azzurri potranno raggiungere la salvezza senza grosse complicazioni; parimenti perdere una partita così sembra quasi un chiaro segnale in chiave Play Off: per quest’anno non s’ha da fare… almeno che…
Fonte: gabrieleguastella.it












