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Takagi & Ketra ft. Giusy Ferreri, ecco “Shimmy Shimmy”. Sarà il tormentone dell’estate?

Con l’approssimarsi dell’estate arriva una nuova collaborazione, la terza, tra Takagi & Ketra e Giusy Ferreri.

Dopo “Amore e Capoeira” del 2018 e “Jambo” del 2019 arriva “Shimmy Shimmy”, singolo che si candida ad essere uno dei tormentoni musicali dei prossimi mesi.

Una sorta di appuntamento fisso tra la cantante palermitana e la, ormai celebre, coppia di produttori Alessandro Merli (Takagi) e Fabio Clemente (Ketra) che presentano con queste parole la nuova uscita discografica: “Non c’è due senza tre, e così quest’estate torniamo per la terza volta insieme a Giusy, grande interprete e cantante oltre che meravigliosa amica, per far muovere tutti al ritmo di Shimmy Shimmy, una canzone che richiama le atmosfere care alla musica araba e mediorientale. Ci piace esplorare territori sonori nuovi e tradurli nel nostro stile urban pop, un viaggio fra culture diverse che ci stimolano sempre. Il nostro giro del mondo musicale quest’anno si arricchisce con molti suoni da quelli della darabouka, strumento a percussione usato in Nord Africa, Medioriente e Asia, al caratteristico sitar indiano. Un mix esplosivo che riporta alla mente il fascino delle belly dancer: Shimmy Shimmy infatti è proprio il tipico movimento della danza del ventre, sensualissimo e vibrante di energia positiva, quella di cui abbiamo bisogno ora che d’improvviso tutto sembra poter ricominciare a vivere”.

Entusiasta del nuovo progetto, ovviamente, anche Giusy: “E anche questa volta Takagi e Ketra hanno fatto breccia nel mio cuore, coinvolgendomi in questo nuovo viaggio che vuole essere un omaggio all’Arabia e al Medioriente. Con questa ulteriore collaborazione andiamo a completare coerentemente il nostro viaggio musicale. Le loro sonorità arrivano sempre potenti, incalzanti ed energiche e non ho saputo resistere a Shimmy Shimmy, sono certa che in tanti avranno voglia di ballarla e divertirsi insieme a noi”.

 

Eros Ramazzotti non scenderà in campo con la Nazionale Italiana Cantanti

Nonostante l’appello di Enrico Ruggeri, capitano e presidente della Nazionale Italiana Cantanti, non si sono spente le polemiche per l’episodio di discriminazione di ieri sera che ha visto come vittima Aurora Leone dei The Jackal. L’attrice è stata allontanata dal tavolo della Nazionale Italiana Cantanti, durante la cena, nonostante avesse ricevuto la convocazione per partecipare alla Partita del Cuore, perché donna.

Eros Ramazzotti era subito accorso a calmare i toni, prendendo le distanze dal comportamento di pochi rispetto a ciò che rappresenta veramente la squadra e il codice etico che ha sempre seguito. Ora però l’artista ha scelto di non scendere in campo questa sera e l’ha comunicato con un post sui suoi canali social:
“Sono molto dispiaciuto per quello che è accaduto ieri sera tra Aurora di The Jackal e alcuni dirigenti della nazionale cantanti.
Sono venuto a Torino per sostenere la Ricerca e supportare le persone fragili e mi trovo coinvolto in una situazione estremamente sgradevole.
Sono da sempre contro ad ogni forma di violenza e mi dissocio completamente da ogni atteggiamento discriminatorio .
La nazionale cantanti nasce su altri presupposti e con l’ambizione di essere un modello positivo ma a queste condizioni, con questa dirigenza, non me la sento di scendere in campo.
In attesa di chiarire l’accaduto nelle opportune sedi, farò la mia parte donando direttamente e personalmente alla fondazione Piem Ricerca sul Cancro di Candilo, guidata da Donna Allegra Agnelli.
Eros”

(foto: pagina Instagram di Eros Ramazzotti)

 

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Sprofonda il manto stradale: due auto finiscono in una voragine

Incredibile quanto successo oggi, martedì 25 maggio, a Roma, in via Zenodossio, nella zona di Torpignattara. Come si vede dall’impressionante foto dei Vigili del Fuoco, il manto stradale e una parte del marciapiede hanno ceduto, inghiottendo due automobili che sono così finite nella voragine profonda circa sei metri e lunga dodici, come riportato da Fanpage. E’ accaduto questa mattina intorno alle 10.40.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, gli Agenti della Polizia Locale e il personale di Acea e Italgas. La strada è stata chiusa al traffico da via Casilina a via Giovanni Maggi. A provocare il cedimento del manto stradale sarebbe stata una fuoriuscita d’acqua dalla carreggiata.

L’apertura della voragine ha provocato anche la rottura di tubature idriche con conseguente allagamento di un garage sottostante. I danni sarebbero ingenti ma fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta. (fotografia da Twitter Vigili del Fuoco)

Tragedia della funivia: operatore televisivo stroncato da un malore

Un operatore televisivo è morto questa mattina mentre cercava di raggiungere il luogo in cui domenica 23 maggio si è verificato il tragico incidente della funivia Stresa-Mottarone, costato la vita a 14 persone. Lo riportano diversi media.

Nicola Pontoriero, 52enne, residente a Sesto San Giovanni (Milano), operatore di un service che stava lavorando per Mediaset, si era avventurato a piedi lungo i sentieri che portano in cima alla montagna, nel punto in cui la cabina è precipitata, ed è stato stroncato da un malore, molto probabilmente un arresto cardiaco.

Purtroppo le manovre di rianimazione cardiopolmonari tentate sul posto dal personale del soccorso alpino della Guardia di Finanza si sono rivelate inutili. Per Nicola Pontoriero non c’è stato nulla da fare. (fotografia da sito internet vigilfuoco.tv)

Niente proroga del blocco dei licenziamenti: insorgono i sindacati

Blocco dei licenziamenti: salta la proroga al 28 agosto. Il divieto di licenziare resta in vigore fino al prossimo 30 giugno. Per le imprese rimane la possibilità, di chiedere la cig Covid-19 senza che scatti la proroga automatica del blocco dei licenziamenti di ulteriori 60 giorni, fino al 28 agosto appunto, come inizialmente ipotizzato dalla bozza del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando (nella foto).

La cassa integrazione ordinaria e straordinaria potrà essere utilizzata, da chi è in difficoltà, senza pagare le addizionali, fino alla fine dell’anno.
Solo per queste aziende, vale a dire chi utilizzerà questa cig “scontata”, si allungherà il divieto di licenziare per tutta la durata in cui fruiranno della cassa integrazione e dunque potenzialmente fino al 31 dicembre 2021. E’ questo l’esito del percorso di approfondimento tecnico nel Governo svolto sulla base delle proposte del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nel Cdm di giovedì scorso.

Insorgono i sindacati che continuano a chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti. (fotografia del Ministro Orlando dalla pagina Facebook di Andrea Orlando)

Aurora Leone dei The Jackal: “Cacciata da Partita del cuore perché donna”

Aurora Leone, l’attrice dei The Jackal denuncia con una stories su Instagram, insieme al collega Ciro Priello, un episodio che ha dell’incredibile avvenuto alla cena della Nazionale Cantanti, alla vigilia della Partita del Cuore, che si terrà oggi, 25 maggio, all’Allianz Stadium di Torino tra la Nazionale Cantanti e la squadra dei Campioni per la ricerca.

Aurora, regolarmente convocata per la partita nel team dei Campioni, insieme a Ciro, si era seduta al tavolo della Nazionale Cantanti, quando è stata avvicinata da un membro dello staff che le avrebbe chiesto di spostarsi: “sei una donna, non puoi stare seduta qui”.
L’attrice ha poi specificato di non essere un’accompagnatrice, ma la risposta del membro dello staff non è cambiata: “Ciro può stare, tu no, non puoi stare seduta qui, sono le nostre regole. Non mi fare spiegare perché”.
Aurora racconta di aver spiegato di aver ricevuto la convocazione ufficiale e di aver dato le misure per la divisa, ricevendo come risposta: “Tu il completino te lo puoi mettere pure in tribuna, che c’entra. Le donne non giocano. Queste sono le nostre regole e se non le volete rispettare dovete uscire di qua”.

Aurora e Ciro sono stati anche cacciati dall’albergo, ma hanno ricevuto la solidarietà di molti dei presenti tra cui Andro dei Negramaro ed Eros Ramazzotti che si sono avvicinati a loro per scusarsi dell’episodio. “Questo è un evento di beneficenza, non la Champions League”, ha detto l’attrice nella sua stories di Instagram.

I due colleghi, anche se hanno rinunciato a partecipare alla Partita del Cuore, continuano a sostenere il progetto: “Ci sentiamo estranei da un contesto che dovrebbe avere tutt’altro scopo. Continuiamo a sostenere il progetto, perché donare per la ricerca contro il cancro resta una cosa importante, ma non ci sentiamo di partecipare alla partita. Avrei voluto giocare anche in quanto donna, mi spiace parlare in questi toni ma in quello che mi è successo non mi era mai capitato. Mi sono sentita in imbarazzo”, Aurora conclude così il suo racconto sui social.

La risposta dell’organizzazione non si è fatta attendere, in un comunicato ufficiale la Nazionale Cantanti ha risposto alle accuse: “Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Rita Levi di Montalcini, sono solo alcuni dei nomi delle tantissime donne che, dal 1985 (anno in cui abbiamo giocato a San Siro, per la prima volta, contro una compagine femminile) , hanno partecipato e sostenuto i nostri progetti. Il nostro staff è quasi interamente composto da donne, come quest’anno sono donne le conduttrici e la terna arbitrale della “Partita del Cuore”.
La Nazionale Italiana Cantanti, non ha mai fatto discriminazioni, di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle , tipo di  successo, e followers . C’è solo una cosa nella quale non è mai scesa a compromessi: Noi non possiamo accettare arroganza e minacce dai nostri ospiti. Non è la prima volta che qualcuno cerca pubblicità ( e followers…) distorcendo, sfruttando e manipolando 40 anni di storia”, in riferimento all’accusa di Aurora Leone.

E’ intervenuto anche Eros Ramazzotti per spiegare l’accaduto con un post su Instagram, in cui specifica che si è trattato di “un comportamento incauto di due persone dello staff”, non dell’atteggiamento e del modo di pensare di tutta la Nazionale Cantanti:
“Ciao a tutti. Noi della NIC ( Nazionale italiana cantanti)
Non siamo stati coinvolti direttamente nella vicenda scaturita dal comportamento di due persone dello staff. Stavamo parlando tra di noi mentre cenavamo, abbiamo sentito delle voci alzarsi senza capire cosa stesse succedendo. Io ho provato a recuperare la situazione che era oramai precipitata. Domani mattina avremo un incontro con Aurora e Ciro per spiegare meglio la dinamica dell’avvenimento e scusarci pubblicamente dell’accaduto.
NOI NON SIAMO SESSISTI e tantomeno RAZZISTI o OMOFOBI, anzi, ognuno fa qualcosa per chi ha bisogno (da anni e in tempi non sospetti) sinceramente per un comportamento incauto di due persone dello staff, non possiamo passare per quello che non siamo.
W sempre la solidarietà
W le donne che sono parte fondamentale della nostra vita”, si legge nel post.

(foto: pagina Instagram Aurora Leone)

 

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Auto contro il guard-rail: il conducente sarebbe stato investito e ucciso da un mezzo pesante che poi si è allontanato

Tragico incidente stradale oggi, martedì 25 maggio, in autostrada, in A12, fra Carrara e Spezia, all’altezza di Luni.

E’ accaduto questa mattina, intorno alle 4.30. Un uomo di 42 anni di Sarzana (Spezia) è morto dopo essere rimasto vittima di un sinistro. In base a quanto riporta La Nazione, l’uomo era al volante della sua vettura quando ha perso il controllo, andando a sbattere contro il guard-rail. Una volta all’esterno dell’abitacolo l’uomo sarebbe stato travolto e ucciso da un camion che però, invece di fermarsi, si è allontanato.

Sono in corso le indagini e le ricerche da parte delle Forze dell’Ordine per individuare il conducente del mezzo pesante. Sul posto sono arrivati gli Agenti della Polizia Stradale di Viareggio e i soccorsi, ma per il 42enne non c’è stato nulla da fare. (fotografia di repertorio)

Måneskin da record: “Zitti e buoni” è il brano italiano con più stream su Spotify

Dopo il trionfo all’Eurovision Song Contest, portando l’Italia alla vittoria dopo 31 anni, i Måneskin si aggiudicano un altro record su Spotify: “Zitti e buoni” è il brano italiano con più stream di sempre in un solo giorno, quasi 4 milioni in 24 ore. Oltre a questo, la band si è posizionata al 9° posto nella Top 10 Global di Spotify: prima volta in assoluto che un brano italiano entra nei primi dieci posti della classifica come più alta nuova entrata della settimana.

“Zitti e buoni” aveva già spopolato su Spotify, risultando tra i più ascoltati dell’Eurovision, e lunedì 24 maggio il loro nuovo album, “Teatro d’ira – Vol. 1”, ha conquistato il disco di platino. La band ha fatto sapere di avere in programma un tour europeo per ringraziare i nuovi fan che li hanno sostenuti all’Eurovision.

Si è chiuso anche il caso che ha visto Damiano al centro delle polemiche per il presunto uso di stupefacenti durante la finale dell’Eurovision Song Contest. L’EBU, l’European Broadcasting Union, ha annunciato i risultati del test anti droga del cantante dei Måneskin: “A seguito delle accuse di consumo di droga nella Green Room dell’Eurovision Song Contest Grand Final di sabato 22 maggio, l’European Broadcasting Union (EBU), come richiesto dalla delegazione italiana, ha condotto un esame approfondito dei fatti, controllando anche tutti i filmati disponibili. Un test antidroga è stato anche intrapreso volontariamente nella giornata di oggi dal cantante del gruppo Måneskin che ha restituito un risultato negativo”, si legge nella nota stampa.

E concludono: “Nessun consumo di droga è avvenuto nella Green Room e riteniamo chiusa la questione. Siamo allarmati dal fatto che speculazioni inesatte che portano a notizie false abbiano oscurato lo spirito e l’esito dell’evento e influenzato ingiustamente la band. Ci congratuliamo ancora una volta con Måneskin e auguriamo loro un enorme successo. Non vediamo l’ora di lavorare con il nostro partner italiano Rai alla produzione di uno spettacolare Eurovision Song Contest in Italia il prossimo anno”.

(foto: pagina Instagram dei Måneskin)

 

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Tragedia della funivia: oggi i medici proveranno a svegliare il piccolo Eitan

C’è un cauto ottimismo per Eitan, il bambino di 5 anni, unico sopravvissuto al tragico incidente della funivia Stresa- Mottarone, accaduto domenica mattina, nel quale hanno perso la vita 14 persone, tra cui la famiglia del piccolo residente nel Pavese: la madre Tal Peleg, 27 anni, il padre Amit Biran, 30 anni, e il fratellino Tom di due anni. Con loro c’erano anche i due bisnonni del piccolo, Barbara Cohen Konisky e Itshak Cohen, che erano arrivati in Italia da Israele per una breve vacanza insieme ai parenti.

Oggi i medici dovrebbero iniziare a risvegliare gradualmente Eitan, ricoverato sotto sedazione all’Ospedale Infantile Santa Margherita di Torino. Come riporta l’Ansa, ieri è stata eseguita una risonanza magnetica che non ha evidenziato danni neurologici a livello celebrale né del tronco encefalico. Un esito che fa ben sperare i medici e li induce ad avere più fiducia sulle possibilità di recupero.

Intanto sul fronte delle indagini, i punti cardine sono un cavo tranciato e il mancato funzionamento del sistema frenante di sicurezza. La Procura di Verbania ha aperto formalmente un fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo con messa in pericolo della sicurezza dei trasporti e lesioni gravissime.

Come riferisce l’Ansa, nelle prossime ore, non appena il quadro delle società e degli enti coinvolti nella gestione e manutenzione dell’impianto sarà preciso, si procederà alle iscrizioni nel registro degli indagati. Un atto dovuto come primo passo di un’inchiesta tecnica, necessario per poi procedere con una consulenza che avverrà con la forma dell’accertamento irripetibile.  L’incarico sarà affidato “a esperti in trasporti a fune, ingegneri altamente specializzati – ha spiegato il procuratore Bossidel Politecnico di Torino”. Accertamento a cui anche gli esperti nominati dagli indagati potranno partecipare. (fotografia di copertina da vigilfuoco.tv)

Fedez querelato dalla Rai per diffamazione: “Questa è vigliaccheria di Stato”

Continua la vicenda del Concerto del Primo Maggio e ora è passata in mano agli avvocati. Nella serata del primo maggio, Fedez aveva pubblicato sui suoi canali social una telefonata che aveva avuto con i alcuni dirigenti Rai, che lo avrebbero invitato a non fare discorsi “non opportuni” di tipo politico durante la sua esibizione sul palco del concerto a Roma. Fedez aveva anticipato che avrebbe parlato del “ddl Zan” sul palco.

Ora arriva la querela della Rai per diffamazione, come ha riportato Adnkronos: “Apprendiamo oggi che ‘la Rai ha conferito mandato ai propri legali di procedere in sede penale nei confronti di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, in relazione all’illecita diffusione dei contenuti dell’audio e alla diffamazione aggravata in danno della società e di una sua dipendente avvenuti in occasione del concerto del 1° maggio'”, ha dichiarato Massimiliano Capitanio, capogruppo in Vigilanza Rai, in merito alla risposta all’interrogazione in Vigilanza Rai sulle polemiche legate al concerto del Primo maggio.
“Si tratta di un atto dovuto e doveroso perché su temi fondanti la nostra democrazia, come la libertà di espressione e il rispetto della persona, non è possibile scherzare né tantomeno organizzare show per un pugno di like. Noi speriamo solamente che emerga la verità: non abbiamo sete di vendetta, e ci siamo già dichiarati disponibili ad accogliere la richiesta di Fedez di venire in audizione in Vigilanza. Quella sera sono state fatte e dette cose troppo gravi, sarebbe offensivo del nostro ruolo fare finta di niente”.

Ovviamente la risposta di Fedez non si è fatta attendere troppo a lungo, già ieri sera ha pubblicato alcune stories su Instagram in cui spiega il suo punto di vista.

“Aggiornamento sul mio album querele: sono appena stato querelato dalla Rai”. Inizia così il lungo sfogo dell’artista, come riporta Adnkronos, e attacca la Rai definendo il gesto dei suoi dirigenti come “vigliaccheria di Stato”: “Come ho sempre detto mi assumo la responsabilità di quello che ho detto e fatto, quindi affronto le conseguenze. Però bisognerebbe ricordare come si è comportata la tv di Stato in questa faccenda. Sapete dov’è la differenza tra me e voi? E’ che io la telefonata l’ho pubblicata mettendoci la faccia e pagando le conseguenze, voi che mi avete registrato a vostra volta, dirigenti della tv di Stato, l’avete data ai giornalisti che devono coprire le loro fonti. Ovviamente questo non è un illecito giuridico, però vi siete parati il c**o e questa è vigliaccheria di Stato. Però va bene così”.

E continua: “Nonostante abbiate fatto il grandissimo sforzo per scatenare la stampa a vostro favore, andatevi a leggere i commenti su Youtube di quello che pensa la gente, che la telefonata integrale è pure peggio di quella tagliata. E non ho pubblicato tutto quello che ho ancora in mano, quindi speriamo che almeno in commissione di Vigilanza Rai mi facciano parlare e dire la mia, visto che c’è bisogno del contraddittorio”. “Sapevo come sarebbe finita e sono felice di questo perché ci sono tante cose che devono emergere”, sottolinea nella stories.

Conclude poi dicendosi orgoglioso di quello che ha fatto, che non è stato per farsi pubblicità: “Comunque, orgogliosissimo a maggior ragione di quello che ho fatto: lo rifarei altre mille volte. Non si tratta di farlo per vendere qualche smaltino in più, perché io la mia famiglia la mantengo anche senza smaltini”.

(foto: pagina Facebook di Fedez)

 

 

Takagi & Ketra ft. Giusy Ferreri, ecco “Shimmy Shimmy”. Sarà il tormentone dell’estate?

Con l’approssimarsi dell’estate arriva una nuova collaborazione, la terza, tra Takagi & Ketra e Giusy Ferreri.

Dopo “Amore e Capoeira” del 2018 e “Jambo” del 2019 arriva “Shimmy Shimmy”, singolo che si candida ad essere uno dei tormentoni musicali dei prossimi mesi.

Una sorta di appuntamento fisso tra la cantante palermitana e la, ormai celebre, coppia di produttori Alessandro Merli (Takagi) e Fabio Clemente (Ketra) che presentano con queste parole la nuova uscita discografica: “Non c’è due senza tre, e così quest’estate torniamo per la terza volta insieme a Giusy, grande interprete e cantante oltre che meravigliosa amica, per far muovere tutti al ritmo di Shimmy Shimmy, una canzone che richiama le atmosfere care alla musica araba e mediorientale. Ci piace esplorare territori sonori nuovi e tradurli nel nostro stile urban pop, un viaggio fra culture diverse che ci stimolano sempre. Il nostro giro del mondo musicale quest’anno si arricchisce con molti suoni da quelli della darabouka, strumento a percussione usato in Nord Africa, Medioriente e Asia, al caratteristico sitar indiano. Un mix esplosivo che riporta alla mente il fascino delle belly dancer: Shimmy Shimmy infatti è proprio il tipico movimento della danza del ventre, sensualissimo e vibrante di energia positiva, quella di cui abbiamo bisogno ora che d’improvviso tutto sembra poter ricominciare a vivere”.

Entusiasta del nuovo progetto, ovviamente, anche Giusy: “E anche questa volta Takagi e Ketra hanno fatto breccia nel mio cuore, coinvolgendomi in questo nuovo viaggio che vuole essere un omaggio all’Arabia e al Medioriente. Con questa ulteriore collaborazione andiamo a completare coerentemente il nostro viaggio musicale. Le loro sonorità arrivano sempre potenti, incalzanti ed energiche e non ho saputo resistere a Shimmy Shimmy, sono certa che in tanti avranno voglia di ballarla e divertirsi insieme a noi”.

 

Eros Ramazzotti non scenderà in campo con la Nazionale Italiana Cantanti

Nonostante l’appello di Enrico Ruggeri, capitano e presidente della Nazionale Italiana Cantanti, non si sono spente le polemiche per l’episodio di discriminazione di ieri sera che ha visto come vittima Aurora Leone dei The Jackal. L’attrice è stata allontanata dal tavolo della Nazionale Italiana Cantanti, durante la cena, nonostante avesse ricevuto la convocazione per partecipare alla Partita del Cuore, perché donna.

Eros Ramazzotti era subito accorso a calmare i toni, prendendo le distanze dal comportamento di pochi rispetto a ciò che rappresenta veramente la squadra e il codice etico che ha sempre seguito. Ora però l’artista ha scelto di non scendere in campo questa sera e l’ha comunicato con un post sui suoi canali social:
“Sono molto dispiaciuto per quello che è accaduto ieri sera tra Aurora di The Jackal e alcuni dirigenti della nazionale cantanti.
Sono venuto a Torino per sostenere la Ricerca e supportare le persone fragili e mi trovo coinvolto in una situazione estremamente sgradevole.
Sono da sempre contro ad ogni forma di violenza e mi dissocio completamente da ogni atteggiamento discriminatorio .
La nazionale cantanti nasce su altri presupposti e con l’ambizione di essere un modello positivo ma a queste condizioni, con questa dirigenza, non me la sento di scendere in campo.
In attesa di chiarire l’accaduto nelle opportune sedi, farò la mia parte donando direttamente e personalmente alla fondazione Piem Ricerca sul Cancro di Candilo, guidata da Donna Allegra Agnelli.
Eros”

(foto: pagina Instagram di Eros Ramazzotti)

 

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Sprofonda il manto stradale: due auto finiscono in una voragine

Incredibile quanto successo oggi, martedì 25 maggio, a Roma, in via Zenodossio, nella zona di Torpignattara. Come si vede dall’impressionante foto dei Vigili del Fuoco, il manto stradale e una parte del marciapiede hanno ceduto, inghiottendo due automobili che sono così finite nella voragine profonda circa sei metri e lunga dodici, come riportato da Fanpage. E’ accaduto questa mattina intorno alle 10.40.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, che hanno provveduto a mettere in sicurezza l’area, gli Agenti della Polizia Locale e il personale di Acea e Italgas. La strada è stata chiusa al traffico da via Casilina a via Giovanni Maggi. A provocare il cedimento del manto stradale sarebbe stata una fuoriuscita d’acqua dalla carreggiata.

L’apertura della voragine ha provocato anche la rottura di tubature idriche con conseguente allagamento di un garage sottostante. I danni sarebbero ingenti ma fortunatamente nessuna persona è rimasta coinvolta. (fotografia da Twitter Vigili del Fuoco)

Tragedia della funivia: operatore televisivo stroncato da un malore

Un operatore televisivo è morto questa mattina mentre cercava di raggiungere il luogo in cui domenica 23 maggio si è verificato il tragico incidente della funivia Stresa-Mottarone, costato la vita a 14 persone. Lo riportano diversi media.

Nicola Pontoriero, 52enne, residente a Sesto San Giovanni (Milano), operatore di un service che stava lavorando per Mediaset, si era avventurato a piedi lungo i sentieri che portano in cima alla montagna, nel punto in cui la cabina è precipitata, ed è stato stroncato da un malore, molto probabilmente un arresto cardiaco.

Purtroppo le manovre di rianimazione cardiopolmonari tentate sul posto dal personale del soccorso alpino della Guardia di Finanza si sono rivelate inutili. Per Nicola Pontoriero non c’è stato nulla da fare. (fotografia da sito internet vigilfuoco.tv)

Niente proroga del blocco dei licenziamenti: insorgono i sindacati

Blocco dei licenziamenti: salta la proroga al 28 agosto. Il divieto di licenziare resta in vigore fino al prossimo 30 giugno. Per le imprese rimane la possibilità, di chiedere la cig Covid-19 senza che scatti la proroga automatica del blocco dei licenziamenti di ulteriori 60 giorni, fino al 28 agosto appunto, come inizialmente ipotizzato dalla bozza del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando (nella foto).

La cassa integrazione ordinaria e straordinaria potrà essere utilizzata, da chi è in difficoltà, senza pagare le addizionali, fino alla fine dell’anno.
Solo per queste aziende, vale a dire chi utilizzerà questa cig “scontata”, si allungherà il divieto di licenziare per tutta la durata in cui fruiranno della cassa integrazione e dunque potenzialmente fino al 31 dicembre 2021. E’ questo l’esito del percorso di approfondimento tecnico nel Governo svolto sulla base delle proposte del Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, nel Cdm di giovedì scorso.

Insorgono i sindacati che continuano a chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti. (fotografia del Ministro Orlando dalla pagina Facebook di Andrea Orlando)

Aurora Leone dei The Jackal: “Cacciata da Partita del cuore perché donna”

Aurora Leone, l’attrice dei The Jackal denuncia con una stories su Instagram, insieme al collega Ciro Priello, un episodio che ha dell’incredibile avvenuto alla cena della Nazionale Cantanti, alla vigilia della Partita del Cuore, che si terrà oggi, 25 maggio, all’Allianz Stadium di Torino tra la Nazionale Cantanti e la squadra dei Campioni per la ricerca.

Aurora, regolarmente convocata per la partita nel team dei Campioni, insieme a Ciro, si era seduta al tavolo della Nazionale Cantanti, quando è stata avvicinata da un membro dello staff che le avrebbe chiesto di spostarsi: “sei una donna, non puoi stare seduta qui”.
L’attrice ha poi specificato di non essere un’accompagnatrice, ma la risposta del membro dello staff non è cambiata: “Ciro può stare, tu no, non puoi stare seduta qui, sono le nostre regole. Non mi fare spiegare perché”.
Aurora racconta di aver spiegato di aver ricevuto la convocazione ufficiale e di aver dato le misure per la divisa, ricevendo come risposta: “Tu il completino te lo puoi mettere pure in tribuna, che c’entra. Le donne non giocano. Queste sono le nostre regole e se non le volete rispettare dovete uscire di qua”.

Aurora e Ciro sono stati anche cacciati dall’albergo, ma hanno ricevuto la solidarietà di molti dei presenti tra cui Andro dei Negramaro ed Eros Ramazzotti che si sono avvicinati a loro per scusarsi dell’episodio. “Questo è un evento di beneficenza, non la Champions League”, ha detto l’attrice nella sua stories di Instagram.

I due colleghi, anche se hanno rinunciato a partecipare alla Partita del Cuore, continuano a sostenere il progetto: “Ci sentiamo estranei da un contesto che dovrebbe avere tutt’altro scopo. Continuiamo a sostenere il progetto, perché donare per la ricerca contro il cancro resta una cosa importante, ma non ci sentiamo di partecipare alla partita. Avrei voluto giocare anche in quanto donna, mi spiace parlare in questi toni ma in quello che mi è successo non mi era mai capitato. Mi sono sentita in imbarazzo”, Aurora conclude così il suo racconto sui social.

La risposta dell’organizzazione non si è fatta attendere, in un comunicato ufficiale la Nazionale Cantanti ha risposto alle accuse: “Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Rita Levi di Montalcini, sono solo alcuni dei nomi delle tantissime donne che, dal 1985 (anno in cui abbiamo giocato a San Siro, per la prima volta, contro una compagine femminile) , hanno partecipato e sostenuto i nostri progetti. Il nostro staff è quasi interamente composto da donne, come quest’anno sono donne le conduttrici e la terna arbitrale della “Partita del Cuore”.
La Nazionale Italiana Cantanti, non ha mai fatto discriminazioni, di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle , tipo di  successo, e followers . C’è solo una cosa nella quale non è mai scesa a compromessi: Noi non possiamo accettare arroganza e minacce dai nostri ospiti. Non è la prima volta che qualcuno cerca pubblicità ( e followers…) distorcendo, sfruttando e manipolando 40 anni di storia”, in riferimento all’accusa di Aurora Leone.

E’ intervenuto anche Eros Ramazzotti per spiegare l’accaduto con un post su Instagram, in cui specifica che si è trattato di “un comportamento incauto di due persone dello staff”, non dell’atteggiamento e del modo di pensare di tutta la Nazionale Cantanti:
“Ciao a tutti. Noi della NIC ( Nazionale italiana cantanti)
Non siamo stati coinvolti direttamente nella vicenda scaturita dal comportamento di due persone dello staff. Stavamo parlando tra di noi mentre cenavamo, abbiamo sentito delle voci alzarsi senza capire cosa stesse succedendo. Io ho provato a recuperare la situazione che era oramai precipitata. Domani mattina avremo un incontro con Aurora e Ciro per spiegare meglio la dinamica dell’avvenimento e scusarci pubblicamente dell’accaduto.
NOI NON SIAMO SESSISTI e tantomeno RAZZISTI o OMOFOBI, anzi, ognuno fa qualcosa per chi ha bisogno (da anni e in tempi non sospetti) sinceramente per un comportamento incauto di due persone dello staff, non possiamo passare per quello che non siamo.
W sempre la solidarietà
W le donne che sono parte fondamentale della nostra vita”, si legge nel post.

(foto: pagina Instagram Aurora Leone)

 

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Auto contro il guard-rail: il conducente sarebbe stato investito e ucciso da un mezzo pesante che poi si è allontanato

Tragico incidente stradale oggi, martedì 25 maggio, in autostrada, in A12, fra Carrara e Spezia, all’altezza di Luni.

E’ accaduto questa mattina, intorno alle 4.30. Un uomo di 42 anni di Sarzana (Spezia) è morto dopo essere rimasto vittima di un sinistro. In base a quanto riporta La Nazione, l’uomo era al volante della sua vettura quando ha perso il controllo, andando a sbattere contro il guard-rail. Una volta all’esterno dell’abitacolo l’uomo sarebbe stato travolto e ucciso da un camion che però, invece di fermarsi, si è allontanato.

Sono in corso le indagini e le ricerche da parte delle Forze dell’Ordine per individuare il conducente del mezzo pesante. Sul posto sono arrivati gli Agenti della Polizia Stradale di Viareggio e i soccorsi, ma per il 42enne non c’è stato nulla da fare. (fotografia di repertorio)

Måneskin da record: “Zitti e buoni” è il brano italiano con più stream su Spotify

Dopo il trionfo all’Eurovision Song Contest, portando l’Italia alla vittoria dopo 31 anni, i Måneskin si aggiudicano un altro record su Spotify: “Zitti e buoni” è il brano italiano con più stream di sempre in un solo giorno, quasi 4 milioni in 24 ore. Oltre a questo, la band si è posizionata al 9° posto nella Top 10 Global di Spotify: prima volta in assoluto che un brano italiano entra nei primi dieci posti della classifica come più alta nuova entrata della settimana.

“Zitti e buoni” aveva già spopolato su Spotify, risultando tra i più ascoltati dell’Eurovision, e lunedì 24 maggio il loro nuovo album, “Teatro d’ira – Vol. 1”, ha conquistato il disco di platino. La band ha fatto sapere di avere in programma un tour europeo per ringraziare i nuovi fan che li hanno sostenuti all’Eurovision.

Si è chiuso anche il caso che ha visto Damiano al centro delle polemiche per il presunto uso di stupefacenti durante la finale dell’Eurovision Song Contest. L’EBU, l’European Broadcasting Union, ha annunciato i risultati del test anti droga del cantante dei Måneskin: “A seguito delle accuse di consumo di droga nella Green Room dell’Eurovision Song Contest Grand Final di sabato 22 maggio, l’European Broadcasting Union (EBU), come richiesto dalla delegazione italiana, ha condotto un esame approfondito dei fatti, controllando anche tutti i filmati disponibili. Un test antidroga è stato anche intrapreso volontariamente nella giornata di oggi dal cantante del gruppo Måneskin che ha restituito un risultato negativo”, si legge nella nota stampa.

E concludono: “Nessun consumo di droga è avvenuto nella Green Room e riteniamo chiusa la questione. Siamo allarmati dal fatto che speculazioni inesatte che portano a notizie false abbiano oscurato lo spirito e l’esito dell’evento e influenzato ingiustamente la band. Ci congratuliamo ancora una volta con Måneskin e auguriamo loro un enorme successo. Non vediamo l’ora di lavorare con il nostro partner italiano Rai alla produzione di uno spettacolare Eurovision Song Contest in Italia il prossimo anno”.

(foto: pagina Instagram dei Måneskin)

 

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Tragedia della funivia: oggi i medici proveranno a svegliare il piccolo Eitan

C’è un cauto ottimismo per Eitan, il bambino di 5 anni, unico sopravvissuto al tragico incidente della funivia Stresa- Mottarone, accaduto domenica mattina, nel quale hanno perso la vita 14 persone, tra cui la famiglia del piccolo residente nel Pavese: la madre Tal Peleg, 27 anni, il padre Amit Biran, 30 anni, e il fratellino Tom di due anni. Con loro c’erano anche i due bisnonni del piccolo, Barbara Cohen Konisky e Itshak Cohen, che erano arrivati in Italia da Israele per una breve vacanza insieme ai parenti.

Oggi i medici dovrebbero iniziare a risvegliare gradualmente Eitan, ricoverato sotto sedazione all’Ospedale Infantile Santa Margherita di Torino. Come riporta l’Ansa, ieri è stata eseguita una risonanza magnetica che non ha evidenziato danni neurologici a livello celebrale né del tronco encefalico. Un esito che fa ben sperare i medici e li induce ad avere più fiducia sulle possibilità di recupero.

Intanto sul fronte delle indagini, i punti cardine sono un cavo tranciato e il mancato funzionamento del sistema frenante di sicurezza. La Procura di Verbania ha aperto formalmente un fascicolo per omicidio colposo plurimo, disastro colposo con messa in pericolo della sicurezza dei trasporti e lesioni gravissime.

Come riferisce l’Ansa, nelle prossime ore, non appena il quadro delle società e degli enti coinvolti nella gestione e manutenzione dell’impianto sarà preciso, si procederà alle iscrizioni nel registro degli indagati. Un atto dovuto come primo passo di un’inchiesta tecnica, necessario per poi procedere con una consulenza che avverrà con la forma dell’accertamento irripetibile.  L’incarico sarà affidato “a esperti in trasporti a fune, ingegneri altamente specializzati – ha spiegato il procuratore Bossidel Politecnico di Torino”. Accertamento a cui anche gli esperti nominati dagli indagati potranno partecipare. (fotografia di copertina da vigilfuoco.tv)

Fedez querelato dalla Rai per diffamazione: “Questa è vigliaccheria di Stato”

Continua la vicenda del Concerto del Primo Maggio e ora è passata in mano agli avvocati. Nella serata del primo maggio, Fedez aveva pubblicato sui suoi canali social una telefonata che aveva avuto con i alcuni dirigenti Rai, che lo avrebbero invitato a non fare discorsi “non opportuni” di tipo politico durante la sua esibizione sul palco del concerto a Roma. Fedez aveva anticipato che avrebbe parlato del “ddl Zan” sul palco.

Ora arriva la querela della Rai per diffamazione, come ha riportato Adnkronos: “Apprendiamo oggi che ‘la Rai ha conferito mandato ai propri legali di procedere in sede penale nei confronti di Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, in relazione all’illecita diffusione dei contenuti dell’audio e alla diffamazione aggravata in danno della società e di una sua dipendente avvenuti in occasione del concerto del 1° maggio'”, ha dichiarato Massimiliano Capitanio, capogruppo in Vigilanza Rai, in merito alla risposta all’interrogazione in Vigilanza Rai sulle polemiche legate al concerto del Primo maggio.
“Si tratta di un atto dovuto e doveroso perché su temi fondanti la nostra democrazia, come la libertà di espressione e il rispetto della persona, non è possibile scherzare né tantomeno organizzare show per un pugno di like. Noi speriamo solamente che emerga la verità: non abbiamo sete di vendetta, e ci siamo già dichiarati disponibili ad accogliere la richiesta di Fedez di venire in audizione in Vigilanza. Quella sera sono state fatte e dette cose troppo gravi, sarebbe offensivo del nostro ruolo fare finta di niente”.

Ovviamente la risposta di Fedez non si è fatta attendere troppo a lungo, già ieri sera ha pubblicato alcune stories su Instagram in cui spiega il suo punto di vista.

“Aggiornamento sul mio album querele: sono appena stato querelato dalla Rai”. Inizia così il lungo sfogo dell’artista, come riporta Adnkronos, e attacca la Rai definendo il gesto dei suoi dirigenti come “vigliaccheria di Stato”: “Come ho sempre detto mi assumo la responsabilità di quello che ho detto e fatto, quindi affronto le conseguenze. Però bisognerebbe ricordare come si è comportata la tv di Stato in questa faccenda. Sapete dov’è la differenza tra me e voi? E’ che io la telefonata l’ho pubblicata mettendoci la faccia e pagando le conseguenze, voi che mi avete registrato a vostra volta, dirigenti della tv di Stato, l’avete data ai giornalisti che devono coprire le loro fonti. Ovviamente questo non è un illecito giuridico, però vi siete parati il c**o e questa è vigliaccheria di Stato. Però va bene così”.

E continua: “Nonostante abbiate fatto il grandissimo sforzo per scatenare la stampa a vostro favore, andatevi a leggere i commenti su Youtube di quello che pensa la gente, che la telefonata integrale è pure peggio di quella tagliata. E non ho pubblicato tutto quello che ho ancora in mano, quindi speriamo che almeno in commissione di Vigilanza Rai mi facciano parlare e dire la mia, visto che c’è bisogno del contraddittorio”. “Sapevo come sarebbe finita e sono felice di questo perché ci sono tante cose che devono emergere”, sottolinea nella stories.

Conclude poi dicendosi orgoglioso di quello che ha fatto, che non è stato per farsi pubblicità: “Comunque, orgogliosissimo a maggior ragione di quello che ho fatto: lo rifarei altre mille volte. Non si tratta di farlo per vendere qualche smaltino in più, perché io la mia famiglia la mantengo anche senza smaltini”.

(foto: pagina Facebook di Fedez)

 

 

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