Home Blog Pagina 1933

Coronavirus: l’app per il tracciamento si chiama “Immuni”. Ecco come funziona

E’ ufficiale il contratto con la Bending Spoons, che realizzerà l’app italiana per il tracciamento del contagio da Coronavirus. “Immuni”, così si chiama l’app, è stata realizzata insieme a il centro medico Santagostino di Luca Foresti e ora passerà al vaglio del team di Vittorio Colao. L’app sarà utilizzabile su base volontaria e verrà sperimentata in alcune regioni pilota.

“Immuni” rileverà tramite Bluetooth il “contatto”, in quanto la tecnologia ha un raggio d’azione molto simile alla distanza di sicurezza da mantenere per le norme sanitarie e rileverà il codice anonimo del dispositivo con cui è entrato in contatto.

L’app memorizzerà i codici e, se una persona risulta essere infettata dal Covid-19, l’operatore sanitario riceve il codice col quale può scaricare dal server centrale i dati dell’app del paziente, compresi i codici delle persone “incrociate” dall’infetto. A questo punto il server calcola il rischio di contagio e invia un sms agli smartphone delle persone a rischio.

Non è prevista nessuna geolocalizzazione per motivi di privacy, la funzione però potrebbe essere inserita successivamente con l’autorizzazione delle singole persone. “Immuni” traccerà un diario clinico del proprietario del cellulare, con informazioni come sesso, età, malattie pregresse e assunzione di farmaci. Il diario verrà aggiornato costantemente in caso di presenza di Covid-19 con sintomi, stato di salute e terapie.

La Ue ha dettato regole ferree per l’app: anonimato, niente geolocalizzazione, ok al bluetooth e alla volontarietà, tutte norme che hanno avuto il plauso del Garante Privacy Antonello Soro. Come riporta Tgcom24, Arcuri spera in una massaccia adesione volontaria dei cittadini, per poter supportare il sistema di tracciamento dei contatti per evitare che si possa replicare il contagio. “I dati sulla posizione dei cittadini non sono necessari né consigliati ai fini del tracciamento del contagio”, sottolinea Bruxelles, precisando che l’obiettivo delle app “non è seguire i movimenti delle persone o far rispettare le regole perché creerebbe rilevanti problemi di sicurezza e privacy”.

 

Spettacoli dal vivo, da casa!

Tra i tanti desideri degli italiani ai tempi del Coronavirus c’è la voglia di musica, spettacoli e arte dal vivo.
Torneranno i concerti? Potremo andare di nuovo a teatro, al cinema o entrare in un museo?
Se lo chiedono in tanti adesso, quando tutti gli eventi sono stati annullati o posticipati a data da destinarsi e i musei rimangono chiusi.

In attesa di un ritorno alla normalità (speriamo presto), tra le soluzioni che circolano nei vari siti o nelle discussioni si parla di posti distanziati, controlli della febbre agli ingressi, riduzione degli accessi agli spettacoli magari in orari diversi.

In attesa delle nuove regole, in queste settimane molti artisti si sono esibiti in diretta streaming, qualcuno ha creato nuovi brani in diretta o ha organizzato concerti senza pubblico, come quello di Andrea Bocelli nel Duomo di Milano.

Lo stesso Festival di Sanremo, lo spettacolo musicale più seguito in Italia, rischia di essere spostato perché, se continuerà l’emergenza sanitaria anche per il prossimo anno (il festival si tiene nella città dei fiori a febbraio), gli organizzatori dovranno pensare ad un rinvio, una notizia che per il mondo della musica farà sicuramente “rumore” come la canzone di Diodato, vincitrice dell’ultima edizione.

Purtroppo il mondo dello spettacolo, come tantissimi altri, è in forte difficoltà economica.
Oltre agli artisti sono migliaia le figure professionali che lavorano nel settore: tecnici, allestitori, strutture, produttori, scenografi, personale di sicurezza e tutto l’indotto creato ogni volta dagli spettacoli live o dall’organizzazione di una nuova mostra.

Oggi per la musica una proposta per ripartire è quella di organizzare concerti live con il pubblico a casa. Invece del biglietto si potrà acquistare l’accesso alla visone come succede adesso con i film.

Ma siamo sicuri che l’emozione sarà la stessa?
Lo stare insieme, l’attesa dell’evento, cantare, ridere e portare per sempre nel cuore il ricordo di una serata. Voi cosa ne pensate?

In attesa, Radio Bruno resta con voi ogni giorno per tenervi compagni con musica, notizie ed intrattenimento: alla radio, in tv, sui cellulari e Smart Speaker.

Genova: papà assiste al parto in diretta da casa

Prima dell’emergenza la tecnologia era vista da molti come un possibile pericolo di alienazione e isolamento sociale, ma oggi, con l’obbligo di restare a casa, sta permettendo a tanti di lavorare (smart working), studiare, restare in contatto con parenti ed amici e di assistere a spettacoli.
Oggi, grazie alla tecnologia, un padre ha potuto assistere alla nascita del figlio.
E’ successo all’ospedale San Martino di Genova, dove grazie alla diretta video con un tablet, il papà ha potuto seguite in diretta la gestazione e partecipare ad uno dei momenti più emozionanti della vita, quello della nascita di un figlio.

I neo genitori adesso sperano che la tecnologia potrà aiutarli anche quando il piccolo tornerà a casa. Sì, perché proprio i più piccoli con rischiano di soffrire per il perdurare della quarantena tra le mura domestiche. Quindi, cosa fare?
Cartoni animati, fiabe, disegni, giochi da tavolo, nascondino, cacce al tesoro: ogni giorno il “povero genitore” deve inventarsi qualcosa per contenere l’energia e la creatività del pargoletto.
Molti stanno rimpiangendo il lavoro in ufficio, le discussioni con i colleghi e il capo, perché lo smart working con un “pericolo” sotto il metro e venti che si aggira tra le pareti di casa non è facile.
Voi cosa fate? Come coinvolgete i vostri figli?
In un primo momento, avere un bambino era una bella scusa per uscire a fare una passeggiata nonostante i divieti, ma dopo 40 giorni di “prigionia” qualcuno sta costruendo un razzo per spedire nello spazio “il piccolo astronauta”… anche solo per qualche ora.
Ma sappiamo che alla sera, quando la “belva” finalmente trova il riposo, anche il genitore più stanco sorride, perché stare insieme ed uniti è importante e resterà per sempre nei ricordi di adulti e bambini.

Sting, rinviata al 2021 la data di Parma

Sting rimanda il tour europeo al 2021. L’artista avrebbe dovuto esibirsi sui palchi di Germania, Francia, Svezia, Danimarca, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Olanda, Belgio, Polonia, Austria, Spagna tra giugno e agosto, per poi riprendere con i concerti nei palasport a settembre.

Ora tutte le date slittano di un anno, compresa quella di Parma, che passa dal 23 luglio 2020 al 20 luglio 2021. I biglietti precedentemente acquistati, come fa sapere Live Nation, rimarranno validi per la nuova data.

Andrea Bocelli: record di visualizzazioni per il suo concerto al Duomo di Milano

Secondo quanto riporta Variety, il concerto di Pasqua di Andrea Bocelli è stato l’evento culturale principale durante la pandemia, a conferma arrivano anche i dati di Youtube, che mostra come l’evento sia stato visto da tutto il mondo.

Nelle prime 24 ore dalla pubblicazione, il concerto ha superato i 32 milioni di visualizzazioni, con recensioni entusiastiche della stampa americana, tanto che Variety lo definisce come: “un concerto che ha trasceso religione, nazionalità, età e preferenze musicali e che si avvia a diventare il principale evento culturale della pandemia”.

La testata ha anche pubblicato un focus che racconta di come l’idea sia nata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che voleva proporla come regalo per tutti i milanesi a casa. Nessuno, probabilmente, immaginava un riscontro di questo tipo.

Per paragonarlo a un altro mostro sacro della musica, il concerto di Bocelli ha superato il record di visualizzazioni che prima apparteneva alla performance di Beyoncé a Coachella, che poteva contare un sesto degli spettatori.

Attualmente il video è a quota 36.501.312 visualizzazioni e quasi 900mila like, anche se sono passati quattro giorni dall’evento, il concerto continua a rimanere tra le tendenze dei più visti di YouTube nel nostro paese.

Coronavirus: cane scappa di casa per raggiungere il padrone ricoverato

Stella, una cagnolina di 7 anni, è scappata di casa per andare all’ospedale Cisanello di Pisa, dove il suo padrone è stato ricoverato per il Covid-19 nel reparto di terapia intensiva. Il pastore tedesco è stata ritrovata a girovagare nei pressi della struttura ospedaliera nei giorni scorsi. Stella aveva aspettato il suo padrone per giorni, prima di fuggire dalla casa dei parenti dell’uomo che la stavano accudendo e percorrere chilometri per ritrovare l’uomo che l’aveva adottata anni prima.

Purtroppo il suo padrone non ce l’ha fatta e ora verrà adottata da uno dei parenti del defunto. La sua storia è stata raccontata dall’associazione Sportello Tutela Animali ed è diventata virale sul web in poco tempo. “È straordinario leggere come la vicenda di Stella, canina di 7 anni rimasta senza padrone ed in cerca di adozione, abbia suscitato in questo momento tanta commozione e abbia coinvolto moltissime persone che si sono interessate a lei e che hanno preso a cuore questa vicenda. Grazie davvero!
Per fortuna Stella ha trovato una nuova famiglia,
dove presto potrà essere trasferita”, hanno scritto su Facebook i volontari, che si sono adoperati per trovarle una nuova famiglia.

Coronavirus, Viaggio in una New York mai vista

La Grande Mela è la sua casa da otto anni ormai. E’ lì che la carpigiana Martina Guandalini ha scelto di vivere dedicandosi al suo lavoro di architetto, creative director e dj. Una metropoli che, sconvolta dall’emergenza coronavirus, ha completamente cambiato i suoi contorni: “New York, la città che non dorme mai, sembra si stia riposando per la prima volta”, racconta.

La Grande Mela è la sua casa da otto anni ormai. E’ lì che la carpigiana Martina Guandalini ha scelto di vivere dedicandosi al suo lavoro di architetto, creative director e dj. Una metropoli che, sconvolta dall’emergenza coronavirus, ha completamente cambiato i suoi contorni: “New York, la città che non dorme mai, sembra si stia riposando per la prima volta. Io abito a Manhattan, nel Lower East Side, un quartiere storico con case piuttosto piccole. Oggi il mio unico contatto con l’esterno è rappresentato da due finestre e le tipiche scale americane anti incendio che danno su un cortile interno dal quale non mi accorgo di molto. La primavera è arrivata anche qui, per la prima volta sento gli uccellini cantare così come, alla sera, alle 19, ascolto i battiti delle mani dei residenti. Un gesto simbolico che ci tiene uniti e ci fa sentore meno soli”.

New York, epicentro negli Stati Uniti della pandemia, come si sta attrezzando per arginare i contagi?
“Il Governo ha esteso la quarantena fino alla fine del mese di aprile. Ad oggi le misure sono diventate molto più rigide. I parchi sono chiusi e già da molte settimane se non sei un lavoratore fondamentale lavori da casa. Il mio isolamento dura ormai da 25 giorni potenti proseguire la mia attività professionale in smart working. Se vieni sorpreso per strada intento in attività non di stretta necessità, come fare la spesa ad esempio, vieni sanzionato con multa di oltre mille dollari”.

Come giudichi fino a questo momento l’operato dell’amministrazione Trump?
“A esclusione della prima settimana, quando si sono verificati i primi contagi, dove hanno agito con una certa lentezza, sono soddisfatta di come si stanno comportando ma il merito va al governatore Cuomo: è lui l’emblema di questa emergenza colossale che, soprattutto New York, deve fronteggiare. Il motore trainante che sta riuscendo a farsi sentire molto vicino ai propri cittadini grazie a un buon grado di empatia.
Trump ha previsto una serie di aiuti economici che per ora però non abbiamo ancora visto, come lo Stimulus Package: ogni cittadino che paga le tasse sotto a un certo salario annuale, riceverà 1.200 dollari direttamente sul conto corrente in circa 3/6 settimane. La disoccupazione sta funzionando bene, almeno nel caso di mio marito. Lui si occupa di film making e quindi tutti i set fotografici e cinematografici al momento sono chiusi. Tutti i lavoratori del settore hanno dovuto chiedere l’unemployment che però per ora sta funzionando bene. Il problema numero uno restano gli affitti altissimi e non ancora bloccati come invece è stato disposto in altri stati come la California ad esempio”.

Come è cambiato il tuo modo di trascorrere le giornate?
“Io vivo insieme a mio marito e ai nostri due gatti, una è incinta e i cuccioli nasceranno in questa quarantena. Questo periodo per me rappresenta l’occasione di vivere un momento meno frenetico e più casalingo e lo sto amando particolarmente. Sono una persona molto energetica ma anche metodica e quindi la quarantena non mi pesa.
Prima di iniziare l’isolamento, il 14 marzo, appena tornata da un viaggio di lavoro da Chicago, indossavo una pelliccia mentre l’ultima volta che sono uscita, qualche giorno fa, bastava una giacca di pelle. Mi ha sconvolta il fatto di essermi persa un mese di vita. Mi pare di essere in letargo! NY è vuota, le strade sono completamente deserte. L’atmosfera è surreale ma bellissima. Regna il silenzio e puoi camminare in mezzo alla strada. Vivendo a Manhattan mi sono concessa una camminata da casa mia fino a Time Square.
Sono stata molto attenta, non ho parlato con nessuno, indossavo mascherina e guanti e non ho preso nessuno mezzo. Non avrei mai immaginato di camminare da sola in pieno giorno in mezzo a Fifth Avenue e di vedere Time Square completamente spopolata”.

Smart working, spesa a domicilio… sono realtà consolidate o è andato tutto in tilt come in Italia?
“Lo smart working funziona benissimo, il fondatore dello studio per il quale lavoro ha fatto in modo che io e il resto del mio team potesse lavorare da casa senza problemi. La spesa a domicilio non ha subito battute d’arresto e noi che andiamo al supermercato Trader Joe vicino casa, possiamo fare i nostri acquisti in sicurezza dal momento che gli ingressi sono contingentati e tutto si svolge senza troppe paure. Gli americani all’inizio hanno sottovalutato questa emergenza ma d’altronde non sono stati i soli. Tutti noi italiani che viviamo qui abbiamo cercato, anche via social, di sensibilizzare la gente a stare a casa e a non sottovalutare la gravità del momento.Dopo circa dieci giorni hanno capito e devo dire che nelle ultime tre settimane sono davvero fiera della mia città. NY è una città solidale, che fa gruppo. Vive di equilibri propri, sicuramente molto eccentrici ed estremi ma nelle situazioni di crisi e di emergenza sa essere coesa.
Io avevo vissuto la stessa cosa durante l’uragano Sandy: un’esperienza pazzesca, senza luce per una settimana. Il covid-19 però comporterà un cambio radicale”.

La sanità newyorkese sarà in grado di fronteggiare l’ondata di ricoveri?
“Non so darti un quadro realistico, per ora sta succedendo più o meno come in Italia. Alcuni palazzetti e grandi spazi sono stati adibiti a ospedali e a strutture di sostegno per l’emergenza. In una metropoli come New York, le fasce più colpite sono le minoranze, come gli homeless, i senzatetto. Anche qui inizia a esserci il problema dei tanti decessi e quindi dei tanti corpi a cui far fronte ma per ora la situazione pare essere sotto controllo. Proprio oggi, (ndr – martedì 7 aprile) NY ha segnato il giorno con il più alto numero di decessi, 731. Un’altra emergenza è la mancanza di personale. Un amico che studia medicina, proprio ieri, ha iniziato a fare il volontario”.

Quanto è dura vivere in una metropoli in lockdown? Hai paura?
“Credo la vita in una metropoli non sia più dura, a parte il fatto che non abbiamo l’auto e viviamo in case più piccole. Questo sicuramente incide sulla comodità ma abbiamo tutto a portata di quartiere. Quindi senza dover lasciare il proprio blocco, riesci a svolgere tutte le attività necessarie. No, non ho paura, le poche volte che esco per necessità mi sento al sicuro. Solo i primissimi giorni quando nessuno indossava la maschera, solo io, per richiesta della mia famiglia in Italia, la gente mi guardava stranita. Ora c’è un buon senso civico e io mi sento tranquilla. I quartieri più colpiti sono Brooklyn, anche per la presenza della comunità ebraica ortodossa degli Hasidic, estremamente chiusa. Hanno regole fisse, sono chiusi, e per ora nessuno è riuscito a interrompere le loro consuetudini.Ogni giorno riceviamo update via messaggio, grazie alle quali veniamo informati di tutto ciò che si sta facendo in città. Qui tante fabbriche per l’emergenza hanno iniziato a fare mascherine e respiratori, come in Italia. Piccole imprese potranno beneficiare di prestiti che forse non dovranno essere restituiti (tutto si vedrà col tempo ovvio) e sono stati predisposti pasti gratuiti soprattutto per i tanti adolescenti homeless che in questo momento vengono sostenuti ancor di più con la chiusura delle scuole”.

Quanto ti manca in questo momento Carpi e la tua famiglia?
“Mi mancano mia sorella Giulia e i miei genitori ed è strano sapere che i viaggi in questo momento siano limitati. Chi vive all’estero da tanto è però abituato ad avere un certo distacco e a pensare sempre positivo altrimenti sarebbe troppo doloroso. Con la mia famiglia ci sentiamo sempre, fortunatamente stanno tutti bene e lavorando da casa posso anche chiamarli di più.
Ad aprile avrei dovuto partecipate al Salone del mobile per presentare la mia prima collezione di mobili e gustavamo già il momento in cui ci saremmo potuti abbracciare forte. Aspetteremo ancora. Non vedo l’ora di poter salire su un aero verso l’Italia. Presto. Nel frattempo Dezeen, testata di design numero uno al mondo, sta organizzando l’edizione zero di un festival virtuale e sono stata invitata a partecipare.
Quindi vedo il lato positivo e sono felice di poter partecipare a un appuntamento completamente nuovo, il primo nel suo genere al mondo. Come dico sempre dall’inizio della pandemia, le evoluzioni portano sempre novità e opportunità. Noi italiani all’estero siamo fieri del nostro Paese e abbiamo il cuore spaccato in due: è terribile che l’Italia abbia dovuto fare da apripista e dare l’esempio a tante altre nazioni ma nessuno si dimenticherà della nostra straordinarietà anche in questo frangente.
La cosa a cui aspiro di più sono gli abbracci che ci daremo, tra amici e famiglia: avranno un sapore diverso, mai provato prima”.

Jessica Bianchi

Terremoto: scossa di magnitudo 4.2 in provincia di Piacenza

Verso le 11.42 di oggi, 16 aprile, è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 in provincia di Piacenza, con epicentro a Cerignale, a una profondità di 3,4 Km. Già ieri sera intorno alle 22 c’era stata un’altra scossa in provincia, magnitudo 3.5, a Ferriere.

Secondo la scala Richter, un evento sismico di magnitudo 4.2 è classificato come terremoto “leggero”e descritto nel modo seguente: oscillazioni evidenti per gli oggetti interni e i danni strutturali agli edifici sono rari.

Il Centro sismologico europeo-mediterraneo e lo United States Geological Survey indicano che una scossa è stata avvertita anche vicino a Genova e Milano. Alcuni utenti sui social segnalano di aver avvertito nettamente il sisma e di aver visto cadere tegole dai tetti. Al momento però non si hanno notizie di danni a cose o persone nelle zone limitrofe, nel piacentino e nel milanese.

Grazie Angeli!

Scrivi un messaggio, una frase, un pensiero per i medici, gli infermieri, i volontari, gli operatori sanitari e tutto il personale impegnato in prima linea nell’emergenza Covid-19.

Martedì 21 aprile, alle ore 11, ascolta e partecipa alla diretta radio e tv su Radio Bruno per dire tutti insieme GRAZIE ANGELI!

Clicca qui e lascia il tuo messaggio>>

Torino: smantellato import illegale di mascherine chirurgiche

La guardia di finanza di Torino ha sequestrato 400mila mascherine importate illecitamente per essere vendute in tutta Italia. A finire nei guai quattro imprenditori cinesi che alla dogana avevano dichiarato che il materiale fosse destinato a servi essenziali (per poter usufruire dello “svincolo diretto”), ma gli imprenditori avevano in progetto di importare 5 milioni di mascherine in una settimana allo stesso modo.

I finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato tutto il materiale grazie a pedinamenti e alla collaborazione con il Nucleo Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Torino. I primi sequestri di 100mila mascherine sono avvenuti a Moncalieri in un market cinese, altrettante sono state trovate in un ristorante sushi a Orbassano, utilizzato come magazzino durante la chiusura, mentre un altro carico era in viaggio verso la Campania.

Ora tutto il materiale sequestrato verrà distribuito alla Protezione Civile.

Coronavirus: l’app per il tracciamento si chiama “Immuni”. Ecco come funziona

E’ ufficiale il contratto con la Bending Spoons, che realizzerà l’app italiana per il tracciamento del contagio da Coronavirus. “Immuni”, così si chiama l’app, è stata realizzata insieme a il centro medico Santagostino di Luca Foresti e ora passerà al vaglio del team di Vittorio Colao. L’app sarà utilizzabile su base volontaria e verrà sperimentata in alcune regioni pilota.

“Immuni” rileverà tramite Bluetooth il “contatto”, in quanto la tecnologia ha un raggio d’azione molto simile alla distanza di sicurezza da mantenere per le norme sanitarie e rileverà il codice anonimo del dispositivo con cui è entrato in contatto.

L’app memorizzerà i codici e, se una persona risulta essere infettata dal Covid-19, l’operatore sanitario riceve il codice col quale può scaricare dal server centrale i dati dell’app del paziente, compresi i codici delle persone “incrociate” dall’infetto. A questo punto il server calcola il rischio di contagio e invia un sms agli smartphone delle persone a rischio.

Non è prevista nessuna geolocalizzazione per motivi di privacy, la funzione però potrebbe essere inserita successivamente con l’autorizzazione delle singole persone. “Immuni” traccerà un diario clinico del proprietario del cellulare, con informazioni come sesso, età, malattie pregresse e assunzione di farmaci. Il diario verrà aggiornato costantemente in caso di presenza di Covid-19 con sintomi, stato di salute e terapie.

La Ue ha dettato regole ferree per l’app: anonimato, niente geolocalizzazione, ok al bluetooth e alla volontarietà, tutte norme che hanno avuto il plauso del Garante Privacy Antonello Soro. Come riporta Tgcom24, Arcuri spera in una massaccia adesione volontaria dei cittadini, per poter supportare il sistema di tracciamento dei contatti per evitare che si possa replicare il contagio. “I dati sulla posizione dei cittadini non sono necessari né consigliati ai fini del tracciamento del contagio”, sottolinea Bruxelles, precisando che l’obiettivo delle app “non è seguire i movimenti delle persone o far rispettare le regole perché creerebbe rilevanti problemi di sicurezza e privacy”.

 

Spettacoli dal vivo, da casa!

Tra i tanti desideri degli italiani ai tempi del Coronavirus c’è la voglia di musica, spettacoli e arte dal vivo.
Torneranno i concerti? Potremo andare di nuovo a teatro, al cinema o entrare in un museo?
Se lo chiedono in tanti adesso, quando tutti gli eventi sono stati annullati o posticipati a data da destinarsi e i musei rimangono chiusi.

In attesa di un ritorno alla normalità (speriamo presto), tra le soluzioni che circolano nei vari siti o nelle discussioni si parla di posti distanziati, controlli della febbre agli ingressi, riduzione degli accessi agli spettacoli magari in orari diversi.

In attesa delle nuove regole, in queste settimane molti artisti si sono esibiti in diretta streaming, qualcuno ha creato nuovi brani in diretta o ha organizzato concerti senza pubblico, come quello di Andrea Bocelli nel Duomo di Milano.

Lo stesso Festival di Sanremo, lo spettacolo musicale più seguito in Italia, rischia di essere spostato perché, se continuerà l’emergenza sanitaria anche per il prossimo anno (il festival si tiene nella città dei fiori a febbraio), gli organizzatori dovranno pensare ad un rinvio, una notizia che per il mondo della musica farà sicuramente “rumore” come la canzone di Diodato, vincitrice dell’ultima edizione.

Purtroppo il mondo dello spettacolo, come tantissimi altri, è in forte difficoltà economica.
Oltre agli artisti sono migliaia le figure professionali che lavorano nel settore: tecnici, allestitori, strutture, produttori, scenografi, personale di sicurezza e tutto l’indotto creato ogni volta dagli spettacoli live o dall’organizzazione di una nuova mostra.

Oggi per la musica una proposta per ripartire è quella di organizzare concerti live con il pubblico a casa. Invece del biglietto si potrà acquistare l’accesso alla visone come succede adesso con i film.

Ma siamo sicuri che l’emozione sarà la stessa?
Lo stare insieme, l’attesa dell’evento, cantare, ridere e portare per sempre nel cuore il ricordo di una serata. Voi cosa ne pensate?

In attesa, Radio Bruno resta con voi ogni giorno per tenervi compagni con musica, notizie ed intrattenimento: alla radio, in tv, sui cellulari e Smart Speaker.

Genova: papà assiste al parto in diretta da casa

Prima dell’emergenza la tecnologia era vista da molti come un possibile pericolo di alienazione e isolamento sociale, ma oggi, con l’obbligo di restare a casa, sta permettendo a tanti di lavorare (smart working), studiare, restare in contatto con parenti ed amici e di assistere a spettacoli.
Oggi, grazie alla tecnologia, un padre ha potuto assistere alla nascita del figlio.
E’ successo all’ospedale San Martino di Genova, dove grazie alla diretta video con un tablet, il papà ha potuto seguite in diretta la gestazione e partecipare ad uno dei momenti più emozionanti della vita, quello della nascita di un figlio.

I neo genitori adesso sperano che la tecnologia potrà aiutarli anche quando il piccolo tornerà a casa. Sì, perché proprio i più piccoli con rischiano di soffrire per il perdurare della quarantena tra le mura domestiche. Quindi, cosa fare?
Cartoni animati, fiabe, disegni, giochi da tavolo, nascondino, cacce al tesoro: ogni giorno il “povero genitore” deve inventarsi qualcosa per contenere l’energia e la creatività del pargoletto.
Molti stanno rimpiangendo il lavoro in ufficio, le discussioni con i colleghi e il capo, perché lo smart working con un “pericolo” sotto il metro e venti che si aggira tra le pareti di casa non è facile.
Voi cosa fate? Come coinvolgete i vostri figli?
In un primo momento, avere un bambino era una bella scusa per uscire a fare una passeggiata nonostante i divieti, ma dopo 40 giorni di “prigionia” qualcuno sta costruendo un razzo per spedire nello spazio “il piccolo astronauta”… anche solo per qualche ora.
Ma sappiamo che alla sera, quando la “belva” finalmente trova il riposo, anche il genitore più stanco sorride, perché stare insieme ed uniti è importante e resterà per sempre nei ricordi di adulti e bambini.

Sting, rinviata al 2021 la data di Parma

Sting rimanda il tour europeo al 2021. L’artista avrebbe dovuto esibirsi sui palchi di Germania, Francia, Svezia, Danimarca, Lussemburgo, Repubblica Ceca, Olanda, Belgio, Polonia, Austria, Spagna tra giugno e agosto, per poi riprendere con i concerti nei palasport a settembre.

Ora tutte le date slittano di un anno, compresa quella di Parma, che passa dal 23 luglio 2020 al 20 luglio 2021. I biglietti precedentemente acquistati, come fa sapere Live Nation, rimarranno validi per la nuova data.

Andrea Bocelli: record di visualizzazioni per il suo concerto al Duomo di Milano

Secondo quanto riporta Variety, il concerto di Pasqua di Andrea Bocelli è stato l’evento culturale principale durante la pandemia, a conferma arrivano anche i dati di Youtube, che mostra come l’evento sia stato visto da tutto il mondo.

Nelle prime 24 ore dalla pubblicazione, il concerto ha superato i 32 milioni di visualizzazioni, con recensioni entusiastiche della stampa americana, tanto che Variety lo definisce come: “un concerto che ha trasceso religione, nazionalità, età e preferenze musicali e che si avvia a diventare il principale evento culturale della pandemia”.

La testata ha anche pubblicato un focus che racconta di come l’idea sia nata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che voleva proporla come regalo per tutti i milanesi a casa. Nessuno, probabilmente, immaginava un riscontro di questo tipo.

Per paragonarlo a un altro mostro sacro della musica, il concerto di Bocelli ha superato il record di visualizzazioni che prima apparteneva alla performance di Beyoncé a Coachella, che poteva contare un sesto degli spettatori.

Attualmente il video è a quota 36.501.312 visualizzazioni e quasi 900mila like, anche se sono passati quattro giorni dall’evento, il concerto continua a rimanere tra le tendenze dei più visti di YouTube nel nostro paese.

Coronavirus: cane scappa di casa per raggiungere il padrone ricoverato

Stella, una cagnolina di 7 anni, è scappata di casa per andare all’ospedale Cisanello di Pisa, dove il suo padrone è stato ricoverato per il Covid-19 nel reparto di terapia intensiva. Il pastore tedesco è stata ritrovata a girovagare nei pressi della struttura ospedaliera nei giorni scorsi. Stella aveva aspettato il suo padrone per giorni, prima di fuggire dalla casa dei parenti dell’uomo che la stavano accudendo e percorrere chilometri per ritrovare l’uomo che l’aveva adottata anni prima.

Purtroppo il suo padrone non ce l’ha fatta e ora verrà adottata da uno dei parenti del defunto. La sua storia è stata raccontata dall’associazione Sportello Tutela Animali ed è diventata virale sul web in poco tempo. “È straordinario leggere come la vicenda di Stella, canina di 7 anni rimasta senza padrone ed in cerca di adozione, abbia suscitato in questo momento tanta commozione e abbia coinvolto moltissime persone che si sono interessate a lei e che hanno preso a cuore questa vicenda. Grazie davvero!
Per fortuna Stella ha trovato una nuova famiglia,
dove presto potrà essere trasferita”, hanno scritto su Facebook i volontari, che si sono adoperati per trovarle una nuova famiglia.

Coronavirus, Viaggio in una New York mai vista

La Grande Mela è la sua casa da otto anni ormai. E’ lì che la carpigiana Martina Guandalini ha scelto di vivere dedicandosi al suo lavoro di architetto, creative director e dj. Una metropoli che, sconvolta dall’emergenza coronavirus, ha completamente cambiato i suoi contorni: “New York, la città che non dorme mai, sembra si stia riposando per la prima volta”, racconta.

La Grande Mela è la sua casa da otto anni ormai. E’ lì che la carpigiana Martina Guandalini ha scelto di vivere dedicandosi al suo lavoro di architetto, creative director e dj. Una metropoli che, sconvolta dall’emergenza coronavirus, ha completamente cambiato i suoi contorni: “New York, la città che non dorme mai, sembra si stia riposando per la prima volta. Io abito a Manhattan, nel Lower East Side, un quartiere storico con case piuttosto piccole. Oggi il mio unico contatto con l’esterno è rappresentato da due finestre e le tipiche scale americane anti incendio che danno su un cortile interno dal quale non mi accorgo di molto. La primavera è arrivata anche qui, per la prima volta sento gli uccellini cantare così come, alla sera, alle 19, ascolto i battiti delle mani dei residenti. Un gesto simbolico che ci tiene uniti e ci fa sentore meno soli”.

New York, epicentro negli Stati Uniti della pandemia, come si sta attrezzando per arginare i contagi?
“Il Governo ha esteso la quarantena fino alla fine del mese di aprile. Ad oggi le misure sono diventate molto più rigide. I parchi sono chiusi e già da molte settimane se non sei un lavoratore fondamentale lavori da casa. Il mio isolamento dura ormai da 25 giorni potenti proseguire la mia attività professionale in smart working. Se vieni sorpreso per strada intento in attività non di stretta necessità, come fare la spesa ad esempio, vieni sanzionato con multa di oltre mille dollari”.

Come giudichi fino a questo momento l’operato dell’amministrazione Trump?
“A esclusione della prima settimana, quando si sono verificati i primi contagi, dove hanno agito con una certa lentezza, sono soddisfatta di come si stanno comportando ma il merito va al governatore Cuomo: è lui l’emblema di questa emergenza colossale che, soprattutto New York, deve fronteggiare. Il motore trainante che sta riuscendo a farsi sentire molto vicino ai propri cittadini grazie a un buon grado di empatia.
Trump ha previsto una serie di aiuti economici che per ora però non abbiamo ancora visto, come lo Stimulus Package: ogni cittadino che paga le tasse sotto a un certo salario annuale, riceverà 1.200 dollari direttamente sul conto corrente in circa 3/6 settimane. La disoccupazione sta funzionando bene, almeno nel caso di mio marito. Lui si occupa di film making e quindi tutti i set fotografici e cinematografici al momento sono chiusi. Tutti i lavoratori del settore hanno dovuto chiedere l’unemployment che però per ora sta funzionando bene. Il problema numero uno restano gli affitti altissimi e non ancora bloccati come invece è stato disposto in altri stati come la California ad esempio”.

Come è cambiato il tuo modo di trascorrere le giornate?
“Io vivo insieme a mio marito e ai nostri due gatti, una è incinta e i cuccioli nasceranno in questa quarantena. Questo periodo per me rappresenta l’occasione di vivere un momento meno frenetico e più casalingo e lo sto amando particolarmente. Sono una persona molto energetica ma anche metodica e quindi la quarantena non mi pesa.
Prima di iniziare l’isolamento, il 14 marzo, appena tornata da un viaggio di lavoro da Chicago, indossavo una pelliccia mentre l’ultima volta che sono uscita, qualche giorno fa, bastava una giacca di pelle. Mi ha sconvolta il fatto di essermi persa un mese di vita. Mi pare di essere in letargo! NY è vuota, le strade sono completamente deserte. L’atmosfera è surreale ma bellissima. Regna il silenzio e puoi camminare in mezzo alla strada. Vivendo a Manhattan mi sono concessa una camminata da casa mia fino a Time Square.
Sono stata molto attenta, non ho parlato con nessuno, indossavo mascherina e guanti e non ho preso nessuno mezzo. Non avrei mai immaginato di camminare da sola in pieno giorno in mezzo a Fifth Avenue e di vedere Time Square completamente spopolata”.

Smart working, spesa a domicilio… sono realtà consolidate o è andato tutto in tilt come in Italia?
“Lo smart working funziona benissimo, il fondatore dello studio per il quale lavoro ha fatto in modo che io e il resto del mio team potesse lavorare da casa senza problemi. La spesa a domicilio non ha subito battute d’arresto e noi che andiamo al supermercato Trader Joe vicino casa, possiamo fare i nostri acquisti in sicurezza dal momento che gli ingressi sono contingentati e tutto si svolge senza troppe paure. Gli americani all’inizio hanno sottovalutato questa emergenza ma d’altronde non sono stati i soli. Tutti noi italiani che viviamo qui abbiamo cercato, anche via social, di sensibilizzare la gente a stare a casa e a non sottovalutare la gravità del momento.Dopo circa dieci giorni hanno capito e devo dire che nelle ultime tre settimane sono davvero fiera della mia città. NY è una città solidale, che fa gruppo. Vive di equilibri propri, sicuramente molto eccentrici ed estremi ma nelle situazioni di crisi e di emergenza sa essere coesa.
Io avevo vissuto la stessa cosa durante l’uragano Sandy: un’esperienza pazzesca, senza luce per una settimana. Il covid-19 però comporterà un cambio radicale”.

La sanità newyorkese sarà in grado di fronteggiare l’ondata di ricoveri?
“Non so darti un quadro realistico, per ora sta succedendo più o meno come in Italia. Alcuni palazzetti e grandi spazi sono stati adibiti a ospedali e a strutture di sostegno per l’emergenza. In una metropoli come New York, le fasce più colpite sono le minoranze, come gli homeless, i senzatetto. Anche qui inizia a esserci il problema dei tanti decessi e quindi dei tanti corpi a cui far fronte ma per ora la situazione pare essere sotto controllo. Proprio oggi, (ndr – martedì 7 aprile) NY ha segnato il giorno con il più alto numero di decessi, 731. Un’altra emergenza è la mancanza di personale. Un amico che studia medicina, proprio ieri, ha iniziato a fare il volontario”.

Quanto è dura vivere in una metropoli in lockdown? Hai paura?
“Credo la vita in una metropoli non sia più dura, a parte il fatto che non abbiamo l’auto e viviamo in case più piccole. Questo sicuramente incide sulla comodità ma abbiamo tutto a portata di quartiere. Quindi senza dover lasciare il proprio blocco, riesci a svolgere tutte le attività necessarie. No, non ho paura, le poche volte che esco per necessità mi sento al sicuro. Solo i primissimi giorni quando nessuno indossava la maschera, solo io, per richiesta della mia famiglia in Italia, la gente mi guardava stranita. Ora c’è un buon senso civico e io mi sento tranquilla. I quartieri più colpiti sono Brooklyn, anche per la presenza della comunità ebraica ortodossa degli Hasidic, estremamente chiusa. Hanno regole fisse, sono chiusi, e per ora nessuno è riuscito a interrompere le loro consuetudini.Ogni giorno riceviamo update via messaggio, grazie alle quali veniamo informati di tutto ciò che si sta facendo in città. Qui tante fabbriche per l’emergenza hanno iniziato a fare mascherine e respiratori, come in Italia. Piccole imprese potranno beneficiare di prestiti che forse non dovranno essere restituiti (tutto si vedrà col tempo ovvio) e sono stati predisposti pasti gratuiti soprattutto per i tanti adolescenti homeless che in questo momento vengono sostenuti ancor di più con la chiusura delle scuole”.

Quanto ti manca in questo momento Carpi e la tua famiglia?
“Mi mancano mia sorella Giulia e i miei genitori ed è strano sapere che i viaggi in questo momento siano limitati. Chi vive all’estero da tanto è però abituato ad avere un certo distacco e a pensare sempre positivo altrimenti sarebbe troppo doloroso. Con la mia famiglia ci sentiamo sempre, fortunatamente stanno tutti bene e lavorando da casa posso anche chiamarli di più.
Ad aprile avrei dovuto partecipate al Salone del mobile per presentare la mia prima collezione di mobili e gustavamo già il momento in cui ci saremmo potuti abbracciare forte. Aspetteremo ancora. Non vedo l’ora di poter salire su un aero verso l’Italia. Presto. Nel frattempo Dezeen, testata di design numero uno al mondo, sta organizzando l’edizione zero di un festival virtuale e sono stata invitata a partecipare.
Quindi vedo il lato positivo e sono felice di poter partecipare a un appuntamento completamente nuovo, il primo nel suo genere al mondo. Come dico sempre dall’inizio della pandemia, le evoluzioni portano sempre novità e opportunità. Noi italiani all’estero siamo fieri del nostro Paese e abbiamo il cuore spaccato in due: è terribile che l’Italia abbia dovuto fare da apripista e dare l’esempio a tante altre nazioni ma nessuno si dimenticherà della nostra straordinarietà anche in questo frangente.
La cosa a cui aspiro di più sono gli abbracci che ci daremo, tra amici e famiglia: avranno un sapore diverso, mai provato prima”.

Jessica Bianchi

Terremoto: scossa di magnitudo 4.2 in provincia di Piacenza

Verso le 11.42 di oggi, 16 aprile, è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 4.2 in provincia di Piacenza, con epicentro a Cerignale, a una profondità di 3,4 Km. Già ieri sera intorno alle 22 c’era stata un’altra scossa in provincia, magnitudo 3.5, a Ferriere.

Secondo la scala Richter, un evento sismico di magnitudo 4.2 è classificato come terremoto “leggero”e descritto nel modo seguente: oscillazioni evidenti per gli oggetti interni e i danni strutturali agli edifici sono rari.

Il Centro sismologico europeo-mediterraneo e lo United States Geological Survey indicano che una scossa è stata avvertita anche vicino a Genova e Milano. Alcuni utenti sui social segnalano di aver avvertito nettamente il sisma e di aver visto cadere tegole dai tetti. Al momento però non si hanno notizie di danni a cose o persone nelle zone limitrofe, nel piacentino e nel milanese.

Grazie Angeli!

Scrivi un messaggio, una frase, un pensiero per i medici, gli infermieri, i volontari, gli operatori sanitari e tutto il personale impegnato in prima linea nell’emergenza Covid-19.

Martedì 21 aprile, alle ore 11, ascolta e partecipa alla diretta radio e tv su Radio Bruno per dire tutti insieme GRAZIE ANGELI!

Clicca qui e lascia il tuo messaggio>>

Torino: smantellato import illegale di mascherine chirurgiche

La guardia di finanza di Torino ha sequestrato 400mila mascherine importate illecitamente per essere vendute in tutta Italia. A finire nei guai quattro imprenditori cinesi che alla dogana avevano dichiarato che il materiale fosse destinato a servi essenziali (per poter usufruire dello “svincolo diretto”), ma gli imprenditori avevano in progetto di importare 5 milioni di mascherine in una settimana allo stesso modo.

I finanzieri hanno rinvenuto e sequestrato tutto il materiale grazie a pedinamenti e alla collaborazione con il Nucleo Antifrode dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli di Torino. I primi sequestri di 100mila mascherine sono avvenuti a Moncalieri in un market cinese, altrettante sono state trovate in un ristorante sushi a Orbassano, utilizzato come magazzino durante la chiusura, mentre un altro carico era in viaggio verso la Campania.

Ora tutto il materiale sequestrato verrà distribuito alla Protezione Civile.

Automobilista muore in un incidente accaduto nel Modenese

Un tragico incidente stradale è accaduto nella tarda mattinata di oggi, giovedì 18 giugno, poco prima di mezzogiorno, in via Confine, incrocio con via...