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Foto e video di minori in cambio di soldi: sacerdote arrestato con l’accusa di prostituzione minorile. Ai domiciliari una mamma

Un prete in provincia di Perugia e una donna di Termini Imerese (Palermo) sono stati arrestati dai Carabinieri in base a un’ordinanza del gip palermitano: i due sono accusati di prostituzione minorile. Lo riporta l’Ansa.
La donna è finita ai domiciliari, mentre il prete si trova in carcere. Secondo le indagini dei Militari, in base a quanto scrive l’Ansa, la donna avrebbe acconsentito, in cambio di denaro, a rapporti sessuali virtuali in chat del figlio con il sacerdote.

L’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve prende atto con stupore e dolore della notizia” – si legge in un comunicato stampa dell’Arcidiocesi relativo all’arresto del sacerdote e “assicura la più completa disponibilità alla collaborazione con l’autorità giudiziaria per il raggiungimento della verità dei fatti”. L’Arcidiocesi sottolinea di non avere, al momento, ricevuto comunicazioni ufficiali da parte dell’autorità giudiziaria ma che dalle prime informazioni raccolte, il sacerdote sarebbe accusato di prostituzione minorile.

Al riguardo l’Archidiocesi ritiene di dover precisare che mai alcuna segnalazione è giunta all’Autorità ecclesiastica relativa ai fatti oggetto dell’indagine. Rimane comunque prioritario l’impegno ad approfondire con diligenza i fatti, applicando le indicazioni dettate dalla normativa canonica e seguire le eventuali indicazioni offerte dalla Santa Sede.
L’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Sua Eminenza Card. Gualtiero Bassetti, profondamente rattristato, esprime la propria vicinanza, umana e spirituale, alla comunità parrocchiale” e “a tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda”.

Il mio assistito respinge tutte le contestazioni“, ha dichiarato l’avvocato difensore del religioso, come riporta Il Giorno. (fotografia di repertorio)

Accendono un falò nella pineta di Pescara per farsi un selfie: è quanto denuncia un Consigliere Comunale

Coppia decide di accendere un fuoco per farsi un selfie nella pineta Dannunziana di Pescara che domenica scorsa è stata devastata dalle fiamme. L’incredibile episodio è stato raccontato su Facebook dal Consigliere Comunale, Berardino Fiorilli. A spingere la coppia al clamoroso gesto sarebbe stata l’assenza di focolai attivi, secondo loro necessari per la buona riuscita dello scatto.

Ieri mattina – scrive il Consigliere su Facebook -, mentre eravamo in sopralluogo con Commissione comunale presso la Pineta di Pescara ancora avvolta dal fumo, ci vengono a segnalare un episodio incredibile…
Una coppia di individui, che aveva impellenza di farsi un selfie sul luogo del disastro, non trovando focolai accesi (per fortuna) aveva ben pensato di accenderne uno “piccolino” per poter rendere la propria foto più interessante. Alle rimostranze del passante si sarebbe giustificata dicendo che era solo un piccolo focolaio e che lo avrebbero comunque spento dopo lo scatto migliore…
Naturalmente abbiamo immediatamente allertato la polizia municipale, mentre siamo rimasti tutti attoniti e senza parole”.

La riflessione è: ma siamo davvero così imbarbariti – continua Fiorilli – dall’esigenza di protagonismo mediatico da non vivere davvero quello che ci circonda?
Siamo così immersi nell’irreale del mondo social che non esiste, da dimenticare di vivere concretamente il presente?
Forse non dovrei nemmeno stupirmi troppo, considerando che episodi simili e forse anche più gravi accadono in occasioni di tragedie umane ove chi potrebbe salvare vite è invece preso dal (vano) tentativo di “immortalare la morte”.
Ma voglio stupirmi ancora, scandalizzarmi ed indignarmi.

E pensandoci bene, dalla rabbia istintiva che ho provato ieri per quei soggetti, oggi conclude il Consigliere nel post – provo solo profonda pena per la loro miseria umana…(fotografia di copertina: incendio nella pineta Dannunziana dal sito internet vigilfuoco.tv)

Sale sul tetto del capannone per ispezionarlo: muore dopo una caduta dall’alto

Era salito sul tetto del suo capannone industriale per ispezionarlo, quando la copertura ha ceduto e lui è caduto. È morto così Renato Fratti, 66enne residente sull’Appennino modenese, in un incidente sul lavoro, il secondo oggi nella provincia modenese, dopo quello accaduto a Camposanto, a seguito del quale ha perso la vita l’operaia 40enne Laila El Harim, rimasta incastrata in un macchinario.

In base a quanto riportato dalla stampa locale, l’uomo stava ispezionando l’edificio di sua proprietà in via Montegrappa a Ubersetto, frazione di Fiorano Modenese, quando è precipitato nel vuoto, facendo un volo di 12 metri. Per Renato Fratti non c’è stato nulla da fare: sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118 che lo ha trasportato in Ospedale a Baggiovara dove però è deceduto.

Sul luogo del tragico incidente sono giunti anche i Carabinieri. Secondo una prima ricostruzione, pare che il 66enne fosse salito sulla copertura per verificare di persona i danni provocati dal maltempo dei giorni scorsi. (fotografia di repertorio)

Evade dai domiciliari per il desiderio di mangiare degli arancini: arrestato

Troppo forte la voglia di mangiare degli arancini e così ha deciso di uscire di casa, nonostante fosse ai domiciliari, finendo nuovamente nei guai.

È accaduto a Catania, in base a quanto ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Catania Ognina, come riportano diversi media. Protagonista della vicenda un 34enne agli arresti domiciliari, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, dopo una rapina nel maggio del 2018 ai danni di una gioielleria di Arezzo.

L’uomo aveva a disposizione dei permessi di salute per potersi recare autonomamente dal suo dentista di fiducia. Cosa che però non ha fatto in questo caso: i Carabinieri lo stavano aspettando all’esterno dello studio medico, ma lui dal dentista non si è mai presentato ed è rincasato con un sacchetto di arancini. Il 34enne è stato arrestato in flagranza per evasione. (fotografia di repertorio)

Vaccinazione anti-Covid: accordo di reciprocità tra Liguria ed Emilia-Romagna

Gli emiliano-romagnoli in vacanza in Liguria, e i liguri in soggiorno in Emilia-Romagna, a partire dalle ore 12.00 di domani giovedì 5 agosto potranno prenotare il richiamo del vaccino (la seconda dose) nelle località dove stanno trascorrendo le proprie ferie.

Lo prevede – si legge in un comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione Emilia-Romagna – un protocollo di intenti per la reciprocità vaccinale anti SARS-CoV-2 valida nel periodo di maggiore afflusso turistico; approvato dalle due Giunte regionali, verrà siglato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti”.

La prenotazione – precisa la nota – avverrà via internet: la Regione Emilia-Romagna sta predisponendo, sul proprio sito dedicato alla campagna vaccinale, https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/, un’apposita finestra dedicata ai liguri che vorranno prenotarsi”. (fotografia di repertorio di Stefano Bonaccini)

Chiamano la Polizia per una festa rumorosa ma è il gatto che ascolta la musica

Hanno chiamato la Polizia perché, in piena notte, sono stati disturbati da musica alta proveniente da un appartamento e pensavano che in quell’abitazione si stesse svolgendo una festa, oltre che rumorosa, anche non rispettosa delle norme volte al contrasto della pandemia da Covid.
È accaduto in Spagna, nella città di Lugo, nella regione nord-occidentale della Galizia. Lo riportano La Stampa e Il Secolo XIX.

Quando gli Agenti sono arrivati sul posto per controllare non hanno trovato nessuna persona, solo un gatto che ascoltava musica a tutto volume.
Il giorno dopo è stato contattato il proprietario dell’appartamento che si trovava fuori e che ha spiegato quello che molto probabilmente era accaduto: il suo gatto aveva infatti l’abitudine di spingere con la zampetta il tasto dello stereo e poi giocare con la manopola del volume.

La storia, piuttosto bizzarra, è diventata virale sui social dove il felino è stato soprannominato “gatto delle feste” o “gatto dj”, mentre al proprietario è stato consigliato di scollegare lo stereo dall’alimentazione prima di uscire di casa. (fotografia di repertorio, gatto di casa)

Infortunio sul lavoro nel Modenese: muore donna di 40 anni

Tragedia sul lavoro questa mattina a Camposanto, nella Bassa modenese. Una donna di 40 anni è morta dopo essere rimasta incastrata in un macchinario mentre lavorava.

È accaduto nella mattinata di oggi, martedì 3 agosto, intorno alle 8.30, alla Bombonette di via Panaria Est 35, azienda che si occupa di packaging e lavorazione della carta.
Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118 che però non hanno potuto far altro che estrarre il corpo senza vita dell’operaia 40enne dal macchinario.

Sul luogo del tragico infortunio sono arrivati anche i Carabinieri e il personale della Medicina del Lavoro che ora dovranno stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto e le cause che lo hanno determinato. (fotografia di repertorio)

AGGIORNAMENTO: la donna 40enne morta questa mattina si chiamava Laila El Harim. In Italia da diversi anni, era originaria del Marocco e abitava nella Bassa modenese. Lascia una figlia di quattro anni e il compagno.

Licenziati con un messaggio WhatsApp: “Da lunedì lei sarà dispensato dall’attività lavorativa”

Logista, la multinazionale monopolista nella distribuzione del tabacco decide di chiudere il sito di Bologna e avvisa tutti i lavoratori con un messaggio WhatsApp inviato sabato 31 luglio verso le ore 22.00.
“Da lunedì 2 agosto lei sarà dispensato dall’attività lavorativa. Cordiali Saluti”.
Sono 65 gli addetti al magazzino di Logista a cui si aggiunge il personale impiegatizio diretto, gli addetti alla vigilanza, il personale delle pulizie.
Circa 90 persone che in meno di 36 ore scoprono di non avere più un lavoro.
Molti di loro sono in ferie”. A denunciare l’accaduto, come si legge in un comunicato stampa pubblicato su internet, è il sindacato Si Cobas.

Nessuno di loro in questi 2 anni di pandemia – continua il comunicato – si era mai fermato a riposare, perché i tabacchi si sa sono considerati attività essenziale.
Persino di fronte allo scoppio di un focolaio la multinazionale non aveva voluto chiudere un solo giorno.
E così mentre gli operai si godono il loro riposo, Logista Italia SpA porta avanti il suo piano di ristrutturazione e approfittando di una crisi generale che però non ha subito, licenzia tutti”.

Secondo il sindacato, alla base di questa decisione vi sarebbe l’intenzione, da parte della multinazionale di spostare i magazzini in altri siti in Italia come Tortona o Anagni, “dove il costo del lavoro è più basso.
Dove ci sono ancora le cooperative, dove si lavora ancora 12 ore al giorno, dove i livelli di inquadramento sono i più bassi previsti dal CCNL, dove non ci sono buoni pasto… dove non c’è il Sicobas, dove non ci sono diritti”.
Per il sindacato il problema del sito di Bologna non sarebbe dunque un problema di produttività bensì di costo del lavoro. (fotografia generica, di Adem AY su Unsplash)

Folla a Mantova per i funerali del dottor De Donno

Si sono tenuti nella mattinata di oggi, lunedì 2 agosto, a Mantova i funerali del dottor Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma che lo scorso martedì si è tolto la vita nella sua casa di Curtatone.

Il feretro del dottor De Donno, padre della cura anti Covid con il plasma iperimmune, è arrivato alle 10.00 nella Basilica di Sant’Andrea dove si è svolta la cerimonia funebre celebrata da don Cristian Grandelli, parroco di Montanara di Curtatone.
Centinaia le persone che hanno voluto rendergli l’estremo saluto e che hanno rispettato la compostezza richiesta dalla famiglia, in questo giorno di dolore e profonda commozione.

Un solo intervento della Digos che, presente per monitorare la situazione, ha chiesto, come riporta Fanpage, a un uomo sul sagrato della Chiesa di non esporre il cartello con la scritta “Ucciso dallo Stato”.  (fotografia dal sito dell’Ausl di Mantova)

Oms: doppia dose di AstraZeneca è meno efficace di mix. Comitato Bioetica: sul vaccino la scelta dell’adolescente prevale su quella del genitore

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha annunciato che la risposta immunitaria che si ha con due dosi di vaccino anti-Covid AstraZeneca è minore rispetto a quella osservata con il mix di vaccini con prima dose di Astrazeneca e seconda a mRna e anche con due dosi di vaccino a mRna. Il regime eterologo non sembra avere la stessa efficacia invece se la prima dose è a mRna e la seconda con AstraZeneca.
Lo riporta l’Ansa Salute. L’Oms ha comunque precisato come sia bene ricorrere al mix di vaccini solo in particolari situazioni di interruzione nelle forniture visto che gli studi sono su un campione limitato.

Intanto il Comitato Nazionale di Bioetica, in un parere, ha spiegato che se la volontà del minore di vaccinarsi fosse in contrasto con quella dei genitori, l’adolescente deve essere ascoltato da personale medico con competenze pediatriche e “la sua volontà deve prevalere, in quanto coincide con il migliore interesse della sua salute psico-fisica e della salute pubblica”.

Per gli adolescenti con malattie per le quali la vaccinazione è raccomandata, invece, emerge l’obbligo dei genitori (o dei rappresentanti legali) di garantire il miglior interesse “con ricorsi al comitato di etica clinica o ad uno spazio etico e, come extrema ratio, al giudice tutelare”. (fotografia di repertorio, punto vaccinale)

Foto e video di minori in cambio di soldi: sacerdote arrestato con l’accusa di prostituzione minorile. Ai domiciliari una mamma

Un prete in provincia di Perugia e una donna di Termini Imerese (Palermo) sono stati arrestati dai Carabinieri in base a un’ordinanza del gip palermitano: i due sono accusati di prostituzione minorile. Lo riporta l’Ansa.
La donna è finita ai domiciliari, mentre il prete si trova in carcere. Secondo le indagini dei Militari, in base a quanto scrive l’Ansa, la donna avrebbe acconsentito, in cambio di denaro, a rapporti sessuali virtuali in chat del figlio con il sacerdote.

L’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve prende atto con stupore e dolore della notizia” – si legge in un comunicato stampa dell’Arcidiocesi relativo all’arresto del sacerdote e “assicura la più completa disponibilità alla collaborazione con l’autorità giudiziaria per il raggiungimento della verità dei fatti”. L’Arcidiocesi sottolinea di non avere, al momento, ricevuto comunicazioni ufficiali da parte dell’autorità giudiziaria ma che dalle prime informazioni raccolte, il sacerdote sarebbe accusato di prostituzione minorile.

Al riguardo l’Archidiocesi ritiene di dover precisare che mai alcuna segnalazione è giunta all’Autorità ecclesiastica relativa ai fatti oggetto dell’indagine. Rimane comunque prioritario l’impegno ad approfondire con diligenza i fatti, applicando le indicazioni dettate dalla normativa canonica e seguire le eventuali indicazioni offerte dalla Santa Sede.
L’Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Sua Eminenza Card. Gualtiero Bassetti, profondamente rattristato, esprime la propria vicinanza, umana e spirituale, alla comunità parrocchiale” e “a tutti coloro che sono coinvolti nella vicenda”.

Il mio assistito respinge tutte le contestazioni“, ha dichiarato l’avvocato difensore del religioso, come riporta Il Giorno. (fotografia di repertorio)

Accendono un falò nella pineta di Pescara per farsi un selfie: è quanto denuncia un Consigliere Comunale

Coppia decide di accendere un fuoco per farsi un selfie nella pineta Dannunziana di Pescara che domenica scorsa è stata devastata dalle fiamme. L’incredibile episodio è stato raccontato su Facebook dal Consigliere Comunale, Berardino Fiorilli. A spingere la coppia al clamoroso gesto sarebbe stata l’assenza di focolai attivi, secondo loro necessari per la buona riuscita dello scatto.

Ieri mattina – scrive il Consigliere su Facebook -, mentre eravamo in sopralluogo con Commissione comunale presso la Pineta di Pescara ancora avvolta dal fumo, ci vengono a segnalare un episodio incredibile…
Una coppia di individui, che aveva impellenza di farsi un selfie sul luogo del disastro, non trovando focolai accesi (per fortuna) aveva ben pensato di accenderne uno “piccolino” per poter rendere la propria foto più interessante. Alle rimostranze del passante si sarebbe giustificata dicendo che era solo un piccolo focolaio e che lo avrebbero comunque spento dopo lo scatto migliore…
Naturalmente abbiamo immediatamente allertato la polizia municipale, mentre siamo rimasti tutti attoniti e senza parole”.

La riflessione è: ma siamo davvero così imbarbariti – continua Fiorilli – dall’esigenza di protagonismo mediatico da non vivere davvero quello che ci circonda?
Siamo così immersi nell’irreale del mondo social che non esiste, da dimenticare di vivere concretamente il presente?
Forse non dovrei nemmeno stupirmi troppo, considerando che episodi simili e forse anche più gravi accadono in occasioni di tragedie umane ove chi potrebbe salvare vite è invece preso dal (vano) tentativo di “immortalare la morte”.
Ma voglio stupirmi ancora, scandalizzarmi ed indignarmi.

E pensandoci bene, dalla rabbia istintiva che ho provato ieri per quei soggetti, oggi conclude il Consigliere nel post – provo solo profonda pena per la loro miseria umana…(fotografia di copertina: incendio nella pineta Dannunziana dal sito internet vigilfuoco.tv)

Sale sul tetto del capannone per ispezionarlo: muore dopo una caduta dall’alto

Era salito sul tetto del suo capannone industriale per ispezionarlo, quando la copertura ha ceduto e lui è caduto. È morto così Renato Fratti, 66enne residente sull’Appennino modenese, in un incidente sul lavoro, il secondo oggi nella provincia modenese, dopo quello accaduto a Camposanto, a seguito del quale ha perso la vita l’operaia 40enne Laila El Harim, rimasta incastrata in un macchinario.

In base a quanto riportato dalla stampa locale, l’uomo stava ispezionando l’edificio di sua proprietà in via Montegrappa a Ubersetto, frazione di Fiorano Modenese, quando è precipitato nel vuoto, facendo un volo di 12 metri. Per Renato Fratti non c’è stato nulla da fare: sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118 che lo ha trasportato in Ospedale a Baggiovara dove però è deceduto.

Sul luogo del tragico incidente sono giunti anche i Carabinieri. Secondo una prima ricostruzione, pare che il 66enne fosse salito sulla copertura per verificare di persona i danni provocati dal maltempo dei giorni scorsi. (fotografia di repertorio)

Evade dai domiciliari per il desiderio di mangiare degli arancini: arrestato

Troppo forte la voglia di mangiare degli arancini e così ha deciso di uscire di casa, nonostante fosse ai domiciliari, finendo nuovamente nei guai.

È accaduto a Catania, in base a quanto ricostruito dai Carabinieri della Stazione di Catania Ognina, come riportano diversi media. Protagonista della vicenda un 34enne agli arresti domiciliari, con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, dopo una rapina nel maggio del 2018 ai danni di una gioielleria di Arezzo.

L’uomo aveva a disposizione dei permessi di salute per potersi recare autonomamente dal suo dentista di fiducia. Cosa che però non ha fatto in questo caso: i Carabinieri lo stavano aspettando all’esterno dello studio medico, ma lui dal dentista non si è mai presentato ed è rincasato con un sacchetto di arancini. Il 34enne è stato arrestato in flagranza per evasione. (fotografia di repertorio)

Vaccinazione anti-Covid: accordo di reciprocità tra Liguria ed Emilia-Romagna

Gli emiliano-romagnoli in vacanza in Liguria, e i liguri in soggiorno in Emilia-Romagna, a partire dalle ore 12.00 di domani giovedì 5 agosto potranno prenotare il richiamo del vaccino (la seconda dose) nelle località dove stanno trascorrendo le proprie ferie.

Lo prevede – si legge in un comunicato stampa pubblicato sul sito della Regione Emilia-Romagna – un protocollo di intenti per la reciprocità vaccinale anti SARS-CoV-2 valida nel periodo di maggiore afflusso turistico; approvato dalle due Giunte regionali, verrà siglato dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti”.

La prenotazione – precisa la nota – avverrà via internet: la Regione Emilia-Romagna sta predisponendo, sul proprio sito dedicato alla campagna vaccinale, https://vaccinocovid.regione.emilia-romagna.it/, un’apposita finestra dedicata ai liguri che vorranno prenotarsi”. (fotografia di repertorio di Stefano Bonaccini)

Chiamano la Polizia per una festa rumorosa ma è il gatto che ascolta la musica

Hanno chiamato la Polizia perché, in piena notte, sono stati disturbati da musica alta proveniente da un appartamento e pensavano che in quell’abitazione si stesse svolgendo una festa, oltre che rumorosa, anche non rispettosa delle norme volte al contrasto della pandemia da Covid.
È accaduto in Spagna, nella città di Lugo, nella regione nord-occidentale della Galizia. Lo riportano La Stampa e Il Secolo XIX.

Quando gli Agenti sono arrivati sul posto per controllare non hanno trovato nessuna persona, solo un gatto che ascoltava musica a tutto volume.
Il giorno dopo è stato contattato il proprietario dell’appartamento che si trovava fuori e che ha spiegato quello che molto probabilmente era accaduto: il suo gatto aveva infatti l’abitudine di spingere con la zampetta il tasto dello stereo e poi giocare con la manopola del volume.

La storia, piuttosto bizzarra, è diventata virale sui social dove il felino è stato soprannominato “gatto delle feste” o “gatto dj”, mentre al proprietario è stato consigliato di scollegare lo stereo dall’alimentazione prima di uscire di casa. (fotografia di repertorio, gatto di casa)

Infortunio sul lavoro nel Modenese: muore donna di 40 anni

Tragedia sul lavoro questa mattina a Camposanto, nella Bassa modenese. Una donna di 40 anni è morta dopo essere rimasta incastrata in un macchinario mentre lavorava.

È accaduto nella mattinata di oggi, martedì 3 agosto, intorno alle 8.30, alla Bombonette di via Panaria Est 35, azienda che si occupa di packaging e lavorazione della carta.
Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118 che però non hanno potuto far altro che estrarre il corpo senza vita dell’operaia 40enne dal macchinario.

Sul luogo del tragico infortunio sono arrivati anche i Carabinieri e il personale della Medicina del Lavoro che ora dovranno stabilire l’esatta dinamica dell’accaduto e le cause che lo hanno determinato. (fotografia di repertorio)

AGGIORNAMENTO: la donna 40enne morta questa mattina si chiamava Laila El Harim. In Italia da diversi anni, era originaria del Marocco e abitava nella Bassa modenese. Lascia una figlia di quattro anni e il compagno.

Licenziati con un messaggio WhatsApp: “Da lunedì lei sarà dispensato dall’attività lavorativa”

Logista, la multinazionale monopolista nella distribuzione del tabacco decide di chiudere il sito di Bologna e avvisa tutti i lavoratori con un messaggio WhatsApp inviato sabato 31 luglio verso le ore 22.00.
“Da lunedì 2 agosto lei sarà dispensato dall’attività lavorativa. Cordiali Saluti”.
Sono 65 gli addetti al magazzino di Logista a cui si aggiunge il personale impiegatizio diretto, gli addetti alla vigilanza, il personale delle pulizie.
Circa 90 persone che in meno di 36 ore scoprono di non avere più un lavoro.
Molti di loro sono in ferie”. A denunciare l’accaduto, come si legge in un comunicato stampa pubblicato su internet, è il sindacato Si Cobas.

Nessuno di loro in questi 2 anni di pandemia – continua il comunicato – si era mai fermato a riposare, perché i tabacchi si sa sono considerati attività essenziale.
Persino di fronte allo scoppio di un focolaio la multinazionale non aveva voluto chiudere un solo giorno.
E così mentre gli operai si godono il loro riposo, Logista Italia SpA porta avanti il suo piano di ristrutturazione e approfittando di una crisi generale che però non ha subito, licenzia tutti”.

Secondo il sindacato, alla base di questa decisione vi sarebbe l’intenzione, da parte della multinazionale di spostare i magazzini in altri siti in Italia come Tortona o Anagni, “dove il costo del lavoro è più basso.
Dove ci sono ancora le cooperative, dove si lavora ancora 12 ore al giorno, dove i livelli di inquadramento sono i più bassi previsti dal CCNL, dove non ci sono buoni pasto… dove non c’è il Sicobas, dove non ci sono diritti”.
Per il sindacato il problema del sito di Bologna non sarebbe dunque un problema di produttività bensì di costo del lavoro. (fotografia generica, di Adem AY su Unsplash)

Folla a Mantova per i funerali del dottor De Donno

Si sono tenuti nella mattinata di oggi, lunedì 2 agosto, a Mantova i funerali del dottor Giuseppe De Donno, l’ex primario di pneumologia dell’Ospedale Carlo Poma che lo scorso martedì si è tolto la vita nella sua casa di Curtatone.

Il feretro del dottor De Donno, padre della cura anti Covid con il plasma iperimmune, è arrivato alle 10.00 nella Basilica di Sant’Andrea dove si è svolta la cerimonia funebre celebrata da don Cristian Grandelli, parroco di Montanara di Curtatone.
Centinaia le persone che hanno voluto rendergli l’estremo saluto e che hanno rispettato la compostezza richiesta dalla famiglia, in questo giorno di dolore e profonda commozione.

Un solo intervento della Digos che, presente per monitorare la situazione, ha chiesto, come riporta Fanpage, a un uomo sul sagrato della Chiesa di non esporre il cartello con la scritta “Ucciso dallo Stato”.  (fotografia dal sito dell’Ausl di Mantova)

Oms: doppia dose di AstraZeneca è meno efficace di mix. Comitato Bioetica: sul vaccino la scelta dell’adolescente prevale su quella del genitore

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha annunciato che la risposta immunitaria che si ha con due dosi di vaccino anti-Covid AstraZeneca è minore rispetto a quella osservata con il mix di vaccini con prima dose di Astrazeneca e seconda a mRna e anche con due dosi di vaccino a mRna. Il regime eterologo non sembra avere la stessa efficacia invece se la prima dose è a mRna e la seconda con AstraZeneca.
Lo riporta l’Ansa Salute. L’Oms ha comunque precisato come sia bene ricorrere al mix di vaccini solo in particolari situazioni di interruzione nelle forniture visto che gli studi sono su un campione limitato.

Intanto il Comitato Nazionale di Bioetica, in un parere, ha spiegato che se la volontà del minore di vaccinarsi fosse in contrasto con quella dei genitori, l’adolescente deve essere ascoltato da personale medico con competenze pediatriche e “la sua volontà deve prevalere, in quanto coincide con il migliore interesse della sua salute psico-fisica e della salute pubblica”.

Per gli adolescenti con malattie per le quali la vaccinazione è raccomandata, invece, emerge l’obbligo dei genitori (o dei rappresentanti legali) di garantire il miglior interesse “con ricorsi al comitato di etica clinica o ad uno spazio etico e, come extrema ratio, al giudice tutelare”. (fotografia di repertorio, punto vaccinale)

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