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Furto e ricettazione di farmaci oncologici: banda sgominata dalla Polizia di Stato

La Polizia di Stato di Reggio Emilia ha concluso un’importante operazione di contrasto alla criminalità, che ha portato allo smantellamento di una banda dedita al furto e alla ricettazione di farmaci ad alto costo.
L’indagine, svolta dagli investigatori della Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica reggiana, diretta dal Procuratore Calogero Gaetano Paci, ha consentito di individuare un gruppo criminale, di matrice partenopea, specializzato nella sottrazione di medicinali oncologici ed immunosoppressori custoditi nei depositi farmaceutici dell’Ausl di Reggio Emilia.

Tra gli scorsi mesi di giugno e settembre sono stati perpetrati tre ingenti furti di farmaci ai danni del deposito farmaceutico di via Monti Urali e della farmacia dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Complessivamente i ladri sono riusciti a trafugare farmaci per un valore di 930mila euro.

L’imponente e minuziosa attività di indagine svolta dalla sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile della Polizia di Stato, sviluppatasi attraverso la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza pubblici e privati, l’analisi dei tabulati del traffico telefonico, i servizi di pedinamento e controllo degli indagati, l’ascolto delle conversazioni telefoniche e ambientali intercettate, ha consentito di individuare gli autori dei furti e accertare il ruolo rivestito da ognuno di loro nei singoli episodi delittuosi.

La banda, precisa la Questura di Reggio, disponeva di numerose auto e di sofisticati sistemi di comunicazione, tra cui telefoni citofonici, impiegati per coordinare le attività illecite e sfuggire alle indagini. I furti erano preceduti da accurati sopralluoghi svolti in più giorni consecutivi al fine di acquisire più informazioni possibili per la migliore realizzazione del colpo.
C’era chi aveva l’incarico di noleggiare a proprio nome le vetture con le quali poi i complici partivano da Napoli alla volta di Reggio Emilia per consumare i furti e chi era invece  deputato a tenere i rapporti con il committente e a riscuotere dallo stesso il profitto del reato. Tra i sei soggetti, destinatari dell’ordinanza applicativa della misura cautelare, figura anche un cittadino egiziano, residente nel Lodigiano che, come emerso dalle indagini avrebbe svolto la funzione di committente dei furti, gestendo anche la successiva immissione dei farmaci sul mercato illecito.

Nello scorso mese di novembre, a riscontro di quanto emerso nel corso delle indagini, i poliziotti reggiani hanno perquisito alcuni immobili nella disponibilità dell’egiziano rinvenendo e sottoponendo a sequestro 10 colli contenenti farmaci oncologici ed immunosoppressori per un valore complessivo di oltre un milione di euro.
Alla luce delle evidenze investigative raccolte, il Gip presso il Tribunale di Reggio Emilia ha accolto le richieste della Procura della Repubblica, applicando per due indagati la misura cautelare della custodia in carcere, per altri due la misura cautelare degli arresti domiciliari e per gli ultimi due la misura dell’obbligo di dimora. (fotografia di repertorio) 

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